Le relazioni mitiche tra: Adamo e i miti dell’antica Mesopotamia

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CONTEÚDO

ARTICOLO ORIGINALE

FARAH, Leonardo de Castro [1]

FARAH, Leonardo de Castro. Le relazioni mitiche tra: Adamo e i miti dell’antica Mesopotamia. Revista Científica Multidisciplinar Núcleo do Conhecimento. Anno 04, Ed. 10, Vol. 07, pp. 147-160. ottobre 2019. ISSN: 2448-0959, Link di accesso: https://www.nucleodoconhecimento.com.br/storia/relazioni-mitiche

RIEPILOGO

Nel 1981, il Dr. Niels-Erik Andreasen ha scritto un articolo intitolato: Adam and Adapa: two anthropological characters. Nel suo lavoro, il Dr. Andreasen ha stabilito relazioni e paralleli tra il mito adamico e il mito babilonese di Adapa. Il nostro obiettivo è quello di rafforzare la tesi di Andreasen sull’esistenza di questi paralleli mitici, riscontrata: nel 1°-3° capitolo del libro della Genesi con i vari miti che troviamo nell’Antica Mesopotamia, che oltre ad essere una forte influenza sugli autori biblici. I miti che tratteremo nella nostra ricerca sono: il Mito di Gilgamesh, il Mito di Adapa e l’Enuma Elish. Questi tre miti hanno avuto un’influenza sulla creazione del mondo e sull’uomo visto nella Bibbia. Ciò significa che i popoli della Mesopotamia furono per millenni in contatto con gli Ebrei, prima e dopo la “Cattività di Babilonia” (587-527 aC), con la conseguente nascita dell’ebraismo rabbinico monoteista.

Parole chiave: Adamo, Adapa, Ebrei e Genesi.

INTRODUZIONE

Il testo scritto dal Dr. Niels-Erik Andreasen nel 1981 ha stabilito paralleli tra: Adapa e Adamo, sebbene molti teologi non accettino tali relazioni, per motivi religiosi. Tuttavia, le somiglianze tra questi due personaggi sono innegabili. In questo caso, considereremo che sia Adamo che Adapa sono trattati come personaggi mitologici, poiché finora non è stata trovata alcuna prova archeologica o storica da una fonte neutrale per dimostrare che esistessero. Studieremo anche le somiglianze, nel luogo in cui visse Adamo (Giardino dell’Eden), il ruolo del serpente in quel luogo e del suo aiutante (Eva) con i miti della Mesopotamia.

Sappiamo che la Genesi ha avuto una forte influenza esterna da parte dei Babilonesi riguardo alla Creazione del Mondo e all’essere umano. Ci sono quindi parallelismi con altri documenti mitologici. Per quanto riguarda la ricerca, verranno analizzate le fonti secondarie e quindi cercheremo di dimostrare il verificarsi di influenze: mitologiche, nelle parole ebraiche, che appaiono nella Genesi, da capitoli: da 01 a 03 che sono senza dubbio fonti più antiche, rispetto ai resoconti biblici.

1.1 LA RELAZIONE SUL MITO DELL’ADAPA

I testi che riporta su Adapa sono stati scoperti dagli archeologi alla fine del XIX secolo, a Tell-el-Amarna, la capitale dell’impero egiziano nell’età di Akhenatón (1352-1335 aC). Lì sono state scoperte iscrizioni cuneiformi delle cosiddette “Lettere di Amarna“, che conservano il racconto mitologico di Adapa.

Secondo McCall (1994) questo mito è stato scritto su tavolette di argilla contenenti: 120 linee datate, tra: XV e XIV secolo a. C, tuttavia, ci sono riferimenti più antichi di questo mito a Ninive all’inizio del secondo millennio a. C. Secondo la traduzione di McCall (1994), Adapa è stato un saggio sacerdote di Ea (Enki – Sumerio) nella città di Eridu. Il mito afferma che ogni giorno, Adapa appariva ai riti religiosi. Cuoceva il pane e mise tavole votive presentate come offerte agli dei. Era un pescatore del tempio, uscito sulla sua barca con l’obiettivo di catturare pesci e offrirli, nel tempio dedicato a Ea (McCALL, 1994).

Un giorno, quando Adapa stava pescando, il Vento del Sud passò e lo buttava giù dalla barca, gettandolo nelle acque del fiume. Poi, sopraffatto dalla rabbia, Adapa decise di “rompere le ali del Vento delSud” eper sette giorni, il Vento del Sud non soffiava nei campi. Anu, il dio del cielo voleva sapere perchénon era ventoso e fu informato dai suoi consiglieri che Adapa aveva rotto le ali del “vento del sud“.

