Saggio su Stelionato sentimentale: la possibilità di responsabilità civile dovuta allo sfruttamento economico nei rapporti di datazione

0
17
DOI: ESTE ARTIGO AINDA NÃO POSSUI DOI SOLICITAR AGORA!
PDF

ARTICOLO ORIGINALE

SOUZA, Nathalia Verônica Pires de [1], DIAS, Luciano Souto [2]

SOUZA, Nathalia Verônica Pires de. DIAS, Luciano Souto. Saggio su Stelionato sentimentale: la possibilità di responsabilità civile dovuta allo sfruttamento economico nei rapporti di datazione. Revista Científica Multidisciplinar Núcleo do Conhecimento. Anno 05, Ed. 06, Vol. 07, pp. 91-107. giugno 2020. ISSN: 2448-0959, collegamento di accesso: https://www.nucleodoconhecimento.com.br/legge/truffa-sentimentale

La ricerca invita a riflettere sulla possibilità di responsabilità civile in caso di sfruttamento economico nei rapporti di datazione, tema di innegabile rilevanza, ma poco esplorato nel diritto contemporaneo.  Ci si può aspettare che il periodo di datazione sia segnato da un rapporto di lealtà e fiducia tra i fidanzati, tuttavia, è diventato comune mancare di rispetto a queste preziose premesse, soprattutto di fronte a comportamenti che mostrano uno scopo proficuo, che può anche giustificare la provocazione della protezione giudiziaria. Alla luce di queste osservazioni, questo saggio affronta la truffa sentimentale, sostenuto da precetti morali, legali-normativi e di principio, in particolare con enfasi sui principi della dignità umana, la buona fede oggettiva e l’affettività, cercando, d’ora in poi, di dimostrare le presupposizioni per la configurazione di una possibile responsabilità civile. La ricerca mostra che, una volta configurata la truffa sentimentale e configurate le ipotesi giuridiche, vi è la possibilità di responsabilità civile di coloro che sfruttano economicamente i rapporti di datazione.

Parole chiave: Stelionate sentimentali, responsabilità civile, possibilità, insamificazione, oggettiva buona fede.

1. INTRODUZIONE

La truffa sentimentale è un tema recente nel diritto contemporaneo, che ha diviso opinioni sulla sua configurazione e sulle possibili conseguenze legali. L’assenza di previsioni normative, unitamente alla scarsa bibliografia, dimostra la pertinenza dell’approccio proposto in questa ricerca, che include la riflessione sulla possibilità di responsabilità civile dovuta allo sfruttamento economico nelle relazioni di datazione o di fidanzamento.

Le relazioni d’amore, che permettono l’espansione della conoscenza reciproca tra le persone coinvolte, il rafforzamento dei legami e l’espansione della convivenza sentimentale, trovano comunemente un pilastro fermo nelle premesse valiane di fiducia, onestà, onore, rispetto e considerazione reciproca.

La coesistenza della coppia nel periodo di cortesia non presenta affectio maritalis, che sia affetto coniugale o l’intenzione di formare una famiglia e, inoltre, non consente la configurazione di un’unione stabile, conformemente alle disposizioni dell’articolo 1.723 del Codice civile, tuttavia il rapporto ha caratteristiche quali stabilità, convivenza continua, fiducia reciproca e lealtà attesa.

Nonostante l’aspettativa positiva soggettivamente idealizzata per quanto riguarda il comportamento del fidanzato o della fidanzata, in alcune situazioni è stata trovata una vera violazione della buona fede attesa nel comportamento durante il corteggiamento, basata su atteggiamenti che dimostrano l’intenzione di ottenere un vantaggio patrimoniale, con le strutture offerte a causa della fiducia dell’amore costruita nella relazione.

Pertanto, è rilevante analizzare la possibilità di responsabilità civile per lo sfruttamento economico nei rapporti di datazione, in particolare dal sostegno per motivi giuridici che sostengono questa ipotesi. Le ragioni morali, alleate al principio, di congiunzione giurisprudenziale e normativa, indicano la possibilità di rendere conto di possibili danni materiali e morali causati dall’uso di un legame affettivo per misurare i vantaggi del carattere patrimoniale.

La questione della truffa sentimentale ha dimostrato richieste condotte alla magistratura, già nota decisione di condanna che comporta la restituzione degli importi relativi ai prestiti e alle spese effettuate nella costanza del rapporto.

Anche se è comune nella medicina legale quotidiana avere numerose richieste che coinvolgono situazioni di diritto di famiglia, generalmente sostenuto dalle norme in vigore, la “truffa sentimentale” non ha una regola positiva specifica nel sistema giuridico, che richiede l’applicazione analogica di precetti normativi che supportano la responsabilità civile in generale.

La ricerca invita a riflettere sulla configurazione della truffa sentimentale nei rapporti di datazione, che fino ad allora non hanno una protezione specifica nell’ordinamento giuridico, nonché la possibilità di responsabilità civile di fronte al suo verificarsi. Inoltre, il testo analizza le ipotesi per la configurazione della truffa sentimentale, in compatibilità con i precetti della responsabilità civile.

Le relazioni di incontri trovano ampio spazio nella società, essendo innegabilmente comuni alla maggior parte delle persone singole. Pertanto, è ragionevole che, di fronte a i danni provati subiti dalla vittima da comportamenti dannosi del fidanzato o della fidanzata, il sistema normativo, nell’innovazione proattiva, estenda la sua protezione giuridica ai rapporti di datazione, salvaguardando la possibilità di risarcimento per eventuali danni, di natura materiale o morale.

