Strategia e tattica: la ricerca di concetti utili per la pallavolo

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ARTICOLO ORIGINALE

GUIMARÃES, Michel [1]

GUIMARÃES, Michel. Strategia e tattica: la ricerca di concetti utili per la pallavolo. Revista Científica Multidisciplinar Núcleo do Conhecimento. Anno 05, Ed. 08, Vol. 03, pp. 69-80. nell’agosto 2020. ISSN: 2448-0959, collegamento di accesso: https://www.nucleodoconhecimento.com.br/educazione-fisica-it/strategia-e-tattica

Le parole strategia e tattica sono ampiamente utilizzate nell’ambiente sportivo, anche nella pratica della pallavolo. Molti allenatori e atleti usano queste parole senza capire il vero significato di ciascuno, e questo è dovuto, in gran parte, alla mancanza di materiale didattico che chiarisce tali concetti e fa una connessione diretta con l’uso nello sport, e questo problema è problematico da questo articolo. Questo studio mira a esporre i concetti di strategia e tattica con chiarezza sui loro rispettivi significati e su come applicarli, con convinzione, soprattutto, nell’ambiente sportivo della pallavolo. Per questo, l’articolo porta concetti di strategia e tattica, così come alcuni usi dei termini in ambito militare, aziendale e sportivo, attraverso la ricerca bibliografica. Tra le considerazioni che questo articolo permette di essere raccolto, mettiamo in evidenza il chiarimento sul concetto di tattiche individuali nello sport, permette, a qualsiasi stratega, una riflessione sull’importanza delle prestazioni individuali del giocatore all’interno della tattica di squadra.

Parole chiave: Strategia, tattica, pallavolo.

1. INTRODUZIONE

I concetti di strategia e tattica sono molto ben definiti nello scenario militare perché sono stati a lungo utilizzati in battaglie e guerre. Secondo Sun Tzu (2016), i resoconti storici parlano dell’uso di questi concetti da circa 2.500 anni fa nell’antica Cina, avendo come suo più grande precursore il generale cinese stesso, Sun Tzu.

Nello scenario aziendale, è passato un po’ di tempo da quando le grandi aziende hanno utilizzato i concetti portati da Sun Tzu, circoscritti con le rettifiche adeguate e necessarie al contesto aziendale. Le aziende e le organizzazioni li utilizzano per pianificare e strutturare la loro crescita nel mercato, delineando che ogni livello gerarchico dell’organizzazione aziendale ha la sua quota di contributo.

Nello sport, anche i termini “strategia” e “tattica” sono ampiamente utilizzati, come registrato nella letteratura e nei media relativi alla zona. Tuttavia, essi sembrano non essere molto chiari circa i loro significati e i loro contributi all’interno del processo sportivo.

Contribuendo alla suddetta diagnosi, Bompa (2005) parla della confusione che ancora esiste in relazione ai concetti di strategia e tattica nello sport, riportando sulla preferenza regionale nell’uso dei termini, affermando che, in alcuni luoghi, l’uso della parola strategia è preferito e, in altri, l’uso della parola tattica per definire le stesse azioni.

Questo studio porterà l’origine dei concetti di strategia e tattica, così come alcune altre versioni utilizzate negli ambienti militari, aziendali e sportivi.

Alla fine, si prevede di presentare una proposta concettuale sulla strategia sportiva e tattiche per l’uso, principalmente, nell’ambiente sportivo della pallavolo.

2. STRATEGIA E TATTICA: ORIGINE

Secondo Meirelles (1995 apud SANTOS, 2011), la parola strategia ha origine greca e significava, in un primo momento, ‘l’arte del generale’, ma con il passare del tempo e il suo uso sui campi di battaglia, ha subito cambiamenti, venendo definito come “Generale, l’arte e la scienza di condurre un esercito lungo un percorso”.

Secondo Bompa (2005) anche la tattica, così come la strategia, ha origine greca, dove la tattica è stata chiamata taktika e significava modi di organizzazione, mentre, strategia è stata chiamata strategos e significava arte generale o generale.

