Possesso, un fatto e un diritto: un’analogia alla luce del creazionismo

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DOI: 10.32749/nucleodoconhecimento.com.br/legge/luce-del-creazionismo
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ARTICOLO ORIGINALE

SOUZA, Paulo Felix de [1], VIANA, Joseval Martins [2]

SOUZA, Paulo Felix de. VIANA, Joseval Martins. Possesso, un fatto e un diritto: un’analogia alla luce del creazionismo. Revista Científica Multidisciplinar Núcleo do Conhecimento. Anno 05, Ed. 10, Vol. 23, pp. 122-167. nell’ottobre 2020. ISSN: 2448-0959, Link di accesso: https://www.nucleodoconhecimento.com.br/legge/luce-del-creazionismo, DOI: 10.32749/nucleodoconhecimento.com.br/legge/luce-del-creazionismo

Questo articolo mirava a portare un approccio in termini di diritto immobiliare e dei suoi riflessi diretti e indiretti nel pieno esercizio del dominio. Sapendo che non vi è proprietà senza possesso o possesso senza proprietà, in questo contesto è stato verificato che il diritto di proprietà e il diritto di proprietà sono autonomi l’uno all’altro, ricevendo un trattamento differenziato per la sua elasticità o portata in cui implica in altri rami del diritto. Questi erano gli obiettivi generali e in questo senso è stata suggerita la seguente possibilità in relazione all’obiettivo specifico: le Leggi sarebbero state ispirate alla Luce del Creazionismo? Quali sono i danni derivanti dalla (Legge n. 14.223/2006) in relazione al diritto di proprietà e possesso? In considerazione dell’ipotesi, questo articolo divenne rilevante per il contenuto storico ebraico-cristiano, rispettando il libero arbitrio dello Spirito di ogni essere umano. Pertanto, la ricerca è caratterizzata come un metodo induttivo e nulla impedisce l’integralità di altri metodi da percorsi accidentali o non accidentali. La ricerca aveva come fonte di riferimenti: l’aiuto della dottrina, della giurisprudenza, delle leggi e del CF/88. Pertanto, poiché non ha uno scopo aprioristico, questo articolo è aperto per l’esplorazione futura.

Parole chiave: Possesso, creazionismo, proprietà.

1. INTRODUZIONE

Il soggetto proposto in questo articolo non ha avuto l’esaurimento del tema, che in sintesi aveva come fondamento e aspirazione, nell’irrequietezza dell’essere umano per tutta la sua esistenza sul pianeta Terra. In questo pilastro nascendo il desiderio di conoscere, tuttavia sapere non bastava, era necessario essere uguali al creatore, per conoscere la struttura e l’origine di questo universo. In questa scia germinando nella sua personalità un manto di padrone di casa, un “ANIMUS DOMINI“, cioè uno spirito di proprietario, fondato sul possesso. Occorrenza che si verificherà più tardi (nel dialogo tra il serpente di campo e la donna). Così, è stato osservato e verificato da diverse aree della conoscenza, che questa irrequietezza si è verificata solo a causa della necessità di avere una relazione più stretta e intima con l’universo o con il suo creatore. Una miscela di (desiderio e possesso) che dovrebbe essere padroneggiata: a causa dei suoi effetti positivi o non positivi, a seconda del caso specifico. In relazione a questi bisogni e ai loro aspetti, cioè al modo in cui si presentano, saranno affrontati in seguito e al momento faccio solo un invito, al fine di attirare l’attenzione su alcune sfumature: Mi sembra che questa dualità di desiderio e possesso sia trascendentale, cambiando il corso della storia, a volte influenzarla positivamente a volte non influenzando positivamente. Tale situazione può essere l’indirizzo dei conflitti umani, avendo come nascita il modo di procedere e avendo come fusibile o innesco, le percezioni intrinseche o estrinsece, a seconda del grado e della forza esercitati. Quindi, causando uno squilibrio nel desiderio di avere o, d’altra parte, la pace di mantenere ciò che hanno: forse, provenendo dall’ambiente o dall’ambiente che si vive. In questo modo e trasmutando ai giorni nostri l’umanità, sia da una visione mistica, religiosa o scientifica, continua a spianare la strada, tra gli altri, alle teorie della cosmologia e della cosmogonia. Così, senza trascurare altre teorie e capire che la marcia dell’umanità non dovrebbe essere stagnante e così poco aprioristica, menzioneremo alcune di queste teorie:

a) La teoria dell’universo olografico: in stretta sintesi ci informa che l’universo è un gigantesco ologramma (TALBOT, 1991).

b) […]. La commissione per l’agricoltura, la pesca e lo sviluppo La Teoria del Big Bang: a sua volta ci informa che l’Universo è nato da una grande esplosione; c) La Teoria della Relatività Generale: si occupava di spazio, tempo e movimento; d) La teoria eliocentrica: per questa teoria il Sole è il centro dell’Universo e la Terra ruota attorno ad esso (STEINER, 2006, p. 233 – 248).

In questo senso, dalla ricerca della struttura e della creazione dell’universo e senza alcun legame di catechesi, abbiamo optato per la teoria creazionista perché la riteniamo la più appropriata per la costruzione di questo articolo. Così, è stato possibile portare un approccio sugli aspetti storici del diritto alla proprietà, con sostanza in (sacra scrittura). E quindi sottolineare la pertinenza e la protezione conferite da chi detiene questo bene. In questo atto è stato possibile analizzare i riflessi economici e la funzione sociale della proprietà, nonché i limiti costituzionali dei diritti di proprietà, sia nella terra che nella sfera divina. Considerando gli aspetti storici che indubbiamente hanno lastricato e spianato la strada dell’umanità, in questa scia è stato possibile fare un’immersione storica, in relazione alle teorie sollevate in questo articolo, anche in una sintesi stretta. Da questo punto di vista, la ricerca è caratterizzata come un metodo induttivo e nulla impedisce l’integralità di altri metodi con percorsi accidentali o non accidentali. Alla luce di quanto precede, la ricerca di questo articolo è stata strutturata in 4 (quattro) capitoli, distribuiti anche: e) Il primo capitolo porta un approccio ai diritti di proprietà alla luce della teoria creazionista; f) Il secondo capitolo ha verificato i riflessi economici e la funzione sociale della proprietà; g) Il terzo capitolo ha verificato i limiti del diritto di proprietà alla luce della Costituzione federale del 1988; h) Il quarto capitolo ha verificato l’assenza di finalità commerciale, nonché l’assenza di forma, consumata nell’entità del danno causato, derivante dalla (legge n. 14.223 del 2006). Nei capitoli comprovati relativi alla presentazione di questo articolo, auguriamo a tutti voi una buona lettura.

2. DIRITTI DI PROPRIETÀ AI SENSI DELLE LEGGI DEL CREAZIONISMO

In questo capitolo è stato verificato il diritto del proprietario di fronte al possessore, sapendo che entrambi hanno le loro fondamenta in possesso. Facendo così un’analogia, secondo le luci del creazionismo e nei termini che fornisce (le leggi della Sacra Scrittura nel libro della Genesi, capitolo 1°; 2°; 3°) e secondo (Legge, n. 10.406/2002). Continuando in questa prospettiva e senza essere elastici nell’interpretazione, non è esagerato dire che: È stato il primo contratto eseguito verbalmente e può essere classificato o considerato da un altro contorno, come: Modal Dress Contract. In questo punto di messa a punto è stato verificato in conformità con la legge di cui sopra i seguenti articoli: Art. 579, art. 582, art. 584, art. 585 e nelle decisioni celebrate dai tribunali. A questo punto, a seconda dell’art. 585, sopra menzionati e rispettati le proporzioni appropriate, vale la pena ricordare che l’art. 2° della Legge, No. 8.245/91: comunemente indicata come legge degli inquilini, menziona anche la responsabilità congiunta e diverse. Diamo un’occhiata ad alcuni precedenti in relazione a Verbal e Modal Comodato.

Decisioni del tribunale (in corso di registrazione: 2017.0000692055), ACCORDO. Ricorso n. 1007299-77.2015.8.26.0004. AZIONE DI REPOSSESSIONE. Proprietà urbana. Azione fondata sull’estinzione del prestito verbale, a tempo indeterminato (…) (BRASILE. CORTE DI GIUSTIZIA DELLO STATO DI SÃO PAULO).

Ricorso fondato sull’estinzione dei prestiti verbali, a tempo indeterminato Presenza dei requisiti di cui all’articolo 927, punti da I a IV, CPC Possesso diretto esercitato dalla reche che non annulla l’esercizio indiretto da parte dell’autore – Notifica premonitore volta a estinguere il disprezzo La permanenza dell’annuncio nell’immobile, dopo essere stato notificato a non occupato, esbulhoho possessory R é che non ha dimostrato, in quanto in concorrenza , il contenuto dell’art. (Ap. n. 0000703-17.2011.8.26.0269, Rel. Des. Plinio Novaes de Andrade Júnior, 24a Camera di diritto privato, j. 1.10.2015.); (BRASILE. CORTE DI GIUSTIZIA DELLO STATO DI SÃO PAULO).

Azione speciale di manutenzione del possesso di risorse. Diritto di mantenimento mediante l’adesione e miglioramenti. Contratto Modal Comodato. Clausole contrattuali. Validità. (…) 3. L’assegnazione della tassa al comodatário, coerente nella costruzione di una casa in muratura, al fine di evitare la “favelizzazione” del sito, non denatura il comodato modale da contrarre. 4. Risorsa speciale non fornita. (STJ, REsp 1316895/SP Rel. Ministro Nancy Andrighi, j. l’11.06.2013.) (g/n) Giustizia elettronica (28/06/2013) (BRASILE. CORTE SUPERIORE DI GIUSTIZIA).

Recupero. Contesto probatorio del caso che autorizza la ricezione del credito vestibolare. Dimostrata l’esistenza di un supporto verbale e modale in relazione all’immobile in questione. Sentenza confermata. Risorse prive. (Ap. n. 0000104-66.2012.8.26.0003, Rel. Des. Luis Carlos de Barros, 20a Sezione di Diritto Privato, j. il 14.3.2016.) (BRASILE. CORTE DI GIUSTIZIA DELLO STATO DI SAN PAOLO.).

Di fronte a quanto precede, è stato verificato nel libro “Giardino dell’Eden” del capitolo 2 17 della Genesi, Almeida, (1996, p. 2), una condizione o per così dire: una clausola proibitiva, un obbligo di non fare: Egli comandò al signore Dio di non mangiare dall’albero della conoscenza del bene e del male, perché il giorno in cui sicuramente morirai da esso. Questo fallimento contrattuale ha portato (una divisione) e (due effetti), tra i quali possiamo verificare la situazione di due decessi:

2.1 LA PRIMA SITUAZIONE

Si riferisce alla morte in senso spirituale o in altre parole alla separazione dell’uomo da Dio (Spirito). Quindi, di fronte a questa astrazione [c’è un abisso tra l’uomo e quello spirito chiamato (Dio) e in questa scia si riferisce alla morte spirituale o incorporea. Sarebbe la separazione dell’uomo spirituale in relazione a Dio, una causa futura spirituale: da qui l’idea di religione nel senso di ricollegare l’uomo in relazione a Dio] . Sempre in questo ragionamento e per analogia, può essere verificato nel testo costituzionale, come norma affermativa e garante del libero esercizio dei culti religiosi e della protezione di questi luoghi di culto e delle loro liturgie, ai sensi (articolo 5 e articoli, IV, VI, VIII della Costituzione della Repubblica Federativa del Brasile del 1988). In questi termini, chiarisce l’evidenza e l’esistenza di uno stato secolare. Una volta per tutte, il mito e l’idea comune della frase è che lo Stato è laico, ma non laico. In questo percorso di sintonizzazione, è stata verificata la differenza tra stato secolare e secolare,

Cristo ha insegnato: “date a Cesare ciò che è cesare e dio ciò che è di Dio”, cioè che lo Stato e la Chiesa hanno attività diverse e devono agire insieme per il bene del popolo. Lo Stato è laico, cioè non professa una religione specifica, ma deve incoraggiare il valore religioso, che fa parte della grandezza e della dignità dell’uomo. Laicità, correttamente compresa, significa che lo Stato deve proteggere ampiamente la libertà religiosa sia nella sua dimensione personale che sociale, e non imporre, attraverso leggi e decreti, nessuna verità specificamente religiosa o filosofica, ma elaborare leggi basate su verità morali naturali. Il fondamento del diritto alla libertà sta nella dignità stessa della persona umana. […] (FELIPE AQUINO, 2019).