2. SENTIMENTALE SWINDLE IN DATING RELATIONSHIPS: JURISPRUDENTIAL CONFIGURATION E POSITIONING

I rapporti di datazione, anche se non caratterizzati o riconosciuti come entità familiare, hanno talvolta avuto implicazioni in campo giuridico, in particolare per quanto riguarda l’assistenza materiale fornita a un fidanzato all’altro, nel corso della relazione, nonché a causa della possibilità di riparazione per danni materiali e morali derivanti dalla responsabilità civile (SENA, 2011).

Il corteggiamento è un rapporto che precede e si prepara al consolidamento di un’unione stabile o di una formalizzazione del matrimonio. Si presume che ci sia lealtà, lealtà e compagnia tra le persone coinvolte, tuttavia, dal momento in cui alcuni di questi pilastri sono irrispettosi e uno di coloro che sono coinvolti inizia intenzionalmente ad estrarre vantaggi dall’altro, approfittando del legame sentimentale che li unisce, sorge la possibilità di responsabilità civile.

L’espressione “truffa” ha una tipoplificazione penale nell’articolo 171 del Codice penale (Decreto- Legge n. 2.848 del 7 dicembre 1940), che prescrive comportamenti legalmente disapprovati ai sensi del seguente: “Art. 171 – Ottenere, per se stesso o per gli altri, un vantaggio illecito, a scapito degli altri, inducendo o mantenendo qualcuno in errore, con artificio, stratagemma o qualsiasi altro mezzo fraudolento:”

Il reato di truffa ha come caratteristica l’induzione di qualcuno a una falsa concezione di qualcosa, al fine di acquisire benefici illeciti per se stessi o per gli altri.

In situazioni caso per caso in cui, ad esempio, il fidanzato si avvale della fiducia dell’altro per utilizzare una carta di credito e acquistare prodotti, beni o servizi, o quando c’è un trasferimento di denaro contante ai conti del fidanzato o di terzi, senza alcun accordo o conoscenza del fidanzato o della fidanzata che è vittima, la truffa sentimentale sarà ripristinata.

In questo senso, lo penalista Greco (2014, p. 236) approva che:

Da quando è emerso delle relazioni sociali, l’uomo usa la frode per nascondere i suoi veri sentimenti, le sue intenzioni, cioè nascondere o distorcere in qualche modo la verità, al fine di ottenere vantaggi che, in teoria, sarebbero indebiti.

José Franklin de Souza capisce che il termine “sentimentale” può definire un’ampia interconnessione al sentimento o alla sensibilità. Nel contesto della psichiatria forense, la denominazione sentimentale, “è strettamente legata alla capacità di sentimenti positivi agli altri”. (SOUZA, 2018, p.620)

La “truffa sentimentale” rimarrà configurata quando, nei rapporti di appuntamenti, uno dei fidanzati ottiene, per se stesso o per gli altri, vantaggio illecito, a scapito dell’altro fidanzato, inducendolo o mantenendolo in errore, con artificio, stagno o qualsiasi altro mezzo fraudolento”

Per Santos (2018, p. 03), la truffa sentimentale rimarrà configurata “quando una delle parti intende ottenere per se stesso o per gli altri, vantaggio illecito a scapito degli altri, incoraggiando o mantenendo qualcuno in errore, attraverso l’artificio, come se fosse una trappola o qualsiasi altro mezzo fraudolento.”

Secondo Nelson Gonçalves (2014), il seducente truffatore è un attore, che stabilisce un rapporto sentimentale con la vittima e si mette persino al suo posto per praticare colpi con raffinatezze sentimentali. L’autore aggiunge:

Sono contraffattori, truffatori, banditi, criminali come gli altri dalla legge, ma la differenza è che praticano frodi con raffinatezza sentimentale. E per farlo, usano una labia che a volte impressiona gli sceneggiatori più creativi del cinema (GON-ALVES, 2014, p. 01).

Secondo la comprensione di Hewdy Lobo, la truffa sentimentale:

È definito dal fatto che l’amorevole fiducia tra una coppia a cui una persona di questa coppia utilizza mezzi illeciti con la fiducia di sentirsi per ottenere vantaggi illeciti per se stessi o per gli altri. (LOBO, 2017, p.01)

L’articolo 186 del codice civile stabilisce che la persona che, per atto illecito, provoca danni agli altri, è tenuta a ripararlo. D’ora in poi, il Codice Civile stesso chiarisce l’atto illecito, prevedendo che la persona che, per azione o omissione volontaria, negligenza o sconsideratezza, violi il diritto e causi danni agli altri, anche se esclusivamente morali, commette un atto illecito.

L’espressione “truffa sentimentale” è stata adottata come base per una decisione in una causa collettiva, che ha elaborato a Brasilia, file no. 2013.01.1.046795-0 (numerazione unica, n. 0012574-32.2013.8.07.0001), in cui il giudice della 7a Corte Civile, in una sentenza emessa l’8 settembre 2014, ha ordinato al convenuto di rimborsare all’attore gli importi che gli sono stati trasferiti, nonché alla moglie che la moglie di cui alla moglie tale , nel corso del rapporto, che è durato da giugno 2010 a maggio 2012, nonché gli importi corrispondenti ai debiti esistenti a nome del convenuto e che sono stati pagati dall’autore, come evidenziato nel fascicolo, e anche gli importi destinati al pagamento di vestiti e scarpe, provati nel file e negli importi delle bollette pagate dall’autore. Inoltre, ha ordinato al convenuto di pagare le spese, le spese processarie e le spese legali arbitrate del 10% sul valore aggiornato della condanna. Di seguito è riportato il contenuto della pubblicazione in base alla decisione presa:

Quando considero la domanda presentata di fronte a parti qualificate […]del fasc[…]icolo, ordino al convenuto di rimborsare l’attore: a) Gli importi trasferiti a lui e a sua moglie. […](cfr. Certificato di matrimonio al f. 97 e trasferimento di f. 192), tramite bonifico bancario dal conto bancario dell’autore, nel corso della relazione (giugno 2010 che è durata fino a maggio 2012), e che sono debitamente provati nel fascicolo attraverso i documenti allegati al f. 190-220; b) Gli importi corrispondenti ai debiti esistenti a suo nome (nome del convenuto) pagati dall’autore secondo i documenti di f. 138-140, f. 141-165 e f. 165-176); c) gli importi destinati al pagamento di indumenti e scarpe, provate al f. 43-44; e d) L’importo delle bollette telefoniche pagate dall’autore, dimostrato di f. 48-89. Questi importi dovrebbero essere rettificati in modo monetario dall’INPC, più gli interessi sui ritardi di pagamento dell’1%(uno per cento) al mese, entrambi conteggiati da ogni erogazione (riassunti n. 43 e 54 della Corte Superiore di Giustizia). Avere la quota dell’attore della parte minima dell’applicazione (CPC, art. 21, unico paragrafo), condanno il convenuto a pagare le spese, le spese processuali e le spese legali che, conformemente alle disposizioni normative accampate in 3 di art. 20 del Codice di Procedura Civile, fissato al 10% sul valore aggiornato della condanna. Dopo la data definitiva, al momento della riscossione dei costi finali, se non aperti, essere scaricati e depositati. Frase registrata in questa data. Pubblica e in tempo. 2014 alle ore 16h21 paleviarie. Luciano dos Santos Mendes, giudice di diritto supplente (FEDERAL DISTRICT, 2014, p. 01)

Il convenuto ha presentato un ricorso e il fascicolo è stato distribuito alla 5a classe civile della Corte di giustizia del distretto federale e dei territori, sotto la relatrice del giudice Carlos Rodrigues.  Il 19 maggio 2015, il menu corda è stato pubblicato sul Journal of the Judiciary, che ha respinto il ricorso, nei seguenti termini:

PROCEDIMENTI CIVILI. FINE DI UN LOVING RELATIONSHIP. DANNI MATERIALI COMPROVATI. Compensazione. SIGILLARE AD UN ARRICCHIMENTO INGIUSTO. ABUSO DELLA DESTRA. OBIETTIVO BUONA FEDE. Probità. SENTENZA MANTENUTA. 1. La sentenza deve essere sostenuta in questa misura che, dalla documentazione riportata al fascicolo, incorporata per lo più da messaggi scambiati tra le parti, si deduce che l’attore/convenuto ha effettuato continui trasferimenti al convenuto; effettuare pagamenti di debiti a istituti finanziari per conto del convenuto/convenuto; beni mobili acquisiti come abbigliamento, scarpe e dispositivi cellulari; pagò le bollette telefoniche e assunse il pagamento delle varie spese da lui sostenute, agendo così nella speranza di mantenere il rapporto d’amore che esisteva tra i querelanti. È anche corroborato, e nello stesso senso, le promesse fatte dall’imputato nel senso che, non appena è tornato ad avere stabilità finanziaria, avrebbe rimborsato gli importi ottenuti dalla sua vittima nel corso della relazione. 2. Promettendo di restituire i documenti ottenuti, la vittima è stata creata con la giusta aspettativa che avrebbe ricevuto indietro questi valori. La restituzione imposta dalla sentenza ha il potere di eliminare l’arricchimento ingiusto, e questo fenomeno viene ripudiato dalla legge e dalla norma. 3. Il giudice non è obbligato a pronunciarsi su tutte le disposizioni di legge invocate dalle parti, se ritiene che i dettagli della soluzione della controversia siano dispensabili, anche se dedotti a titolo di premessa. 4. Risorsa nota e non inertata. Decisione DA SAPERE. DENY DISAPPROVAL. UNANIMOUS (TJDF. Acórdão n.866800, 20130110467950APC, Relator: CARLOS RODRIGUES, Revisor: ANGELO CANDUCCI PASSARELI, 5ª Turma Cível, Data de Julgamento: 08/04/2015, Publicado no DJE: 19/05/2015. P. 317) (DISTRITO FEDERAL, 2015, p. 317)

Nella situazione caso per caso, la Corte ha compreso che le prestazioni percepite dal convenuto sono state acquisite attraverso il trust ottenuto attraverso comportamenti illeciti, utilizzando l’artificio per arricchire in modo improprio. Come membro, il ricorso è stato respinto, mantenendo la sentenza nella sua interezza. Come si evince dalla decisione, il Tribunale federale distrettuale ha considerato come i motivi della decisione il divieto di arricchimento ingiusto, l’abuso del diritto e la buona fede oggettiva.

È noto che vi sia una grande sfida per stabilire le esigenze, che dimostrano il danno materiale subito dalla vittima, in considerazione della comune, l’idea di aiuto economico tra le parti nel corso della relazione, tuttavia, è necessario distinguere l’aiuto reciproco dal danno materiale effettivamente causato.