Durante la ricerca dei significati di entrambe le parole nel dizionario, si trova la seguente definizione per la strategia: “sf 1. Organizzazione e pianificazione delle operazioni di guerra; stratagemma, tattiche; 2. da ext stratagemma, mattina, astuzia. (AMORA, 2000, p. 292). Già tattica è definita in questo modo: “sf 1. Arte di smaltire e ordinare truppe per il combattimento; 2. fig abile modo utilizzato per gestire qualsiasi attività” (AMORA, 2000, p. 710).

Strategia e tattica, sono quindi parole di origine greca, applicate, in precedenza, con maggiore enfasi sull’area militare.

3. STRATEGIA E TATTICHE IN CAMPO MILITARE

Le espressioni ‘strategia’ e ‘tattica’ hanno guadagnato maggiore notorietà dopo la registrazione e la pubblicazione dell’opera ‘L’arte della guerra’, un testo millenario in cui il modo in cui il generale cinese Sun Tzu ha applicato i due concetti nelle battaglie e nelle guerre in cui è stato coinvolto.

Secondo Herrera (2007), nel suo lavoro, Sun Tzu commenta che le tattiche responsabili delle vittorie nelle battaglie sono state facilmente percepite dagli uomini. Tuttavia, le strategie che ha architedato, responsabile della guida delle tattiche, queste non sono state notate.

Il paragrafo precedente ci fa riflettere sull’importanza della strategia per ottenere grandi vittorie e ci fa anche credere che la strategia preceda la tattica. Corroborando l’idea precedente, abbiamo quanto segue:

Strategia e tattica sono classificati separatamente nella teoria della guerra, perché i due termini hanno dimensioni uniche. La strategia si applica a ampi spazi, lunghi periodi e grandi movimenti di truppe. La tattica si riferisce a più piccolo spazio, tempo e contingente. La strategia precede il piano di guerra, mentre le tattiche sono l’azione stessa sul campo di battaglia. (BOMPA, 2005, p. 38-39).

In considerazione di quanto sopra, è possibile dedurre che nei tempi citati c’era una certa gerarchia nell’uso delle espressioni, un ordine in cui viene percepita una cronologia, dove si propone di definire, in primo luogo, una strategia per vincere la guerra, e poi definire quali saranno le tattiche utilizzate in ogni battaglia.

La gerarchia dei concetti di cui sopra è menzionata anche da Chiavenato (2004), dove viene esposta l’idea che l’applicazione di una o più strategie costituisca il modo per vincere una guerra. Pertanto, per ogni strategia può essere necessaria una serie di azioni tattiche. L’autore cita anche la mobilitazione di una specifica truppa come una di queste azioni tattiche.

Sul processo decisionale in una guerra, quando valuta i fattori che portano il generale a decidere quali strategie e tattiche utilizzare, Sun Tzu rivela: “Chi conosce se stesso e conosce il nemico può garantire la vittoria; che conosce il tempo e il terreno, lo raggiungerà in modo assoluto” (TZU, 2011, p. 82).

Così, è evidente che il piano strategico porta a piani tattici, e che entrambi sono definiti tenendo conto: le caratteristiche della truppa stessa, le caratteristiche della truppa nemica, le caratteristiche delle stagioni in cui si combattono le battaglie, e anche i luoghi in cui si svolgono le battaglie.

4. STRATEGIA E TATTICA NELLA SFERA AZIENDALE

Un atto continuo, in termini di business, “la strategia è la mobilitazione di tutte le risorse dell’azienda nell’ambito globale al fine di raggiungere gli obiettivi a lungo termine” (CHIAVENATO, 2004, p. 192). L’autore definisce che la tattica è un piano più piccolo, con un uso specifico delle risorse, con l’obiettivo di soddisfare parte della strategia generale.

Esemplificando l’interazione tra le due concezioni, e anche in una prospettiva temporale, Chiavenato dice: “pianificare per cinque anni in azienda richiede una strategia, che collega i piani tattici di ogni anno compreso in questo periodo” (CHIAVENATO, 2004, p. 192).