Tuttavia, ci sono correnti favorevoli, riguardanti la rimozione di un certo simbolo cristiano dai dipartimenti pubblici o dagli uffici, basando che: Questo colpisce altre professioni o manifestazioni di fede, rendendolo così uno stato secolare, ma non secolarista. Questa situazione non dovrebbe essere la causa di alcuni celeuma e sarebbe sufficiente leggere la Lettera d’Intenti (che così prevede […]: , promulgiamo, sotto la protezione di Dio, la seguente COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA FEDERATIVA DEL BRASILE, 1988). D’altra parte, e con apprezzamento, coloro che comprendono in modo opposto o diverso possono estrarre la seguente interpretazione, da (art. 5, e punto IV, V, VIII della Costituzione federale del 1988.) Così, si è scoperto che questo stesso Dio rappresentato simbolicamente da una Croce o da un Crocifisso che presenta l’immagine di Cristo in certi uffici pubblici: non offende o colpisce o obbliga o imbarazza, qualsiasi cittadino brasiliano o straniero a seguire questo stesso pensiero, sia per convinzione filosofica che politica. Essendo solo il riflesso stesso di quello stesso Stato secolare, cioè: la libertà di coscienza e di credo è, la libera manifestazione del pensiero e da un altro contorno la manifestazione dello spirito. In questo sentimento di Dio per verbalizzarsi individualmente o anche con l’uso del pronome al fine di identificare certi gruppi della stessa Fede e ordine. È chiaro che i legislatori si riferivano allo Stato brasiliano e alla sua organizzazione politico-amministrativa. A parte l’anticipo, qualsiasi conflitto in quest’area della religione. Questo è il quadro dell’armonia e della pacificazione delle controversie, garantendo sotto forma di legge l’esercizio dei suoi culti e liturgie, nonché la protezione di questi luoghi, al fine di raggiungere la loro funzione sociale materiale, tanto quanto incorporea.

2.2 LA SECONDA SITUAZIONE

Si riferisce alla morte fisica o corporea, sarebbe la separazione dell’uomo dai suoi simili, causa futura e materiale. In questo sistema si può verificare una divisione corporea e incorporea tra l’uomo originale (Adamico) e il suo creatore. D’altro canto, e senza essere elastici nell’interpretazione (a mio parere è questa divisione che dà origine all’idea di un ente familiare, ai sensi (articolo 226, terzo comma della Costituzione federale del 1988) nonché all’idea di possesso, ai sensi (articolo 1,196, del codice civile del 2002). Tuttavia, questa idea di possesso era già latente nel Giardino dell’Eden.

Così, il creatore del Cielo e della Terra e tutto ciò che contiene, ha lasciato un insegnamento: Quando si tratta di legge, questa legge deve essere rispettata, rispettata, a condizione che sia conforme alla norma gerarchica più alta o con altri termini, che il patto tra le parti sia rispettato (ALMEIDA, 1996; LIBRO DELLA GENESI, CAPITOLO 2, VERSETTO 17, p.2).

Così, con la caduta dell’uomo del luogo chiamato Giardino dell’Eden, questo stesso uomo è stato cacciato da questo giardino. Questo caratterizza che l’uomo era a suo rischio e pericolo. In questo modo ha dovuto lavorare, coltivare, esplorare questa terra, seminarla, proteggerla, comportarsi come se l’avesse e fosse sopravvissuta. Ma il Creatore non disse ad Adamo e a sua moglie Eva, ma li vestiva e li cacciava dall’Eden, fino alla terra da cui era stato preso. Una volta fatte queste considerazioni, è possibile verificare che: Adamo e sua moglie Eva furono i primi abitanti ad esercitare il diritto di possesso non pieno. In questo atto mi sembra che questa terra in cui Adamo e sua Moglie sono stati lanciati, fosse un modo per ricompensarli per il loro lavoro e i benefici generati nel Giardino dell’Eden o anche in questa prospettiva (a parte un gesto di mantenimento della cellula familiare, basato sul diritto di possesso, ai fini dell’alloggio rurale) e quindi mantenere la loro sopravvivenza e il loro sviluppo come essere umano , rispettando così la proiezione della sua personalità dalla dignità della persona umana. In questo soggiorno, non potevo non sottolineare questo importante momento in cui l’uomo viene cacciato dal Giardino dell’Eden. È proprio in questo momento che il diritto di esercitare l’intera proprietà (dominio) per rirersi il bene dove si trova, ai sensi dell’art. 1.228 del Codice Civile, 2002.). Si può constatare che la terminologia della parola arrangia contenuta nell’art. 1.228 dello stesso codice in questione: è presentato in modo generale, il che può significare una donazione con o senza spese, un abito o un’altra forma di liberalità che può esistere tra i contraenti. Diventa chiarissimo che vi sono forti prove che il diritto alla proprietà in senso lato sensu, storicamente aveva le sue basi di formazione alla luce della teoria creazionista, essendo nato in questo primo momento il concetto di possesso, in conformità con (articolo 1.196 del codice civile del 2002, altrove menzionato). Un altro punto importante sui diritti di proprietà è scolpito nella Sacra Bibbia nel libro dell’Esodo. In questo atto portando nel suo rigonfiamento le Leggi sulla proprietà e tra le varie specie di proprietà menzionate in questo libro, è stata verificata in questo caso una somiglianza della proprietà con il diritto alla vita. Inserirsi nel concetto di legittima difesa combinato con l’esclusione dell’illegalità, ai sensi dell’art. 23. Caput, punto I, II, III c/c Articolo 1 tutti i decreti legge n. 2.848 del 1940.) c/c (articolo. 188, articoli e comma unico della legge n. 10.406 del 2002.).

Art. 23. Non c’è reato quando il soggetto pratica il fatto: articolo I- in stato di bisogno; Punto I- in stato di necessità, Punto II, a condizione che: “non vi sia alcun reato quando l’agente pratica il fatto: per legittima difesa, punto III- nel rigoroso rispetto dei obblighi di legge o nel regolare esercizio della legge; Articolo 1 b) il consiglio di non applicazione delle Non c’è nessun crimine senza legge che lo definisca. Non vi è alcuna sanzione senza un precedente obbligo legale. (Codice penale, 1940) c/c (art. 188. Non costituiscono atti illeciti: punto I – quelli commessi per legittima difesa o nell’esercizio regolare di un diritto riconosciuto, punto II – il deterioramento o la distruzione della cosa di un altro, o il danno alla persona, al fine di rimuovere il pericolo imminente. Unico paragrafo – Nel caso del punto II, l’atto sarà legittimo solo quando le circostanze lo renderanno assolutamente necessario, non superando i limiti dell’indispensabile per l’eliminazione del pericolo. (CODICE CIVILE BRASILIANO, 2002).

Di fronte a questo curioso fatto vi sono forti indicazioni di posizionare il diritto di proprietà nell’ambito dei diritti e delle garanzie fondamentali, ai sensi del titolo II, capitolo I dei diritti e doveri individuali e collettivi. Tali diritti e garanzie sono elencati all’articolo art. 5°. Caput e voce II, XXII, XXIII, XXXV, XXXIX e altri,

Sono trattati allo stesso modo con la legge, garantendo l’inviolabilità del diritto alla vita, alla libertà, all’uguaglianza, alla sicurezza e alla proprietà. Stabilire che nessuno è obbligato a fare o a non fare altro che in virtù del diritto. Garantisce inoltre il diritto alla proprietà, portando come effetto imperativo della norma stessa che l’immobile soddisfi la sua funzione sociale. (COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA FEDERATIVA DEL BRASILE DEL 1988).

In questo percorso si proietta anche nell’ambito del diritto civile e penale. Alla luce di questa osservazione, è stato possibile verificare che il problema stia risuonando in questo primo momento sul lungo manus della vita, cioè la proprietà. Così, conferendo al possessore pieni o meno i poteri scolpiti secondo la legge divina. D’altra parte, si può anche vedere un avvertimento, secondo il capitolo 22, terzo versetto del libro dell’Esodo: “Se, tuttavia, c’era già il sole quando ciò accadde, coloro che lo hanno ferito saranno colpevoli di sangue”. (ALMEIDA, 1996.). Nelle parole del verso precedente, la struttura perfetta si trova nei seguenti articoli,

Art. 25. Si intende per legittima difesa che, utilizzando moderatamente i mezzi necessari, trattiene l’aggressione ingiusta, attuale o imminente, al suo diritto all’arte. 65 del Decreto Legge n. 3.689 del 1941. Fa cosa giudicata nel civile la sentenza penale che riconosce di essere stato l’atto praticato in stato di bisogno, per legittima difesa, in stretta

rispetto dell’obbligo di legge o nell’esercizio regolare della legge. (CODICE PENALE BRASILIANO. STABILITO CON DECRETO LEGGE n. 3.689 DE 1941.). In questo senso, e ad eccezione delle proporzioni appropriate, è stato verificato,

Art. 1.210. Il possessore ha il diritto di essere tenuto in possesso in caso di torbidità, restaurato nell’ombroso, e trattenuto con violenza imminente, se ha solo paura di essere molestato.

Paragrafo uno – Il possessore, o rigonfiamento, può rimanere o essere restaurato con la propria forza, purché lo faccia presto; atti di difesa, o sforzo, non possono andare oltre ciò che è indispensabile per il mantenimento, o restituzione del possesso (CODICE CIVILE BRASILIANO DEL 2002).

Si scopre in questo secondo momento che il problema sta cadendo sulla persona, a causa del diritto alla vita. Togliendo per così dire le esclusioni dell’illegalità, l’autodifesa proveniente dalla proprietà. Per sottolineare che il diritto di proprietà non è assoluto. Limitando così le prestazioni della persona fisica o della persona giuridica di ordine pubblico o privato, comprendendo il termine proprietà come l’insieme di tutte le proprietà della persona, corporea e immateriale. Sapendo che il diritto è stabilito sulla triade: Patrimonio, Vita e Libertà, diritti scolpiti nelle norme costituzionali e infracostituzionali. Di fronte a questa sintesi e come Dio mi permette di vedere il giusto. Diventa cristallino che (la terminologia proprietaria è il principio del genere, di cui sono specie il diritto del proprietario o il diritto del proprietario di dipendere dal caso specifico al fine di emanare i suoi effetti). Sì, quello che possiamo dedurre nell’ortografia originale,

[…] Se il proprietario, per garantire ciò che deve, sottopose il bene al creditore, obbligando a non alienarlo ha interessato la proprietà, si concede il vero diritto di ipoteca. Se smembra il dominio, perpetua o temporaneamente, trasferendo ad altri l’utilità della cousa, viene data l’enfiseus. Se trasferisci il diritto di possesso, uso o gooey, più o meno completamente,-split property, inciso, dare se i diritti delle servitù, superficie, usufrutto, uso e alloggio. Si concepì che il vero diritto di dominio recáia, e produce i suoi effetti, su una certa classe di beni mobili(81); tuttavia, questo possibile è sempre cousas immobile. secondo gli insegnamenti di (TEIXEIRA DE FREITAS, 2003, p. 86-97).

A questo proposito è importante sottolineare che la Costituzione federale attualmente in vigore garantisce il diritto alla proprietà, nonché la funzione sociale della proprietà. Questo è quello che si ottiene dall’arte. 5º. Punto XXII, XXIII della Costituzione in commento. Così, inserirsi nella cornice e nei termini della dignità della persona umana, garantendo ogni esistenza dignitosa, nei dettami dell’Arte. 170, di questa Costituzione. In questi termini la proprietà non è altro che proprietà e vise e viceversa. Così, possiamo dedurre che il vero faro di questi fenomeni ha il suo fondamento nella dignità della persona umana, cioè nella proiezione e nello sviluppo della sua personalità. È ciò che si può estrarre dalla Costituzione in un commento: Così, da questo principio seminatore e direttore, si può verificare l’estrazione degli altri, o meglio: germinazione e nascita di altri principi equivalenti o dello stesso carato e gerarchia. Che in un dato momento può agire: ora in difesa del diritto del proprietario o in difesa del diritto di tutela del possesso, al fine di portare a bilanciare la funzione sociale del bene in un particolare stato della federazione, nonché i principi generali dell’attività economica, in conformità con (articolo 170 CF/88). Si osserva che la tutela del possesso non è una mera strumentalità della tutela giurisdizionale della rigida procedura del procedimento. In questo pilastro è stato osservato che: la tutela del possesso è un fatto e un diritto che sono stati presentati per la valutazione dello Stato-Giudice: che ha il diritto di dire il diritto, al fine di risolvere tale pretesa, sia in virtù della proprietà che in virtù del possesso. Tali situazioni possono essere verificate, ad eccezione delle proporzioni appropriate, in quanto discutono della tutela del possesso nell’attuale ordinamento giuridico brasiliano,

Ciò che può essere ritirato come uno dei precedenti è che la proprietà e la proprietà sono istituti autonomi, protetti al centro di diversi principi costituzionali. Armoniche nel piano normativo, i principi del diritto di proprietà e della funzione sociale delle proprietà possono essere coinvolti in situazioni concrete di tensione, quando si muovono nella direzione opposta, per richiedere una soluzione di accordo pratico che, fatalmente, importerà la necessità di limitarne uno a beneficio dell’altro, o di entrambi, a beneficio comune del sistema. La Costituzione, pur non garantisce esplicitamente un generico “diritto al possesso”, tutela innegabilmente il possesso quando necessario per raggiungere scopi specifici, compresa la realizzazione del principio della funzione sociale della proprietà. (ZAVASCKI, 2005, p. 21).

