L’importanza dell’attività notarile e del registro attraverso la responsabilità civile dello Stato

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ARTICOLO ORIGINALE

MACHADO, Daniel Dias [1]

MACHADO, Daniel Dias. L’importanza dell’attività notarile e del registro attraverso la responsabilità civile dello Stato. Revista Científica Multidisciplinar Núcleo do Conhecimento. Anno 06, Ed. 03, Vol. 14, pp. 85-97. marzo 2021. ISSN: 2448-0959, Link di accesso: https://www.nucleodoconhecimento.com.br/legge/dellattivita-notarile

Questo articolo tratta dell’importanza dell’attività notarile e registrale sulla responsabilità civile dello Stato derivante da un atto illecito compiuto dal titolare del servizio notarile e registrale, osservando di presentare responsabilità oggettive o soggettive attraverso l’esercizio della funzione. Per comprendere l’argomento, è stato necessario presentare la responsabilità civile dello Stato e dei professionisti, attraverso uno sviluppo sequenziale e coerente dei concetti fondamentali della responsabilità civile. Tuttavia, l’obiettivo era quello di analizzare direttamente il sistema giuridico brasiliano per questi servizi e professionisti, da questo, per identificare il tipo di responsabilità che verrà attribuita attraverso un possibile danno, poiché sono approvati con fede pubblica. La metodologia utilizzata è la ricerca bibliografica. Si conclude che la responsabilità civile del notarile e dei cancellieri è in realtà soggettiva, tuttavia, la colpa o la colpevolezza deve essere provata, se deve essere risolta per il danno causato, attraverso l’esercizio della funzione.

Parola chiave: Responsabilità civile, notaio, responsabilità civile dello Stato.

1. INTRODUZIONE

Esso è previsto dalla Costituzione federale del 1988 (CF/88) dei servizi notarili e di registrazione, che è determinato il regime giuridico di tali attività, vale a dire la gestione privata della funzione pubblica. È definito come fattori pubblici e privati in un’unica istituzione, essendo una caratteristica peculiare sia del notaio che dei registri pubblici.

Il CF/88 mirava a trasferire ai privati le esecuzioni di attività notarili e di registrazione, integrando in questa determinazione l’onere e il bonus. Quando un delegato autorizzato nell’attività prescelta, ricevere legalmente la remunerazione stabilita, può assumere un professionista in forma celetista, nonché acquistare, affittare, stabilire regole operative, cioè eseguire qualsiasi passo delle amministrazioni private. Pertanto, il suo limite di libertà si basa sulla cosa pubblica e non può smaltire senza imbarazzo la parte pubblica.

In tale contesto, l’obiettivo generale è quello di presentare l’importanza dell’attività notarile e registrale e la responsabilità civile dello Stato per gli atti svolti da notai e cancellieri. E gli obiettivi specifici sono: presentare in modo sintetizzato l’organizzazione statale; presentare i principali aspetti della responsabilità civile e presentare le forme di responsabilità civile dell’ente statale che si assume la responsabilità degli atti di notai e cancellieri.

Nel CF/88 si esprime che le persone giuridiche di diritto privato risponderanno obiettivamente al danno causato, tuttavia, il tema diventa rilevante per lo studio volto a comprendere in che misura si applica ai servizi notarili e di registrazione. Pertanto, questo articolo è giustificato nel comprendere la difficoltà di stabilire la responsabilità dei dichiaranti e dei notai sulla base del rispetto delle determinazioni e dei requisiti normativi, poiché la responsabilità oggettiva finisce per richiedere la prova del danno e anche il nesso di causalità.

Come in tutte le attività, qualsiasi esercizio delle professioni pubbliche può comportare una serie di responsabilità, che si traducono in funzioni, più specificamente, la legge dei notai e dei cancellieri, in cui il comportamento delegato è corrispondente a pochissimi diritti, la cui sproporzione è esattamente il rapporto giuridico basato sulla delega pubblica proposta costituzionalmente.