Anu chiese ad Adapa pa di venire da lui per spiegare cosa fosse successo. In questa parte del testo, Andreasen (1981) chiarisce che Ea, il diodi Eridu, apparve ad Adapa per dargli due consigli. 1º Quando si appare alla presenza di Anu (An in Sumerio) si deve indossare un abito da lutto per cercare di ottenere simpatia dai guardiani della porta del cielo: Tammuz[2] e Gizzida che custodiscono l’ingresso della casa di Anu. E al secondo sarebbe stato offerto il pane e l’acqua della morte, di cui non dovrebbe mangiare o bere (McCALL, 1994). Quando Adapa visitò Anu e spiegò cosa accadde, avendo il sostegno dei due guardiani che parlano per lui, i servi di Anu: “Gliportarono il pane della vita (eterno), ma lui non mangiò. Gli portarono l’acqua della vita (eterna), ma lui nonbeveva” (McCALL, 1994, p. 66).

Nel mito, Adapa rifiutò i cibi e le bevande riservati agli dei, che diedero la vita eterna. Il tuo rifiuto ha a che fare con l’obbedienza al dio Ea. Ecco perché Adapa è ricordato per essere uno dei sette saggi o Apkallu, che significa “salvia” (ANDREASEN, 1981).

1.2 ANALISI DEL LIBRO GENESIS

Secondo i teologi, Storniolo e Balancin (1991) nel libro della Genesici sono narrazioni della Creazione che : “appartengono a tempi diversi e riflettono situazioni e problemidiversi (STORNIOLO e BALANCIN, 1991, p 12). Per Storniolo e Balancin (1991) Genesis è un racconto mitico e figurativo di un’epoca.

Secondo Storniolo e Balancin (1991), il libro della Genesi osservato in: 1,1 e 2,4 sarebbe apparso prima: 587-527 a. C o “prigionia babilonese. Con la fine della guerra ebraico-babilonese, la città e il tempio di Gerusalemme furono distrutti, gli ebrei furono schiavizzati e portati a vivere a Babilonia. Questo susciò la psiche di quelle persone (SALMO 137) e molti ebrei vennero ad adorare gli dei babilonesi (Marduk, Enki e altri). Nel tentativo di mantenere viva la loro cultura e religione, alcuni ebrei iniziarono a scrivere i loro libri sacri: la Torah e il Talmud.

La Torah e il talmud furono influenzati dalle culture persiane e babilonesi. L’osservazione del sabato come giorno sacro è un’eredità dei Sumerio, che hanno vissuto nel III millennio a. C[3]. La commissione per l’ Secondo Caramelo (2006), dell’Università di Lisbona, i Mesopotamici, quando organizzavano la vita e il tempo urbano, dovevano creare calendari civili e religiosi, con l’obiettivo di mantenere un ordine sociale.

Il calendario, come modo di organizzare il tempo e l’esistenza umana, doveva essere spiegato. Infatti, i Mesopotamici credevano che tutte le conquiste primordiali, che avevano permesso all’uomo di fondare il mondo come lo conoscevano, fossero state create dagli dei e concesse all’umanità (CARAMELO, 2006, p. 01).

I Mesopotamici si sono resi conto che ci sono quattro fasi lunari. E ogni fase lunare durerebbe sette giorni e l’ultimo giorno della settimana avviene la transizione delle fasi lunari. Quindi, l’ultimo giorno della settimana, il sabato, che per i Mesopotamici non era un giorno così sacro. Il contatto culturale e religioso tra ebrei e mesopotamici permise influenze ereditate dall’usanza della santificazione del sabato.

Storniolo e Balancin (1991) sostengono che la Creazione divina sarebbe durata sette giorni. Enuma Elish suggerisce anche che la Creazione degli dei sarebbe durata una settimana. Nel racconto della genesi, il culmine della creazione è Uomo e Donna (Gen 01:27), creati il sesto giorno. Il settimo giorno, Dio” riposava (riferimento diretto al sabato sacro e adottato dagli Ebrei).

Lo schema di creazione in una sequenza di sei giorni denota una preoccupazione per l’ordine. Ciò si ottiene attraverso distinzioni e distinzioni, ordinando la realtà caotica della Terra, che era “senza forma e vuota” (STORNIOLO E BALANCIN, 1991, p 14).

Solo nel 2° e 3° capitolo della Genesi compaiono: Adamo, Eva, il Giardino e il Serpente. Molti teologi ritengono che questi passaggi siano figurativi o illustrativi. Per Storniolo e Balancin (1991) non dovremmo prendere alla lettera il libro della Genesi, questo libro non è scientifico, è solo un racconto leggendario sulle origini del mondo e dell’uomo. “Ricordiamo, però, che neanche questa narrazione è interessata al problema scientifico delle origini, ma cerca di rispondere a certe preoccupazioni del tempo in cui è nata” (STORNIOLO e BALANCIN, 1991, p 15).

1.3 LA DATAZIONE DEI MITI: ADAMIC E ADAPA

Secondo Scheindlin (2003) la prima iscrizione ebraica registrata è datata intorno al 950 aC. C, che è il Calendario Gezer. Al momento, non c’è niente di più antico in ebraico di questo Calendario. Secondo Armstrong (2012), il libro della Genesi, come il Pentateuco, sarebbe stato scritto da persone diverse in periodi storici diversi, essendo datato tra: 800-600 a.