3. RIPARABILITÀ CIVILE E IL SUO SOSTEGNO PRINCIPESO

L’obbligo di insondarazione deriva dall’esistenza di un’azione o di un’omissione volontaria, di una relazione causale o di un nesso di causalità, di un danno e di una colpa.  In questo senso, l’arte. 186 del Codice Civile stabilisce che “Chi, con azione volontaria o o omissione, negligenza o sconsideratezza, viola il diritto e provoca danni agli altri, anche se esclusivamente morali, commette un atto lecito”.

Gonaalves (2015, pag. 501), definisce la parola “responsabilità” come “ricomposizione, obbligo di rimborso o rimborso”. Nella responsabilità civile, quindi, la parte lesa ha il diritto di chiedere un risarcimento, cercando nel patrimonio del trasgressore, un’assicurazione morale o materiale. (GONÇALVES, 2015, p.502)

Secondo il posizionamento di Maria Helena Diniz:

La responsabilità civile presuppone un rapporto giuridico tra la persona che ha subito la lesione e quella da riparare, spostando l’onere del danno subito dalla persona ferita a un’altra persona che, per legge, deve sopportarlo, tenendo conto della necessità morale, sociale e giuridica di garantire la sicurezza della vittima violata dall’autore del danno. Essa mira pertanto a garantire il diritto alla sicurezza della parte lesa, attraverso la piena compensazione dei danni subiti, ripristinando, per quanto possibile, lo status quo ante (DINI, 2014, p. 23-24).

Felipe Cunha de Almeida, ricordando gli insegnamenti di Sérgio Cavalieri Filho, sottolinea che il sentimento elementare della giustizia aiuta l’interesse a cercare l’obbligo della causa del danno alla riparazione adeguata. Pertanto, quando l’atto illecito genera danni, vi è un’interruzione dell’equilibrio giuridico ed economico che esisteva in precedenza tra l’agente e la vittima. In considerazione di ciò, è necessario vedere il bilancio spezzato restaurato, sostituendo lo status quo ante. (ALMEIDA, 2015, p.31)

La comprensione dottrinale nel campo delle ipotesi di responsabilità civile è vasta e divergente. Secondo Diniz (2014, p 54), queste ipotesi sono difficili da caratterizzare, perché c’è un’immensa imprecisione dottrinale.

Per comprendere meglio queste ipotesi, adottiamo il metodo utilizzato da Gonàalves (2017, p.52) che, analizzando l’articolo 186 del Codice Civile, chiarisce l’esistenza di quattro elementi essenziali di responsabilità civile: azione o omissione, colpa o astuzia dell’agente, rapporto causale e il danno subito dalla vittima.

L’azione o l’omissione si riferisce a qualsiasi persona che, per comportamento commissivo o omissivo, causerà danni agli altri.

Le conseguenze giuridiche si verificano in un momento in cui un’azione o un’omissione derivante da comportamenti umani volontari esterni ha un effetto sulla sfera giuridica. In breve, l’azione è dovuta a un comportamento positivo, un fare, a differenza dell’omissione, che si verifica non facendo qualcosa, per astenersi dall’eseguire un comportamento dovuto (CAVALIERI FILHO, 2014)

La configurazione della truffa sentimentale presuppone un’azione, cioè un atteggiamento di una delle parti, che provoca effetti giuridici.

Per quanto riguarda l’obbligo di colpevolezza o intento dell’agente, si deve comprendere che l’esistenza dell’inganno comprende l’idea di violazione, di intenti, di volontà, mentre la colpa, in assenza di diligenza, negligenza, sconsideratezza o negligenza. Così, l’ingegno si riferisce a una violazione premeditata, consapevole, volontaria del dovere legale. (GONÇALVES, 2017)

Per quanto riguarda questo punto, il giurista Flávio Tartuce afferma:

Il de intento costituisce una violazione intenzionale del dovere legale allo scopo di danneggiare gli altri. Questa è l’azione volontaria o l’omissione menzionata nell’art. 186 do CC. In conformità con quanto stabilito nell’Art. 944, caput, del codice civile, presenti l’astuzia, vale la regola del principio di riparazione dei danni, il che significa che tutti i danni subiti dalla vittima saranno risarciti. […]Il decele, in caso di responsabilità civile, merita lo stesso trattamento di colpa grave o molto grave (TARTUCE, 2013, p. 445).

Va notato che la colpa è libera da qualsiasi elemento intenzionale e si verifica per imprudenza, negligenza o negligenza, che non esclude l’obbligo di riparare eventuali danni causati.

L’elemento di colpa, tuttavia, non è importante nell’analisi della possibilità di riparazione civile nei rapporti di datazione, considerando che la responsabilità civile in tali relazioni deriva da azioni premeditate, coscienti e volontarie, cioè in cui rimarrà la tana dell’agente.

Per quanto riguarda l’esigenza del nesso causale tra il fatto e il danno per la configurazione del dovere di indecenza, secondo Sílvio de Salvo Venosa, il rapporto causale deriva dalle leggi naturali, riferendosi al legame che unisce la condotta dell’agente al danno, cioè attraverso l’analisi del rapporto causale che è possibile identificare la causa del danno. “Se la vittima, che ha subito danni, non identifica il nesso causale che porta all’atto dannoso per il responsabile, non c’è modo di essere resarcida.” (VENOSA, 2012, p. 53)

In questo senso, Carlos Roberto Gonçalves ribadisce l’idea di Silvo Salvo Venosa, indicando come esempio una situazione in cui non vi è alcun nesso causale tra la condotta dell’agente e il danno:

Se c’è stato il danno, ma la sua causa non è legata al comportamento dell’agente, non c’è alcuna relazione causale e anche l’obbligo di indeciscino. Se, verbi gratia, il conducente sta guidando correttamente e la vittima, volendo suicidarsi, si getta sotto le ruote del veicolo, non si può dire di aver “causato” l’incidente, perché in realtà era un semplice strumento della volontà della vittima, questo è responsabile esclusivamente per l’evento. (GONÇALVES, 2017 p. 54)

Il nesso causale è un aspetto rilevante da osservare nella soluzione di qualsiasi caso relativo alla responsabilità civile, cioè è necessario determinare se l’agente ha dato causa al risultato (CAVALIERI FILHO, 2012).

