L’importanza dei principi costituzionali nei procedimenti civili di fronte all’informatizzazione dei dati per l’ottimizzazione del rapporto giuridico-processuale

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ARTICOLO ORIGINALE

FRIGHETTO, Édio [1] , SOUZA, Maria Carolina Rosa de [2]

FRIGHETTO, Édio. SOUZA, Maria Carolina Rosa de. L’importanza dei principi costituzionali nei procedimenti civili di fronte all’informatizzazione dei dati per l’ottimizzazione del rapporto giuridico-processuale. Revista Científica Multidisciplinar Núcleo do Conhecimento. Anno 06, Ed. 02, Vol. 12, pp. 77-101. febbraio 2021. ISSN: 2448-0959, Link di accesso: https://www.nucleodoconhecimento.com.br/legge/principi-costituzionali

I principi fondamentali sanciti dall’articolo 5 della Costituzione federale del 1988 sono i pilastri su cui si fonda l’intera struttura procedurale nella giurisdizione brasiliana. Data la prospettiva costituzionale in coalizione con il Codice di Procedura Civile 2015, l’ambito di applicazione di questo articolo mira a descrivere i precetti fondamentali per l’operatività delle norme procedurali, affrontando la relativa funzione del processo giudiziario elettronico come garanzia di rapida promozione nella magistratura. Si scandisce, quindi, che l’intera società ha garantito la prerogativa dell’accesso alla giustizia, secondo questo, il processo civile è lo strumento attraverso il quale i rapporti tra i singoli sono risolti dallo Stato promuovendo le funzioni essenziali per la giustizia, applicando la legge in modo accurato e imparziale al fine di promuovere la tutela degli interessi. La legge è dinamica e deve seguire l’evoluzione sociale, per questo la strumentalizzazione elettronica del processo sulle piattaforme dei tribunali soddisfa l’ordine di accelerare la risoluzione delle strozzature e affermare alla comunità che il percorso processuale viene eseguito efficacemente. Pertanto, con la convergenza degli sforzi, al fine di rendere la magistratura meno dispendiosa in termini di tempo e impegnata nel monitoraggio delle tendenze, la giustizia deve essere eseguita più rapidamente in modo da poter soddisfare gli ideali dello Stato di diritto democratico.

Parole chiave: Diritti Fondamentali, Strumentalizzazione Elettronica, Magistratura, Procedura Civile, Società.

INTRODUZIONE

Nei tempi odierni delle rinascite culturali, viene scandito un cambio di paradigma in cui gradualmente il culto della lettera fredda della legge lascia il posto all’applicabilità dei principi. A questo punto, i rudimenti fondamentali sono ampi e aprono una serie di possibilità a beneficio della legge a casi concreti, conflitti con l’interpretazione e la ricettività efficaci delle implementazioni al fine di rafforzare l’accesso alla giustizia con i mezzi procedurali appropriati e precisi per i poli attivi e passivi allineati alla Costituzione federale del 1988 (CF/88).

Alla luce di ciò, la magistratura deve essere provocata a fornire sostegno a coloro che vengono a prenderlo. Così, la Magna Carta nell’articolo 5 stabilisce una raccolta di precetti che basano l’esercizio giudiziario per risolvere i conflitti e prevenire le minacce di diritti. Ciò significa che la scienza giuridica, soprattutto in ambito procedurale, stabilisce un quadro di equilibrio e di salvaguardia della pace sociale con il sostegno dello Stato nella realizzazione delle prerogative attraverso la giustizia pubblica.

È provvidenziale sottolineare che il diritto è dinamico, cioè deve seguire i progressi della società, le nuove esigenze e tendenze che sono costanti nell’universo dei fatti giuridici. Pertanto, l’obiettivo generale dello studio è quello di descrivere i principi fondamentali per l’operatività delle norme procedurali e di affrontare la funzione pertinente del processo giudiziario elettronico come garanzia di rapida promozione nel sistema giudiziario.

Così, avendo come punto di partenza il CF/88 in alleanza con il Codice di Procedura Civile 2015 (CPC/2015), gli ideali che legittimano il processo civile sono affrontati nel quadro teorico; la strumentalizzazione procedurale tra le parti e il processo giudiziario elettronico come risorsa ottimizzata nelle procedure legali. Pertanto, la metodologia utilizzata è bibliografica basata sulla legislazione e sulle dottrine.

Così, la protezione degli interessi della comunità e degli individui, avviene attraverso l’azione e la difesa attraverso le tecniche di esecuzione delle regole e la conservazione dei fondamenti trainanti del bene comune. Pertanto, questo articolo mira ad aiutare gli operatori del diritto a capire quanto più completa sia la performance della magistratura nel rispondere in modo soddisfacente ai desideri, a favorire riuscirà l’efficacia nella risoluzione delle divergenze.

1. I PRINCIPI COSTITUZIONALI SU CUI SI FONDA IL DIRITTO PROCESSUALE CIVILE

Tutta la scienza ha nella sua genesi principi che supportano lo sviluppo e la diffusione dei risultati. In ambito giuridico, i principi assumono la posizione di grandezza, perché è il motivo per cui le prerogative individuali e sociali si realizzano con l’accesso alla magistratura.

Così, il fondamento dello Stato intriso di legalità e democrazia, è l’inesorabile garanzia di accogliere senza distinzioni le richieste di tutti i cittadini (compresi i bisognosi) affinché la soluzione delle controversie sia effettuata da un giudice precostituito, vantando fiducia e configurando il processo come strumento di realizzazione affinché la giurisdizione sia efficace attraverso la comunicazione tra i soggetti e il primato dell’equilibrio prima dell’infinito emergere di azioni. A tal fine, nel senso del proceduralista Didier Jr (2018 p.64-65):

Le norme che istituiscono i diritti fondamentali hanno applicazione immediata (art. 5, § 1, CF/1988), obbligando il legislatore a creare norme procedurali in conformità con esse e anche adeguate alla protezione delle situazioni giuridiche attive (in particolare dei diritti fondamentali). […] Il processo è una sorta di atto giuridico. Si tratta di un atto giuridico complesso. Il procedimento rientra nella categoria “formazione successiva di atti complessi”: i vari atti che coe coezioneno il tipo normativo si svolgono nel tempo, poiché si tratta di un insieme di atti giuridici (atti processuali), collegati tra loro, che hanno come obiettivo comune, in caso di procedimenti giudiziari, la disposizione giudiziaria.