Konichi Omae (apud HERRERA, 2006) presenta l’idea che la strategia corrisponda ad azioni volte ad aumentare la forza dell’organizzazione di fronte ai suoi concorrenti. Eppure Herrera (2007) cita il dizionario Houaiss esponendo una delle sue concettualizzazioni sulle tattiche, definendolo come il modo abile per superare le controversie e le avversità attraverso l’organizzazione e l’organizzazione.

Nel mondo aziendale, secondo Chiavenato (2004), le strategie sono definite attraverso la pianificazione strategica dell’azienda, all’interno di una traiettoria che permea le classi superiori dell’organizzazione, come la presidenza e i consigli di amministrazione, mentre le tattiche sono definite attraverso la pianificazione tattica, passando per la classe media dell’organizzazione, come i manager.

L’intero processo che sta alla base della formulazione dei piani di cui sopra, strategici e tattici, tiene conto delle analisi sull’ambiente interno ed esterno dell’azienda, dove sono elencati i punti di forza e di debolezza dell’organizzazione, in parallelo con le opportunità e le minacce del mercato in cui opera.

Pertanto, in questo universo, l’azienda, valutare bene la propria condizione di funzionamento e produttività, e avere ancora una vera chiarezza su come è la domanda di mercato e le prestazioni dei suoi concorrenti, sono i passi fondamentali per raggiungere il successo.

5. STRATEGIA E TATTICA NEL CAMPO SPORTIVO COLLETTIVO

Da un altro apice, nella sfera sportiva collettiva, inizialmente esorta a portare in primo luogo che Bompa (2005, p. 5) ritiene che “gli sport collettivi siano tra gli sport più dinamici, emozionanti, spettacolari e complessi, affascinati dalla maggior parte degli adolescenti che sognano di diventare il prossimo eroe di milioni di appassionati”.

Quando si cerca la definizione di sport nel dizionario, si trova il suo rapporto con la parola sport, che può essere definita come questa: “sm 1. Pratica di esercizi fisici o giochi, individualmente o in squadre; sport; 2. Divertimento, distrazione; 3. Si dice che Adj 2 gàn sia comodo, non formale” (AMORA, 2000, p. 285).

Secondo la definizione precedente, uno sport è anche un gioco che, a sua volta, secondo Cavallari (2013, apud BORIM [201-]), è caratterizzato dal contenere almeno due componenti, essendo la regola e la caratteristica competitiva. Vale a dire, per essere caratterizzato come un gioco, infatti, l’attività deve essere organizzata rispettando una regola e con la ricerca di un vincitore.

Ampiamente utilizzati nello sport, i termini strategia e tattica sono concetti che si intrecciano con facilità. Tuttavia, come abbiamo visto in altri settori, non sono la stessa cosa e, anche se cercano la stessa fine, che è quello di superare una situazione o un avversario, dobbiamo sapere come distinguerli e sottolineare il ruolo di ciascuno.

La strategia riflette l’intenzione dello stratega che, come ci si aspetta in un ambiente competitivo, non viene rivelata agli occhi degli avversari. È legato a ciò che si intende realizzare e al motivo per cui dovrebbe essere realizzato, mentre la tattica ci ricorda come raggiungerlo. Ad esempio, la strategia di qualsiasi squadra, di qualsiasi modalità, può essere quella di concentrare il gioco sul contrattacco a causa della superiorità tecnica dell’avversario. Da lì, c’è bisogno di sviluppare un piano tattico, indicando come la squadra si posizionerà per difendere, come dovrebbe riconquistare il possesso della palla, e non appena lo ha conquistato, come eseguirà il contrattacco. Pertanto, la strategia riflette l’intento, mentre la tattica rivela come implementarlo.