Il problema sta proprio nel presentare l’entità di questa responsabilità, che non richiede alcuna prova di colpevolezza, cioè soggettiva o oggettiva dell’agente pubblico. Pertanto, è rilevante comprendere questa indipendenza legale, la cui analisi sarà rilevante per capire se questi professionisti rispondono soggettivamente.

L’ipotesi si basa sul coinvolgimento dello Stato, in quanto ha l’obbligo di evitare qualsiasi risultato dannoso, in quanto ad esso direttamente collegato, garantendo l’intangabilità patrimoniale che prevede per la pubblica amministrazione un modo di agire individualizzato.

La metodologia è la ricerca bibliografica, qualitativa, descrittiva ed esplorativa. Essere una ricerca bibliografica attraverso la ricerca della conoscenza attraverso il supporto di libri, articoli, monografie, pubblicazioni periodiche, tra gli altri, di carattere qualitativo dal fenomeno dell’interpretazione studiata, descrittivo attraverso l’esprimere gli obiettivi osservati, senza interferire nel contesto, ed esplorativo per fornire maggiori informazioni sull’argomento.

2. ASPETTI GENERALI DELL’ATTIVITÀ NOTARILE E REGISTRALE

Al momento della scoperta del Brasile da parte del Portogallo, cioè nei primi anni, la corona portoghese delegava alcuni compiti ai suoi dipendenti, il cui obiettivo era quello di legare le terre brasiliane al re del Portogallo, il cui nome di queste terre era Seis Marias (SOUZA, 2009).

Secondo l’intesa di Souza (2009), a quel tempo c’era già la registrazione di queste terre, poiché, in questo modo il re poteva avere il massimo controllo su di esse, vigoroso fino all’indipendenza del Brasile, dove la Costituzione dell’Impero salvò il diritto di proprietà.

Tuttavia, quando la legge fondiare n. 601/1850 entrò in vigore (BRASIL, 1850), emersero le cosiddette terre devote, e al vicario fu assegnato di rilasciare in libro le future dichiarazioni dei proprietari terrieri e, allo stesso tempo, gli fu anche affidato il rilascio di queste dichiarazioni al Delegato Generale delle terre pubbliche di ogni provincia (MELLO, 2017).

Vale la pena ricordare che, il registro del vicario è stato creato con decreto n. 1.318/1854, che è venuto per essere in grado di regolare la legge n. 601/1850, poiché quest’ultimo si basava solo sulla natura dichiarativa, cioè non aveva l’attività di trasferimento degli immobili, poiché fino a quel momento non aveva modo di trasmetterli per contatto, cioè veniva trasmesso solo con la consegna di merci (BRASIL, 1854).

Solo nel 1864 fu creata la Cancelleria Generale, che finì per istituire il trasferimento di beni immobili che fu trascritto in documenti, cioè non effettuava più il trasferimento con semplice tradizione, che conferiva solo il carattere di pubblicità per l’atto formale, tuttavia, non eseguiva la prova del dominio del bene immobile, e rivendicò tale requisito solo con l’avvento del codice civile del 1916 (MELLO , 2017).

Così, il codice civile del 1916 ha finito per sostituire l’anagrafe generale per la registrazione degli immobili, che garantiva che l’immobile sarebbe stato acquisito solo mediante trascrizione del titolo di proprietà mediante l’ambito di registrazione degli immobili, come espresso nell’articolo 530, vale a dire con l’adesione, con la trascrizione del titolo di trasferimento della registrazione dell’immobile, da parte dell’Usucapião e con il diritto ereditario , tuttavia, purché comprende la registrazione di proprietà (BRASIL, 1916).

Sempre con il Codice Civile del 1916, è importante sottolineare che la legge sugli atti pubblici n. 6.015/1973 ha finito per migliorare le attività di registrazione, poiché ha creato un sistema di registrazione degli immobili e anche di registrazioni e atti di registrazione (BRASIL, 1973).

