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Variazione linguistica come oggetto e obiettivo dell’insegnamento delle lingue

DOI: 10.32749/nucleodoconhecimento.com.br/formazione-it/obiettivo-dellinsegnamento-delle-lingue
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CONTEÚDO

RECENSIONE ARTICOLO

DIAS, Deusira Nunes Di Lauro [1]

DIAS, Deusira Nunes Di Lauro. Variazione linguistica come oggetto e obiettivo dell’insegnamento delle lingue. Revista Científica Multidisciplinar Núcleo do Conhecimento. anno 04, Ed. 07, Vol. 05, pp. 29-36. luglio 2019. ISSN: 2448-0959

RIEPILOGO

È noto che l’insegnamento della lingua portoghese è spesso limitato nell’uso della grammatica normativa, caratterizzata da tracciare giusto e sbagliato. Questa metodologia ignora il processo di variazione dato in tutti i gradi della lingua, considerando i fattori geografici, i livelli socioeconomici, i gradi di scolarità e l’età. Secondo l’insegnamento tradizionalista, la standardizzazione della lingua la disconnette dalla realtà sociale, essendo complessa e dinamica. Ciò che si intende mostrare qui è che “il linguaggio verbale è uno dei mezzi che l’uomo deve rappresentare, organizzare e trasmettere il pensiero specificamente”1. In questo senso, lo studente dovrebbe essere portato a “comprendere e usare la lingua portoghese come lingua madre, generando significato e integrando l’organizzazione del mondo e l’identità stessa”. Questo articolo intende esporre diverse ipotesi teoriche per l’insegnamento delle lingue basate su variazioni linguistiche dal punto di vista dell’interlocuzione. Propone una nuova concezione della produzione di significato nell’atto del discorso e, di conseguenza, scrivendo, definendo quali sono le variazioni, come si manifestano e l’approccio necessario per valorizzare le diverse lingue nell’ambiente scolastico.

Parole chiave: interlocuzione, variazioni linguistiche, lingua verbale, lingua madre, identità.

1. INTRODUZIONE

Gli studi più recenti della lingua, che hanno portato alla teoria del discorso, cercano di chiarire il funzionamento dei processi comunicativi e le procedure per la costituzione dei significati, un contributo decisivo a nuove direzioni nel campo dell’insegnamento linguistico. Indubbiamente, è il più ampio e complesso sistema di segni che si riferisce alla comunicazione, capace di ospitare linguaggi diversi e realizzare il suo obiettivo primario. Ed è caratterizzato come un fatto sociale, perché è uno strumento fondamentale di comunicazione, perché è fondamentalmente uno strumento di comunicazione,

In un articolo in cui riflette sull’educazione linguistica in Brasile negli anni 1998-2008, il linguista Carlos Bagno afferma:

La variazione linguistica deve essere l’oggetto e l’obiettivo dell’insegnamento linguistico: un’educazione linguistica incentrata sulla costruzione della cittadinanza in una società veramente democratica non può trascurare che i modi di parlare i diversi gruppi sociali sono elementi fondamentali nell’identità culturale della comunità e degli individui, e che denigrare o condannare una varietà linguistica equivale a denigrare e condannare gli esseri umani che la parlano[…]. (BAGNO, 2009, p.153 – 160)

Come riporta l’estratto di cui sopra, è necessario caratterizzare il linguaggio come un’attività umana, concedendogli la dimensione nel nostro rapporto con il mondo. Tra tutte le lingue, è la lingua madre – quella di cui parliamo – che ci concede l’identità, permettendo la nomina del mondo intorno, ed essendo necessaria per la nascita di categorie mentali, che si riferiscono alla realtà in cui siamo Inserito. Il linguaggio è alla base di domande e domande su come è organizzato il mondo e come ci relazioniamo con esso e le persone con cui viviamo nella società. Come oratori, partecipiamo a un dialogo continuo in cui agiamo e osserviamo le prestazioni dei nostri interlocutori. I diversi mezzi d’uso e di organizzazione della lingua portoghese, secondo questa prospettiva, sono uno studio che ha progresso solo se i soggetti di questo processo sono in grado di capire che il gioco di significato prodotto dagli attori del dialogo fanno parte della costruzione del discorso, caratterizzando il linguaggio come un’attività che trasforma e integra gli interlocutori, e cioè da loro, è costantemente modificato e manipolato.