Utilizzando l’esempio citato nel paragrafo precedente, si percepisce che la presunta squadra deciderà per una strategia specifica dopo aver confrontato le proprie forze e le forze dell’avversario, che rivela l’importanza di conoscere le proprie caratteristiche e anche le caratteristiche del loro avversario prima dell’elaborazione di vincere piani strategici e tattici. La necessità di conoscere l’avversario è contenuta nella definizione di Baacke (apud CONFEDERAÇÃO BRASILEIRA DE VOLEIBOL, 1998, p. 161), sulla tattica, dove dice: “la tattica è la totalità delle azioni individuali e collettive, attacco e difesa che, sulla base delle regole e del modo di giocare l’avversario, determinano la concezione della struttura del gioco per ottenere il miglior risultato”.

Come si può vedere nel concetto definito da Baacke (apud CONFEDERAÇÃO BRASILEIRA DE VOLEIBOL, 1998, p. 161), è notevole la rilevanza dello sportivo che ha conoscenza delle regole della modalità in cui opera, giustapposta alla conoscenza dell’avversario, per l’elaborazione di piani di gioco, sia offensivi che difensivi.

Le modalità sportive in cui gli avversari si affrontano direttamente sono praticate attraverso azioni di attacco e difesa, che, per verificarsi in modo coerente, devono seguire strategie e tattiche offensive e difensive precedentemente definite. A proposito di questo, Bompa (2005, p. 39) afferma che “squadre e giocatori eseguono azioni di attacco o di difesa in un gioco, secondo piani tattici pre-stabiliti. Tali azioni tattiche dovrebbero essere parte della struttura strategica del gioco.”

Quando analizziamo gli sport collettivi, dobbiamo dividere la tattica in tattiche collettive e tattiche individuali, in modo che l’analisi sia più completa, perché, vediamo: se una strategia guida le tattiche, quando queste tattiche guidano le azioni di più di un giocatore, ci si aspetta che tali azioni non siano uniformi tra tutti i giocatori, per quanto siano della stessa squadra e per quanto le situazioni siano simili. Ogni giocatore ha il proprio modo di interpretare, decidere e agire di fronte a una situazione specifica, e anche se una data situazione si presenta ugualmente ai giocatori sottoposti alla stessa tattica collettiva, la risposta di questi giocatori sarà potenzialmente diversa. Questa abilità unica di ogni giocatore è chiamata tattica individuale.

Sulla tattica individuale, la Confederação Brasileira de Voleibol (CBV), attraverso uno dei suoi eslizzi, porta il seguente concetto: “la tattica individuale è l’abilità che l’atleta ha da entro un tempo disponibile, analizzare, decidere e rispondere a una situazione di gioco che mira a ottenere il miglior risultato” (CONFEDERAÇÃO BRASILEIRA DE VOLEIBOL, 1998, p. 94).

Secondo Lerbach et al (2002, p. 24), “la tattica individuale è l’uso percettivo della tecnica nel calcolo delle reazioni dell’avversario”.

Seguendo il ragionamento che il trattamento degli sport collettivi permette e provoca l’ordine delle tattiche in collettivo e individuale, e raccontando il contributo di ciò che Carvalho insegna (2014) sulla strategia e tattica aziendale, vale la pena sottolineare alcune caratteristiche che differenziano strategia, tattiche collettive e tattiche individuali, tra di loro, al fine di comprenderle meglio, come il quadro seguente porta :

Tabella 1 – Caratteristiche della strategia, delle tattiche collettive e delle tattiche individuali.

Strategia TATTICHE COLLETTIVE TATTICHE INDIVIDUALI
È uno strumento di PIANIFICAZIONE. Si tratta di uno strumento EXECUTION. È uno strumento esclusivamente INDIVIDUAL.
Essa mira a un
Obiettivo.
Si rivolge a un META. Mira A superare UNA SITUAZIONE.
È associato al
COSA FARE e
PERCHÉ SÌ.
È associato al
COME FARE.
Giunzione del
COSA FARE quando
COME FARE.
Riguarda il futuro, è PROACTIVE. Si occupa del presente, può essere ATTIVO o REACTIVE. Si occupa del dono immediato, è SUPER REACTIVE.
Prestazioni complete, è un PIANO PIÙ GRANDE. Prestazioni ridotte, è un PIANO più piccolo. Prestazioni limitate, è un PIANO SPECIFICO.
Contiene
Tattiche.
Fa parte della STRATEGIA e contiene
TATTICHE INDIVIDUALI.
Fa parte del
TATTICHE COLLETTIVE.