Fu anche verificato date le proporzioni appropriate, in questa stessa toada, secondo gli insegnamenti nell’estrazione mineraria di Queiroz Lima (1917, p. 1-97) in cui discute, su: Patrimonio, dominio e possesso. E in questa triade, portando la definizione di proprietà o Dominio, così come la scelta del Codice Civile, dalla proprietà terminologica. Dimostrando così l’importanza del patrimonio, della proprietà e del pieno o non possesso Durante [che in un dato momento a seconda del caso specifico si fonderanno in proprietà in modo non originale e ricoperto di legittimità regressivamente positiva, acquisendo il quadro dei suoi diritti di proprietà, assumendosi per sé la responsabilità degli obblighi che possono ricadere sulla proprietà, dovuta i loro aumenti economici, salvo casi specifici e secondo i termini di legge, e dovrebbero essere suscettibili di apprezzamento economico, formando così l’intero insieme dei loro beni e il loro quadro logico nell’universo legale dei diritti e degli obblighi, proiettando sia sul positivo che sul diritto consuetudine la sua personalità umana.] la costruzione di questo articolo è stato possibile verificare il verificarsi dell’irrequietezza dell’essere umano per tutta la sua esistenza. Questa inquietudine avvenne prima nel Giardino dell’Eden: Dal dialogo tra il Serpente di campo e la Donna, secondo la Bibbia del sacro,

Libro della Genesi. capitolo 3 : La commissione per l’occupazione e gli versetto 1-24. […] È così che Dio ha detto: Non mangerai da ogni albero del giardino? E la donna rispose al serpente, dal frutto degli alberi del giardino possiamo mangiare, ma dal frutto dell’albero che è in mezzo al giardino, Dio disse: Non mangerai di lui, né tu puoi toccarlo, perché tu non muoia. Poi il serpente disse alla donna, sicuramente non morirete. Perché Dio sa che il giorno in cui mangerai questo frutto, i tuoi occhi si apriranno e sarai come Dio, conoscendo il bene e il male. Vedere la donna quell’albero era buono da mangiare, e piacevole alla vista, e albero desiderabile per dare comprensione, prese dal suo frutto, e mangiò, e lo diede anche a suo marito, che era con lei, e mangiò. […] (ALMEIDA, 1.996. p. 2-3).

A causa di questo comportamento e continuando in questo dialogo tra il serpente del campo e la donna, chiarisce l’evidenza dell’induzione, risvegliando un desiderio di possesso, una volontà di anima, una trasmutazione allo scopo di essere uguali a Dio. È a questo punto che riposa l’irrequietezza dell’essere umano, volendo prendere possesso di certe proprietà corporee e incorporee, fungibili e non leggibili, che influenzano le norme divine o le norme terrene. In questo contesto è stato verificato che: mangiare il frutto proibito non era il culmine della domanda, ma il desiderio di entrare in possesso, di possedere ciò che non gli appartiene. Questo è il momento di un’azione drammatica in cui l’intenzione raggiunge il suo massimo grado, generalmente articolando con una svolta, a seguito della quale si verifica il risultato. Così è stato verificato nell’opera intitolata La tecnica del dramma:

[…] Considerava l’esistenza di una struttura piramidale, con un’azione ascendente, un climax e un’azione discendente. L’azione ascendente inizia con l’esposizione e si intensifica attraverso la complicazione fino a raggiungere il culmine. L’azione discendente passa attraverso ciò che Aristotele designò come peripeteia (un cambiamento improvviso che altera il corso degli eventi) verso il denouement, la cui configurazione varia a seconda del genere in cui il pezzo si integra. (FREYTAG’S, 1900, p. 101, 112-114).

Detto questo, ciò che è accaduto nel dialogo tra il serpente sul campo e la donna, ha influenzato i principi di una norma gerarchicamente superiore. In questi termini, ascoltando il serpente del campo, sia la donna che l’uomo, hanno influenzato una norma più alta, disobbedindo ai limiti loro conferiti. Influenzando così le norme della legge divina, cambiando così il corso degli eventi. In questo contesto, si possono verificare e nominare queste norme, come ad esempio: norme di osservanza della gerarchia superiore di fronte al diritto gerarchico inferiore. È noto che a quel tempo la legge non era come l’abbiamo concepita oggi e in questi termini è stata verificata in modo simile la Teoria pura del diritto secondo Kelsen (1998) che fornisce la gerarchia delle norme. In questa linea di ragionamento, l’irrequietezza dell’essere umano, non ostacola in alcun modo l’esternalizzazione del desiderio, di avere un rapporto più stretto e intimo con l’universo, a condizione che, rispettata la gerarchia delle norme attuali, a seconda del caso concreto. Allo stesso modo, la partecipazione di altre aree della conoscenza non è esclusa, cioè: conoscenza antropologica; Conoscenze matematiche e sociologiche e filosofiche. In questo passaggio, la partecipazione di altre teorie, così come quelle teorie espresse nell’introduzione di questo articolo, non è esclusa. Perché queste teorie, insieme ad altre aree della conoscenza, sono alla base del supporto che guida l’irrequietezza dell’essere umano nel svelare l’origine dell’universo e la sua relazione con questo stesso universo. Date le teorie espresse in un tempo precedente, faremo solo una chiamata per portare la memoria, vediamo: La teoria dell’universo olografico, questa teoria in sintesi ci informa che l’universo è un gigantesco ologramma. La Teoria del Big Bang, questa teoria ci dice che l’universo è nato da una grande esplosione. La Teoria della Relatività Generale, questa teoria riguarda lo spazio, il tempo e il movimento. La Teoria Eliocentrica, per questa teoria il Sole è il centro dell’Universo e la Terra ruota attorno ad esso. Alla luce di quanto sopra, si possono verificare gli aspetti cosmologici che studiano la struttura dell’universo e d’altra parte possiamo verificare gli aspetti della cosmogonia che studiano l’origine dell’universo. In questo pilastro è chiara l’evidenza in cui: in modo supplementare, queste teorie completano e arricchiscono, al fine di comprendere meglio chi è questo essere umano (uomo) e quali sono le ragioni delle loro preoccupazioni in relazione all’universo in cui vivono. Così, è stato osservato da diverse aree di conoscenza che questa irrequietezza si è verificata solo a causa della necessità di avere una relazione più stretta e intima con l’universo. In questo passaggio, quando è nato il desiderio di partecipare, tuttavia, non è bastato conoscere la struttura e l’origine di questo universo e in questo senso è stato verificato secondo le seguenti riviste e le rispettive riviste. Sulla rivista del Journal of the University of São Paulo, come descritto da Steiner,

Riepilogo.

I VARI MODELLI cosmologici nel corso della storia sono brevemente descritti. L’evoluzione delle idee può essere intesa come un susseguirsi di modelli, come quello della Terra piatta, quello dei modelli geocentrici, quello eliocentrico e quello galattocentrico. Negli ultimi cento anni è stata sviluppata una teoria, quella del Big Bang, che descrive le osservazioni più sofisticate disponibili oggi e che mostra che l’universo ha avuto un’origine che può essere studiata scientificamente. Negli ultimi decenni, questo modello è stato perfezionato per un nuovo concetto, quello del Big Bang inflazionistico. All’inizio del millennio, nuove scoperte hanno dimostrato che tutta la materia conosciuta è solo la punta dell’iceberg in un universo dominato dall’energia oscura e dalla materia oscura la cui natura rimane misteriosa. (USP MAGAZINES, 2006, p. 231-248).

Nella rivista della Revista da Universidade Federal de Minas Gerais. Gli autori Francisco; Luiz e Gabriel, descrivono i seguenti argomenti,

Il modello dell’universo più accettato dalla comunità scientifica, noto come modello cosmologico standard, prevede che l’universo sia iniziato circa 14 miliardi di anni fa. Questo istante iniziale si chiama Big Bang. Dopo il Big Bang, l’universo si espanse e si raffreddava. Nel primo milionese di secondo, o subito dopo questo intervallo, c’erano quark, gluoni, elettroni e neutrini. Protoni e neutroni emersero dopo 0,0001 di secondo. La formazione di atomi leggeri avvenne tre minuti dopo, mentre gli atomi neutri si formarono dopo 400.000 anni.

Nella prossima sezione, descriveremo la “battaglia cosmica”, con gravitazione e rilascio di energia come protagonisti e, di conseguenza, la formazione degli elementi chimici più leggeri. Successivamente, presenteremo la formazione delle stelle e l’aspetto della vita […] (REVISTA DA UFMG, 2012, p. 182-205).

Detto questo, l’esistenza della cosmologia e della cosmogonia si basa, così come i suoi effetti sull’ansia dell’essere umano di conoscere o avvicinarsi alla struttura e all’origine dell’universo,

cosmología (da gr. kosmos: mondo, e loghi, scienza, teoria) Insieme di teorie scientifiche che trattano le leggi o le proprietà della materia in generale o dell’universo. Ogni cosmologia suppone la possibilità di una conoscenza del mondo come sistema e della sua espressione in un discorso. Pertanto, l’immagine del sistema mondiale è decisiva per ogni filosofia che vuole essere sistematica. Il postulato di una totalizzazione del mondo, per conoscenza, è indispensabile per una possibile totalizzazione della propria conoscenza. (JAPIASSÚ; MARCONDES, 2006).

cosmogonia (gr. kosmoonia: creazione del mondo) Teoria sull’origine dell’universo *, di solito fondata su leggende o miti e legata a una metafisica. Alla sua origine, designa ogni spiegazione della formazione dell’universo e degli oggetti celesti. Attualmente, designa le spiegazioni del carattere mitico. Ad esempio: la cosmogonia pre-socratica di Tales of Miletus, Anaximander, Empédocles ecc. (JAPIASSÚ; MARCONDES, 2006).

Questo mettere e trasmutare nell’umanità attuale, sia per una visione mistica che religiosa o scientifica, continua a spianare la strada alle teorie della cosmologia e della cosmogonia, tra gli altri. In questo senso, la ricerca della struttura e della creazione dell’universo è stata scelta dalla teoria creazionista, basata sulle Sacre Scritture, libro della Genesi, perché ritenuta la più appropriata per la costruzione di questo articolo. In questo modo è stato verificato nei termini così disposti nella Sacra Bibbia,

Libro della Genesi, capitoli 1-3. In principio Dio creò i cieli e la terra. La terra era informe e vuota; c’era oscurità sulla faccia dell’abisso, e lo Spirito di Dio aleggiava sulla superficie delle acque, […] Ora il Signore Dio piantò un giardino in Eden […], il Signore Dio prese l’uomo e lo mise nel giardino di Eden arare e riporlo. […] Il Signore Dio quindi lo scacciò dal giardino di Eden per arare la terra da cui era stato tratto. […], Pose dei cherubini a est del giardino di Eden e una spada fiammeggiante che girava su tutti i lati, per proteggere il sentiero dell’albero della vita. (ALMEIDA, 1996, p. 2-3).

Così, nei termini della Sacra Scrittura è stato verificato nel libro della Genesi nel primo capitolo fino al terzo capitolo, che: il principio e la paternità della creazione dei cieli e della terra e tutto ciò che è in esso. In questo atto di creazione divina nasce il primo diritto di proprietà intellettuale o di diritto d’autore e in questo atto da forti indicazioni è possibile che il legislatore si sia innaffiato da questa fonte di creazione divina quando ha scolpito l’articolo 1, 7 nella legge, n. 9.610/1988,

Art. 1º: Questa legge regola il diritto d’autore, comprendendo sotto questo nome il copyright e quelli ad essi correlati; Arte. 7º Le opere intellettuali sono creazioni protette dello spirito, espresse con qualsiasi mezzo o fissate in qualsiasi mezzo, tangibile o immateriale, conosciute o inventate in futuro, come […]. (BRASILE, LEI, N. 9.610 DE 1988.).

È noto che la suddetta legge aveva lo scopo di tutelare e garantire i diritti dell’autore al fine di esprimere con mezzi artistici, letterari, scientifici la sua volontà dello spirito, cioè la manifestazione della sua intellettabilità. In un secondo momento, riguardo alla creazione divina e saltando un po ‘ di più nella storia, si scopre che: è stato conferito all’uomo di coltivare e custodire questo Giardino chiamato “Giardino dell’Eden”. In questa linea di pensiero all’uomo è stato concesso il possesso di questo giardino e poteva nutrirsi di esso, dai frutti, tranne che dall’albero della conoscenza del bene e del male, ma il giorno in cui lo mangia, morirai sicuramente. Davanti a questa legge divina si può osservare che vi sono forti indicazioni che il legislatore continua a bere nella stessa fonte di creazione divina, vediamo,

Art. 1.196. Chiunque abbia l’esercizio, pieno o meno, di alcuni dei poteri inerenti alla proprietà è considerato possessore.

Art. 1.197. Il possesso diretto di una persona che ha la cosa in suo possesso, temporaneamente, in virtù di una legge personale o reale, non annulla l’indiretto, di cui è stato processato, e il possessore diretto può difendere il suo possesso contro l’indiretto.

Art. 1.214. Il possessore della buona fede ha diritto, per tutto il tempo che dura, ai frutti percepiti. (BRASILE, CODICE CIVILE BRASILIANO 2002).

Quindi, in termini di Sacra Bibbia nel libro della Genesi. È stata verificata una condizione non piena di possesso e l’obbligo di non farlo:

Libro della Genesi. Capitolo 2 : La commissione per l’occupazione e gli Versetto 16.  Il Signore Dio comandò all’uomo, dicendo: Da tutto l’albero nel giardino mangeremo liberamente, versetto 17. ma dall’albero della conoscenza del bene e del male, che non ne mangerai, perché il giorno in cui lo mangerai, morirai sicuramente. (ALMEIDA, 1996. p. 2)

Chiarisce le prove che l’uomo non era nel Giardino dell’Eden come giardiniere, custode, amministratore o anche nelle condizioni di titolare del Giardino dell’Eden. Tuttavia, le sue condizioni erano di possesso diretto, per una ragione logica: c’era un proprietario lì che esercitava il pieno controllo dell’immobile. Da questo punto di vista l’uomo del giardino dell’Eden possedeva questo giardino e c’era un ordine verbale e diretto che limitava il diritto del possessore. Così, è stato verificato che tra Dio e l’uomo c’era un contratto verbale e con la rottura di questo contratto: Dio inizia ad esercitare il pieno diritto di eretto proprietario del dominio di proprietà fondato sul possesso del cosiddetto Giardino dell’Eden. Così formulato nei suoi poteri di: usare, godere, disporre e riprendere il bene dove si trova o in virtù del possesso, tecnicamente chiamato (proprietà nuda). In questo modo riutilizzare questo bene, in base al diritto e al pieno esercizio del dominio della proprietà. In questa scia c’era una clausola contrattuale che si concentra sulla risoluzione del contratto tra le parti, cioè tra Dio e l’uomo, come affermato in un altro momento. Tale situazione, che emerge dall’articolo. 5º. Punto – XXXV della Costituzione della Repubblica Federativa del Brasile del 1988: “La legge non escluderà dalla valutazione del danno giudiziario o della minaccia alla destra”.