2. DEFINIZIONE DI LINGUA E LINGUAGGIO

La cultura è intesa come un’unione di forme di azione, pensieri e sentimenti di un individuo o di una società, essendo un edificio storico e variante nello spazio e nel tempo. Pertanto, il linguaggio è, oltre alla migliore forma di espressione di una cultura, un elemento forte della sua trasformazione, con il suo stesso carattere dinamico.

Sulla base di questo presupposto, è possibile comprendere la lingua come un sistema aperto, consentendo un’immensa varietà del suo utilizzo. Oltre alle regole sistematiche che gli oratori devono seguire, compaiono le varianti linguistiche, che possono alludere all’uso di un gruppo, o di ogni annunciatore al momento specifico dell’interazione con il mondo.

Questo perché il linguaggio è una delle vie di manifestazione del linguaggio, uno tra i sistemi semiotici costruiti dall’individuo nel corso della sua storia e comunità.

[…] Così, l’uomo, nelle sue pratiche orali e negli scritti di interazione, utilizza il sistema linguistico – con le sue regole fonologiche, morfologiche, sintattiche, semantiche e lessico. Va notato che, tuttavia, essendo un’attività di costruzione del senso, l’interazione – sia che si tratti di pratiche di oralità o mediata da testi scritti – comporta azioni simboliche (cioè mediate dai segni), che non sono esclusivamente linguaggio, poiché vi è un insieme di conoscenze che contribuisce alla sua elaborazione. In questo insieme di conoscenze, vi sono sia quelle relative alla lingua stessa che quelle relative ad altri sistemi semiotici coinvolti nel testo, che – derivanti dallo sviluppo di tecnologie, sono il risultato di cambiamenti anche sistemici nei gruppi sociali – sono costruiti e appropriati dai soggetti. Oltre a questi, occorre considerare anche le conoscenze sui modi in cui si stabiliscono le relazioni tra le materie sociali e anche sulla conoscenza dei modi di progettare il mondo, legati ai gruppi sociali a cui partecipiamo o con cui Interagire. (BRASIL, 2006, p.25).

Ciò significa che l’insegnamento dell’apprendimento delle lingue ha senso quando si tiene conto se non solo si tiene conto delle conoscenze pragmatiche sulla lingua, ma soprattutto delle conoscenze derivanti dall’esperienza di vita di questo oratore inserito in un dato gruppo sociale che servirà come punto di partenza per l’acquisizione di nuove conoscenze, con conseguente maggiore appropriazione della lingua portoghese, perché secondo gli OCEM è attraverso la lingua che l’individuo è in grado di simboleggiare e interagire, ragione e condizione con cui questo oratore costruirà nuove realtà.

3. VARIAZIONI LINGUISTICHE: TRA UNITÀ E VARIABILITÀ LINGUISTICA

La lingua non si presenta in modo unico e uniforme: trasmette variazioni in base ai gruppi che lo utilizzano. Ognuna delle varianti di queste varianti previste nell’uso della lingua presenta alcune regolarità – risorse normali per quel gruppo, chiamandosi così dialetto.

I principali generi di dialetti sono: la fascia di età; geografica, o regionale; genere (maschio e femmina); sociale (popolare e di culto) e; il professionista. I dialetti corrispondono al punto di vista linguistico: distinti e senza paragoni tra loro. Ognuno svolge le sue funzioni comunicative in modo ottimale, in base alla portata in cui viene utilizzato, ignorando così qualsiasi forma di pregiudizio linguistico. Idioleto è il raggruppamento delle caratteristiche personali della lingua dell’individuo, come risultato del rapporto attivo tra diversi dialetti (età, regionale, professionale, di genere e sociale) che costituiscono il loro discorso.