Fonte: elaborazione dell’autore.

È stato, quindi, che per gli sport collettivi, è possibile concettualizzare che la strategia serve come guida per l’applicazione delle tattiche; la tattica collettiva scansiona il modo in cui la squadra si comporterà di fronte a situazioni offensive e difensive; e le tattiche individuali sono caratterizzate dalle decisioni che ogni giocatore farà nel suo tempo di agire.

6. STRATEGIA E TATTICA NELLA PALLAVOLO

Una volta descritte le considerazioni sulla strategia e la tattica, considerando che la pallavolo è uno sport di pratica collettiva, si può concludere che applica le definizioni di strategia e tattica, collettiva e individuale, portate sopra per lo sport collettivo, se non: secondo Bizzochi (2013), la pallavolo è stata inventata nel 1895, nella città di Holyoke, Massachusetts , Stati Uniti, da William George Morgan, ed è definito così dallo stesso autore:

La pallavolo è una partita giocata tra due squadre di sei giocatori, all’interno di un campo rettangolare diviso in due quadrati uguali, separati da una rete. L’obiettivo del gioco è quello di ottenere la palla sopra la rete e cadere nel campo dell’avversario. Ogni squadra può toccare la palla tre volte e ogni giocatore non può farlo di fila. I colpi sulla palla – di solito con le mani e gli avambracci – dovrebbero essere istantanei e non possono tenerlo. I punti sono contestati da un’azione chiamata punteggio e il punto in discussione è la squadra che raggiunge l’obiettivo del gioco. Le partite si gioca in set di 25 punti – ad eccezione del quinto set, giocato con 15 punti -, lasciando vittoriosa la squadra che vince tre set (BIZZOCHI, p. 2013, p.1).

Così, la pallavolo può essere considerata uno sport collettivo, in cui gli avversari si affrontano alternando azioni di attacco e difesa.

La pallavolo si gioca attraverso sei campi tecnici, di cui ritiro, sollevamento e attacco sono i fondamentali classificati come offensivi; e ricezione, blocco e difesa, fondamentali classificati come difensivi.

In una prospettiva di gioco, la squadra di pallavolo deve avere una strategia generale per affrontare il suo avversario, che guida l’elaborazione di strategie specifiche per ogni fondazione o, anche, per ogni gruppo di fondamentali, i cosiddetti sistemi offensivi e difensivi. Dopo l’elaborazione delle strategie citate, quelle generali e specifiche, si sta definendo quali tattiche collettive saranno utilizzate per realizzare le strategie stabilite. A sua volta, la tattica individuale sarà il frutto della percezione e della decisione che il giocatore avrà al momento dell’azione.

Per collaborare con la dichiarazione precedente, mostrerà come i concetti studiati finora possono concentrarsi su una base del gioco, come sulla commissione. Il bottino è la base che inizia la disputa punto nella pallavolo, è seguita da una ricezione dell’avversario, che quando ben eseguito, facilita il sollevamento e l’attacco della squadra che ha ricevuto, quindi, ostacola le azioni difensive della squadra che ha disegnato. Pertanto, è logico pensare che disegnare fortemente può inibire l’aggressività delle azioni di attacco dell’avversario.