Come verificato nella Sacra Scrittura, Versetto 20 e 21, Almeida (1996, p.3). A causa della risoluzione contrattuale è stato verificato per curiosità: il momento in cui l’uomo venne a chiamarsi Adamo e a sua volta la Donna venne chiamata Eva: “Chiamò l’Uomo sua moglie Eva, perché era la madre di tutti i vivi; Il Signore Dio indossò la pelliccia per Adamo e sua moglie, e li indossò”. In questi termini e superare la curiosità, il diritto del proprietario e del possessore indiretto di esercitare il diritto, la custodia o la protezione possessoria ai sensi del divino e del diritto fondiario è comprovato. Così, di fronte a tutti gli esposti alla luce della teoria creazionista, anche se in sintesi, è stato possibile osservare e verificare l’importanza del diritto di proprietà e del diritto di proprietà. Farsi caratterizzare ancora una volta che il possesso è un fatto e un diritto. Tali diritti sono di salvaguardia del diritto del proprietario, nonché del diritto del proprietario, tutti fondati sulla proprietà. Sapendo che l’esistenza del possesso dipende dall’esistenza della proprietà. E nel caso di specie, in senso materiale e immateriale, al fine di realizzare la sua funzione sociale ed economica, che deve essere eretta sia di proprietà che di possesso. In questo senso ci informa della dottrina,

Si vede bene, quindi, che il principio della funzione sociale riguarda più il fenomeno possessivo che il diritto di proprietà. Questa funzione “è più evidente nel possesso e molto meno nella proprietà”, osserva l’attenta dottrina, e quindi parla di funzione sociale del possesso. […] (REALE, 1999, p.8; FACHIN, 1955, p. 19 apud ZAVASCKI, 2005, p. 2).

In questo ragionamento è importante sottolineare che: le azioni possessive sono mezzi strumentali delle rigide formalità della tutela giuridica della causa, con la possibilità di ottenere dallo Stato-Giudice, la (protezione giudiziaria), essendo quella tutela una sentenza di merito che può essere una sentenza confermata o infondata.  D’altra parte, nulla impedisce la risoluzione delle richieste di protezione della legge, vale a dire mediante la mediazione fuori dal tribunale o giudiziaria, in conformità con dette leggi e risoluzione del Consiglio Nazionale di Giustizia,

Prevede la mediazione tra i singoli come mezzo per risolvere le controversie e sull’auto-composizione dei conflitti all’interno della pubblica amministrazione; modifica la legge n. 9.469 del 10 luglio 1997 e il decreto n. 70.235 del 6 marzo 1972; e abroga il § 2 dell’articolo 6 della legge n. 9.469 del 10 luglio 1997. (LEI, n. 13.140 del 26 giugno 2015.).

 Arte. 3. La minaccia o il diritto al pregiudizio dalla valutazione giudiziaria non sono esclusi dalla valutazione giudiziaria.

§ 2 – Lo Stato promuove, ove possibile, la risoluzione consensuale dei conflitti.

§ 3 – La conciliazione, la mediazione e altri metodi di risoluzione consensuale dei conflitti sono incoraggiati da giudici, avvocati, difensori pubblici e membri della Procura, anche nel corso del procedimento giudiziario. (Legge, n. 13.105 del 16 marzo 2015.).

Esso prevede la politica nazionale di un trattamento adeguato dei conflitti di interesse all’interno del sistema giudiziario e prevede altre misure. Politica giudiziaria nazionale; Conflitti di interesse; mezzi consensuali; Centri permanenti di metodi consensuali di risoluzione dei conflitti; Formazione e formazione […] (RISOLUZIONE DEL CONSIGLIO NAZIONALE DI GIUSTIZIA (CNJ) n. 125 del 29 novembre 2010.).

Naturalmente, all’epoca, cioè nel giardino dell’Eden, era una funzione sociale della natura rurale alimentare e familiare e in questo passo possiamo persino dire che si trattava di una situazione di attività agricola familiare e indigente in questo primo momento di capacità economica stessa. Pertanto, controlleremo nel prossimo capitolo i riflessi economici e la funzione sociale della proprietà come la concepiamo oggi.

3. RIFLESSIONE ECONOMICA E FUNZIONE SOCIALE DELLA PROPRIETÀ

In relazione a questo capitolo, è stato trovato in una sintesi ristretta: in cui, i riflessi economici e la funzione sociale della proprietà stessa, cioè di pieno dominio e da un altro contorno che fa una distinzione tra riflessi economici e funzione sociale della proprietà. Sapendo che i riflessi economici agiscono in un certo modo nell’area sociale di Stricto Sensu, ma non sono confusi con la funzione sociale della proprietà, perché contiene un’ampiezza, comprese altre situazioni non contenute nei riflessi economici. Tuttavia, senza perdere la sua caratteristica economica diretta e indiretta o denominata nel mio sentimento, di: Riflessioni economiche Parti interne e parti esterne. Detto questo, inizieremo ad analizzare le riflessioni economiche derivanti dalla proprietà, comprendendo in questo primo momento la proprietà in direzione residenziale (edificio) residenziale, commerciale o edificio urbano costruito o edificio rustico di area continua o anche la piccola proprietà rurale. Anche se questa proprietà è realizzata mediante acquisizione effettuata o firmata nell’acquisto e nella vendita o attraverso il diritto di successione o acquisita con l’azione personale di usucapir e agendo come se fosse proprietaria o secondo altre intese: dall’Istituto di Usucapião urbano o rurale o dall’istituto di espropriazione ai fini della riforma agraria. Nel contesto di cui sopra sarebbe opportuno menzionare il contratto di locazione residenziale che in un certo senso porta un aumento economico al locatore e in un certo senso dipendere dal caso concreto potrebbe anche portare un aumento economico per l’inquilino: sapendo che questo, potrebbe essere assunto per esercitare il suo ufficio di lavoro a causa della vicinanza al posto di lavoro, nonché, l’infrastruttura del sito potrebbe fornire un certo aumento economico. In questo stesso senso di aumento economico si adatterebbero al contratto di locazione non residenziale e al Comodato, rispettando le proporzioni appropriate di ciascuno. Così, seguendo i principi generali dell’attività economica, disposti nel sistema nazionale di pianificazione attualmente in vigore, ai sensi dell’art. Pertanto, soddisfare la garanzia del diritto di proprietà e della funzione sociale a cui deve rispondere, in termini costituzionali. D’altra parte, portano un aumento economico da un comando, da uno strumento standard costituzionale, regolato dalla legge infracostituzionale. Sia per diritto di successione che per usucapião o derivante da donazione o espropriazione o da testamentario. In questo contesto, invece di spendere per gli affitti, avrai la possibilità di investire e mantenere i requisiti di base della tua famiglia, cioè i tuoi diritti fondamentali inerenti a coloro che costituiscono e fanno parte di una data società. A questo punto è stato verificato che: oltre ad avere un carattere di ricovero familiare, lo prevede, un miglioramento della sua qualità di vita e del suo sviluppo come persona umana. In tale contesto, si verifica che le ripercussioni economiche derivanti dal diritto di proprietà possano essere classificate o denota come: Internal Economic Reflexes Parties e External Parties. In questo modo le parti dei riflessi economici interni saranno percepite nel primo passo, all’interno della famiglia, come un sentimento dell’effetto astratto proveniente da questa riflessione economica. Naturalmente non lo stiamo posizionando come un’aspettativa di legge o addirittura come un diritto o una scelta soggettiva o addirittura una legge futura e incerta. In questo caso, la riflessione sopra posizionata sarà in qualche modo ripristinata all’entità familiare, avendo nei suoi effetti di applicabilità, come ipotetica norma autonoma, che sarà realizzata come External Economic Reflexes Parties, indipendentemente da una decisione che verrà applicata da una particolare entità familiare. Così, questa padronanza della norma astratta, va contro la norma ipotetica fondamentale di Kelsen (1881-1973):

(…) Infine, va notato che una norma può essere non solo il senso di un atto di volontà, ma anche – come contenuto del significato – il contenuto di un atto di pensiero. Una norma non solo può essere voluta, ma può anche essere semplicemente pensata senza essere voluta. In questo caso, non è una norma fissa, una norma positiva. Ciò significa che una norma non deve essere messa in atto in modo efficace- può essere semplicemente presupposto nel pensiero. (KELSEN, 1881-1973, p. 7, 267).

Per KELSEN, la validità traduce il modo peculiare di esistenza delle norme. In altre parole, la norma è valida solo se deriva da un atto legittimo di autorità e non è stata da essa abrogata. Tale atto rappresenta la condizione per la sua validità, ma non la sua base per l’esistenza. La base di una regola, secondo il creatore del purismo giuridico, è contenuta in un’altra regola, che definisce una regola ipotetica fondamentale. (SOARES, 2002).

 (…) La teoria della norma giuridica, secondo Hans KELSEN, si basa sulla distinzione tra il sein (essere) e il sollen (dovere), cioè sull’esistenza del mondo fisico, soggetto alle leggi della causalità, e del mondo sociale, soggetto alle leggi dello spirito, che, essendo leggi di fine, può essere tradotto in norme

 La norma fondamentale di KELSEN ha un carattere ipotetico: (…) (REALE, 1998, p. 167, apud SOARES, 2002).

In considerazione di questa breve esenzione, è stato possibile verificare con un’analisi ampliata che: il diritto di proprietà rispettato le proporzioni appropriate fa parte dello smembramento o dello smembramento dell’estensione della territorialità nazionale. In tale contesto non sarebbe sufficiente solo la condizione di possesso o di registrazione relativa alla proprietà di beni immobili, né sarebbe sufficiente solo la condizione della sovranità nazionale. Pertanto, è stato verificato ancora una volta che il possesso è composto dagli elementi che lo individualizzano, indipendentemente dall’astrazione giuridica applicata in ogni caso specifico. Ad esempio, è stato verificato sulla rivista Veredas da História, secondo un articolo preparato da Felipe Rabelo Couto (200, p. 55-85): la questione della proprietà tra Brasile e Bolivia e la soluzione data in questo numero di territorialità degli acri. In questa fase l’oggetto principale è la protezione del suolo, del terreno, del pavimento (dove da esso nascono confini di proprietà o territoriali da esercitare in nome del diritto di possesso o di dominio: da ciò derivano i diritti individuali e collettivi sia delle persone fisiche o giuridiche di diritto privato o pubblico che di quelle di portata internazionale. Pertanto tale protezione avverrà solo attraverso il possesso, pieno o meno, ricordando che il possesso è uno stato di sentimento e la proprietà la sua conferma, ma il dominio a tutti fill). Pertanto, è imperativo sottolinearlo: tra le altre forme costituzionali, come l’espropriazione e le leggi sparse. La proprietà può essere acquisita attraverso l’acquisto e la vendita; il diritto alla successione; da usucapião; donazione o mediante registrazione del titolo. Così insfirmata nel codice civile brasiliano,

Nel Titolo V- Contratti in Generale, possiamo citare i contratti stipulati nell’acquisto e nella vendita, ai sensi dell’art. 421 e seguenti; nel Titolo VI delle varie Specie Contrattuali, si può citare l’art. 481, 482 e seguenti; nel Libro V del Diritto di Successione si può citare l’art. 1.784 e seguenti; nel capitolo II dell’acquisizione di beni immobili, possiamo citare quelli acquisiti da usucapião ai sensi dell’art. 1.239, 1.240, 1.240-A, 1.241, 1.242; capitolo IV della Donazione, l’arte può essere menzionata. 538 e seguenti; nella Sezione II Dell’Acquisizione per Registrazione del Titolo, abbiamo l’art. 1.245 e seguenti. (CODICE CIVILE BRASILIANO 2002).