In questa logica, il costituzionalismo non ha alcuna importanza nel giustificare la disciplina procedurale. Pertanto, i diritti fondamentali positivi nel CF/88 in corollario con il CPC/2015 portano alla luce l’ordinamento giuridico i seguenti precetti: eccezione del potere giudiziario, giusto processo, isonomia, difesa contraddittoria e ampia, legittimità delle prove, giudice naturale, impulso ufficiale, pubblicità degli atti processuali, ragionamento delle decisioni giudiziarie, suggellamento della decisione a sorpresa, durata ragionevole del processo, cooperazione, buona fede e doppio grado di giurisdizione.

Il principio dell’ineccepibile di competenza ha il suo fulcro nell’articolo 5, XXXV della CF/88[3], che è il preludio che afferma l’ingresso nel potere giudiziario e di conseguenza il percorso processuale, superando così l’azione e la difesa (RODRIGUES; LAMY, 2016, p.206). Pertanto, tutti i soggetti nella condizione individuale e collettiva hanno indubbiamente l’ingresso nella giurisdizione negli eventi di trasgressioni e rischi di diritti per soddisfare effettivamente la cittadinanza con rettitudine. Pertanto, quando un bene legalmente protetto viene contaminato e concomitante qualcuno subisce perdite, il processo si manifesta come un meccanismo indispensabile per la scientificizzazione dei fatti.

I diritti fondamentali estendono la scorta del processo, il che significa che sia l’attore (quello che entra in azione) che il convenuto (la parte accusata per fornire chiarimenti), hanno la possibilità di risarcire i danni e la manifestazione della difesa dinanzi allo Stato con effettiva capacità di valutare e risolvere i problemi. In virtù del principio di indelinabilità del controllo giurisdizionale, basato sulla dottrina di Pinho (2018, p.102), la suddetta rudimentale importa nell’accesso affidabile alla giustizia a seconda dell’autonomia della volontà privata o diffusa. Ancora Pinho (2018, p.102), sottolinea che l’ordinanza propone metodi alternativi per la risoluzione dei conflitti attraverso la mediazione e l’arbitrato (art. 3, §§ da 1 a 3 del CPC/2015)[4] in modo che gli agenti possano consensualmente dispiacere le loro affermazioni in modo agile e decongestionato alla magistratura. Pertanto, oltre alla legge maggiore insieme al diploma processuale, affermando che la giustizia è una prerogativa di collegare i singoli alla portata giuridica, è anche imperativo fornire attività extra-procedurali in modo da raggiungere lo scopo della legge.

Il giusto processo è al centro dell’articolo 5, LIV del CF/88[5], in primo luogo, notando che la parte assegnata alle retrazioni di compromesso ha il diritto di difendersi, giustificare il proprio comportamento e persino dimostrare l’innocenza prima che diventi definitiva. Pertanto, questo principio è configurato come un ancoraggio nel ciclo procedurale, poiché aggrega tutti i principi sopesados in questo argomento al fine di il processo svolgersi proporzionalmente con la legge. Dal punto di vista di Misael Montenegro Filho (2018, p.23), “è presente un giusto processo dalla formazione del processo fino al suo ultimo atto”. Ciò dimostra che i soggetti mantengono la convenienza di fornire prove che possono supportare la frase sia di merito che di risoluzione.

Pertanto, nessun caso può essere processato senza la possibilità per la parte di corroborare la sua ragione in modo che il giusto processo sia rispettato in tutte le fasi e quindi la giustizia sia efficace. In questa prospettiva, Dellore et al (2018, p.75), sottolineano il processo equo come la dinamica della rivendicazione giudiziaria di fronte alle incessanti variazioni che richiedono dalla giurisdizione una risposta compatibile con gli interessi degli agenti. Pertanto, tutti possono avere una conclusione pertinente per ogni azione e compensazione dei poli nella proporzione montata, quindi riesce il controllo della costituzionalità e l’applicazione della discrezionalità per non verificarsi abusi di potere e non l’adozione di indebiti vantaggi da parte della componente autrice, perché la legge deve essere applicata con ragionevolezza per predominare la solvibilità tempestiva degli scontri.

L’isonomia si aggiunge al caput dell’articolo 5 del CF/88[6], essendo il garante dell’uguaglianza di tutti davanti alla legge. Tuttavia, l’uguaglianza è vista nella pratica come una finzione, essendo perfetta e sublime nel testo legislativo, dato che è necessario che l’isonomia sia applicata nel sistema giudiziario da una prospettiva relativa, cioè di natura realistica a seconda dei casi, in modo che proporzionalmente venga fornita equità procedurale con parità di trattamento tra pari e controbilanciamento, intervenga il trattamento con la disparità nello stesso livello di disuguaglianza (BONICIO , 2016, p.140).

In questo percorso di messa a punto è in vigore l’ordinamento dell’onere della prova, in cui viene presentata la possibilità per entrambe le parti di dimostrare la propria condotta, nello stesso passaggio in cui avviene la parità delle armi, per sostenere l’uniformità delle prove (art. 7 CPC/2015)[7]. Pertanto, nel corso del procedimento, il giudice convoca il convenuto per dimostrare il suo diritto di difesa in contrasto con l’attore, e ciò ha la prerogativa di portare le prove necessarie per la decisione della sua questione.

Seguendo la logica dell’armonia predicata dalla Legge Maggiore, il principio di difesa contraddittoria e ampia dichiara ai sensi dell’articolo 5, LV che “alle parti in causa, nei procedimenti giudiziari o amministrativi, e all’imputato in generale viene garantita la difesa contraddittoria e ampia, con i mezzi e le risorse ad essa inerenti”. Ciò attesta che l’attore e il convenuto hanno il diritto di contestarsi a vicenda, presentando il loro punto di vista con risposta e controreplica, e sono ancora a conoscenza di tutti i protocolli del processo che partecipano pienamente per godere appieno della difesa e del ricorso riguardanti la dichiarazione di prove decisive nel verdetto.

In linea con il testo costituzionale, l’articolo 9, caput, del CPC/2015 evidenzia quanto segue: “non sarà presa alcuna decisione nei confronti di una delle parti senza che venga ascoltata in anticipo”, quindi è evidente che la legge processuale stabilisce un piano strategico per i trasgressori e le parti lese di rispondere legalmente in presenza di un organismo competente che valuta il contesto del ricorso prima di rinviare un parere. Così Rodrigues e Lamy (2016, p.233) spiegano che la garanzia della difesa contraddittoria e ampia soffoca il dialogo tra il giudice e le parti in causa attraverso la citazione, il mandato di comparizione e le udienze. Disart, le decisioni giudiziarie assumono legittimità rispettando la possibilità dei singoli di manifestarsi in grado di uguaglianza e probità.