Infine, con il Codice Civile del 2002, in vigore all’epoca, è stato quello che ha dato maggiore rilievo alle attività di registrazione degli immobili, essendo in grado di osservare disposto agli articoli 1.227, che esprime la trasmissione di diritti reali tra immobili viventi consistenti solo nell’iscrizione all’Anagrafe Immobiliare e anche in 1.245, che esprime la trasmissione tra i vivi dalla registrazione del titolo di traduzione , cioè, finché non sarà registrazione traducibile, l’alienante continuerà ad essere il proprietario dell’immobile, cioè, fino a quando non ci sarà promozione, per decreto di invalidità della registrazione, per azione propria, e anche per la rispettiva cancellazione, l’acquirente continuerà ad essere proprietario.

2.1 ATTRIBUZIONI DI NOTAI E DICHIARANTI

La legge dei notai e dei cancellieri porta, già nel suo primo articolo, il concetto che si tratta di uffici pubblici, affermando che i notai e i servizi di registrazione sono quelli di organizzazione tecnica e amministrativa volti a garantire la pubblicità, l’autenticità, la sicurezza e l’efficacia degli atti giuridici (BLASKESI, 2018)

Certamente questi professionisti promuovono la garanzia della presunzione di veridicità e autenticità all’attività legale avviata e svolta in loro presenza, sotto la loro supervisione, per la fede pubblica che circonda la loro funzione (MELLO, 2017).

Tali attività mirano a realizzare i desideri delle parti coinvolte e pubblicizzare gli atti compiuti, al fine di velocizzare l’attività legale, sia in ambito personale che patrimoniale. Previsto dall’ordinamento giuridico brasiliano, si ritiene che gli uffici notarili e del registro avranno leggi specifiche, regolate dal Consiglio nazionale di giustizia e dalle Corregidorias de Justiça, a livello di governo statale (MELLO, 2017).

La ricerca indica che i Paesi che hanno adottato questo ordinamento giuridico hanno presentato una significativa riduzione dei costi con la Magistratura, quindi nel corso degli anni la Legislatura brasiliana ha privilegiato questa possibilità di scegliere le parti per soddisfare i requisiti previsti dalla legge, avendo come opzione la realizzazione dei loro diritti attraverso il percorso amministrativo (BLASKESI, 2018).

Il riconoscimento dell’impresa è l’atto più comune e banale di procedimenti giudiziari, la cui firma della persona firmataria è attestata dal notaio delle note. Attualmente esistono due tipi di riconoscimento dell’impresa o della firma, vale a dire: per autenticità (o vero) o per somiglianza. In questo modo, i documenti manoscritti privati, con diritto d’autore o meno, rilasciati al notaio possono essere certificati o certificati dal notaio. Questo è il riconoscimento delle lettere (BLASKESI, 2018).

Secondo Blaskesi (2018) porta il concetto di riconoscimento dell’impresa con sigillo meccanico, essendo un atto con cui il notaio atteesta o certifica l’azienda approvata in un documento privato e corrisponde allo schema depositato nel tabelionato. Nella pratica cartoria, l’autenticazione dei documenti è uno degli atti più praticati, quotidianamente, cioè l’autenticazione di un documento è confrontare l’originale con la fotocopia presentata e dire (il notaio) che la copia corrisponde all’originale.

3. RESPONSABILITÀ CIVILE DELLO STATO NELLE ATTIVITÀ NOTARIRIE E DI REGISTRAZIONE

La corrente di pensiero, che attribuisce allo Stato la responsabilità civile diretta e oggettiva per atti notarili e di registrazione, è confutata da una parte minoritaria della dottrina. Tale rata ha in vista che la verifica del Potere Pubblico e la formulazione di una disciplina amministrativa di base, non sarebbe in grado di rimuovere la responsabilità diretta attribuita al notaio e all’ufficiale di stato civile per gli atti compiuti nelle plusvalenze non ufficiali, in quanto i concessionari e i permissionaires renderebbero servizi pubblici che sarebbero soggetti alla supervisione dello Stato, senza eludere la responsabilità diretta per i loro atti (SOARES; GONOVEZ, 2015)