Per quanto riguarda l’Enuma Elish e il Mito di Gilgamesh, è certo che furono scritti all’inizio del II millennio a.C. C (KRAMER, 1969), essendo ovviamente più antico del racconto di Genesi. Enuma Elish è composto da sette tavolette di argilla, che narrano la creazione del mondo. McCall (1994) suggerisce che il mito di Adapa sia stato trovato, a Tell-El-Amarna in Egitto, datato: 1400-1300 aC. .

Molti teologi, come Pontes (2010), ritengono che il 1° capitolo della Genesi abbia paralleli con il libro sacro mesopotamico, l’Enuma Elish, che è alla base della loro dissertazione. Confrontando questi due libri, notiamo che hanno elementi comuni, come: 1° l’avvenimento del caos (l’oscurità o oscurità copriva l’abisso), 2° l’acqua esistente prima della creazione e 3° il vento (il respiro o movimento di “Dio” sotto le acque) (PONTES, 2010). Queste somiglianze sopra descritte sono molto comuni nel mondo ebraico e mesopotamico.

ENUMA ELISEO: GENESI 1:02:

1.4 ADAMO, EVA, IL GIARDINO DELL’EDEN E IL SERPENTE

1.4.1 ADAMO

Secondo la Bibbia, El (“Dio“) creò Adamo dall’argilla o “polvere della terra“. Nell’antica Mesopotamia e nell’antico Egitto, l’argilla era una forza creativa. Con l’argilla realizzavano: tavolette, ceramiche, utensili fatti in casa, mattoni per costruire case e monumenti, ceramiche rituali per offerte agli dei. Secondo Bottéro (2011), i mesopotamici credevano che dopo la morte il cadavere si trasformasse in polvere a causa del processo di decomposizione. Quando “Dio” seppe che Adamo aveva mangiato del frutto proibito, lo rimproverò dicendo: “[…] perché polvere sei e in polvere ritornerai” (Gen 3,19). Nel Mito di Gilgamesh, vediamo che Gilgamesh era in lutto per la morte del suo amico Enkidu: “Voglio urlare, perché tutti lo sentano! L’amico che mi era tanto caro si fece polvere; Enkidu, il mio amico, divenne come l’argilla” (MELLA, senza data, p 61). Sia nella Genesi che nel Mito di Gilgamesh l’essere umano è creato dall’argilla e si trasforma in polvere dopo la sua morte.

GILGAMESH EPOPEIA: GENESI 2: 07 Possiamo notare che, nel mito di Adamo e nell’Epopea di Gilgamesh, c’è qualche somiglianza. Sia Adam che Enkidu sono “immagine e somiglianza” degli dei. Ciò suggerisce che prima della caduta questi due personaggi avrebbero acquisito qualità divine che si sono perse nel corso delle loro storie mitologiche.

Nel mito Adamo ebbe due figli: Caino e Abele[4]. Questa è un’allegoria che serve a rappresentare il mondo urbano (Caino) in contrasto con il mondo rurale (Abele). Secondo le ricerche effettuate dai maestri: Pedro Sahium, Vera Regiane Brescovici Nunes e Washington Maciel da Silva (2016) Caino e Abele e il loro assassinio sarebbero nel campo del simbolismo piuttosto che essere trattati come un fatto storico.

Per quanto riguarda le somiglianze tra: Adapa e Adamo, Andreasen (1981) suggerisce che se sostituiamo: la “p” alla “m” – abbiamo “Adama” (che significa: “Suolo o Terra” l’origine di Adamo). Se prendiamo la lettera “a” da “Adama”, è: Adam, che in ebraico significa: “Uomo” (Adão, in portoghese) (ANDREASEN, 1981, p 181).

Andreasen (1981) nel suo testo ha creato giochi di parole presentati in modo ricco e ampio, rendendo difficile la confutazione a causa dei confronti degli oggetti trattati, quali: obbedire a Dio: Ea o El; non mangiare determinati cibi; perdi la vita eterna se mangi un certo cibo; indossare abiti adeguati: lutto nel caso di Adapa mentre Adamo ed Eva indossavano abiti di pelle, realizzati da El (Gen. 3:21):

Both Adam and Adapa were apparently tested with food (and drink, in the case of Adapa); and, according to some interpreters, both failed the test, hence the parallel between the two accounts[5] (ANDREASEN, 1981, p 182).

Da quello che sappiamo del mito di Adapa, quando apparve davanti ad Anu fuofferto: “il panee l’acqua dellavita obbedì alle raccomandazioni del suo dio Ea, enon mangiò o bevve nulla, e con esso perse la vita eterna. Nel caso di Adamo è successa la stessa cosa. Il suo aiutante (Eva) fu tentato dal Serpente, che glioffrì il cibo (frutta), Adamo ed Eva hanno mangiato dal cibo e disobbedito alle raccomandazioni di El[6] e quindi entrambi hanno perso la vita eterna (ANDREASEN, 1981). Nel mito di Adapa il cibo era offerto dal dio Anu, mentre, nel mito di Adamo, il cibo era inizialmente offerto dal Serpente. Entrambi i casi portarono all’immediata perdita dell’immortalità. Ad ogni modo, Andreasen concluse:

Both were subject to a test involving food and both received two sets of advice; namely, “do not eat” (God and Ea) and “eat” (Serpent and Anu). One, Adapa, obeyed and passed his test; the other, Adam, disobeyed and failed. But even this situation is complicated by a further consideration; namely, the relationship between obedience/disobedience and immortality[7] (ANDREASEN, 1981, p 185).