In questo senso, è stato osservato che la semplice presenza di un immobile rustico (rurale) o urbano, spinge l’Organizzazione statale a garantire e rispettare i diritti e gli obblighi in materia, che sono scolpiti nell’articolo 5, punto XXX; Articolo 6: tutta la Costituzione federale del 1988. Che si tratti dell’Unione, così come dei suoi enti federati, cioè dello Stato o del Comune in virtù del vero diritto di proprietà, pieno o meno. Su questi diritti, date le proporzioni appropriate, si possono verificare le loro riflessioni dirette sulla dignità della persona umana e in questo atto riflettendo indirettamente anche sui diritti sociali. Questi principi e diritti costituzionali sono ERGA OMNES e devono essere rispettati, rispettati e garantiti sotto forma di legge. Anche perché: nascono con il pieno o non possesso di proprietà, cioè nascono con la fissazione dell’uomo a terra. Caratterizzandosi così al di là del possesso e andando contro la sua nazionalità e la sua naturalezza geograficamente parlando. Allungamento per le fascette di sangue riguardanti l’affiliazione. Riprendendo in termini generali l’idea originale di questo articolo, viene verificata ancora una volta l’importanza del (Possesso) nel diritto di proprietà, nonché la sua protezione esaustiva. Sapendo che tale tutela, in caso di vero e proprio diritto di proprietà di beni immobili, sarà esercitata a coloro che detengono il possesso, in tutto o in parte. In questo ragionamento, lo stesso verificarsi della protezione è stato verificato nel senso della sua territorialità, nazionalità e naturalezza o affiliazione. Che sono coperti nel termine JUS SOLI (terreno a destra) e JUS SANGÜINIS (diritto di sangue). Sebbene siano autonomi tra loro: SUI GENERIS è integrato al fine di garantire il diritto di possesso, così concettualizzato,

Conservazione o godimento di una cosa o di un diritto., Stato di chi possiede una cosa, chi la detiene o ha il godimento di esso., Azione o diritto di possedere per il titolo., Fortuna, beni., Abilità, fitness., Mezzi, forze; prendere possesso: prendere possesso, dare possesso, si dice di un atto con cui qualcuno viene investito o investe gli altri in un diritto, in un ufficio o in una dignità. (BRASILE, DIZIONARIO AURÉLIO).

Sapere che il possesso è considerato dall’esercizio infatti. Che, considera possessore tutti coloro che hanno in realtà il pieno esercizio o meno, di alcuni dei poteri inerenti alla proprietà. Pertanto, è stato verificato: che la questione del suolo funziona come un piano generale per condurre altri rami del diritto nei suoi effetti. Che si tratti di norme costituzionali, civili, penali, fiscali, eccetera. In questo modo, lo Stato (Unione) attrae la propria sovranità a se stesso, distribuendo le competenze adeguate della struttura politica, cioè dell’Organizzazione statale, contenute nelle sue norme costituzionali o (norme costituzionali di principio). Funzionare come linee guida da osservare e rispettare dalle leggi infracostituzionali. Questo può essere verificato nella Pianificazione Nazionale attualmente in vigore: porta il corretto trattamento dell’Organizzazione Politico-Amministrativa, funzionante così come un vero e proprio “Cheks and Balances” (freni e contrappesi). È questo equilibrio che regola e autoregolamenta, al fine di limitare i poteri d’azione: sia dello Stato (Unione) che in relazione alle entità federate, o in relazione ai loro soggetti o anche di fronte all’altro. Così, secondo Montesquieu (2000, p.19): rispettando così le norme costituzionali di principio e mantenendo così la separazione dei poteri per ottenere un’amministrazione decentralizzata. Facilitare o consentire l’applicabilità dell’esercizio della norma programmatica costituzionale, conferire e dare (efficacia piena o restringibile) o addirittura (limitata) alla norma programmatica costituzionale. Che siano immediati o mediati, che sono espressi nell’organo e nel termine preliminare della pianificazione nazionale in vigore. E, in questo modo, poterli indirizzare alle attività dei loro soggetti, garantendo la loro partecipazione in tutto il contesto che li comprende.

4. LIMITI COSTITUZIONALI DEI DIRITTI DI PROPRIETÀ

In questo capitolo sono stati verificati i limiti costituzionali del diritto di proprietà, espressi nel testo costituzionale, nei decreti e nelle leggi federali tra le altre leggi sparse. Citeremo quindi in questo primo momento: le linee guida, così come i limiti scolpiti nella Costituzione federale del 1988: (art. 5° Caput e voce XXIV, XXV) w/c (art. 136 Caput e punto uno, secondo punto); (Art.137 Caput e punto I); (Art.139 Caput e articoli I-VII e § single); (Art. 243). In questo ragionamento è stato verificato anche in conformità con il decreto n. 54.535 del 30 ottobre 2001,

Decreto n. 54.535 del 30 ottobre 2013. Menu. Essa fornisce una nuova formulazione agli articoli 3, 4, 5, 6, 7, 10, 11, 13, 14 e 18 del decreto n. 53.799, del 26 marzo 2013, che stabilisce la procedura da osservare per l’espropriazione di beni utili o necessari agli interessi dell’Amministrazione Comunale. (GAZZETTA UFFICIALE DELLA CITTÀ DEL 31/10/2013, p. 1).

A questo proposito è stato verificato in conformità con il decreto legge federale, no. 3.365 del 1941, con espropri di pubblica utilità e in questo senso è stato verificato nella legge n. 4.132/1962,

(Art. 1º L’esproprio per interesse sociale sarà decretato per promuovere l’equa distribuzione dei beni o condizionarne l’utilizzo al benessere sociale, sotto forma di art. 147 della Costituzione federale); (Art. 2º È considerato di interesse sociale: voce I – l’uso di tutto il bene improduttivo o sfruttato senza corrispondenza con le esigenze di alloggio, lavoro e consumo dei centri abitati a cui deve o può fornire con il suo destino economico […] (BRASIL, CAMERA dei Deputati).

Pertanto, gli articoli costituzionali citati in un altro momento sono in linea con i decreti e le leggi già menzionati. Sia per quanto riguarda i limiti o le mitigazioni dell’uso dell’immobile. Tuttavia, vi sono riflessioni negative sulla preponderanza dell’Unione di esercitare l’espropriazione di fronte alle sue entità federate, tra queste riflessioni che possiamo portare al lume: (MARÇAL, 2015; CARVALHO, 2008). Detto questo, diventa chiaro l’evidenza in relazione agli enti elencati di esercitare la loro autonomia di fronte all’espropriazione sotto forma di legge. In questo atto possiamo vedere che la Costituzione dell’Impero incorpora già i limiti costituzionali che influiscono sull’uso dei diritti di proprietà o in altre parole: il diritto del proprietario in relazione alla proprietà. In questo punto di sintonizzazione è stato verificato nell’ortografia originale, ai sensi del PROMPTUARIO DAS LEI CIVIS (SIC), STF PATRIMÔNIO N. ° 12539.9,

Diritto di proprietà unica eccezione alla pienezza della pienezza, ai sensi dell’art. Imp., avrà luogo quando il bene pubblico richiede l’uso, e l’uso della proprietà del cittadino, per necessità o utilità – Legge del 9 settembre 1826, Legge, n. 353 del 12 luglio 1845. (FREITAS, 1876, p. 212-213, 224)

Alla luce dell’approccio di questo articolo, i limiti di chi detiene l’inaugurazione, così come i limiti dell’autonomia dello Stato di fronte alla mitigazione dei diritti e delle garanzie di quello stesso possesso, diventano cristallini. Pertanto, è stato anche possibile verificare l’importanza attribuita alla funzione sociale ed economica dell’immobile.

5. L’ENTITÀ DEI DANNI CAUSATI DALLA LEGGE SULLA CITTÀ PULITA

Questa legge prevede gli obiettivi, gli orientamenti, al fine di mantenere un ambiente ecologicamente equilibrato. Portando in questo rigonfiamento anche le strategie e le definizioni in relazione agli elementi che compongono il paesaggio urbano del Comune di São Paulo. In questo senso, andando contro i principi e i precetti della legge repubblicana e democratica, che guidano l’intero Ordine Nazionale. Pertanto, il concorso comune del comune scolpito nella Costituzione federale di 1.988, in cui ha,

Art. 23. È di competenza comune dell’Unione, degli Stati, del distretto federale e dei comuni: punto VI. proteggere l’ambiente e combattere l’inquinamento in una qualsiasi delle sue forme. Art. 30. I comuni sono responsabili di: I – legiferare su questioni di interesse locale; II – integrare la legislazione federale e statale in questo modo; […] (BRASIL, COSTITUZIONE FEDERALE DEL 1988).

Sapendo che la Costituzione in questione prevede la competenza comune dell’Unione e delle sue entità federate, al fine di proteggere l’ambiente e combattere l’inquinamento in qualsiasi forma. In questo senso, è stato verificato nella stessa Costituzione nel commento, così come, è stato verificato nella legge organica del comune di São Paulo e nella legge municipale di São Paulo:

Preambolo Noi, rappresentanti del popolo del Comune di São Paulo, riuniti in un’Assemblea Costituente, nel rispetto dei precetti della Costituzione della Repubblica Federativa del Brasile, promulgiamo, sotto la protezione di Dio, questa Legge Organica, che costituisce la Legge Fondamentale del Comune di São Paulo, con l’obiettivo di organizzare l’esercizio del potere e rafforzare le istituzioni democratiche e i diritti della persona umana. Art. 13.  Spetta alla Camera, con la sanzione del Sindaco, non richiesta per quanto previsto dall’articolo 14, disporre delle materie di competenza del Comune, in particolare: (Modificata dall’emendamento n. 05/91) Punto I – legiferare su questioni di interesse locale; Punto II – integrare la legislazione federale e statale, in cui è applicabile; […] (LEGGE ORGANICA DEL COMUNE DI SÃO PAULO.).

Prevede l’ordinamento degli elementi che compongono il paesaggio urbano del comune di São Paulo. “L’arte. 32. Ai fini della presente legge, il proprietario e il proprietario dell’immobile in cui è installato l’annuncio sono solidalmente responsabili dell’annuncio. […].” (COMUNE DI SÃO PAULO, Legge n. 14.223/2006.).

Così, è stato possibile verificare: che vi sia un’enorme differenza tra competenza comune e competenza di interesse locale o integrativo, nella sua forma, sia in relazione alla legislazione federale che a quella statale. In questo atto è stato osservato, come considerato dall’art. 32, la Legge, No. 14.223/2006: che impone una responsabilità congiunta per le attività commerciali o commerciali, posizionando il locatore come partner delle rispettive attività. A questo proposito, abbiamo elencato brevemente due decisioni tra le altre della Corte di giustizia dello Stato di São Paulo (TJSP), a favore del Comune di São Paulo,

Decisioni del tribunale (in corso di registrazione: 2018.0000081077, ACCORDO, ricorso n. 1040212-28.2016.8.26.0053, sanzione amministrativa priva di carattere protettivo); è stato inoltre verificato che la solidarietà prevista dall’articolo 32 della “Legge sulla città pulita” ai sensi del Registro era 2018: 00.0060608504, ACCORDO, Appello Civile / Riesame Necessario / Multe e altri Campioni nº 0100869-31.2008.8.26.0053). (BRASILE, Corte di giustizia dello Stato di São Paulo.).

A questo punto, la legge in questione riguarda la legge, il n. 8.245, 14 ottobre 1991. Prevede i contratti di locazione di immobili urbani e le relative procedure, come disponibili all’art.1° e all’Unico Comma: “L’affitto di immobili urbani è regolato dalle disposizioni della presente Legge.  Unico paragrafo – Resta regolato dal Codice Civile e dalle leggi speciali.” A questo proposito, il Comune non può legiferare in materia di diritto civile, né tanto meno imporre congiuntamente e solidalmente la responsabilità tra il Locatore e il Locataro, incidendo così sulla buona fede, sulle buone usanze e sulla libertà contrattuale, ai sensi della legge, n. 10.406 del 10 gennaio 2002. articolo 421 in conformità del suo smaltimento. La libertà di assunzione è esercitata per motivi ed entro i limiti della funzione sociale del contratto; Articolo 422. I contraenti sono tenuti a mantenere, non appena la conclusione del contratto, come nella sua esecuzione, i principi di probità e buona fede. In questo modo essa incide sulla libera iniziativa scolpita, ai sensi dell’art. Infine, incide sul diritto di scelta del consumatore e ostacola la circolazione delle merci, incidendo sull’intero quadro che coinvolge la catena dei consumatori. Pertanto, la “Legge sulla città pulita” supera la sua competenza legislativa quando interviene direttamente nel rapporto contrattuale tra il Locatore e il Locatario o il comodante e il comodatário di proprietà residenziale urbana o di proprietà urbana non residenziale, nonché in aziende e professionisti, secondo l’articolo. 32 e paragrafi della legge, n. 14.223/2006.

Art.32 Ai fini della presente legge, il proprietario e il proprietario dell’immobile in cui è installato l’annuncio sono solidalmente responsabili dell’annuncio. Il paragrafo 1. La società di installazione è anche responsabile in modo solidale degli aspetti tecnici e di sicurezza dell’installazione della pubblicità, nonché della sua rimozione. Il paragrafo 2. Per quanto riguarda gli aspetti tecnici e di sicurezza relativi alla parte strutturale ed elettrica, anche i rispettivi professionisti sono responsabili in modo solidale. Il paragrafo 3. Per quanto riguarda gli aspetti tecnici e di sicurezza relativi alla manutenzione, l’azienda di manutenzione è anche responsabile in modo solidale. Il paragrafo 4. I responsabili dell’annuncio saranno responsabili amministrativamente, civilmente e penalmente della veridicità delle informazioni fornite. (COMUNE DI SÃO PAULO, articolo. 32 e paragrafi della legge, n. 14.223/2006).