Secondo questa concezione, il responsabile del servizio non agirebbe per lo Stato, ma per se stesso, mettendo a proprio rischio e pericolo, per quanto riguarda l’assunzione del suo personale e il pagamento della sua retribuzione in modo autonomo, al fine di allontanare Notaio e cancelliere della figura del dipendente pubblico. Pertanto, la delega di attività stragiudiziale non viene confusa con la rappresentanza, che solitamente avviene nel mandato, e anche con l’imputazione, modello che ha come caratteristica il legame tra i dipendenti pubblici e lo Stato (SOARES; GONOVEZ, 2015)

Ciò è dovuto al fatto che notai e cancellieri sono soggetti al controllo obbligatorio del Potere Pubblico da parte della Magistratura, senza alcuna implicazione di subordinazione o sottomissione gerarchica. Svolgere tale attività pubblica, a proprio rischio e pericolo, senza alcuna dipendenza gestionale, amministrativa e finanziaria, avendo, quindi, come responsabilità la remunerazione degli interessati in modo autonomo, implica la responsabilità diretta del notaio e del cancelliere, affidando loro solo la responsabilità sussidiaria dell’ente statale (TARTUCE, 2018).

Attualmente, dal punto di vista della concessione della delega, il requisito è necessariamente l’attribuzione della responsabilità diretta al delegato per i suoi atti. Se lo Stato rispondeva al danno causato da notai e cancellieri, “ci sarebbe senza alcun motivo l’innovazione costituzionale che attribuisce il carattere privato all’esercizio di tali attività”. Pertanto, in considerazione dell’autonomia di questi professionisti in materia di gestione amministrativa e finanziaria e della loro percezione delle tasse pagate come contro-prestazione di servizi, non è necessario parlare di responsabilità diretta dell’ente statale (SOARES; GONOVEZ, 2015, s.p.)

Pertanto, la responsabilità sussidiaria dello Stato separerebbe l’applicazione dell’articolo 37, paragrafo 6, in fine, quando si fa riferimento agli “agenti”, poiché notai e cancellieri non corrisponderebbero a tali agenti del testo costituzionale. Vale la pena ricordare che tra coloro che comprendono che la responsabilità dei notai e degli atti di registrazione è diretta da notai e cancellieri, e quindi ci sono due posizioni distinte, coloro che capiscono che tale responsabilità è oggettiva e coloro che capiscono che tale responsabilità è soggettiva. (TARTUCE, 2018).

3.1 RESPONSABILITÀ CIVILE OGGETTIVA E SOGGETTIVA

L’elemento di colpevolezza può essere importante o meno per il dovere di responsabilità, tuttavia, è necessario adottare un breve approccio alla responsabilità civile oggettiva e soggettiva. Così, secondo l’intesa di Mello (2017), la responsabilità soggettiva è quella che stabilisce la comprensione della colpevolezza, poiché la prova della colpevolezza di un agente diventa un importante presupposizione al danno da indennizzo, quindi si comprende che la responsabilità della possibile causa del danno è configurata solo se c’era colpa o addirittura inganno.

La responsabilità civile soggettiva è esattamente quella alla quale è giustificata in presenza dell’atto o della colpevolezza, essendo sia per omissione lesa nei confronti di tale persona sia per azione, essendo un requisito necessario per essere di fatto un indennizzo (DINIZ, 2005).

Secondo la dottrina soggettiva, essa ha come nozione di responsabilità, il principio secondo cui ciascuno risponderà in base alla sua colpevolezza, vale a dire, unuscuique la sua colpevolezza nocet, vale a dire, si comprende che l’autore, l’onere di dover provare la colpa o la colpa del convenuto (GAGLIANO; PAMPLONA Filho, 2012).

Tuttavia, conformemente al codice civile del 2002 (CC/02) di cui all’articolo 186, esprime quello di omissione o azione volontaria, per avventatezza o negligenza, violando o arrecando danno al diritto altrui, commette un atto illecito, l’articolo 187 stabilisce che sta anche commettendo un atto illecito il titolare del diritto che supera i limiti imposti al suo scopo sociale o economico, dalle buone usanze e dalla buona fede, e inoltre, all’articolo 927 si chiude affermando che chi causa danni agli altri per atto illecito è obbligato a riparare questo danno (BRASIL, 2002).