1.4.2 EVA

Eva appare in Genesi 02: 22. Nel mito adamico, i chierici medievali tassarono Eva come la donna responsabile di Adamo (Adão) avendoperso la sua immortalità e innocenza (MACEDO, 1999). Questo è esattamente ciò che il mito di Gilgamesh esemplifica. Inizialmente, gli dei creano Enkidu, dall’argilla, come un guerriero coraggioso, che parlava, manse e viveva insieme agli animali nelle foreste. Ha distrutto le trappole dei cacciatori.

Era innocente dell’uomo e non sapeva nulla della coltivazione della terra. Enkidu mangiava erba sulle colline insieme alle gazzelle e aggirava i pozzi d’acqua con gli animali della foresta; insieme alle mandrie di animali da gioco, è stato erta con acqua (ANÔNIMO, 2001, p 62).

I cacciatori andarono a Uruk e si lamentarono con Gilgamesh, che Enkidu stava ostacolando la caccia. E Gilgamesh, mise una donna del Tempio di Ishtar “spogliochiamata: Shamhat per sedurlo e fare sesso con lui. E per sei giorni e sei notti hanno fatto sesso. Quando finirono, Enkidu cercò di tornare alla sua vecchia routine, tra gli animali della foresta. Ma gli animali cominciarono a scappare da lui. Morale della storia, Enkidu incolpò la donna di aver perso la sua innocenza (MELLA, s/d).

[…] dopo soddisfatto, tuttavia, tornò agli animali selvatici. Ma ora, quando l’ha visto, le gazzelle erano sul grilletto, e le creature selvagge fuggirono mentre si avvicinavano. Enkidu voleva seguirli, ma il suo corpo sembrava essere intrappolato da una corda, le ginocchia vacillò mentre cercava di correre, aveva perso la sua velocità e agilità. E tutte le creature della giungla fuggirono; Enkidu aveva perso la sua forza, perché ora aveva conoscenza dentro di lui, e i pensieri dell’uomo occupavano il suo cuore. Poi tornò e si sedette ai piedi della donna, e ascoltò attentamente ciò che lei gli disse: “Sei saggio, Enkidu, e ora sei diventato come un dio. Perché vuoi correre selvaggio sulle colline con le bestie del cespuglio? Vieni con me. Venite a portarvi all’Uruk dalle possenti mura, al beato tempio di Ishtar e Anu, dell’amore e delcielo; vive Gilgamesh, che è forte, e come untoro selvatico domina e governa gli uomini (ANONIMO, 2001, p 63-64).

Nel testo, Enkidu quando ebbe un contatto sessuale con Shamhat perse le sue caratteristiche, e la ragazza gli disse: cheora era simile agli dei è la stessa descrizione, che troviamoin Genesi 03: 22, quando la coppia: Adamo ed Eva mangiano il frutto proibito.

Ciò significa che grazie alla donna, Enkidu perdendo la sua identità, nello stesso modo in cui è successo ad Adamo (Adão). Nel mito greco, la prima donna umana creata dagli dei fu Pandora. Era bellissima, come Afrodite, intelligente e curiosa. La leggenda narra che Pandora, e la sua intensa curiosità, spostarono una scatola che Epimeteo mantenne e quando la a sua apertura rilasciò i mali, le malattie e il male che si diffusero in tutto il mondo (BULFINCH, 2001). In breve, nell’antichità, le donne erano considerate cittadini di seconda classe, senza pari diritti per gli uomini e, inoltre, erano accusate religiosamente di portare il male nella società.

Nella società dell’antica Mesopotamia e nella regione di Canaan, le donne avevano alcuni divieti, come: non uscire per strada non accompagnati, essere confinate in una sezione riservata alle donne nel Tempio. Se la donna è mestruata, era proibito per legge andare al Tempio per fare il suo sacrificio (Levitico 15:19-24). C’era un certo obbligo di indossare il velo (fino ad oggi è seguito). C’erano convenzioni sociali che imponevano più doveri che diritti per le donne.

1.4.3 IL GIARDINO DELL’EDEN

Come affermato, in Genesi 2:10; El (“Dio“) creò un Giardino e mise l’Uomo a “salvarla“. La posizione di questo Giardino è descritta nella Bibbia, c’era un fiume che nasceva nell’Eden e che irrigava il Giardino, ed era diviso in quattro parti: Tigri, Eufrate, Pison e Ghihon. Ebbene… I fiumi Tigri ed Eufrate si trovano nell’antica Mesopotamia (oggi Iraq). I fiumi: Pisom e Giom non sono ancora stati scoperti, se esistessero avrebbero probabilmente alterato i loro corsi d’acqua, poiché di tanto in tanto la traiettoria dei fiumi cambia rapidamente.