Pertanto, è stato osservato e verificato nella parte speciale del libro I della legge degli obblighi, del codice civile brasiliano del 2002 e in conformità con la legge, n. 8. 078 dell’11 settembre 1990. Pertanto, si può verificare che questi diplomi legali, tra le altre leggi, portino il trattamento, così come la giurisdizione relativa a ciascun caso specifico, menzionato all’art. 32 e paragrafi della “Legge sulla città pulita”. Diventare traslucidi la sua a affettivo e la mancanza di competenza comune in questi casi. In questo atto, ancora una volta il Comune innova situazioni e conflitti con l’ordinamento delle norme costituzionali e infracostituzionali, nonché, colpisce le leggi federali e le leggi statali: che non conferisce tale portata. In questo passaggio, il suo oggetto si perde allontanandosi dall’ordine normativo da completare da esso. Oltre alla sua capacità legislativa supplementare. Posiziona questa responsabilità in modo solidale nei confronti del proprietario o del proprietario, nonché delle società che forniscono servizi e dei rispettivi professionisti, intaccare loro obblighi negativi: è innovare l’ordine costituzionale. In questo punto di sintonizzazione, tale responsabilità del legislatore diventa forzata e antire repubblicana, danneggiando così i principi democratici di uno Stato di diritto. Pertanto, il legislatore interferisce con la Pacta Sunt Servanda, un patto riguardante solo i celebranti o gli appaltatori o tecnicamente parlando con i Trasmittenti, nonché interferisce con le loro vocazioni di successione o con un terzo interessato che sarà interessato, sia nei loro diritti che nei loro obblighi. Su questo tapis roulant, non basta solo la volontà del legislatore ed è necessario rispettare la massima di chi può di più, può anche essere minore. Quindi la legge, no. 14.223/2006, non ha la legge speciale, è nel caso di specie: una legge di giurisdizione comune e di interesse locale, come affermato in un altro momento. Esorta a mettere in evidenza le lezioni in cui è disponibile,

[…] la Costituzione Federale del 1824 conferisce al comune attribuzioni amministrative, ai sensi della legge aggiuntiva n. 1 dell’ottobre dello stesso anno, adottata dalla legge 12 agosto 1824. Con l’arrivo della legge n. 1 ottobre 1828, tutte le città dell’Impero iniziarono ad essere composte dai rispettivi Consigli Municipali. Permettendoti così di prenderti cura dei tuoi interessi della comunità. Pochi anni dopo il rigore della costituzione ora in commento è stato mitigato con l’avvento e l’adozione dell’Atto aggiuntivo del 1834 […] (NOGUEIRA, 2012, p. 12, 21-22),

A quel punto, secondo i detti,

Calmon, nella sua tesi, Federazione e Brasile:

Calmon, chiamato questo sensibile allentamento della Carta Politica del 1824, come: semefederalismo. Tuttavia, nella comprensione dei rispettivi autori: José de Aguiar dias; Alcino Pinto Hawk. Questo rallentamento si è verificato a causa dell’applicazione del principio di devoluzione, una qualifica data dalla dottrina moderna. Con questo principio il governo centrale restituisce l’esercizio di alcuni poteri, mantenendo così la subordinazione dei governi locali. (FALCÃO; DIAS apud NOGUEIRA, 2012, p. 22).

In questo atto e saltando nel tempo e nella storia: all’articolo 18, della Pianificazione Nazionale del 1988, prevede l’organizzazione politico-amministrativa della Repubblica Federativa del Brasile. Così inteso dall’Unione, dagli Stati, dal Distretto Federale e dai Comuni, in conformità della presente Costituzione. Così, l’autonomia politica e amministrativa è stata verificata ora nell’Ordinanza, che ci porta all’art. 2°, della Costituzione federale del 1988. Avere sui poteri dell’Unione, per quanto riguarda la sua autonomia, la sua armonizzazione dei poteri, quindi il legislativo, l’esecutivo e il potere giudiziario. Così, questi poteri indipendenti e armonici tra loro continuano a punteggiare la condizione dei loro atti politici e amministrativi. Per questo, cioè il legislatore: deve rispettare la separazione dei poteri e dei loro limiti, al fine di evitare una certa influenza nei rapporti all’interno del sociale all’interno e perché è jungido per norma gerarchicamente superiore e per legge federale e per legge dello Stato. D’altra parte, considerando che questi inquilini, influenzeranno le leggi ambientali di qualsiasi natura, dobbiamo ricordare che il contratto di locazione è una sorta di cessione dell’uso dei diritti immobiliari. Che si tratti di un periodo specificato o indeterminato, raggiungendo così il possessore completo o meno. Sapendo che non c’è possesso senza proprietà o proprietà senza possesso, a causa delle sue condizioni sui generis. In questo contesto, è importante sottolineare, in termini di art. 23, della Legge, n. 8.245/1991.

Art. 23. Il locatore è obbligato a: (…); Punto II. utilizzare l’immobile per uso convenzionale o presunto, compatibile con la natura dell’immobile e per lo scopo a cui è destinato, e deve trattarlo con la stessa cura che se fosse tuo; (…).

Proseguendo in tale contesto, è stato verificato che il legislatore, ai sensi dell’art. 582, della legge, n. 10,406, 2002,

Art. 582. conferisce al Comodatário lo stesso obbligo. Il comodatário è obbligato a tenere, come se fosse il suo fuori, la cosa presa in prestito, e non può usarla, ma secondo il contratto o la sua natura, (…).

Essa conferiva al comodatário lo stesso obbligo in relazione allo scopo, alle cure e alle cure come se fosse suo. Alla luce di questi articoli, è stato verificato che: Lo spirito del proprietario, in questi casi specifici, ricade sul locatario e sul comodatário con la forza della legge stessa. Questa volontà del legislatore, attrae al locatario, così come al comodatário la responsabilità dell’uso della cosa riciclata o presa in prestito. Pertanto, non rispetto i diritti reali, perché ricadono su proprietà come l’imposta territoriale urbana (IPTU) o l’imposta territoriale rurale (ITR). In questo atto, è stato verificato che: [no meu sentir o legislador reveste o locatário e o comodatário com o ANIMUS DOMINI NORMATIVO CONSTITUCIONAL, isto é, com o sentimento de dono, com alma de dono, com procedimentos de dono, por meio de um comando imperativo da normatividade cogente]. A questo proposito il legislatore rafforza la tesi del diritto di possesso, in base alla proprietà, alla piena proprietà o meno, o anche al diritto di superficie e di lastra. Questi sono gli oggetti di affitto, prestito o relativi a noleggio o prestiti di immobili. L’anemia e la confusione dall’arte diventano cristalline. 32, della “Legge sulla città pulita”, precedentemente menzionata, nonché la sua flagrante assenza operativa, sia da parte dell’Eivar dei vizi della Norma Costituzionale, in cui prevede, “Art. 22. Spetta privatamente all’Unione legiferare su: punto I – diritto civile, commerciale, penale, procedurale, elettorale, agrario, marittimo, aeronautico, spaziale e del lavoro; (…).”

Ciò incide sulla competenza privata del sindacato e/o incide su altri rami del diritto. Di questo si dovrebbe tener conto conformemente all’articolo 23, unico comma, della Costituzione federale del 1988,

Art. 23. È di competenza comune dell’Unione, degli Stati, del Distretto Federale e dei Comuni:

Comma unico. Le leggi complementari stabiliranno norme per la cooperazione tra l’Unione e gli Stati, il distretto federale e i comuni, al fine di equilibrare lo sviluppo e il benessere a livello nazionale.

Per quanto riguarda la legge complementare n. 140/2011. Questo, a sua volta, porta le azioni amministrative del Comune di São Paulo, così disposte all’art. 9, della stessa legge complementare in questione,

Art. 9º.  Le azioni amministrative dei Comuni sono: Punto I – attuare e far rispettare, a livello comunale, le Politiche Ambientali Nazionali e statali e altre politiche nazionali e statali relative alla tutela dell’ambiente; Punto II – esercitare la gestione delle risorse ambientali nell’ambito delle loro funzioni; (…).

 Legge complementare n. 140 dell’8 dicembre 2011. Essa stabilisce le norme, ai sensi dei paragrafi III, VI e VII del caput e dell’articolo 23, unico comma, della Costituzione federale del 1988: per la cooperazione tra l’Unione, gli Stati, il distretto federale e i comuni nelle azioni amministrative derivanti dall’esercizio di competenze comuni relative alla protezione di paesaggi naturali degni di nota, alla protezione dell’ambiente, alla protezione dell’inquinamento in qualsiasi forma e alla conservazione delle foreste. , fauna e flora.

1 della legge n. 6.938 del 31 agosto 1981. A questo punto la legge comunale non è autorizzata a disporre liberamente di norme generali in materia ambientale e non è autorizzata a legiferare sul diritto di piena o non possesso, nonché sul diritto di emergere o addirittura di imporre responsabilità congiunte e diverse alle società e ai professionisti nei loro servizi. Sapere che un atto del genere sarebbe per lo Stato: per delega dell’Unione o in assenza di norme generali in materia, ai sensi dell’art. 24, I, V, VI, VIII e paragrafi, tutti (CRFB/1988),

Art. 24. Spetta all’Unione, agli Stati e al distretto federale legiferare contemporaneamente su: voce I – diritto fiscale, finanziario, penitenziario, economico e urbano; Articolo V- produzione e consumo; Punto VI – foreste, caccia, pesca, fauna, conservazione della natura, difesa del suolo e delle risorse naturali, protezione dell’ambiente e controllo dell’inquinamento; Punto VIII – responsabilità per danni all’ambiente, al consumatore, ai beni e ai diritti di valore artistico, estetico, storico, turistico e paesaggistico. Paragrafo uno – In base a una legislazione concorrente, la competenza dell’Unione si limita alla definizione di norme generali. Paragrafo due – La competenza dell’Unione a legiferare su norme generali non esclude la competenza aggiuntiva degli Stati. Paragrafo tre – Nella legge federale sulle norme generali, gli Stati eserciteranno piena competenza legislativa per soddisfare le loro peculiarità. Paragrafo quattro – La supervenienza della legge federale sulle norme generali sospende l’efficacia del diritto statale, al contrario.

In questo tono in linea con le Leggi: Legge, no. 7.735 / 89; Legge n. 7.797 / 89; Legge n. 7.802 / 89 regolata dal Decreto 4.074 / 2002; Legge, no. 9. 605/98 e Art. 225, da (CRFB / 1988). Sapendo che la Costituzione Federale del 1988 è molto più di una guida o di un piano generale dello Stato brasiliano, significa, per così dire: che l’Ordine Nazionale è senza dubbio il più grande Patrimonio del nostro Paese. Rispettosamente è il grande contatore della prestazione di servizi servizi e offerte di prodotti, sia nelle loro relazioni interne che esterne. In questo modo, possiamo dimostrare che l’Esecutivo, il Legislativo e la Magistratura, sebbene indipendenti e armoniosi tra loro: Devono obbedire alla struttura esistente in CF / 88. In questo senso, la separazione dei poteri ci informa dell’ampiezza e dei limiti che li definiscono. Così Buarque de Holanda (1996), a suo avviso e in modo cristallino, ci informa: “definire è spiegare il significato di qualcosa, indicare il suo vero significato”. Detto questo, procediamo quindi a fare alcune considerazioni riguardanti il ​​tema Pubblicità; Pubblicità e marchio. È importante sottolineare in anticipo qual è la differenza tra Pubblicità e Propaganda e quindi definire in seguito cos’è l’annuncio indicativo. Sapendo che il legislatore non porta tale definizione, ai sensi dell’art. 6, della Legge, n. 14,223 / 2006. Pertanto, rende difficile la difesa del Cittadino, sia in ambito Amministrativo che in ambito Giudiziario, ciò si verifica secondo i Ricorsi elencati in un momento precedente. Ciò si verifica solo, a causa della forma generica e imprecisa del contenuto scolpito nella legge di riferimento. Tenendo conto che la legge in questione va oltre il trattamento dell’ambiente, del diritto urbano e dell’uso del suolo: questo ragionamento include il diritto tributario, il diritto amministrativo, il diritto penale, la legge scolpita nel codice della protezione dei consumatori, tra gli altri. . Comprende anche una vasta gamma di norme costituzionali e infracostituzionali, influenzando così quello che viene chiamato diritto pubblico. Pertanto: il locatore (proprietario) non ha alcun rapporto con l’Avviso di infrazione e sanzione, derivante dalla costituzione per esercizio dell’attività imprenditoriale o da parte di società commerciale o anche da società spersonalizzata, cioè priva di personalità giuridica, detenuta in un immobile affittato. Si è così verificato chi esercita un’attività imprenditoriale o imprenditoriale ai sensi degli artt. 966 e ss .; Art. 1.142 e seguenti; Art.1.150 e seguenti, Tutto del Codice Civile Brasiliano, 2002. In questo ragionamento logico, la legge in questione “Cidade Limpa” immobilizza il locatore, punendolo, con il rispettivo avviso di infrazione e multa. Mi sembra che questo sia stato il modo in cui ha trovato il Comune, in quanto è il modo più semplice per applicare l’Avviso di infrazione e multa, trasmettendo al cittadino la responsabilità ispettiva. Pertanto, agendo come se fossi un partner di tali società, in base all’art. 32, della Legge Comunale n. 14.223 del 2006, nonché, in potestà di Polizia conferita alla Pubblica Amministrazione. Tutto questo, sul “Mantello dell’ambiente”. In questo tono, trasformando l’Avviso di infrazione e la Multa, come se fosse una punizione per il padrone di casa, che dovrebbe ispezionare e guidare le procedure dell’attività aziendale, in materia di ambiente. Pertanto, per non effettuare tale sopralluogo, il Comune, in nome dell’articolo 32, Legge Città Pulita, trasforma e considera il proprietario come Soggetto Passivo dell’obbligo Committente, senza valutare il caso specifico. Pertanto, il posizionamento del locatore come corresponsabile delle attività aziendali che dovrebbero influire sull’intero quadro di norme e leggi in materia di ambiente è almeno convincente. In questa scia, con il termine Pubblicità, abbiamo aiutato secondo gli insegnamenti della dottrina,

La pubblicità è un atto commerciale collettivo, patrocinato da una società pubblica o privata, con o senza personalità, al centro di un’attività economica, con lo scopo di promuovere, direttamente o indirettamente, il consumo di prodotti e servizi. (NUNES JUNIOR, 2001, p. 21-23).