Secondo Mello (2017), la sfera della responsabilità civile senza l’esistenza della colpevolezza è aumentata in modo significativo nei segmenti più diversi dei fatti sociali, perché il problema al momento è il principio della dignità umana di chi è stato offeso, oltre che della società in senso lato. Vale la pena ricordare che, fin dall’inizio della storia dell’umanità, i principi di responsabilità con la colpa non erano sufficienti per certe situazioni di lesione, principalmente a causa della difficoltà di dimostrare la propria colpevolezza.

In tale contesto, al fine di risolvere questo problema, si crea l’istituto di responsabilità civile oggettiva, che è nell’unico comma dell’articolo 927 della CC, che, secondo Mello (2017), questo tipo di responsabilità ha rinunciato solo alla prova o anche in assenza di colpevolezza o intento, tuttavia, sono stati percepiti solo altri requisiti, che erano, danni e condotta commisiva o omissiva dell’agente , la causa del caso.

Tuttavia, si rileva che l’ordinamento giuridico brasiliano ha una duplice modalità quando si fa riferimento a responsabilità civile oggettiva e soggettiva, poiché entrambi coesistono simultaneamente, dove la responsabilità soggettiva ha di norma l’obiettivo sull’eccezione, tuttavia, sempre a seconda di una disposizione di legge (MELLO, 2017).

3.2 L’IMPORTANZA DELL’ATTIVITÀ NOTARILE E REGISTRALE SULLA RESPONSABILITÀ CIVILE DELLO STATO

La funzione primaria dello Stato è quella di regolare la vita degli individui nella società, garantendo la dignità della persona umana, stimolando lo sviluppo della nazione e promuovendo il benessere collettivo, oltre a garantire la costruzione di una società giusta, solida e libera. Se un individuo subisce un qualsiasi tipo di danno causato durante la prestazione di servizi di sua competenza o attribuzione eseguiti da singoli, è dovere dello Stato risarcire la vittima secondo i principi della dignità umana e gli obiettivi fondamentali della Repubblica, entrambi elencati nella Costituzione federale.

Pertanto, lo Stato ha la responsabilità civile sugli atti compiuti nella prestazione di servizi di registrazione e il suo dovere è quello di indennizzare obiettivamente gli utenti di tale servizio, poiché si tratta di servizi di sua competenza, attribuiti ai singoli, senza perdere l’essenza che la proprietà di tali servizi è lo Stato (GARCIA, 2015).

A questo proposito, Garcia (2015, p. 136) spiega che “lo Stato, concedendo il registro delle delegazioni, ai sensi dell’articolo 236 della Costituzione federale, al privato, delega solo l’attività, tuttavia, la proprietà del servizio pubblico, in una “gestione tesa binomiale-servizio pubblico-privato”.

Poiché i servizi di competenza statale sono svolti dai cancellieri, essi devono essere oggettivamente responsabili di eventuali danni subiti da terzi, secondo la Carta Maggiore del 1988, al fine di preservare l’equilibrio di una coesistenza armoniosa e garantire la dignità della persona umana (NADER, 2016).

Il dovere dello Stato di indennizzare è dovuto alle disposizioni dell’articolo 37, paragrafo 6 della Costituzione federale, e attualmente non vi è alcuna discussione dottrinale su tale obbligo. Ciò è dovuto all’uso delle regole di registrazione e di legge notarile da parte del governo, al fine di soddisfare le esigenze pubbliche, per delegare a soggetti privati. Tale delega non trasferisce la responsabilità oggettiva dello Stato all’agente delegato. Risponde direttamente, cioè, anche se non ha praticato l’atto, anche se solo per atto o colpevolezza (NADES, 2016).

Tuttavia, vi è una divergenza sul carattere giuridico in merito a questo obbligo di riparazione, poiché alcuni lo considerano una responsabilità sussidiaria, mentre altri lo considerano responsabile in modo solidale, entrambi basati sulle loro argomentazioni.