Nel III secolo. C gli ebrei greci, elaborate la Bibbia greca, chiamata: Septuaginta. Genesi è una parola greca che significa: Inizio. La parola “Giardino” in ebraico è: Gan. La stessa parola greca significa: pa-rá-dei-sos o “Paradiso“. Il nome: “Eden” non è di origine ebraica ma di origine sumerica, la sua etimologia deriva dalla parola “Edin” o “Edinu“, che significa: “campo opianura“. La parola: Edinu assomiglia a Eridu, la città in cui Viveva Adapa. Questa città si trovava su una pianura alluvionale.

Conoscendo le origini delle parole: Giardino dell’Eden, possiamo concludere il suo significato cheè: “Paradiso della Pianura“. Per i Romani, il luogo in cui i morti andarono era una sorta di paradiso, chiamato “Champs-Elysées” – il “Campo” può essereassociato, anche una pianura. Enkidu amico di Gilgamesh fu chiamata la    “pantera semplice“. E infine, Clifford (1994) e alcuni ricercatori come Enkidu e la donnacon cui ha avuto una relazione (Shamhat) comeispirazione per la creazione di: Adamo (‘adam) ed Eva (ḥavah).

Secondo Kriwaczek (2018) ha dichiarato che Edin è un nome Sumerio che deriva da: Gu-Edin, chesignifica: “bordo dellasteppa” (KRIWACZEK, 2018). Kriwaczek (2018) afferma che l’Eden della Bibbia sarebbe un riferimento a Gu-Edin[8] (un sito paradisiaco). Le città di Lagash e Umma, che secondo quanto riferito erano a 30 km l’una dall’altra, sono in guerra da 100 anni. Altre fonti parlano di 150 anni di conflitto[9]. La ragione di questa disputa era il controllo di: Gu-Edin. Descritta come una regione molto ricca di risorse naturali: “c’erano pascoli per mandrie e mandrie, così come un’abbondante caccia da coltivare: cinghiali, cervi, gazzelle, orimie, struzzo, asini selvatici, buoiselvatici (KRIWACZEK, 2018, p 116). Il controllo di questo territorio era estremamente importante per le due città, con l’obiettivo di espandere i loro domini, aumentare l’allevamento del bestiame e la produzione di cereali. Il suolo di quella regione era estremamente fertile. Quando il re di Lagash sconfisse Umma, la creazione fu commissionata per mostrare l’intera campagna militare. Fu poi creato: Stele di avvoltoio, risalente all’inizio della III dinastia sucrea, intorno: 2.600-2.350 a C.

Nella maggior parte delle mitologie c’è un albero associato alla vita eterna o alla morte. In “Paradiso“, El (“Dio“) creò tutti i tipi di alberi di buoni frutti da mangiare. Avere lì: l’Albero della Vita.Dio” pose questo albero nel suo Giardino, che l’uomo avrebbe mantenere (Genesi 02:15). La donna appare solo in: Genesi 02: 23-25. In breve, il Giardino apparteneva a El (“Dio“) e non all’uomo. Nel mito di Gilgamesh, l’Albero della Vita è associato al giardino degli dei ed è custodito dauna donna (Siduri-Sabitu):

Prima che Gilgamesh fosse ora allungato gli splendidi “Giardinidegli dei“, i frutti erano come rubino, pendevano magnifici grappoli d’uva, un altro albero era coperto di lapislazzuli […] Gilgamesh era orientato a […] “Cerca Siduri-Sabitu, la saggia signora della Montagna Celeste, è seduta su un trono nel giardino degli dei, vicino all’Oceano e custodia l’Albero della Vita (MELLA, s/d, p 62).

Miti recenti, come i norreni (Vikings) hanno nella loro mitologia un albero associato alla vita. Secondo loro, questo albero collega: il mondo degli Uomini al mondo dei morti e il mondo degli Dei, chiamato Yggdrasil. Questo albero era considerato dai norvegesi come un “albero sacro“. Secondo Davidson (2004) questo albero sarebbe stato distrutto a Ragnarok (Fine del mondo Viking). Per i norreni, questo albero si trova al centro dell’Universo (e non al centro del giardino) (DAVIDSON, 2004).

Lo Yggdrasil era senza dubbio un albero guardiano, e quando la fine del mondo si avvicinò tremava e ondeggiava. Il suo destino, come quello di tutti gli alberi sacri abbattuti in Germania e dai missionari cristiani, era indissolubilmente legato agli dei che curava e proteggeva (DAVIDSON, 2004, p. 162).