Tuttavia, la scuola come istituzione educativa spesso privilegia la norma standard che considera le altre varianti come inferiori, disonore. Comprendere il linguaggio come qualcosa di dinamico e vivo è il punto principale per evitare pregiudizi e disonore linguistici; i loro studi, come afferma Bagno (2008), dovrebbero considerare le persone viventi che lo parlano. La lingua è una fonte rinnovabile incessante, svegliandosi così che tutte le lingue non sono uniformi, ma variabili, dinamiche e multiple. Affermare che la lingua presenta variazioni significa anche comprenderla come eterogenea adatta agli aspetti sociali, culturali, economici, geografici che la costituivano.

Secondo Rodrigues (2002), ci sono due tipi di variazione: il primo si verifica a seconda dell’altoparlante. Il secondo a seconda del listener. La variante che si verifica dalla funzione dell’altoparlante può essere indicata come variazione dialetale sia come varianti spaziali (dialetti geografici o diatopici), varianti di classe sociale (dialetti sociali o diapatici), varianti di fasce di età (dialetti varianti di genere (dialetti maschili e femminili), alvarianti generazionali (varianti diacroniche). La variante a seconda del listener può essere chiamata per record, che è traspone in varianti di grado di formalismo, varianti di modalità (parlato e scritto) e varianti di sintonizzazione (armonia del mittente al ricevitore). È noto che la variazione linguistica non è solo il caso nel modo di parlare di comunità o gruppi sociali, perché è anche presentato nel comportamento di ogni individuo, infine, di ogni lingua parlante secondo un particolare contesto o situazione, essendo chiamato anche variazione stilistica. Gli oratori modellano le loro forme di espressione alle intenzioni specifiche dell’atto di enunciazione generato, derivanti da una selezione di forme che concepiscono la conoscenza linguistica, della realtà che si presenta davanti a questo individuo. Bagno (2007) nomina un tale processo di variazione stilistica, o monitoraggio stilistico, perché in situazioni di grande o piccola formalità, l’oratore è richiesto un certo controllo, attenzione e una maggiore o minore pianificazione del suo comportamento in generale e verbale.

Questo fenomeno linguistico si verifica principalmente perché i gruppi sociali sono di solito suddivisi in gruppi più piccoli. Alkmim (2005. p. 41) sostiene che “ogni lingua è adatta alla comunità che la utilizza, è un sistema completo che permette a un popolo di esprimere il mondo fisico e simbolico in cui vive”, cioè ogni oratore di una lingua è in grado di esprimersi, di comunicare in modo efficiente padroneggiando i principali meccanismi per il funzionamento della tua lingua anche se non hai la conoscenza degli standard linguistici scritti.

A Cagliari (1989, apud. ICHIKAWA, 2003), gli individui percepiscono e imparano la variazione linguistica caratteristica delle comunità di cui fanno parte, tuttavia, la società utilizza questa peculiarità di esprimersi per classificare gli individui e le classi sociali in base alla loro un atteggiamento di pregiudizio, segnando le differenze linguistiche come tassi di stigma o prestigio.

Tarallo (1986) sottolinea che la variazione è contemplata dalla società come “caos” linguistico, come una costante disputa e conflitto in nome del buon uso delle norme e degli standard linguistici. Come tutti gli altri, la lingua portoghese non è espressa nel discorso allo stesso modo da tutti gli individui che ne fanno uso. In altri casi, i linguaggi ottengono una traccia dell’evoluzione in base al tempo, trasformando e acquisendo le proprie caratteristiche a causa del loro utilizzo in determinate comunità specifiche. Tuttavia, le variazioni non provengono quindi solo dal progresso storico delle lingue e dalle loro origini geograficamente definite, quindi poco da designare i gruppi etnici. Pertanto, è essenziale che il metodo di insegnamento della lingua portoghese trasmetta e insegni ai suoi studenti il processo di variazione linguistica, con l’obiettivo di valorizzare la lingua madre e incoraggiare le critiche, con l’obiettivo di formare più partecipativa e attiva politicamente e socialmente.