Partendo dalla proposizione del contraddittorio e dell’ampia difesa, la legittimità delle prove è inescibile. Ciò significa che deve svilupparsi con il setaccio della legge e le prove raccolte da dispositivi ombrosi non possono essere accettate. L’irricevibilità delle prove illecite è disciplinata dall’articolo 5, LVI del CF/88[8], inducendo che qualsiasi produzione di prove che lede la dignità della persona umana e causi gravi danni alle persone coinvolte non è valida dinanzi alla giurisdizione. Nelle parole di Tescheiner e Thamay (2019, p.106): “la verità non è ricercata ad ogni costo; non tutti i illeciti devono essere necessariamente puniti; l’interesse dell’autore si sovrappone alla difesa dell’integrità e della privacy della persona del convenuto.”

Molto più che dimostrare a coloro che vi assistono il motivo, il caso deve basarsi sulla certezza che la legge sarà applicata, perché le prove appartengono al procedimento e non alle parti. Inoltre, è importante sottolineare che gli attori della controversia giudiziaria mantengono il vantaggio di non produrre prove contro se stessi e solo la legge ha la forza di sottolineare l’efficacia di una sentenza avallata attraverso l’effigie del magistrato.

Il giudice naturale emana dallo Stato di diritto democratico. Ciò prelude al fatto che i casi siano processati da un’autorità competente e abilitati al rispetto della giurisdizione (art. 5, XXXVII e LIII di CF/88)[9]. In conseguenza di tale principio, il giudice deve esistere prima che si verifichino i fatti, deplorando la creazione di una sentenza dopo i fatti. Pertanto, i cittadini si affidano alla sicurezza delle cause che devono essere valutate da un giudice in forma, approvate in una gara pubblica e dotate di imparzialità per esaminare le cause.

In questo contesto, la magistratura è suddivisa per poteri, poiché non tutti i magistrati sono autorizzati a giudicare le cause (SOUZA et al, 2019, p.119). Va notato che il Tribunale federale supremo (STF), pur essendo competente su tutto il territorio nazionale, mantiene le questioni costituzionali; ogni regione del paese ha i tribunali regionali federali (TRF) che comprendono le questioni relative al Tribunale federale (ad esempio: la regione TRF-4th con sede amministrativa a Porto Alegre – RS, che copre gli Stati di Paraná, Santa Catarina e Rio Grande do Sul); ogni membro federativo ha la sua Corte di giustizia (TJ – Tribunale di Stato) e ogni distretto all’interno della rispettiva estensione statale, viene utilizzato come forum per deliberare gli atti riusciti nello spazio pertinente. Poi, secondo la comprensione degli autori Marioni; Arenhart e Mitidiero (2016, p.165), all’interno dell’organigramma giudiziario, i giudici sono divisi in specializzati e comuni, quindi ogni giudice agisce all’interno dei suoi fori e tribunale, non interferendo in altri casi diversi da quelli sotto il suo dominio. Inoltre, si sottolinea che il Consiglio Nazionale di Giustizia (CNJ) supervisiona tutta l’attività della magistratura.

“La competenza alla sentenza è fissata in base alla questione, al valore del ricorso, al luogo in cui si è svolto il procedimento o al domicilio delle parti e alla specialità del giudice” (SOUZA et al, 2019, p.119). Pertanto, l’assunzione da parte del giudice naturale di architetti le delimitazioni per la competenza da perseguire e che nessuna persona ha imbarazzo nelle procedure legali, perché lo Stato è ricettivo alla ricezione delle udienze attraverso l’attivazione dei richiedenti e lo sviluppo da parte dell’impulso ufficiale.

Data la disposizione della magistratura, l’impulso ufficiale è associato come principio del dispositivo in fusione con l’inerzia della giurisdizione. Nella regola federativa si stampa che il processo inizia solo con il partito che si unisce e poi si attiva la Magistratura e si svolge l’azione (art. 2 CPC/2015)[10]. Pertanto, per avviare un processo, l’autore deve presentare un’azione nel forum competente, vale a dire che la magistratura non muoverà un processo da sola, poiché deve prima essere informato attraverso una petizione in modo che i funzionari della giustizia inizino gli sviluppi investigativi e l’ascolto delle parti. È altresì importante ricordare che in ambito penale, secondo Alvim (2018, p.86), il processo è stabilito dalla ricezione della ministero pubblico (MP) che mobiliterà la competenza per la legge a inquadrare determinati comportamenti a livello penale e i soggetti vengono denunciati.

Si noti che la propedeutica procedurale deve seguire un metodo, quindi quando si elabora un’azione in tribunale, deve essere pubblicata per attestare la legittimità. Pertanto, il rudimento della pubblicità degli atti processuali, evidenziato negli articoli 5, LX e 93, IX del CF/88[11] stabilisce che tutte le persone hanno accesso ai processi disponibili per la consultazione sulla rete mondiale di computer, ad eccezione di quelli che comportano la segretezza della giustizia, come le azioni di cui i minori sono parti e solo gli avvocati e le parti interessate possono avere accesso, perché l’intimità deve essere preservata.

L’utilità della pubblicità, secondo Vicente Greco Filho (2013, p.69), “[…] è garanzia di altre garanzie e anche della corretta applicazione della legge. Niente di meglio del controllo dell’opinione pubblica in modo che l’azione giudiziaria sia eseguita correttamente […]”. Alla luce di ciò, la pubblicazione dei casi serve alla società nel suo insieme ad utilizzare tale appello per conoscere un determinato argomento, oltre a non verificarsi dispotismo giudiziario perché il processo, in quanto appartenente al ramo del diritto pubblico, non è più equo delle azioni e della giurisprudenza di pubblico dominio.

Così come il processo è di natura pubblica e accessibile alla ricerca, le decisioni giudiziarie devono essere comprovate in modo che le persone coinvolte conoscano le ragioni che hanno portato il magistrato a erezione della sentenza e, in modo sincrono, la società possa sapere come è stato determinato un risultato. Pertanto, il principio di congruenza, basato sul dispositivo 11 del CPC/2015[12], precisa che la giustificazione spiegata dal giudice del caso deve essere fatica, vale a dire che tutti gli elementi portati nel caso mostrano sufficiente credibilità a sostegno dell’esito finale, altrimenti la decisione è inopportuna e sarà nulla.