1.4.4 IL SERPENTE

Secondo Enuma Elish, ildio Marduk dopo aver ucciso Tiamat (dea serpente) creòil mondo: “le tue armi non perderanno mai illoro potere, schiaccerà il nemico“. (Enuma Elish 4a tavola 16a fila). La mitologia dei Cananei (popoli rivali degli Ebrei) affermava che: Baal (figlio di El) uccise il drago a sette teste, chiamato “Lotan“. Più tardi, Baal usando il corpo di Lotan creò il mondo (ARMSTRONG, 2008). A causa delle rivalità: politico, economico, culturale e religioso tra ebrei e cananei, il dio, Baal fu demonizzato nella Bibbia.

Nella mitologia greca, Apolo, figlio di Zeus (dio supremo del pantheon greco), uccide il serpente Píton (BULFINCH, 2001). Dopo la morte di Píton, Apolo crea il mondo. Nella mitologia Viking, in Ragnarok (Fine della Giornata Mondiale), Thor, figlio di Odin (re degli dei norreni), uccide il serpente del mondo, Jormungand (nella lotta entrambi finiscono per morire). Nella mitologia azteca, Quetzalcoatl un mostro marino (Cipactli) e poi crea il mondo. In considerazione di questi esempi sopra, la Bibbia descrive una lotta tra: El (“Dio“) con un serpente marino, il Leviatã:

In quel giorno il SIGNORE punirà con la sua spada dura, grande e forte, il Leviatano, il serpente veloce, e il Leviatã, il serpente storto, e ucciderà il drago che è nel mare (Isaia 27:01).

Nei miti: Cananei, Ebrei, Vikings, Greci e Mesopotamici, vediamo che c’è una lotta (conflitto) tra undio guerriero maschio (El-sabaoth – Signore degli eserciti, Marduk, Baal, Apolo e Thor), contro un serpentemarino (Leviatã, Lotan, Cipactli, Jormungand e Tiamat).

Nel Mito di Gilgamesh e nel Mito di Adamo, il serpenteinganna entrambi. Secondo Gilgamesh, venneaconoscenza dell’esistenza di una pianta” o di un “fruttoche davaimmortalità e “eterna giovinezza“. Ma questa “pianta” che sembrava una prugna, era sul fondo del mare (MELLA, s/d). Poi Gilgamesh legò due pietre alle gambe e andò sul fondo del mare e riuscì a catturare una tale “pianta” o frutto“. Ma arrivando vicino al suo regno, l’imprevisto avvenne:

Tuttavia, dopo trenta leghe, mentre fa il bagno in un piccolo stagno freddo nel tardo pomeriggio, un serpente annusa la pianta profumata e la ruba. Poi Gilgamesh si siede e piange. Finalmente si rende conto che l’immortalità non fa per lui: deve arrendersi (McCALL, 1994, p. 49).

In breve, il serpente fu responsabile della caduta di Adamo ed Eva in tentazione in Paradiso (e potrebbe entrambi perdere la loro immortalità o giovinezza eterna). E Gilgamesh non riuscì a raggiungere il suo obiettivo: l’immortalità. Vediamo qui parallelismi tra i miti. E che il serpente sarebbe stato associato al caos e al disordine.

D’altra parte, confrontando le diverse culture dell’antichità, ci rendiamo conto che i serpenti hanno una duplice funzione. Porta benedizioni e maledizioni. Nell’antico Egitto, l’emblema reale dei faraoni era la corona che portava sulla fronte una Naja (serpente), allostesso tempo c’era un serpente (Apóphys, associato al caos) che combatteva ogni giorno con Rá, il dio supremo dell’antico Egitto (BAINES, MÁLEK, 1996). In alcune culture, il serpente potrebbe essere associato alla magia e alla medicina. In Mesopotamia Ea (Enki Babilonia) era associata alla saggezza e alla medicina, e il suo simbolo era di uno staff con un serpente intrecciato in esso (che esiste fino ad oggi).

Uno dei guardiani della Porta del Paradiso nella casa di Anu è Gizzida. Secondo Cunningham, Black, Robson e Zolyomi (2006) Gizzida (o Ningishzida) era come un dio con la capacità di camminare e parlare con un corpo di serpente e una testa umana. Secondo Jakobsen, Gizzida era la proprietaria di un “boa árvore[10].

Nella Bibbia, il serpente apparirebbe molto tempo dopo la creazione dell’uomo e della donna nella generazione 03:02. Essere descritta come la “creatura più cautache El (“Dio“) aveva creato. È importante commentare qui che il Serpente della Genesi non ha alcuna connessione con Satana/Lucifero. Non ci sono prove: testuali, archeologiche e storiche perassociare i “demoni al serpente. La concezione di una singola figura malvagia, come Satana, non esisteva prima della “prigionia di Babilonia” (587-537 a. C).

Attualmente Satana sarebbe stato associato ad un serpente a causa del Libro dell’Apocalisse che fu scritto tra gli anni: 90-110 d. C. Cioè, molti anni dopo la scritta di Genesis. Durante gli anni 700-600 a. C, i sacerdoti e l’altra popolazione ebraica, credevano che El (“Dio“) potesse fare sia il bene che il male.