4.CONSIDERAZIONI FINALI

È necessario sottolineare che i rapporti tra lingua e cultura formulano una questione fondamentale, sia nell’ideologia della carenza culturale che nell’ideologia delle distinzioni culturali; di conseguenza, l’adeperimento di un ruolo fondamentale nelle spiegazioni del fallimento scolastico:

Sulla base di quanto è stato esposto finora e secondo il contesto brasiliano, le variazioni qui permettono il riconoscimento della pluralità dei discorsi, frutti delle dinamiche della popolazione e l’interazione di vari gruppi etnici e sociali nei periodi della nostra Storia. È un piccolo principio di questa variante il fatto che non esiste una modalità corretta o sbagliata della lingua, tanto meno una variante regionale migliore di un’altra. È necessario, tuttavia, che nell’insegnamento scritto delle lingue ci sia una neutralizzazione dei segni caratteristici e degli identificatori di ciascun gruppo sociale al fine di raggiungere uno standard sovranazionale.

Finora cerchiamo di dimensionare le differenze dialettive della lingua portoghese parlata in Brasile e ciò che questo simboleggia nella formazione degli studenti, considerando che gli stessi che frequentano gli istituti scolastici provengono da diverse regioni del paese e appartengono a diversi strati sociali, ovviamente considerando il sociale, che è anche un fattore significativo nelle variazioni linguistiche.

Tuttavia, le varietà in generale organizzano sistemi linguistici perfettamente adeguati per esprimere le esigenze comunicative degli oratori, secondo le abitudini sociali e culturali dei loro gruppi sociali. Per quanto riguarda le varietà come superiori, e di conseguenza e stigmatizzare le altre, è quello di proiettare un valore di competenza per i relatori di queste varietà, facendo uso di differenze linguistiche come pretesa di praticare la discriminazione sociale di individui o una comunità. La lingua è un’eredità sociale, essendo un sistema comune in cui vengono trafitti più sottosistemi, provenienti da diverse situazioni sociali, culturali e geografiche. La lingua effettivamente parlata dai brasiliani suggerisce diverse variazioni, che derivano dall’interazione della lingua con l’ambiente.

Così, i testi diventano lo strumento principale dell’insegnante nel lavorare con la lingua. È necessario offrire i più svariati tipi di testi contemporanei, con linguaggi diversi, approcci diversi, e che lo spazio per gli studenti per elaborare, creare, discutere le intenzioni e gli scopi di ciascuno è garantito. Lo studente non può essere rinnegato l’opportunità di conoscere le varie forme di comunicazione scritta, discuterne l’efficacia ed esprimersi con competenza nelle varie situazioni che la vita presenta.

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

ALKMIN, T. M. Sociolinguística Parte I. In: MUSSALIM, F. BENTES, A.C. (Org.). Introdução à linguística: domínios e fronteiras. 5°. ed. São Paulo: Cortez, 2005. p. 30-45.

BAGNO, Marcos. Educação linguística no Brasil: balanço de uma década (1998-2008). Revista de Linguagens Boca da Tribo, v. 1, n.1, p.153 – 160, abr. 2009.

________.Nada na Língua é por acaso: por uma pedagogia da variação linguística. São Paulo: Parábola, 2007.

________.O Preconceito Linguístico: o que é, como se faz. São Paulo: Loyola, 1999.

BRASIL. Ministério da Educação. Secretaria de Educação Média e Tecnológica. Orientações Curriculares para o Ensino Médio, volume 1: Linguagens, códigos e suas tecnologias. Brasília, 2006.p.25.

ICHIKAWA, C. S. Variação Linguística e o ensino de ortografia: Uma variação teórica. Unopar Cient., Ciênt. Hum. Educ., Londrina. v. 4, n. 1, p. 43-46, jun. 2003.

Parâmetros Curriculares Nacionais (PCN): ensino médio. Brasília: MEC/SEMTEC, 1999.

RODRIGUES, A.D. Problemas relativos à descrição do português contemporâneo como língua padrão no Brasil. In: BAGNO, M.(org.). Linguística da Norma. São Paulo: Loyola, 2002.p. 11-23.

TARALLO, F. A pesquisa sociolinguística. São Paulo: Ática, 1986. 96 p.

[1] Master in Scienze dell’Educazione (Università Grendal), post-laurea in lingua portoghese (Faculdade Vale do Cricaré), si è laureato in lingua e letteratura portoghese (Università statale di Bahia – UNEB).

Inviato: giugno 2019.

Approvato: luglio 2019.

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