A causa del precetto del ragionamento delle decisioni giudiziarie, la difesa contraddittoria e ampia è ratificata da un’approvazione concreta, supportata da giustificazioni che affrontano efficacemente le lacune procedurali e trasmettono certezza giuridica agli spettatori (RIBEIRO, 2019, p.48).

Poiché tutte le opinioni sul caso sono aperte e sostenute, il principio di suggellamento di una decisione a sorpresa prevede che nessuna decisione del giudice possa avere sede senza che le parti si siano manifestate (art. 10 CPC/2015)[13]. Si osserva che l’attore e il convenuto devono sempre presentarsi di fronte alla decisione del magistrato, per cui il giudice ha l’obbligo di ascoltare le parti prima della decisione.

Così, il contraddittorio è visibile anche nel suggellamento della decisione a sorpresa, perché è necessario che ci sia un dialogo plurilaterale in modo che le questioni siano affrontate accelerando la protezione cognitiva prima dell’applicazione di una frase, evitando così l’in sospeso e l’eccessivo prolungamento dei processi (DONIZETTI, 2017, p.09).

Affinché il processo non si spenga troppo a lungo nel sistema giudiziario e che i singoli abbiano una pena per i loro desideri, si applica il principio della durata ragionevole del procedimento che, non appena viene applicata la giustizia, si realizzano effettivamente i diritti fondamentali, predicando la fiducia nel sistema giudiziario e decodificando così l’accesso alla propria giurisdizione (art. 5, LXXVIII del CF/88 e art. 4 del CPC/2015)[14].

In diritto tutte le azioni devono avvenire entro un periodo di tempo, quindi il processo deve svilupparsi a un limite coerente senza dilatazioni indebite (PINHO, 2018, p.113). Vale la pena sottolineare in questa narrazione che la giustizia, quando è rapida, è efficace e rimuove l’impunità, poiché la tempestività della legge avviene solo con l’uso delle risorse, come il processo giudiziario elettronico che fa risparmiare tempo e migliora il risarcimento dell’illegalità, ricostituendo l’armonia e, quindi, facendo in modo che il processo si realizzi nel periodo che tutti desiderano, dopo tutto, “la giustizia tardiva è fallimento” e l’attesa è faticosa.

Sulla base dell’aspirazione che le controversie debbano essere risolte in un ciclo di tempo favorevole alle parti, il principio di cooperazione sancito dall’articolo 6 della CPC/2015[15] allude all’obbligo che tutte le parti abbiano l’obbligo di cooperare proporzionalmente a quanto comportano (le parti del giudice e il giudice delle parti) con il piano di mantenimento dell’equilibrio preservato. Coloro che non si comportano secondo gli atteggiamenti attesi dall’uomo medio, sono parti in malafede (art. 5 CPC/2015)[16], essendo egrégio l’adempimento del principio di buona fede nell’itinerario processuale.

Si osserva che la cooperazione e la buona fede alludono all’isonomia con la tenenza dell’uguaglianza procedurale (DUARTE; OLIVEIRA JUNIOR, 2012, p.32). Con un tale pregiudizio di principio, cerchiamo di allontanare dal processo l’egoismo e l’arroganza di partiti più favoriti, spesso economicamente e intellettualmente (come nel caso dei rapporti tra consumatore e fornitore), in opposizione ad altri presunti con l’obiettivo di stabilire il dovere di un piano orizzontale, senza ostacoli e decentralizzazione del comando giudiziario nei rapporti procedurali. Con questo atteggiamento sollevato dal CPC/2015 si osserva che il giudice non può estinguere il ricorso senza prima concedere alla parte la possibilità di modificare i difetti (art. 317 del CPC/2015)[17]. Ciò si basa sulla cooperazione e sulla prestività di tutte le parti interessate, la decisione giusta e corretta viene presa in un tempo ragionevole.

I principi guida del procedimento civile aprono una serie di possibilità agli attori dell’azione di avere la possibilità di accedere alla giustizia, presentare prove, eseguire la difesa, contrastarsi allo stesso livello di uguaglianza e che il periodo del deposito è coerente. È con sede in questo aspetto della dinamica, che il principio del doppio grado di giurisdizione incarceins nell’ordine la possibilità per le parti di presentare ricorso in un tribunale superiore quando non sono d’accordo con la decisione elaborata nel foro di origine, avanzando a una collegiata (Corte di giustizia) che ria analizzerà il processo in modo che il soggetto insoddisfatto abbia una possibilità ampliata di ottenere la risoluzione desiderata. In questo modo si evitano errori legali e alle persone viene garantita una giustizia più simil dell’ideale (PAGANI DE SOUZA et al, 2019, p.60).

Il doppio grado di giurisdizione è previsto in tutti i diplomi che regolano l’ordinamento giuridico, perché eretti dalla legge Escelsa, tutte le azioni, civili, penali o lavorative, osservano il diritto alla rediagnosi. L’accesso alla giustizia stessa sostiene intrinsecamente il doppio grado di giurisdizione, nella stessa dimensione del giusto processo e l’ampia difesa ribadiscono un audit trasparente e privo di caratteristiche ombrose.

I principi elencati nella rispettiva sezione consentono la consumazione della giustizia attraverso il processo stabilendo le regole per querelantes e querelados per comportarsi con probità e che l’autorità giudiziaria favorisce tutti con il giusto giudizio, per le persone giuste e al momento giusto. Pertanto, è provvidenziale comprendere che la procedura civile è lo strumento con cui vengono intrapresi i rapporti giuridici, è il meccanismo diretto al raggiungimento dei risultati sotto la tutela dello Stato applicatore delle prerogative di ogni cittadino.

2. LA STRUMENTALIZZAZIONE DEI PROCEDIMENTI CIVILI NEI RAPPORTI GIURIDICO-PROCEDURALI

Le norme segnano indelebilmente la presenza nella vita umana. L’uomo come cittadino ha il dovere di seguire e rispettare le norme di legge, perché è attraverso la legge che ognuno pone la propria fiducia e convinzione per possedere i propri diritti garantiti. La condotta dei singoli è variabile e singolarizzata, ci saranno sempre divergenze nelle relazioni sociali, poiché gli individui mostrano desideri insocibili, in determinate situazioni contrarie alla scorrevolezza fissata dall’istituzione giuridica, quindi la soluzione dei problemi richiede il godimento della giurisdizione e, di conseguenza, il processo scoppia come strumento per l’ascesa della giustizia.