4. CONCLUSIONE

È nella costante ricerca della tutela dei legittimi e soprattutto della reprimere l’illecito che l’ordinamento giuridico brasiliano inizia a riconoscere l’istituto di responsabilità civile, ha iniziato ad evolversi secondo i rapporti della società, dove si sono espansi, permeando l’era dell’informazione, tuttavia, lo scopo principale dell’istituto rimane ancora quello di riparare eventuali danni ingiusti causati ad altri, al fine di ripristinare il vero equilibrio sociale.

Le attività registrate e non svolte in modo non ufficiale delegate dalle stesse autorità pubbliche, tuttavia, non sono funzionari pubblici, che hanno bisogno di una legge specifica per disciplinare e disciplinare la loro responsabilità civile nell’esercizio della funzione, ai sensi dell’articolo 236, § 1 del CF/88, portando alla convinzione che l’articolo 37 del CF/88 finisca per non essere applicabile a questi professionisti. A seguito di questo fatto, per determinazione costituzionale, è stata emanata la legge n. 8.935/94, tuttavia, la nuova non ha finito per disciplinare chiaramente che tipo di responsabilità civile sia, in quanto non ha nulla di specificato, cioè è responsabilità soggettiva o oggettiva.

Pertanto, era evidente che è necessario che la presenza di talune ipotesi caratterizzasse, che sarebbe stata un’azione omissiva o commisiva, un nesso causale tra danno e azione, prova di inganno o colpa, dando all’origine del dovere di riparazione il danno.

Tuttavia, vale la pena sottolineare che la responsabilità non sarà mai obiettiva, poiché il cancelliere non è un pubblico ufficiale, ma piuttosto un titolare di un servizio extragiudiziale, che ha funzioni direttamente attraverso una delegazione, essendo totalmente indipendente dalla pubblica amministrazione stessa.

Pertanto, la responsabilità dello Stato attraverso i servizi svolti da questi professionisti, non c’è dubbio che è in realtà la forma di solidarietà, che consente alla parte lesa di essere ancora direttamente esigente nei confronti dello Stato, e di invocare necessariamente oggettivamente la responsabilità, cioè quando non vi è colpa o colpa del cancelliere stesso.

In tale contesto, si conclude che la responsabilità civile del notarile e dei cancellieri è in realtà soggettiva, tuttavia, ciò deve essere dimostrato a puntino o colpevolezza, in modo che in realtà vi sia l’obbligo di riparare l’eventuale danno, considerando che essi devono rispondere di tali danni causati, cioè nell’esercizio della funzione, ma quando non adempiano ai doveri funzionali , cioè carenti della dovuta e necessaria cautela o anche quando non rispettano le norme vigenti che vengono imposte.

5. RIFERIMENTI

BLASKESI, Eliane. Cartórios: competência dos serviços notariais e registrais. 2018. Disponível em: https://egov.ufsc.br/portal/conteudo/cart%C3%B3rios-comp et% C3% AAncia-dos-servi%C3%A7os-notariais-e-registrais Acesso em: 15 Jan. 2021

BRASIL. Lei n° 601/1850 – Lei sobre terras devolutas do Império. Disponível em: http://www.planalto.gov.br/ccivil_03/LEIS/L0601-1850.htm Acesso em: 15 Jan. 2021

BRASIL. Constituição da República Federativa do Brasil de 1988.  Disponível em: http://www.planalto.gov.br/ccivil_03/constituicao/constituicao.htm Acesso em: 15 Jan. 2021

BRASIL. Código Civil – lei 10.406/2002. Disponível em: http://www.planalto.gov.br/ccivil_03/leis/2002/l10406.htm Acesso em: 15 Jan. 2021

BRASIL. Código Civil – Lei n° 3.071/1916. Disponível em: http://www.planalto.gov.br/ccivil_03/leis/L3071.htm Acesso em: 15 Jan. 2021

BRASIL. Lei n° 6.015 de 1973 – Lei dispõe os registros públicos, e dá outras providências. Disponível em: http://www.planalto.gov.br/ccivil_03/leis/l6015com pilada.htm Acesso em: 15 Jan. 2021

DINIZ, Maria Helena. Direito Civil Brasileiro. 7º Volume. 19ª ed., São Paulo: Saraiva, 2005.