La causalità è presente nella truffa sentimentale, considerando che l’agente che causa il danno ha una relazione intima con la vittima. Pertanto, il rapporto di fiducia tra le parti si riferisce al legame che lega la condotta dell’agente al danno.

Per quanto riguarda l’obbligo del danno, non è possibile ritenere civilemente responsabile, senza prova del danno, che si riferisce alla lesione subita, e può essere individuale o collettiva, morale o materiale (VENOSA, 2012)

Secondo Cavalieri Filho (2012, p. 77):

Il danno è al centro della regola della responsabilità civile. L’obbligo di riparazione presuppone il danno e senza di esso non vi è alcun risarcimento dovuto. Il rischio di danno non è sufficiente, la condotta illegale non è sufficiente. Senza una conseguenza concreta, dannosa per il patrimonio economico o morale, il dovere di riparazione non è imposto. Arte. 927 del Codice Civile si esprime in questo senso: ‘colui che, per atto illecito (arti. 186 e 187), causare danni agli altri, è obbligato a ripararlo.” Arte. 186, a sua volta, parla di violazione della legge e di causare danni.

Il danno alla proprietà è privo di prove da parte di coloro che li rivendicano. In questo campo, ci sono ampie manifestazioni dottrinali e giurisprudenziali, con l’interpretazione che non si può riparare un danno ipotetico o finale. La dottrina comprende che il danno, come elemento di responsabilità civile, deve essere attuale e certo (TARTUCE, 2018).

Per quanto riguarda l’indegnizzazione esclusivamente morale, non si può dire che essa abbia solo l’intenzione di riparare le attività pretium doloris, tuttavia, essa cerca di ripristinare la dignità degli offesi. In breve, il danno morale costituisce un danno all’eredità psichica della persona, alla sua dignità, che colpisce i diritti della personalità. Come sottolinea Sílvio de salvo venosa, si tratta di danni difficili da valutare e non esiste una base specifica di equivalenza per quanto riguarda i danni morali (VENOSA, 2012).

Nel contesto dei rapporti di datazione, il danno materiale può essere trovato in capo attraverso la prova di trasferimenti o deposito di contanti, registrazioni di conversazioni riguardanti le trattative e la promessa di pagamento, fatture, fotografie e testimoni. Per quanto riguarda i danni morali, rimarrà configurato a causa della violazione della fiducia che esisteva nel rapporto, influenzando direttamente la dignità della vittima.

Tenuto conto dei presupposti di una responsabilità civile retrò esposta, è possibile verificare che le condizioni inerenti a questo istituto attivino una serie di conseguenze per le parti coinvolte, e in primo luogo un’azione (condotta) dovrebbe essere praticata, a seguito di tale lesione (danno) e, infine, dovrebbe essere verificata l’esistenza di un legame tra l’azione e il risultato, configurando la responsabilità civile.

Pertanto, nei rapporti di datazione, quando una delle parti sfrutta il rapporto di affetto per misurare i vantaggi legati al patrimonio, si pone allora un’azione che ferirà l’altra parte, adattando così la possibilità di riparazione civile.

È anche opportuno notare il sostegno giuridico principiologico della riparabilità civile a causa della truffa sentimentale.

Il sistema giuridico ha numerosi principi, che sostengono e bilanciano l’applicazione dello standard giuridico. Nel presente studio, i principi della dignità umana, della buona fede oggettiva e dell’affettività sono considerati linee guida per sostenere la possibilità di responsabilità civile per una truffa sentimentale.

Il principio di cui sopra della dignità della persona umana è una base rilevante per la responsabilità civile. Secondo Tartuce (2013, p. 303) “sarebbe la personalizzazione del diritto civile, cioè la valorizzazione della persona umana a scapito della proprietà”.

Costituzionalmente, la dignità della persona umana è riconosciuta come uno dei fondamenti della Repubblica Federativa del Brasile, come previsto nel punto III d’arte. 1° (TAVARES, 2012, p. 584).

Per quanto riguarda l’argomento, Moraes (2017, p. 41) afferma che:

La dignità è un valore spirituale e morale inerente alla persona, che si manifesta singolarmente nell’autodeterminazione cosciente e responsabile della propria vita e che porta con sé la pretesa di rispettare da parte degli altri, costituendo un minimo invulnerabile che ogni statuto giuridico deve garantire, in modo che, solo eccezionalmente, possano essere fatti limiti all’esercizio dei diritti fondamentali, ma sempre senza sottovalutare la necessaria stima che tutti meritano come esseri umani.

Comprendere la dignità umana può subire influenze storiche, religiose e politiche e può variare nelle diverse giurisdizioni. In pratica, la dignità umana presenta due volti, uno incentrato sulla filosofia, dove manifesta i valori morali che caratterizzano tutte le persone; un altro, incentrato sulla legge, in cui traduce posizioni giuridiche cartolarizzate da individui, protetto da norme coercitive e azioni giudiziarie. In breve: moralità sotto forma di diritto (BARROSO, 2010).