CONCLUSIONE

Lo scopo di questa ricerca era quello di confrontare personaggi mitologici con personaggi biblici e con questo, siamo riusciti ad avere successo, perché il libro della Genesi dal capitolo 01 allo 03 sarebbe stato circondato da elementi mitologici comuni tra le varie società del mondo antico. Adamo, il Serpente e il Giardino dell’Eden erano prodotti importati dauna superpotenza religiosa e culturale, che noi chiamiamo: Mesopotamia. Non si può negare che la loro eredità servì come trampolino di lancio per anni dopo, gli Ebrei avrebbero compilato le loro idee in quella che chiamiamo Genesi.

Mercati, ambasciatori e popoli nomadi mentre si spostavano dalla Mesopotamia all’antico Egitto, furono costretti a passare attraverso il corridoio siriano-palestinese, (dove ora si trova Israele, così la popolazione locale (ebrei e Cananeo) ottenne contatti culturali-religiosi con vari popoli del Medio Oriente. Questo contatto è stato fondamentale per lo sviluppo dei miti che vediamo nella Genesi. Possiamo anche supporre che gli ebrei “presero in prestito” alcuni miti, personaggi e poesie per creare una trama che raccontava l’origine del loro popolo, creando così la propria storia. Questo è stato chiarito quando abbiamo notato parallelismi tra: Adapa e Adamo, tra la lotta degli dei guerrieri e dei serpenti marini, l’esistenza del Giardino degli dei nel mondo della Mesopotamia e i popoli del corridoio siriano-palestinese, e infine il serpente, un animale che per alcune culture può portare benedizioni e ad altre maledizioni. Il popolo dell’antichità aveva il desiderio e la volontà di avere una promessa divina (attraverso un dio guerriero), che avrebbe eliminato: il caos, sulla terra.

RIFERIMENTI

ANÔNIMO. A Epopeia de Gilgamesh. São Paulo: Martins Fontes, 2011. (Tradução de Carlos Daudt de Oliveira).

ANÔNIMO. Enuma Elish. (Tradução L. W. King), 1902.

ARMSTRONG, Karen. Uma História de Deus. São Paulo: Cia das Letras, 2012.

BAINES, John e MÁLEK, Jaromír. O Mundo Egípcio: Deuses, Templos e Faraós. Volume II. In: Religião, Lisboa: Del Prato, 1996, p 209-220.

BLACK, Jeremy; CUNNINGHAM, Graham; ROBSON, Eleanor e ZOLYOMI, Gabor. The Literature of Ancient Sumer. Oxford: Oxford University Press, 2006.

BOTTÉRO, Jean. No Começo Eram os Deuses. Rio de Janeiro: Civilização Brasileira, 2011.

BUDGE, E. A. Wallis. A Versão Babilônica sobre o Dilúvio e a Epopeia de Gilgamesh. São Paulo: Madras, 2004.

BULFINCH, Thomas. O Livro de Ouro da Mitologia: Histórias de Deuses e Heróis. In: Capítulo III: Apolo e Dafne – Píramo e Tisbe – Céfalo e Prócris. Rio de Janeiro: Ediouro, 2001.

CLIFFORD, Richard J. Creation Accounts in the Ancient Near East and in the Bible. Washington-DC. Catholic Biblical Association, 1994.

DAVIDSON, H. R. Ellis. Deuses e Mitos do Norte da Europa. In: O Começo e o Fim. São Paulo: Madras, 2004. P 161-171.

KRAMER, Samuel N. Mesopotâmia: O Berço da Civilização. Rio de Janeiro: José Olímpio Time-Life, 1969.

KRIWACZEK, Paul. Babilônia: A Mesopotâmia e o Nascimento da Civilização. Rio de Janeiro: Zahar, 2018.

LEICK, Gwendolyn. Mesopotâmia: A Invenção da cidade. Rio de Janeiro: Imago, 2003.

MACEDO, José Rivair de. As Mulheres Medievais. 4ª Ed. São Paulo: Contexto, 1999.

MELLA, Frederico Arbório. Dos Sumérios a Babel. São Paulo: Hemus, s/d.

McCALL, Henrietta. O Passado Lendário: Mitos da Mesopotâmia. São Paulo: Moraes, 1994.

RATHBONE, Dominic. História Ilustrada do Mundo Antigo. In: Mesopotâmia. São Paulo: Data Folha, 2001. P 84-129.

SCHEINDLIN, Raymond. História Ilustrada do Povo Hebreu. 2ª Reimpressão. Rio de Janeiro: Ediouro, 2003. P 50-51.

STORNIOLO, Ivo e BALANCIN, Euclides. Como Ler o Gênesis: Origem da Vida e da História. 14ª Reimpressão. São Paulo: Paulus, 2013.

TESI DI MAESTRO

PONTES, Antônio Ivemar da Silva. A “Influência” do Mito Babilônico da Criação, Enuma Elish, em Gênesis 1,1-2,4a. 2010. Dissertação (Mestrado em Ciência da Religião) Programa de Pós-Graduação da UNICAP (Universidade Católica de Pernambuco), Recife, 2010.