I procedimenti civili sono il ramo del diritto pubblico che infonde il rapporto tra i singoli. Viene utilizzato quando il conflitto di interessi sorge nelle obbligazioni contrattuali, in situazioni in cui un obbligo è ensnato da difetti che causano danni a una parte a causa del comportamento non misurato di un’altra (MARIONI; ARENHART; MITIDIERO, 2016, p.425-426). Impostare il disaccordo, il soggetto non diffamato si rivolge in tribunale per la registrazione del reclamo, ha presentato l’evento, il giudice ha il primo contatto, fornirà la notifica dell’autore (la parte che ha avviato il processo con la relazione delle perdite subite) e del convenuto (l’agente che ha causato i danni dell’attore) per la spiegazione delle prove e della difesa al fine di sviluppare la catena dei passaggi fino al risultato appropriato alla questione sotto l’equazione filtrante della procedura Giurisdizione.

Il processo è seguito in quattro fasi: è entabulato dalla fase postulatory, passando alla fase di istruzione, andando alla prova fino alla fase di ricorsiva quando è il caso (RODRIGUES; LAMY, 2016, p.188). Nella prima fase c’è la petizione in cui l’attore chiede al giudice, per il suo scopo generale, di collegare gli effetti della sentenza, quindi i soggetti sono chiamati all’udienza di conciliazione, in cui il convenuto rende la sua responsabilità e l’attore fa la controreplica contro il convenuto. In caso di accordo al primo momento, nell’istruzione processuale gli agenti devono dimostrare i fatti, arrotondando testimoni e documenti sotto l’analisi del giudice. Se le prove sono accettate, nella terza fase verrà esato il processo che genera la sentenza. Attraverso il doppio grado di competenza, se la sentenza è incoerente, la parte irrifirmata fa ricorso, avanzando alla quarta fase del TJ, se non ammette il cordone generato dai giudici di secondo livello, prevede ancora una volta la possibilità di un procedimento per la Corte superiore di giustizia (STJ), nel caso in cui la questione sia di rilevanza costituzionale, la Corte suprema accoglierà la causa , non avendo più un ricorso, il processo tornerà all’origine per l’adempimento della sentenza, producendo qualcosa giudicato.

In termini generali, è necessario discernere il diritto materiale e il diritto processuale. La legge materiale stabilisce le leggi che stabiliscono la coesistenza delle persone sul piano civile, discutendo di persone fisiche, persone giuridiche, beni, famiglia, affari, responsabilità, aziende, documenti, consumo, prescrizione e decadimento. Per quanto riguarda il diritto processuale, si tratta dell’applicazione della legge da parte della figura dello Stato-Giudice che sancirà una risoluzione in atti in cui il diritto civile non è rispettato, nonché di essere richiesto di conformarsi (MARIONI; ARENHART; MITIDIERO, 2016, p.150-151).

La legge materiale ha le regole che si basano sull’ingresso in magistratura, mentre il processo civile consolida i parametri da eseguire nel rispetto concreto dei principi fondamentali. Nella sua dottrina, Monnerat (2018, p.40), sottolinea che prima di tutto bisogna sapere dove nascono le regole del processo, cioè conoscere il fatto generatore per convalidare la norma materiale che porterà avanti il processo civile. Pertanto, è opportuno capire che il preliminare arriva la questione e il motivo per cui per dopo, con la forza della giurisdizione, per sottossumere il fatto alla norma.

Il Brasile condivide il sistema giuridico tedesco tedesco (civil law) avente la legge come marchio dello stato di diritto, specificando che la struttura giudiziaria riconosce ciò che è scritto nella scrittura giuridica, poiché ciò che non è pubblicato e incompatibile con CF / 88, è non valido e non ha applicabilità. Tuttavia, poiché la contemporaneità è ricca di aspetti peculiari derivanti dalle nuove tendenze, quando si combatte un conflitto con azioni non previste dai codici, quale risposta dovrebbe fornire lo Stato? Tutti, indistintamente, hanno diritto a un giusto processo, poiché la Legge Suprema nel citato articolo 5, XXXV consente di pesare tutte le cause che sono entrate in Magistratura, se la legge non si adatta a un particolare evento, il La legge di introduzione alle norme del diritto brasiliano (LINDB) approva nell’articolo 4 la sentenza per analogia, i costumi e i principi generali del diritto[18] (RIBEIRO, 2019, p.13-14). Sebbene le leggi scritte abbiano potere disciplinare, non sono assolute al punto da lasciare le cose irrisolte, poiché la proposta dei principi nel testo legislativo è l’ampiezza delle alternative che riempiono le questioni in sospeso e riflettono la preoccupazione di accogliere i più diversi ed eccentrici polizia.

Il punto 15 del CPC/2015[19], aderendo che a causa della mancanza di regolamentazione nelle divergenze insolite, il suddetto approccio procedurale riguarderà la causa risolvendo strozzature, che, ad esempio, le leggi penali, lavorative, elettorali, amministrative o fiscali sono omesse. In questo senso, verificando l’insipidità delle norme materiali, il CPC/2015 convergente con la Magna Carta, svolge la funzione di giurisdizione civile come garantitore dei precetti di legalità, impersonalità, moralità, pubblicità ed efficienza che testimoniano la pubblica organizzazione dello Stato a questo, giustizia si crede nei momenti in cui le persone hanno bisogno di pesare nel loro equilibrio i pro e i contro quando le convenzioni non sono sufficienti a fornire una risposta.

Poiché la giustizia è rappresentata dall’isonomia, al servizio di tutti i cittadini, coloro il cui potere d’acquisto è inferiore a quello di aggiungere alle spese processuali e alla consulenza di un avvocato, lo Stato sulla falsariga dell’articolo 5, LXXIV del CF/88, “fornirà un’assistenza legale completa e gratuita a coloro che si rivelano risorse insufficienti”. È con una macchia nella filosofia dell’uguaglianza e della fraternità costellata di positivizzazione dei diritti fondamentali della seconda e della terza generazione, che l’ordinamento giuridico mette a disposizione della società le funzioni essenziali per la giustizia come difensore pubblico (art. 134 di CF/88)[20] e la Procura (art. 127, caput di CF/88)[21] per svolgere la rappresentazione delle proprecazioni dei bisognosi e la supervisione della legge a sostegno della collettività, nonché nelle prerogative diffuse affinché queste attività provvidenziali siano la propulsione del diritto e il rispetto della dignità della persona umana. Così come la popolazione è al servizio della giustizia, la giustizia si svolge anche con la popolazione attraverso le risorse competenti predisposte a prendersi cura di coloro che ne hanno bisogno in modo procedurale.