Secondo l’autore: continua a tessere la classificazione della Pubblicità,

Secondo Vital Serrano Nunes Júnior e Yolanda Alves Pinto Serrano: L’aspetto soggettivo, si può dire che si riferisce a un certo sostegno sponsorizzato da istituzioni pubbliche o private; Il conteudista ha un legame economico; Il finalista ha come obiettivo diretto o indiretto quello di promuovere la vendita di prodotti o servizi attraverso un’efficace diffusione; L’aspetto materiale a sua volta è legato a un evento mediatico, ricordando che non è tutta la comunicazione social che si integrerà nel concetto di pubblicità. (SERRANO e SERRANO, 2003, p. 214).

In questo modo, gli autori hanno classificato la pubblicità in quattro aspetti fondamentali, ovvero: l’aspetto Soggettivo, il Contenuto, il Finalistico e il Materiale. Per questi autori, Propaganda è qualsiasi forma di comunicazione, diretta o diretta a un determinato pubblico o meno, che, intrapresa da una persona fisica o giuridica, pubblica o privata, ha lo scopo di diffondere idee riguardanti la filosofia, la politica, l’economia, alla scienza, alla religione, all’arte o alla società. Pertanto, sembra che la terminologia Annuncio sia estratta dai Termini di pubblicità e pubblicità. Sapendo che nella pubblicità lo scopo è: promuovere con oggetto di profitto e nella pubblicità lo scopo è la propagazione di idee, riguardanti la filosofia, la politica, l’economia, la scienza, la religione, l’arte o la società. Detto questo, viene nuovamente verificata l’inesattezza e la forma generica presentata dalla Clean City Law. Questa Legge considera ogni Annuncio come se fosse Pubblicità, quindi tutto è Pubblicità cioè: Annuncio Indicativo; Annuncio pubblicitario; Annuncio speciale; ai sensi della Legge 14.223 / 2006, Art. 6 °. Caput, articolo I, punti “a”, “b”, “c”. Alla luce di quanto sopra, l’evidenza che il Comune di San Paolo è in errore rende chiaro: quando generalizza e qualifica il termine Ad, equiparandolo e assegnando al termine Ad lo status di pubblicità o Logo o Logo. Sapendo che questi, sono legati ombelicamente in Pubblicità o Propaganda, a causa della condizione SUI GENERIS del termine Annuncio: che a volte funziona nel senso di pubblicità, a volte nel senso di pubblicità. In primo luogo, la confusione dei termini di cui sopra si verifica a causa di dubbi, sulla sua applicazione e in questo modo viene utilizzato per scopi diversi, sia in relazione a laici o accademici del settore pubblicitario e del Designer. Non bisogna quindi confondere Brand con Logo, sapendo che nell’ambito della Comunicazione il Logo è la rappresentazione grafica del nome dell’azienda. Nel campo della pubblicità e della comunicazione accademica, il logo è la rappresentazione del nome dell’azienda in modo stilizzato, al fine di caratterizzarla. Pertanto, per caratterizzarlo, è necessario utilizzare lettere e colori specifici, rendendoli unici e rivestiti di esclusività e suscettibili ai fini dell’iscrizione all’Istituto Nazionale della Proprietà Industriale (INPI). Diventa palese che il Logo è una rappresentazione del Brand e in tal senso può essere considerato un Annuncio Pubblicitario e / o pubblicitario, a seconda di ogni caso specifico: purché utilizzato al di fuori del luogo in cui viene svolta l’attività, in termini di punto “b”, punto I, del caput dell’articolo 6 della Legge, n. 14.223 / 2006. In relazione al Bando Speciale, è previsto al punto “c” della predetta Legge, a sua volta, il Bando indicativo: quello che ha il solo scopo di individuare, nell’effettiva sede dell’attività, le strutture e / o professionisti che la utilizzano; […]. In tal senso, il Locatore o il Locatario che: non rientra nel riquadro Pubblicitario, come considerato dalla Legge sulla Città Pulita, poiché: non essendo configurato come Annuncio Indicativo, Annuncio Pubblicitario, Annuncio Speciale o logo o logo, nonché, nessuno stilizzazione per essere caratterizzata dalla sua tipografia o dal simbolo che la rappresenta. Il Locatore o il Locatario non può essere influenzato da tale imposizione della Legge Comunale n. 14.223 del 2006, come detto sopra. Sapendo che: la stragrande maggioranza dei casi che pervengono ai tribunali riguardano solo i marchi, i loghi o il nome dell’azienda (nome di fantasia), ma lo vedremo in seguito. In relazione al logo, questo a sua volta è stato incluso nel dizionario portoghese come sinonimo di Logo: a causa dell’uso comune da parte dei laici. Tuttavia, non è ben accettato da inserzionisti e designer che lo considerano in qualche modo un neologismo impreciso. Con riferimento al Marchio, questo a sua volta comporta una differenziazione di prodotti o servizi, ovvero: Il Marchio viene utilizzato solo per distinguere un prodotto o servizio da un altro identico, simile o simile, di diversa origine, ai sensi dell’Art. 123 , Io, della legge, no. 9,279 / 1996. Sapendo che sono presenti anche il Marchio di Certificazione e il Marchio Collettivo, nei rispettivi Articoli, II, III, della stessa legge in questione. Quindi possiamo aggiungere gli insegnamenti di Guimarães (2005) riguardanti la definizione di un marchio, “per definizione, un marchio è considerato come qualsiasi segno distintivo apposto, facoltativamente, a prodotti e servizi”. Su questa pista, diventando suscettibile solo alla registrazione come Marchio e dopo la registrazione, diventa, ERGA OMNES, cioè contro tutti. Pertanto, i segni distintivi visivamente percettibili, una volta registrati, funzionano come garanzia e regola esclusiva di chi li ha registrati. È quanto si può estrarre, ai sensi dell’articolo 122 della Legge, n. 9,279 / 1996. In questo contesto si sottolinea: La tutela della denominazione sociale nasce automaticamente dal deposito degli atti costitutivi di una ditta individuale e di società, ovvero dalle sue modificazioni, ai sensi dell’art. 33, della Legge, n.. 8.934 / 1994: Fornitura del registro pubblico delle società commerciali e attività correlate e altre misure. Ciò detto, è stato verificato, ai sensi dell’articolo 13, della “Legge Città Pulita” che: Spetta al Comune regolarizzare le dimensioni, adeguamenti a seconda del caso specifico. Pertanto, devi prima informare il Cittadino di standardizzare il tuo marchio o il tuo nome (aziendale) o logo: In conformità con la legge, n. 12.527/2011, ai sensi degli articoli: (art. 1, comma unico e punto, I, II); (Art. 9th. Caput. Item, I, points “a”; “b”; “c”, and item II); (Art. 45); (Art. 32 e punto, I, II, III), […] In questo tono, applicare quanto previsto nell’art. 41, Caput. Articolo I, II della Legge, n. 14.223 / 06, che consente il regolare esercizio della legge, previsto dall’art. 13. Caput. Paragrafo 1 e punti, I – IV; e seguenti paragrafi. Pertanto, diventa evidente che né il marchio, né il logo, né il nome della registrazione sono configurati nel frame pubblicitario. Come affermato in precedenza, non tutti i media saranno integrati nel concetto di pubblicità. In questi termini, sia il marchio o il nome del registro (aziendale) o anche il logo o come vogliono alcuni logo. Questi, a loro volta, fissati sulla facciata delle loro iniziative, dove sviluppano le loro attività imprenditoriali o imprenditoriali, non li rendono soggetti a concettualizzazione pubblicitaria, sia in relazione all’annuncio indicativo che a quello speciale. Quindi, possiamo verificare,

Il nome della persona fisica o giuridica a cui appartiene il fondo sociale è il nome di una persona, non il nome di una cosa, e non entra nella classe dei segni distintivi, se non in ciò che, designando la persona fisica o giuridica, conferisce allo stabilimento o al prodotto o al valore della merce di dover di più o disprestige. Questo vantaggio, inoltre, è che può essere trattato come un bene immateriale. (PONTES DE MIRANDA, p. 4).

Nello stesso senso di Pontes de Miranda, alcuni aspetti erano nello stesso senso. È stato verificato da Vasconcellos (1957, p.5) secondo Tomazette (2013, p. 126-133), portare l’intesa in cui il nome serve a “distinguere la cosa dagli altri”, distinguere un imprenditore dagli altri. È noto che vi sono diverse intese dovute alla natura giuridica della denominazione aziendale, ed è stato quindi

a) Pontes de Miranda; Alexandre Freitas de Assumpção Alves; Gladston Mamede; Daniel Adensohn de Souza; Adriano de Cupis: intendono questa natura come un diritto della personalità; b) Per João da Gama Cerqueira; Giuseppe Valeri; Sérgio Campinho e Francesco Ferrara Júnior: intendono questa natura come un diritto di proprietà; c) Per J. X. Carvalho de Mendonça e Marlon Tomazette; Ricardo Negrão: questi lo interpretano come un diritto personale. (TOMAZETTE, 2017, pagg. 183-185).

Detto questo, con tutto il rispetto per il diritto di dottrinatori, la ragione sociale ha la sua natura giuridica, non solo per una questione di materia registrale o per una questione di diritti di proprietà, diritto di personalità o diritto personale, sebbene questi tratti siano presenti in materiale o incorporeo. Pertanto, la sua natura giuridica deriva dal diritto pubblico insculpido no (art. 1, punto III, del punto 88); (articolo, XIV, XXXII, dell’art. 5°, cfr/88 c/c (Legge, n. 8.078/1990, art. 1ª).Esiste quindi un carattere giuridico dell’ordine pubblico, basato sulla dignità della persona umana, che rafforza la portata del diritto e garantisce l’equilibrio dell’attività economica, la libera concorrenza, il principio di veridicità e il principio dell’informazione al fine previsto, vale a dire: fornire l’equilibrio dell’oggetto del consumatore, sia in virtù della tutela della ragione sociale che della tutela del diritto dei consumatori. Preservare il valore economico della ragione sociale, anche se l’ordine pubblico non è travisato dal principio dell’informazione che gli dà pubblicità e con questo non viene confuso, allungando la sua funzione sociale in virtù del nome aziendale. In questo stesso senso di concettualizzazione della pubblicità come se si trattassi di pubblicità era già applicata dal Comune di San Paolo, in conformità con la legge, no. 13.474, 30 dicembre 2002. (Che prevede la commissione di sorveglianza degli annunci e fornisce altre misure), nonché: legge, no. 12.115 – del 28 giugno 1996 (Regolato dal Decreto n. 36.646/1996) (Abrogato dalla Legge, n. 13.525/2003).

Che prevede l’ordinazione di annunci nel panorama nel comune, stabilisce regole per la consegna di questi annunci e prevede altre misure. Come verificato nella Rivista di informazione legislativa ed è incluso nelle brevi note introduttive, vediamo

[…] Pertanto, si intende che le autorità pubbliche, di ordinaria amministrazione, abbiano il dovere di rispettare i diritti garantiti in materia di sicurezza costituzionale […]. La collisione tra principi costituzionali, in particolare nel caso dei diritti fondamentali, richiede che alcuni ne abbiano moderato l’applicazione di fronte ad altri. Va sottolineato, tuttavia, che qualsiasi limitazione o misura deve essere sostenuta nel testo costituzionale. Non vi è alcuna restrizione al diritto fondamentale senza base costituzionale (ALEXY, 1993, p. 277; MIRANDA, 2000, p. 307). Ciò significa che qualsiasi rilassamento, restrizione o privazione di proprietà è consentito solo se vi è un fondamento inequivocabile nella Costituzione [..]. (LEAL, 2012, p. 56).

In questa visione della proprietà come diritto fondamentale. L’affermazione dell’autore e l’errore del Comune dello Stato di São Paulo sono stati verificati, nell’applicazione della “Legge sulla città pulita” che riguarda direttamente i vari ambiti del diritto fondamentale in relazione alla proprietà. A questo punto, si è verificata la mancanza di appoggio e supporto legale nel testo costituzionale che possa dare rifugio all’ermeneutica applicata dal Comune di São Paulo (SOTTOPREFETTURE). Caratterizzando in questo modo la conferma dell’assenza del Principio di efficienza, Principio di informazione, Principio di moralità, Principio di dignità della persona umana, tra gli altri. In questo modo, l’atto amministrativo diventa nullo o annullabile, tuttavia la legittimità dell’atto amministrativo rimane a seconda del caso specifico. Per contro manca di esecutività per mancanza di identificazione del soggetto passivo dell’obbligazione voluta dalla Pubblica Amministrazione. In questa fase, verrà osservato solo il significato logico del termine principio e la base essenziale, che forma tutte le conoscenze filosofiche o scientifiche che implicano l’esistenza di principi, o anche esposizioni logiche, che ammettono come condizione o base di validità, tra gli altri. significati di certi campi del sapere, secondo i rispettivi indottrinatori,

I principi sono affermazioni normative di generico valore che condizionano e guidano la comprensione del sistema giuridico, l’applicazione e l’integrazione o anche l’elaborazione di nuove norme. […] Si tratta di verità fondanti di un sistema di conoscenza, in quanto tali accettate, perché sono evidenti o perché sono state dimostrate, ma anche per ragioni pratiche di natura operativa, cioè come ipotesi richieste dalle esigenze della ricerca e della prassi. (REALE, 2003, p. 37.).