GARCIA, Gustavo Filipe Barbosa. Introdução ao Estudo do Direito – Teoria Geral do Direito. 3° Edição. Revista e Atualização. 2015.

GAGLIANO, Pablo Stolze; PAMPLONA FILHO, Rodolfo. Novo curso de direito civil, volume 3: responsabilidade civil / Pablo Stolze Gagliano, Rodolfo Pamplona Filho. — 10. ed. rev., atual. e ampl. – São Paulo: Saraiva, 2012.

MELLO, Bruno de Ugalde. Direito Imobiliário e Registral. 2017. Disponível em: https://www.conteudojuridico.com.br/consulta/artigos/50234/a-responsabilidade-civil-dos-notarios-e-registradores-a-luz-da-doutrina-jurisprudencia-e-legislacao Acesso em: 15 Jan. 2021

NADER, Paulo. Curso de direito civil, volume 7: responsabilidade civil. / Paulo Nader. – 6. ed. rev., atual. e ampl. – Rio de Janeiro: Forense, 2016.

SOARES, Fernanda Heloisa Macedo; GONOVEZ, Simone; SILVA, Mariana Cândido. A responsabilidade civil dos Registradores Imobiliários. Artigo. 2015.

SOUZA, Leandro Silva de. O registro de imóveis no Brasil. Monografia de Direito da Universidade do Vale do Itajai. Tijucas. 2009.

TARTUCE, Flávio. Manual de responsabilidade civil: volume único / Flávio Tartuce. – Rio de Janeiro: Forense; São Paulo: MÉTODO, 2018.

[1] Tecnologo del commercio estero presso il Brazilian Institute of Business Management (IBGEN) a Porto Alegre, Paralegal in Conciliation, Mediation and Arbitration presso Crown University of Bradenton, Bachelor of Foreign Legal Sciences presso Crown University of Bradenton, Technologist in Legal and Notarial Services presso Instituto Brasileiro Istituto di formazione (IBF) di Joinville e laurea in psicologia presso la Escola Superior Batista do Amazonas (ESBAM). Allo stesso modo, ha completato due specializzazioni, in Criminologia presso Faculdade Famart de Itaúna e in Etica e giustizia presso l’Università di Harvard nel Massachusetts. Ha conseguito un master in amministrazione con una menzione in gestione organizzativa presso l’Universidad Nacional Experimental de Los Llanos Occidentales Ezequiel Zamora de Santa Bárbara, un dottorato di ricerca in scienze giuridiche presso la Crown University di Bradenton. Postdoctoral in Application of Ontologies for Knowledge Management presso la Crown University di Bradenton a condizione di doppio diploma con il programma Postdoctoral in Knowledge Ontology and its Transcendence from the Educational Perspective, e la sua applicazione in Organizational Management dall’Università Fermín Toro de Lara.

Inviato: Gennaio, 2021.

Approvato: Marzo, 2021.

Tecnologo del commercio estero presso il Brazilian Institute of Business Management (IBGEN) a Porto Alegre, Paralegal in Conciliation, Mediation and Arbitration presso Crown University of Bradenton, Bachelor of Foreign Legal Sciences presso Crown University of Bradenton, Technologist in Legal and Notarial Services presso Instituto Brasileiro Istituto di formazione (IBF) di Joinville e laurea in psicologia presso la Escola Superior Batista do Amazonas (ESBAM). Allo stesso modo, ha completato due specializzazioni, in Criminologia presso Faculdade Famart de Itaúna e in Etica e giustizia presso l'Università di Harvard nel Massachusetts. Ha conseguito un Master in Amministrazione con una Menzione in Gestione Organizzativa presso l'Universidad Nacional Experimental de Los Llanos Occidentales Ezequiel Zamora de Santa Bárbara, un PhD in Scienze Giuridiche presso la Crown University di Bradenton e un postdoc in Application of Ontologies for Knowledge Management presso la Crown University di Bradenton in condizione di doppia laurea con il programma Postdoctoral in Knowledge Ontology e la sua trascendenza dal punto di vista educativo, e la sua applicazione nella gestione organizzativa dall'Università Fermín Toro de Lara.

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