L’avvocato è indispensabile per l’esercizio della giustizia (art. 133 CF/88)[22], nel frattempo, al momento dell’entrata in tribunale è necessario che le parti abbiano capacità postulatorie e che solo l’avvocato legalmente qualificato soddisfi i requisiti. Con tale caratteristica, l’avvocato che rappresenterà la parte nel procedimento, attraverso il mandato, si rivolgerà al rispettivo forum che riceverà il reclamo, essendo l’intermediario tra la giurisdizione e le finalità dell’attore e del convenuto. L’avvocato, nella lezione del giurista Alexandre de Moraes (2019, p. 696-697), è anche inviolabile nelle sue funzioni, poiché quando ha contatti con i fatti e la congiuntura processuale, è il professionista che struttura la metodologia delle tue, utilizza le disposizioni legali che sostengono la causa, presenta prove e documenti, rende la difesa e la contestazione, è il portavoce tra i concorrenti e più , è un agente politico del cambiamento in modo che la magistratura sia più vicina alle persone. In questo modo, l’avvocato è l’articolatore tra società e giustizia.

Per presentare un caso è necessario sapere quale giurisdizione è competente per il ricorso. L’articolo 43 del CPC/2015[23] stabilisce che, quando si tratta della petizione, il sito depositato è competente per qualificare l’evento, che è chiamato un giudizio di prevenzione. Pertanto, se il rappresentante ha registrato la richiesta preambartile nel foro di una determinata regione, sarà contrassegnato per giudicare la causa, indipendentemente dalle variazioni che potrebbero eruttare dopo l’insediamento. La compilazione della procedura è eclettica, perché ha maturato la valutazione dei poteri in base alle esigenze delle parti, quindi la regola del CPC/2015 non è quello di causare nocività nella registrazione del forum, strenuamente di convenienza tra le parti.

La fissazione delle competenze è data dai criteri oggettivi, funzionali e territoriali. Secondo Lourenço (2017, p. 105), la circoncisione oggettiva derivava dalla causa della richiesta, dalla richiesta e dalle parti. La causa della domanda si riferisce alla questione che sta alla base della domanda ed è distribuita in tribunali specializzati come civile quando si occupa delle aree del diritto privato, del lavoro in materia di diritto del lavoro o dell’azienda agricola pubblica nelle azioni di cui sono parti enti sindacali e comuni. È anche degno di nota che se il forus non ha tribunali specializzati, il giudice del tribunale unico (di solito nelle località che il volume delle cause non è così alto come quelli dei grandi centri) accoglierà con favore il caso. Il ricorso limita il giudice a ciò che il richiedente desidera, essendo collegato all’oggetto di tutto il lide. E per quanto riguarda le parti, comprendono gli attori procedurali che saranno gli accaniti, cioè l’attore, il loro imputato e il giudice con i rispettivi collaboratori.

Il criterio funzionale, seguendo il ragionamento di Haroldo Lourenço (2017, p. 105), “è quello basato sulle funzioni svolte dal giudice nel processo, che riflettono un interesse pubblico, in cui la funzione svolta dal tribunale consentirebbe la definizione della sua competenza per perseguire e giudicare la causa”. Si osserva che questo criterio riguarda lo svolgimento di attività forensi quali il processo del caso, lo svolgimento del rito e l’applicazione delle sentenze e, di conseguenza, rispettare ciò che gli spettatori si aspettano da un reclamo giudiziario. Pertanto, la sentenza che ha avuto il contatto con la materia è competente nella regolamentazione del conflitto, tra cui, questo criterio consente a un altro forum di essere collaboratore in situazioni che una delle parti è distante, nonché di assistere nella citazione, nella raccolta di prove e testimonianze per il corretto svolgimento delle funzioni legali.

La modalità territoriale è apostata dal luogo in cui si trova il domicilio del convenuto o dell’autore, dal luogo in cui si trova un pozzo/cosa e dal luogo in cui è avvenuto il fatto. L’autore Lourenço (2017, p.105), nuovamente nominato, indica l’area geografica in cui il magistrato sta lavorando con l’obiettivo di portarlo nel processo, evitando battute d’arresto con distanze e logistica di indirizzi e citazioni in modo da mettere in pratica la durata ragionevole del processo.

È elementare sottolineare le regole di competenza interna stabilite dal CPC/2015, in quanto fungono da guida per la punta iniziale degli affari giudiziari. In cause che includono i diritti di proprietà[24], la giurisdizione è quella della contea in cui si trova la proprietà. Quando i ricorsi sono su eredità[25], il giudice abilitato è quello del luogo in cui l’autore (decujos) l’eredità era domiciliata, non ha bisogno del domicilio dell’autore, è la giurisdizione della situazione del bene immobile, ci sono più immobili in luoghi diversi, uno di questi luoghi in cui il bene è competente per il ricorso, se non ci sono immobili, il foro competente è il luogo di qualsiasi bene mobile. Nelle questioni che coinvolgono entità federali[26], l’individuo ha il privilegio della prima nei confronti degli enti, quindi, nelle situazioni in cui l’Unione, gli Stati o il Distretto Federale sono autori, la prima è il domicilio del convenuto, già per cause in cui gli enti federali sono convenuti, la sentenza è il domicilio dell’autore.

Il codice processuale diffonde anche il foro speciale[27] per determinate situazioni che una delle parti sta gravando sull’onere del rapporto, quindi, ogni volta che una parte è più vulnerabile dell’altra, ha la disposizione il forum più vicino, inoltre, in dubbio sul foro competente, il CPC/2015 adotta in linea di massima il domicilio del convenuto in modo che sia citato al più presto[28] per pagare il risarcimento dei danni dell’attore.

È quindi imperativo sottolineare che prima dell’avvio di un caso, bisogna conoscere il quadro completo della situazione, chi è coinvolto, quando, dove, come, perché e quanto è il valore del caso con la progettazione di dubbi elucubrar e non inviare il caso alla sentenza sbagliata, al contrario sensu, avrà un giudice incompetente per giudicare il ricorso. Da questo punto di vista, si è detto che i criteri assoluti e relativi evitano ambiguità sul forum competente.