 Violare un principio è molto più grave che infrangere qualsiasi regola. La disattenzione al principio implica offesa non solo a uno specifico comandamento, ma a tutti i sistemi di comando. È la forma più grave di illegalità o incostituzionalità, secondo il rango del principio raggiunto, perché rappresenta l’insurrezione contro l’intero sistema, la sovversione dei suoi valori fondamentali, la contumelia inammissibile al suo quadro logico e la corrosione della sua struttura principale. Questo perché, con l’offesa di lui, le regole che lo sostengono sono abbassate e tutta la struttura è accennata in esse.  (BANDEIRA DE MELLO, 2000, p. 748.).

Secondo la Revista de Informação Legislativa, […] I principi di una scienza sono le preposizioni di base, fondamentali, tipiche che condizionano tutte le strutture successive. In questo senso i principi sono i fondamenti, i fondamenti della scienza […] (SENATO FEDERALE).

Così, è stato verificato: il Comune deve astenersi dal limitare i diritti fondamentali, di cui possiamo elencare, ai sensi dell’articolo IX, XXIX, dell’art. 5, della Costituzione federale attualmente in vigore, tra gli altri. In base all’articolo. 38. Secondo comma (§2°), punto I, II; Terzo comma (§3),paragrafo 4, del decreto n. 50.895, 1 ottobre 2009. Al fine di ignorare un atto o un’attività legale simulata volta a ridurre il valore dell’imposta, evitando o rinviandone il pagamento o nascondendo i veri aspetti dell’evento generatore o la natura effettiva degli elementi costitutivi dell’obbligo fiscale, si deve tener conto, tra l’altro, del verificarsi di: mancanza di finalità commerciale o abuso di forma,[…] . È nell’articolo. 38, secondo comma, del Decreto in commento, due ipotesi da prendere in considerazione. Il primo è la mancanza di finalità commerciali e il secondo abuso di forma. Così, il primo è configurato nella mancanza di scopo commerciale che: secondo l’articolo. 38, comma tre, introduce la possibilità della forma più complessa o più costosa, per gli interessati, tra due o più forme per la pratica di un determinato atto. Nel caso sullo schermo, cioè secondo le decisioni della Corte di giustizia (TJSP), menzionate in precedenza, le persone coinvolte sono: il richiedente da un lato – il Comune dall’altro – e i cittadini indirettamente dall’altro. Sapendo che è dovere di tutti prendersi cura del Pubblico Ministero, cioè: (Il Sindaco del Comune di São Paulo e dei suoi ausiliari) che sono responsabili dell’ufficio pubblico del Comune, e dell’intero quadro funzionale e delle persone fisiche o giuridiche di diritto privato o di diritto pubblico). Così, il Comune nella sua azione di vigilanza si sbaglia: quando ha posizionato il Comune nella condizione di Obbligo di infrazione che non ha commesso, incide frontalmente su una vasta gamma di norme e principi di base, ai quali la Pubblica Amministrazione deve obbedire. In questa scia, incide sui diritti del Comune, riguarda l’intera struttura del Comune, facendo muovere la Macchina, cioè l’intera attrezzatura del Comune. Guidarlo e produrre spese inutili. Il grande collo di bottiglia è nell’ermeneutica applicata dal Comune di São Paulo, cioè: nell’interpretazione dogmatica e nella forma fredda della letteralità della legge. Pertanto, per non aver tenuto conto dell’analisi sistematica che coinvolge l’intero quadro dell’Infraizione e dell’Avviso di Fine (sapendo che la Legge Amministrativa è vincolata e deve rinunciare ai requisiti minimi necessari per la sua validazione: Evitare il verificarsi di irregolarità dovute alla mancanza di finalità d’impresa o all’abuso di forma, situazioni che si discostono dalla finalità della Pubblica Amministrazione.  Di fronte a tutto quanto sopra in una sintesi ravvicinata, possiamo avere solo le considerazioni finali.

CONSIDERAZIONI FINALI

Lo sviluppo di questo articolo ha permesso in stretta sintesi un’incursione storica alla luce del creazionismo con l’obiettivo di analizzare e comprendere l’Istituto di Proprietà, nonché il Diritto di Proprietà. A questo punto, è stato valutato quale tipo di trattamento è stato conferito al possesso e al diritto di proprietà: E, le preoccupazioni della manifestazione dell’essere umano in questo tipo di relazione. Alla luce di questa riflessione, è stato possibile valutare i vantaggi e le difficoltà di trattare con questi istituti. Questo ci ha permesso di usare l’analogia come un modo di dialogare nel tempo e nel tempo. In generale, la bibliografia utilizzata, comprese le teorie che in un dato momento sembrano non avere alcun legame con l’oggetto di questo articolo. Essi manifestano almeno in astratto un interesse costante sul tema in questione: per la sua portata e le sue riflessioni in altri ambiti della conoscenza e del diritto nazionale. Pertanto, la condizione sui generis di possesso è effettivamente importante e socialmente rilevante e in questo ragionamento la Giurisprudenza dei Tribunali rimane ferma nel celebrare il Patto tra le parti, rendendo impossibile qualsiasi evento che possa ledere i diritti e le garanzie fondamentali, come premesse fondamentali del nostro Ordine Nazionale. In questo contesto è stato osservato e verificato che: l’interdisciplinarietà della materia in questione è il risultato di questo legame ombelicale e sui generis del possesso. Ciò è confermato attraverso la dottrina, le leggi e il lavoro dei ricercatori di discipline apparentemente disparate. In questa toada e di fronte a una sintesi stretta: la bibliografia utilizzata genericamente parlando, non ha travisato la complessità del tema, tanto meno la struttura della sua affermazione. Pertanto: il raggiungimento degli obiettivi generali e specifici, tratteggiati in questo articolo, è soddisfacente. La Teoria del Creazionismo era di fondamentale importanza, per il suo contenuto storico, ma per la possibilità di confronto, sottolineando l’importanza dell’applicabilità delle leggi, sulle opinioni di proprietà, possesso e dominio. Così la teoria in teoria, funzionava come un tunnel del tempo o una riflessione le origini del possesso. Permettendo così una prospezione di valore storico resa possibile per analogia: l’intenzione di equiparare e dialogare sul diritto di possesso e sulle sue implicazioni nell’azione dell’essere umano. Sia in relazione ai tempi di un tempo che in relazione ai giorni nostri: sottolineare che non è un confronto tra leggi divine o leggi fonditarie, avendo solo l’intenzione di presentare, ad eccezione delle proporzioni appropriate: la verisillatria e il fumo del bene giusto tra di loro. Così, le teorie dell’universo olografico; del Big Bang; Relatività generale ed eliocentrica: Sono ancora importanti quanto la teoria del creazionismo. Dopo tutte queste teorie sono la prova dell’instancabile saga umana che mira a raggiungere o svelare l’origine dell’universo, sia con una regola di fede che scientifica. In questo passaggio, queste teorie sono basi di conferma della proprietà intellettuale o del diritto d’autore, quindi, senza alcuna elasticità, tale diritto può essere classificato e compreso, a seconda del caso specifico, come ad esempio:[Direito Intelectual da Posse, devido a sua condição sui generis que alcança tanto o direito imaterial e o direito de propriedade, configurando assim a moldura tríplice dá posse, por abranger um caráter imaterial de prerrogativas morais e por outro contorno, materiais em virtude do direito de propriedade e de outro lado os de ordem patrimoniais] . A questo punto l’Ordine Nazionale, le decisioni giurisprudenziali dei Tribunali e della Dottrina, compone l’intero quadro giuridico e dottrinale per mantenere l’equilibrio sociale riguardante le rivendicazioni basate sul diritto di proprietà e sul diritto di possesso. Data la rilevanza del tema e per la sua portata e senza alcuna elasticità si può vedere che: gli istituti di istruzione superiore potrebbero prestare maggiore attenzione all’Istituto di proprietà e possesso, notando che: tale materia è la base e la struttura dorsale del diritto. Tutto è possesso e in un certo senso è stata costruita l’idea di proprietà, quindi tutto è di proprietà, ma solo pochi avranno il Dominio. Sapendo che il diritto è sistemato sul treppiede: Vita, Libertà e Patrimonio. Ciò si tradurrebbe in una migliore qualificazione tecnica, consentirebbe l’efficienza degli enti pubblici nei loro servizi, diminuendo così: legalizzazione e pacifica armonizzazione della triade: Autore; Convenuto e giudiziario (giudice di Stato). In questo senso, i mezzi utilizzati per costruire questo articolo hanno permesso di raggiungere gli obiettivi generali e di sottolineare l’importanza del diritto di proprietà e del diritto di proprietà, nella sfera sociale materiale e immateriale e, in ambito giuridico. In questo modo l’Ordine Nazionale cammina sulla protezione di Dio, BEATI POSSIDENTIS (benedetto che sia possesso).

RIFERIMENTI

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BRASIL. Superior Tribunal de Justiça (STJ). RECURSO ESPECIAL. AÇÃO DE MANUTENÇÃO DE POSSE. DIREITO DE RETENÇÃO POR ACESSÃO E BENFEITORIAS. CONTRATO DE COMODATO MODAL. CLÁUSULAS CONTRATUAIS. VALIDADE. (…) 3. A atribuição de encargo ao comodatário, consistente na construção de casa de alvenaria, a fim de evitar a “favelização” do local, não desnatura o contrato de comodato modal. 4. Recurso especial não provido”. (STJ, REsp 1316895/SP Rel. Ministra Nancy Andrighi, j. em 11.06.2013.) (g/n) Número Registro: 2011/0301020-4 Processo Eletrônico REsp. 1.316.895/SP, Números de Origem: 33613620108260564 5640120100033619 682010 990103170229. Disponível em: http://stj.jus.br Acesso em: 17 de maio de 2019.

BRASIL. Tribunal de Justiça do Estado de São Paulo (TJSP). Ação fundada em extinção de comodato verbal, com prazo indeterminado Presença dos requisitos previstos no artigo 927, incisos I a IV, do CPC Posse direta exercida pela ré que não anula a indireta exercida pela autora – Notificação premonitória visando extinguir o comodato A permanência da ré no imóvel, após ser notificada para desocupá-lo, configura esbulho possessório Ré que não comprovou, tal como lhe competia, a teor do art. 333, II, do Código de Processo Civil, ocupar o imóvel na condição de locatária Pagamento de prestações do financiamento do imóvel que não descaracteriza o comodato Ação de reintegração de posse procedente Recurso improvido.” (Ap. n. 0000703-17.2011.8.26.0269, Rel. Des. Plinio Novaes de Andrade Júnior, 24ª Câmara de Direito Privado, j. em 1.10.2015.) Disponível em: http://www.tjsp.jus.br. Acesso em 17 de maio de 2019.

BRASIL. Tribunal de Justiça do Estado de São Paulo (TJSP). Decisões do Tribunal (Sob o Registro: 2017.0000692055), ACORDÃO. Apelação n°. 1007299-77.2015.8.26.0004. AÇÃO DE REINTEGRAÇÃO DE POSSE. Imóvel urbano. Ação fundada em extinção de comodato verbal, com prazo indeterminado (…). Disponível em: http://www.tjsp.jus.br. Acesso em: 17 de maio de 2019.

BRASIL. Tribunal de Justiça do Estado de São Paulo (TJSP). Reintegração de posse. Contexto probatório dos autos que autoriza o acolhimento da pretensão vestibular. Demonstrada a existência de comodato verbal e modal relativamente ao imóvel em questão. Sentença mantida. Recurso desprovido.” (Ap. n. 0000104-66.2012.8.26.0003, Rel. Des. Luis Carlos de Barros, 20ª Câmara de Direito Privado, j. em 14.3.2016.). ACORDÃO Registrado pelo nº. 2016.0000200032. Disponível em http://www.tjsp.jus.br.  Acesso em:17 de maio de 2019.

BRASIL. Tribunal de Justiça do Estado de São Paulo.  Decisões do Tribunal (Sob o Registro: 2018.0000081077, ACORDÃO, Apelação nº. 1040212-28.2016.8.26.0053, multa administrativa destituída de natureza propter rem); também foi verificado ser incabível a solidariedade disposta no Art. 32, da “Lei Cidade Limpa” sob o Registro: 2018.0000608504, ACORDÃO, Apelação Cível/Reexame Necessário/Multas e demais Sansões nº 0100869-31.2008.8.26.0053). Disponível em: http://www.tjsp.jus.br. Acesso em:17. mai. 2019.

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[1] Accademico di diritto post-laurea in diritto civile e procedura civile, UCAM College e membro del Centro di ricerca e scrittura del LegalE College.

[2] Advisor. Dottorato di ricerca in Scienze della Salute. Laurea magistrale in Lettere. Laurea in Giurisprudenza. Laurea in Lettere.

Inviato: gennaio 2020.

Approvato: ottobre 2020.

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