Secondo Ricardo Mauricio Freire Soares, il principio della dignità della persona umana è modellato come base per diversi altri principi:

Questo principio della dignità della persona umana permette di ricostruire il modo di comprendere e applicare i diritti fondamentali nell’ordinamento giuridico brasiliano, rafforzando la realizzazione della giustizia prevedendo: l’accettazione dell’applicabilità diretta e immediata dei diritti fondamentali; il riconoscimento della fondamentalità dei diritti sociali di un beneficio; l’inadeguatezza dei concetti di “riserva del possibile” nel costituzionalismo brasiliano; l’accettazione dell’idea di sigillare la battuta d’arresto nel campo dei diritti fondamentali; e il rifiuto di iperstrofia la funzione simbolica dei diritti fondamentali (SOARES, 2010, p.18).

Inoltre, data la roccaforte sentimentale nelle relazioni datate, non si può non menzionare la rilevanza dell’aspetto affettivo. L’affetto contribuisce alla formazione morale, sociale e psicologica della persona, aumentando l’autostima. Pertanto, è importante analizzare l’affetto come un diritto fondamentale appartenente alla dignità della persona umana (CARDIN e FROSI, 2010).

Un altro principio che merita di essere evidenziato è quello della buona fede oggettiva, una delle linee guida del Codice Civile Brasiliano. Il suddetto documento normativo prescrive addirittura, nell’articolo 113, che “le attività giuridiche devono essere interpretate in conformità con la buona fede e gli usi del luogo della sua celebrazione”.

In questa prospettiva, questo principio appartiene al diritto privato, basato sull’idea di ezicazione, in quanto rappresenta un ideale di comportamento da praticare nelle relazioni interpersonali. In questo senso, fondata come principio di natura etica, “presenta un legame con il principio cardinale della dignità della persona, ospitata in sede costituzionale e che consente al soggetto una condizione per garantire i desideri di base” (LÊDO E MARQUESI, 2017, p.251)

Secondo il principio dell’eticità, la buona fede ha guadagnato un apprezzamento significativo nel diritto contemporaneo, andando oltre il campo delle idee (solvizia soggettiva di buona fede), dell’intenzione, entrando a far parte del campo degli atti (buona fede oggettiva) delle pratiche di lealtà. Pertanto, la buona fede oggettiva è idealizzata come un modo per integrare le imprese legali in generale, come strumento ausiliario dell’esecutore della legge per integrare le lacune, di spazi vuoti lasciati dal legislatore (TARTUCE, 2005, p.1)

Secondo Antônio Lago Junior, al fine di stabilire se la buona fede oggettiva rimanesse in una situazione caso per caso, occorre porsi la seguente domanda: quale sarebbe la condotta affidabile e leale? Dopo aver risposto, ci si dovrebbe chiedere: la condotta dell’agente, nel caso in esame, ha rispettato questo modello? Pertanto, da queste due risposte, è possibile effettuare un’analisi indipendentemente dal fatto che si senta o meno una violazione della buona fede oggettiva (JUNIOR, 2017, p.26)

Per quanto riguarda la buona fede oggettiva nei rapporti matrimoniali, il Codice Civile, di cui all’articolo 1.566, prevede i doveri di entrambi i coniugi. Flavio Tartuce sottolinea il rapporto di alcuni di questi doveri con questo principio:

Il primo dovere è quello della fedeltà (arte. 1.566, inc. Io), che mantiene un rapporto diretto con la buona fede oggettiva, intesa come una condotta leale che deve esistere tra le parti dell’attività legale in questione. Il secondo dovere è l’assistenza reciproca (art. 1.566, inc. II), che deriva anche dalla buona fede, essendo intesa non solo come assistenza economica, ma anche come assistenza affettiva e morale. Ma, senza dubbio, il dovere che più mantiene il dovere con il dovere della lealtà è quello del rispetto reciproco e della considerazione (arte. 1.566, inc. V). (TARTUCE, 2005, p. 6)

Va notato che, sebbene questo saggio analizzi la possibilità di responsabilità civile nei rapporti di datazione, è rilevante osservare a quali punti il principio della buona fede oggettiva si riferisce ai doveri assegnati ai coniugi, considerando la loro influenza in questi rapporti.

Alla luce di queste considerazioni, il principio della buona fede oggettiva non è solo legato ai contratti legali, ma anche a qualsiasi rapporto che coinvolga gli individui, in modo da evitare atti illeciti che causino danni agli altri, perché possono generare conseguenze in grado di implicare responsabilità sia civili che penali.

Il venire contra factum proprium si disting ue nella configurazione del principio della buona fede oggettiva. Farias e Rosenvald pronunciano così sul tema:

Il venire contra factum proprium (o divieto di comportamento contraddittorio) evidenzia così immediatamente l’essenza dell’obbligo del comportamento in base alla buona fede oggettiva (cioè, secondo il senso etico atteso di tutti) che da esso è possibile misurare l’intero principio. Ebbene, il divieto di comportamento contraddittorio è una modalità di abuso dei diritti che deriva dalla violazione del principio di fiducia derivante dalla funzione integrativa della buona fede oggettiva (CC, arte. 422). (FARIAS E ROSENVALD, 2016, p. 126)

Il sistema normativo proibisce comportamenti in grado di vanificare l’aspettativa generata tra le parti, perché tale frustrazione porta i feriti alla sofferenza delle conseguenze dell’atto illecito e, di conseguenza, porta allo squilibrio della relazione.