La modalità assoluta viene utilizzata per proteggere l’interesse pubblico o interessi privati particolarmente rilevanti. Quando la questione è di natura pubblica, non ha alcuna preclusione, se non viene rispettata, genera la nullità della decisione e l’assoluta incompetenza del giudice (ALVIN, 2020, p. 102). Il criterio relativo, dal punto di vista di Misael Montenegro Filho (2016, p. 134), è adottato per tutorare occupazioni private, può essere esteso e se non viene rispettato causa la relativa incompetenza del giudice. Si deve rilevare che, per criterio assoluto, esso può essere dichiarato dal giudice o su richiesta della parte e nel relativo criterio, esso può essere rivendicato solo dalle parti alla prima occasione in cui la parte si manifesta nel fascicolo. In breve, nei ricorsi fondati in forma assoluta, la sentenza non può essere modificata dalle parti in quanto deriva dalla legge, pertanto la competenza assoluta può essere rivendicata in qualsiasi momento ed è giustificata sulla base della questione, della persona e della competenza funzionale. Per portata relativa, in quanto tali questioni rientrano, se una delle parti non presenta una domanda, essa genera l’estensione della competenza, che può essere modificata dagli interessati, essa è caratterizzata dal valore del caso e dalla territorialità, con l’effetto della convenzione tra le parti nell’elezione del foro. Laconicamente, il parametro assoluto è prescritto dalla pienezza della legge e il parente è variabile proporzionalmente all’attività delle parti.

Le cause della modifica delle competenze derivano dalla connessione[29] e dalla continenza[30]. L’esistenza della connessione si caratterizza quando due o più processi hanno la stessa causa di chiedere e chiedere, quindi, il modo per modificare la competenza è collegarla al giudizio preventivo e le relative azioni sono riunite e giudicate congiuntamente. In continenza, due o più azioni hanno in comune le parti e le cause della richiesta, la richiesta di un’altra azione e una decisione unica ha luogo, essendo competente la sentenza preventiva.

Il CPC/2015 è stato uno spartiacque per la giurisdizione brasiliana con la rottura dei paradigmi, trasportando il processo nel secolo in corso. Tra le riforme considerevoli, è stato indodo dalla fattibilità di una causa, dato che nel precedente diploma del 1973, ogni individuo di un gruppo interessato dovrebbe entrare separatamente per raccogliere la sua quota. L’attuale codice consente all’incontro di persone di interesse comune di presentare un’unica azione per conto di tutti, ad esempio in caso di disastri o relazioni con i consumatori che più persone sono sfortunate dallo stesso agente colpevole, il che facilita il flusso di processi e agilità in una risposta più olistica.

Il reggimento del 1973 era vestito da un eccessivo formalismo, con una visione repressiva perché la procedura era inconciliabile. Con la promulgazione del CF/88, le garanzie fondamentali hanno armonizzato la scienza procedurale con un attento sguardo alla collettività mirando a decisioni giuste e appropriate al fine di realizzare gli ideali di cittadinanza che hanno iniziato a guidare l’ordinamento giuridico. Volgendo l’attenzione al digest processuale del 2015, con la sua vigorazione, il formalismo è diventato prezioso, cioè la legge materiale contempla il fatto osservando i principi costituzionali affinché il processo risolva il problema, in questo panorama, il codice annuendo delinea norme non solo di riparazione, ma soprattutto di prevenzione delle minacce a rischi eminenti di lesioni. Con l’ammodernamento procedurale in campo civile, l’equilibrio è diventato il punto chiave affinché lo Stato applichi il diritto di ciascuno che sia equo, appropriato e appropriato al momento giusto.

Le relazioni sociali sono istigbili e le mutazioni si verificano a un ritmo frenetico, rendendo difficile seguire tutte le richieste e gli impulsi che innescano nuovi fatti e richiedono continue riformulazioni della legge. Mentre la notizia si propaga istantaneamente, la magistratura non può camminare lentamente, quindi il processo giudiziario elettronico (PJE) è stato implementato nella giurisdizione in modo che le procedure legali fluisano più velocemente e le risorse giudiziarie siano ottimizzate.

3. IL PROCESSO GIUDIZIARIO ELETTRONICO E L’OTTIMIZZAZIONE DELLE RISORSE PER LA RAPIDITÀ NEI PROCESSI LEGALI

Il passaggio dalla procedura civile al XXI secolo ha costretto l’intera piattaforma giudiziaria ad adattarsi tempestivamente all’avanguardia della diffusione delle informazioni. La PJE è venuta a rispettare il diritto processuale in modo che le questioni siano monitorate e risolte più rapidamente, fornendo così autenticità e certezza del diritto.

La legge n. 11.419 del 19 dicembre 2006 ha inaugurato nella legge nazionale l’informatizzazione del processo giudiziario, da allora, l’intenzione del Potere Giudiziario sta nella fornitura di trasparenza in tutte le pratiche procedurali in modo che le parti possano assistere all’intero andamento dell’evento senza lo spostamento al foro per dare l’accesso agli atti o richiedere l’analisi del fascicolo , perché l’accesso remoto ai dispositivi giudiziari sui siti web giudiziari è plausibile (PRETI, 2017, p.313). Pertanto, si evitano rinvii e sprechi con i documenti, poiché l’archiviazione dei dati è una risorsa che garantisce maggiore praticità e convenienza, oltre ad attenuare lo sconvolgimento della magistratura.

Questa legge che ha istituito la PJE è il risultato dell’emendamento costituzionale n. 45 del 2004[31] che si occupava delle riforme della magistratura, il cui obiettivo era quello di sollevare nell’ordinamento giuridico impegni che ne respingevano la lentezza e l’immagine di impunità, pertanto è stata disciplinata la durata ragionevole del processo (art. 5, LXXVIII di CF/88) come incentivo dell’intero circuito procedurale (PUFAL, 2015, p.234). In questo percorso di tuning, gli attributi derivati dalla rete informatica mondiale sono stati impiantati in tutti gli stabilimenti legati alla magistratura, compresi gli avvocati che hanno dovuto inserire la strumentalizzazione elettronica nelle loro attività attraverso certificati digitali per eseguire la comunicazione in programmi giudiziari, ed è impossibile osservare la veridicità legata ai dati e alle caratteristiche degli agenti coinvolti (artt. 1°, II e 3° di Legge n. 11.419/2006)[32].