Così, quando la strategia complessiva di una squadra è quella di essere aggressivo, spesso durante il gioco, perché considera l’avversario più forte tecnicamente, la squadra in questione cercherà di evitare lo scambio di palle, vale a dire, cerca di finalizzare le dispute punti il più presto possibile. Questa strategia si concentra anche sul pareggio, che sembra avere la seguente strategia specifica: disegnare aggressivamente per “rompere” la ricezione e rendere la palla tornare facilmente o rendere il punto dritto sopra l’avversario. Dopo di che, la tattica, vale a dire il modo in cui la strategia sarà ricercata, inizia a essere definita attraverso le sue variabili, come: quale tecnica, da dove, a dove, quale distanza e quale altezza dovrebbe essere disegnano. La tattica individuale entra in gioco durante l’esecuzione del sacco, dove il sacador deve osservare i giocatori della ricezione dell’avversario e, dopo aver notato una sorta di anticipazione, modificare, all’ultimo momento, una delle variabili tattiche di cui sopra e, se non c’è motivo di apportare tali modifiche, dovrebbe mantenere la programmazione tattica collettiva.

Dopo quanto sopra, è possibile comprendere l’importanza della strategia e tattiche collettive e individuali, così come capire l’interazione tra questi componenti, per raggiungere il successo in una partita di pallavolo.

7. CONSIDERAZIONI FINALI

Anche se la strategia e le tattiche sembrano uguali e cercano lo stesso obiettivo, sono diverse. Queste differenze ci illuminano sulla gerarchia che esiste tra di loro, così come sul contributo di ciascuno nel processo decisionale, sia nell’esercito, aziendale o sportivo.

È chiaro, dopo aver letto questo articolo, che parlare di strategia si riferisce a pensieri e idee che guidano azioni precise, vale a dire azioni tattiche, su qualcosa che è destinato a essere conquistato. Inoltre, l’organizzazione tra i concetti è chiarita, dove si percepisce che per realizzare una strategia consolidata, è necessario definire almeno un’azione tattica, e che può avvenire in vari modi.

Pertanto, si può concettualizzare la strategia come il piano d’azione definito per raggiungere gli obiettivi desiderati, mentre le tattiche possono essere concettualizzate come l’esecuzione organizzata delle procedure necessarie per applicare una strategia definita.

Nello sport, utilizzando le definizioni proposte sopra e le caratteristiche dell’attività sportiva, si può definire la strategia come il piano d’azione definito per superare l’avversario sia in modo offensivo che difensivo.

La tattica può essere definita come l’esecuzione organizzata delle procedure necessarie per conformarsi alle strategie offensive e difensive. A sua volta, la tattica individuale è caratterizzata dall’essere la soluzione trovata e applicata dal giocatore per avere successo in una situazione di opposizione all’avversario.

Il chiarimento sul concetto di tattica individuale nello sport, permette, a qualsiasi stratega, una riflessione sull’importanza delle prestazioni individuali del giocatore all’interno della tattica di squadra.

La realizzazione di questo articolo non ha alcuna intenzione di essere il punto finale sui concetti analizzati e proposti qui, ma piuttosto di essere un punto di partenza in grado di farci riflettere, ancora di più, su di essi. Anche se la strategia e le tattiche sono termini che sono emersi molto tempo fa nell’antica Grecia, e che sono stati ampiamente utilizzati in battaglie militari e guerre, i loro concetti sono attualmente ampiamente utilizzati dalle organizzazioni aziendali e anche da squadre sportive, fatti che mostrano l’importanza di comprendere questi concetti per raggiungere il successo professionale.

RIFERIMENTI

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CHIAVENATO, Idalberto. Introdução a Teoria Geral da Administração. 3. ed. Rio de Janeiro: Elsevier, 2004.

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LERBACH, Antônio Marcos et al. Apostila do Curso Especial de Voleibol. Blumenau: UniSesi, 2002.

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TZU, Sun. A arte da guerra. Adaptação e Prefácio de James Clavell. 56. ed. Rio de Janeiro: Record, 2016.

TZU, Sun. A arte da guerra: os treze capítulos originais. São Paulo: Jardim dos Livros, 2011.

[1] Laureato in Educazione Fisica (UNIASSELVI), Specialista in Scuola di Educazione Fisica (UCEFF), Specialista in Formazione Sportiva (UNOPAR).

Inviato: Luglio 2020.

Approvato: agosto 2020.

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