Nei rapporti di incontri, quando una parte usa la fiducia come strumento per danneggiare l’altra parte, non si può negare la configurazione di un comportamento che va contro gli ideali di buona fede oggettiva, lasciando, quindi, un abuso dei diritti.

Il principio della buona fede oggettiva si basa sull’eticia, mirando alla certezza giuridica delle relazioni sociali, al fine di evitare che una qualsiasi delle parti subiscano perdite derivanti dalla condotta di altre persone.

Resta da evidenziare il principio di affetto che, in generale, copre i diritti legati alla famiglia, in particolare di fronte all’affetto comune tra i suoi membri. L’affetto rappresenta un sentimento di affetto che si solidora tra le persone, nella famiglia e nei rapporti.

Nell’ambito della giurisdizione moderna, l’affetto può essere incluso nell’elenco dei diritti di personalità, ed è stato gradualmente riconosciuto come un valore giuridico derivante dai principi di solidarietà e dalla dignità della persona umana (CARDIN e FROSI, 2010).

Secondo Tartuce (2007, p. 12):

L’affetto può essere sottolineato oggi come il fondamento principale dei rapporti familiari. Anche se la parola affetto non è inclusa nel Grande Testo come diritto fondamentale, possiamo dire che l’affetto deriva dalla costante valorizzazione della dignità umana.

Arnaldo Rizzardo affronta la rilevanza dell’affettività come un valore protetto dall’ordine giuridico:

Di tutti, l’importanza dell’affettività è nota, che coinvolge il vasto mondo di una soggettività decisiva nella struttura psichica della persona, e non può essere scollegata dalla sua crescita e formazione. È innegabile che l’affetto svolge un ruolo essenziale nella vita psichica ed emotiva dell’essere umano. L’affettività è una condizione necessaria nella costituzione del mondo interiore (RIZZARDO apud ALMEIDA, 2015, p. 3).

I legami di affetto e solidarietà derivano dalla coesistenza in famiglia, ed esternamente, tra le famiglie (ALMEIDA, 2015).

Considerando che la convivenza genera affetto, anche le domande legate ai rapporti di datazione dovrebbero tener conto di questo principio.

Tenuto conto delle considerazioni presentate, è consentito riconoscere l’esistenza di responsabilità affettive anche nelle relazioni di datazione.

4. CONSIDERAZIONI FINALI

Da quanto sopra in questo saggio è possibile testimoniare le riflessioni della responsabilità civile nei rapporti di datazione, soprattutto per quanto riguarda la pretesa di risarcimento per eventuali danni causati, dall’applicazione analogica della norma giuridica e con il sostegno nei precetti morali e nei principi della dignità della persona umana, oggettiva buona fede e affettività.

Anche se le relazioni di incontri sono caratterizzate da comportamenti che dimostrano attaccamento personale, pubblicità e continuità, non hanno ancora un’adeguata protezione del sistema giuridico.

Non sarebbe opportuno che l’ordinamento giuridico consideri l’amore come un dovere, tuttavia, il mancato rispetto della buona fede, in particolare dal riconoscimento della truffa sentimentale, deve essere affrontato in conformità con le premesse di responsabilità civile, generando di conseguenza l’obbligo di rimediare a eventuali danni.

Sono sicuro che il semplice contributo economico tra coloro che sono coinvolti nel rapporto di datazione non genera sanzione, e la legge dovrebbe prestare attenzione a comportamenti che dimostrino la violazione della buona fede, della lealtà e della fiducia esistenti nel rapporto.

Qualsiasi rivendicazione legale che abbia oggetto la responsabilità civile che comporta relazioni di corteggiamento deve presentare la prova massima in grado di dimostrare inequivocabilmente la configurazione dei requisiti di responsabilità civile.

Il sistema giuridico non può ignorare qualsiasi comportamento intenzionale dannoso per la buona fede nei rapporti di datazione che mostrino violazione della fiducia, abuso del diritto e violazione della buona fede, e possono anche causare l’arricchimento ingiusto di colui che ha beneficiato economicamente di un rapporto di datazione.  Il sistema normativo dovrebbe estendere la sua protezione alle relazioni di datazione, prestando attenzione alla configurazione della truffa sentimentale, nonché alla possibilità della sua riparazione, che può evitare comportamenti dannosi e salvaguardare gli interessi delle vittime di fronte a possibili ingiustizie.

RIFERIMENTI

ALMEIDA, Felipe Cunha de. Responsabilidade Civil no Direito de Família: angústias e aflições nas relações familiares. Ed. Livraria do advogado. 2015.

BARROSO, Luís Roberto. A Dignidade da Pessoa Humana no Direito Constitucional Contemporâneo: Natureza Jurídica, Conteúdos Mínimos e Critérios de Aplicação. 2010.

CARDIN, Valéria Silva Galdino; FROSI, Vitor Eduardo. Do afeto como valor jurídico. XIX Encontro Nacional do Conpedi – Fortaleza, Florianópolis: Fundação Boiteux, 2010.

CAVALIERI FILHO, Sergio. Programa de Responsabilidade Civil. 10 ed. São Paulo: Atlas, 2012.

CAVALIERI FILHO, Sergio. Programa de Responsabilidade Civil. 12 ed. São Paulo: Atlas, 2014.

DINIZ, Maria Helena. Curso de Direito Civil Brasileiro – Responsabilidade Civil, Vol. 7. 28 ed. São Paulo: Saraiva, 2014.