ARTICOLI

ANDREASEN, Niels-Erik. Adam and Adapa: two anthropological characters. Andrews University Seminary Studies, Vol. 19, No. 3, Autumn 1981, P 179-194.

SAHIUM, Pedro; NUNES, Vera Regiane Brescovici e SILVA, Washington Maciel Da. A Violência Simbólica Em Caim E Abel: Uma Releitura Contemporânea. Goiânia: Fragmentos de Cultura. Volume: 26, n° 4. outubro/dezembro de 2016. p 586-595.

CARAMELO, Francisco. Os Calendários Mesopotâmicos, o Culto e as Hemerologias. Revista de História e Teoria das Ideias. Volume, 2006. P 01-11.

VIDEOGRAFIA

History Channel. Mysteries of The Garden of Eden (Mistério do Jardim do Éden PT-BR). Produção Executiva: Ary Tarpinian e Paninee Theeranuntaway. Produção: Dylan Tilley. Editor: Andy Palmer: Direção: Jeff Schird. Produzido por: Morningstar Entertainment for the History Channel. Color, Dolby, Widescreen, NTSC. Linguagem: inglês. Dublado. USA. 2007. 44min: 51seg.

TV Escola. B comme Babylone (B de Babilônia PT-BR). Diretor: Bernard George. Empresa (s) produtora (s): Arté France, Museu do Louvre, YLE. Synapse Brasil. Color, Dolby, Widescreen, NTSC. Linguagem: francês. Dublado. França. 2008. 54 minutos: 57 segundos.

History Channel. Confronto dos Deuses América Latina: Quetzalcoatl. Diretor: Diego Alvarez. Produtor: Sebastian Vinelli. Produtor executivo: Aldo Ballesteros. Narrador: Ali Rondón. Por History Channel Latin America LLC: Executive VP and General Manager: Eduardo Ruiz. NTSC. Linguagem: português. Dublado. México. 2011. 47 minutos: 24 segundos.

INTERNET

https://en.wikipedia.org/wiki/Ningishzida (acessado em 13/04/2019).

https://en.wikipedia.org/wiki/Gu-Edin (acessado em 13/04/2019).

https://aventurasnahistoria.uol.com.br/noticias/historia-hoje/pilar-decifrado-historia-guerra-fronteira-antiga.phtml (acessado em 13/04/2019).

https://en.wikipedia.org/wiki/Abba-El_I (acessado em 13/04/2019).

ALLEGATO – RIFERIMENTI ALLE NOTE A PIÈ DI PAGINA

  1. Tammuz secondo il Mito mesopotamico era il Dio “pastore“. dio dell’agricoltura, e amante di Isthar. Nel calendario ebraico, c’è il nome di Tammuz, corrispondente ai mesi di raccolta (giugno / luglio).
  2. I Babilonesi chiamavano il sabato: sappattu o sabbattu. Questo giorno viene celebrato il culto della Luna, che si svolge una volta al mese. L’astronomia mesopotamica ha scoperto che la settimana ha sette giorni, essendo interpretata come un “segno divino“. Gli ebrei, a loro volta, si presero questo giorno commemorativo.
  3. Nel periodo paleobabyloniano, la dinastia Yamhad: Abba-El I aveva fatto un patto con suo fratello, Yarim-Lim I giurando lealtà e se avessero rotto l’alleanza sarebbero stati maledetti. Questo avrebbe ispirato il mito.
  4. Adamo e Adapa furono apparentemente testati con cibi (e bevande, nel caso di Adapa); e,secondoalcuni interpreti, entrambi fallirono il test, da qui il parallelo tra i due (ANDREASEN, 1981).
  5. In questo caso, gli autori della Genesi chiamano il loro dio El-Elyon (che significa: Dio il più alto). El è una parola di origine Canaanéia che significa Signore o Dio. (ARMSTRONG, 2012).
  6. Entrambi sono stati sottoposti a un test sul cibo ed entrambi hanno ricevuto due serie di consigli, ovvero “non mangiare” (Dio ed Ea) e “mangia” (Serpente e Anu). Uno, Adapa, obbedì e superò la prova; l’altro, Adamo, disobbedì e fallì. Ma anche questa situazione è complicata da un’ulteriore considerazione; cioè il rapporto tra obbedienza/disobbedienza e immortalità.
  7. https://aventurasnahistoria.uol.com.br/noticias/historia-hoje/pilar-decifrado-historia-guerra-fronteira-antiga.phtml
  8. https://en.wikipedia.org/wiki/Gu-Edin
  9. https://en.wikipedia.org/wiki/Ningishzida

[1]  Professore di Storia al Colégio Estadual John Kennedy, Laureato in Storia all’UNI-BH (Centro Universitario di Belo Horizonte), Specialista in Educazione in Sociologia alla Faculdade Noroeste de Minas Gerais. Specialista in Storia della Faculdade Luso-Brasileira. Specialista in Storia e Geografia presso il Centro Universitário Barão de Mauá.

Inviato: Giugno 2019.

Approvato: Ottobre 2019.

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