DISTRITO FEDERAL, Tribunal de Justiça. 7ª Vara Cível de Brasília. Sentença. Data da decisão: 08/09/2014. Luciano dos Santos Mendes, Juiz de Direito Substituto. Disponível em: http://cache-internet.tjdft.jus.br/cgi-bin/tjcgi1?MGWLPN=SERVIDOR1&NXTPGM=tjhtml16&ORIGEM=INTER&CIRCUN=1&SEQAND=100&CDNUPROC=20130110467950. Acesso em 20 ago. 2019

DISTRITO FEDERAL. Tribunal de Justiça. 5ª Turma Cível. Acórdão n.866800, 20130110467950APC. Relator: CARLOS DIVINO VIEIRA RODRIGUES. Data de Julgamento: 08/04/2015. Publicado no DJE: 19/05/2015. P. 317. Disponível em: < https://pesquisadje-api.tjdft.jus.br/v1/diarios/pdf/2015/91.pdf#page=0> Acesso em: 10 out. 2019

FARIAS, Cristiano Chaves de e ROSENVALD, Nelson. Curso de Direito Civil: Famílias. Vol. 6. Salvador: Editora Juspodium, 2016.

GONÇALVES, Carlos Roberto, Direito Civil Brasileiro Parte Geral. Volume I – 13. ed.  São Paulo: Saraiva, 2015.

GONÇALVES, Carlos Roberto, Direito Civil Brasileiro – Responsabilidade Civil. Volume IV- 12 ed. – São Paulo: Saraiva, 2017.

GONÇALVES, Nelson. Como age o estelionatário sedutor? JCNET: São Paulo, 2014. Disponível em: < https://www.jcnet.com.br/Policia/2014/08/como-age-o-estelionatario-sedutor.html> Acesso em: 19 jun. 2019.

GRECO, R. Curso de Direito Penal: parte especial, volume III. 11 Ed. Rio de Janeiro: Impetus, 2014.

JUNIOR, Antonio Lago. Ética e boa-fé no Direito – A operatividade da boa-fé objetiva nas relações obrigacionais. Editora Juspodvim, 2017. Disponível em: <https://www.editorajuspodivm.com.br/cdn/arquivos/17bad24b6ce77c0c8b431123fb6835be.pdf> Acesso em: 16 ago. 2019

LÊDO, Ana Paula Silveira; MARQUESI, Roberto Wagner. O princípio da boa-fé objetiva como densificador da dignidade humana nas relações negociais. Londrinha: Scientia Iuris, 2017.

LOBO, Hewdy. O que é Estelionato Sentimental e como a Psiquiatria Forense pode contribuir? 2017. Disponível em: https://lobo.jusbrasil.com.br/artigos/417120168/o-que-e-estelionato-sentimental-e-como-a-psiquiatria-forense-pode-contribuir. Acesso em 20 mai. 2020.

MORAES, Alexandre de. Direito constitucional. São Paulo: Atlas, 2017.

SANTOS, Fábio Celestino dos. Estelionato sentimental – quando o amor paga a conta: a exploração econômica no curso do namoro.  Jurisway. 2018. Disponível em: https://www.jurisway.org.br/v2/dhall.asp?id_dh=19617. Acesso em: 20 mai. 2020

SENA, Ludmila Dantas. Reflexão sobre a dificuldade de distinção entre o namoro e a união estável no contexto jurídico atual. Monografia, Universidade Católica de Brasília, 03 de novembro de 2011. Disponível em: <https://docplayer.com.br/9483659-Reflexao-sobre-a-dificuldade-de-distincao-entre-o-namoro-e-a-uniao-estavel-no-contexto-juridico-atual.html> Acesso em: 20 mai. 2020.

SOARES, Ricardo Maurício Freire. O princípio constitucional da dignidade da pessoa humana: em busca do direito justo. 1. ed. São Paulo: Saraiva, 2010.

SOUZA, José Franklin de. Direito Privado, v 1. Ed. 2018.

TARTUCE, Flavio. O princípio da boa-fé objetiva no direito de família. Revista Brasileira de Direito de Família, 2005. Disponível em: <http://www.ibdfam.org.br/_img/congressos/anais/48.pdf> Acesso em: 20 ago. 2019

TARTUCE, Flavio. Manual de Direito Civil. Volume único. 8 ed. Rio de Janeiro: Forense, São Paulo: Método, 2018.

TARTUCE, Flavio. Direito civil: direito das obrigações e responsabilidade civil. Volume II. Rio de Janeiro: Forense, São Paulo: Método, 2013.

TARTUCE, Flavio. Novos princípios do direito de família brasileiro. 2007. Jus Navigandi, Teresina, ano, 10.

TAVARES, André Ramos Curso de direito constitucional. 10. ed. São Paulo: Saraiva, 2012.

VENOSA, Silvio de Salvo. Direito Civil – Responsabilidade Civil. 12 ed. São Paulo: Atlas, 2012.

[1] Laureato in Diritto Tributario presso la Pontificia Università Cattolica di Minas Gerais – PUC Minas; Laurea in Giurisprudenza presso la Fatta do Rio Doce – Fadivale.

[2] Dottorato in Scienze della Comunicazione. Laurea magistrale in Giurisprudenza. Laurea magistrale in Pubblico Internazionale Maestràa En Derecho. Specializzazione in Diritto Civile e Procedura Civile. Laurea in Giurisprudenza.

Inviato: Maggio, 2020.

Approvato: giugno 2020.

DEIXE UMA RESPOSTA

Please enter your comment!
Please enter your name here