Il tema proposto in questo studio comprendeva la tracciabilità della notorietà degli assiomi che ratificano l’apanágio procedurale, quindi il principio di economia procedurale sostenuto dall’articolo 139, II, del CPC/2015[33] consolida la massimizzazione dell’esercizio giudiziario attraverso l’investimento di dispositivi che intrecciano risultati significativi nell’ingresso e nell’esito dei lidi con la parsimonia degli sforzi. È da questo punto di vista che l’autore Câmara (2018, p.13) evidenzia:

[…] Si può comprendere l’economia procedurale come il requisito che il processo produca il massimo risultato con il minimo sforzo. Questo è il principio che legittima gli istituti procedurali come il litisconsortium facoltativo, il cumulo oggettivo delle richieste, la denuncia del caso, ecc. Meno costosi (nel tempo e nell’energia) sono i mezzi utilizzati per produrre il risultato (e a condizione che si ottiene il risultato costituzionalmente legittimo), più efficiente sarà il processo.

Pertanto, maggiore è l’economia nell’atto dei processi di lavorazione, migliori sono le prestazioni della magistratura, perché è imperativo costi-benefici (PINHO, 2018, p.111). Con questo, l’efficienza positiva, la lotta per il risultato più assertivo in alleanza con gli strumenti informatici, la PJE è istituita come stimolatore dello sgombero delle cellule procedurali e, più in modo più soddisfacente, si tradurrà nell’intraprendenza delle sfide legali.

In tempi contemporanei, viviamo l’era dell’intelligenza artificiale segnalata da applicazioni e prototipi che premono per sovvenzionare le risposte alle richieste delle persone. Nella giurisdizione è altresì essenziale utilizzare tecnologie affinché il diritto processuale sia agile (ATHENIENSE, 2009, p.10). Da questo punto di vista, essendo la magistratura integrata con le tendenze e i progressi che l’industria della globalizzazione fornisce, migliore è la gestione dei conflitti, perché con la convergenza di nuovi standard, la giustizia si materializza rapidamente.

In questa corrente di cambiamenti, si può vedere che gli strumenti utilizzati in precedenza non sono più rilevanti per le attività attuali perché la veemenza nell’essere digitali è diventata costante e ciò che è stato impiegato ieri non è più redditizio.

E’ necessario superare molti ostacoli per l’informatizzazione della magistratura da applicare con il sistema che è sostenuto dalle ondate tecnologiche. Garcia e Silva (2013, p.4) nel loro rapporto di studio affermano che gli ostacoli sono dovuti alla “mancanza di risorse finanziarie per acquisire tecnologie più moderne, alla mancanza di compatibilità tra i sistemi implementati nei tribunali e alla resistenza culturale dei server”. È chiaro che i tribunali hanno bisogno di importazioni monetarie per pagare software di alto livello prestanosto, poiché in Brasile, quando si tratta di sostegno e struttura, il settore pubblico è carente; quando si tratta di compatibilità, è ancora testimoniato nei sistemi giudiziari che discrepant con il sistema della Corte suprema a causa della scarsa riprogettare della standardizzazione in tutte le piattaforme giudiziarie, poiché ogni tribunale lavora in modo diverso dall’altro ed è necessario che un sistema sia disincarnoque all’interno del grande sistema; e alludendo al capitale umano che opera nelle sentenze, la stragrande maggioranza del personale rimane attaccata all’aparafernalia arcaica della stampa su fogli artigianali e corpulento nel dare potere di gestire la PGUE e di andare nella direzione nuperrimo che il diritto processuale sta marciando.

Il Tribunale regionale federale della 4 ° Regione (TRF-4°), in riferimento alla ricerca di Sérgio Renato Tejada Garcia (2016, p.62-64), è emerso come uno dei tribunali esordiabilmente brasiliani ad aderire alla sostenibilità come mezzo rivoluzionario di prestazione giudiziaria, profilando con la tecnologia per stare al passo con tutta la volubilità dei conflitti. Così, sulla base dell’ideale di potenzialeizzazione delle possibilità, l’avvertimento che include nel sistema giuridico è quello di delineare una pianificazione strategica incline a identificare tutte le debolezze e con il miglioramento delle tattiche che hanno funzionato, risolvere gli ostacoli prostrandosi ricettivamente alle opportunità al fine di eliminare tutti i rischi che compromettono l’azione dello Stato tra le parti e garantire l’efficacia nel calcolo dei risultati.

Il Processo Elettronico (EPROC) è emerso come un magnifico alleato della giustizia, cioè con i suoi dispositivi ci sono numerose operazioni che possono essere eseguite in un unico e breve periodo, qualcosa che prima della regolamentazione della legge n. 11.419/2006 era praticamente impossibile da eseguire. L’autore Renato Tejada Garcia (2016, p.74) insegna:

Eproc è molto più di un software per l’elaborazione di cause legali. Si tratta infatti di un ampio sistema composto da strumenti tecnologici per la memorizzazione di atti giudiziari in un ambiente totalmente digitale, con flussi di lavoro (framework), modulo di distribuzione dei processi, modulo di citazioni e citazioni in giudizio, modulo di udienze, ambienti virtuali per utenti interni ed esterni, modulo di generazione di documenti, modulo di produzione di warrant per ufficiali giudiziari e invio di lettere ecc.

A causa delle nuove direzioni che la società sta prendendo, il volume delle cause sta aumentando in tutte le fortegge del paese, sebbene la magistratura abbia compiuto un passo importante verso i canoni tecnologici, ha ancora molte impasse da superare e il punto che la maggior parte sfida la scienza giuridica negli attuali periodi di transizione è riunire il lavoro umano-intellettuale degli operatori del diritto con la gestione dell’intelligenza programmata in modo che i principi guida del processo siano e quindi, la velocità può uscire dai progetti e incarnare nella sfera quotidiana della sfera giuridica.

Si avverte, quindi, che la resistenza all’adozione di nuovi programmi di amministrazione della giustizia è legata alla paura, ancora prevalente, della classe giuridica e del funzionalismo forense nel perdere il posto di lavoro, ma è fondamentale chiarire che la giustizia esiste per servire uomini e non macchine, questi sono solo uno strumento di sostegno, quindi è inessureo lasciare da parte il pregiudizio e la paura del nuovo e mostrare alla popolazione che la Magistratura lavora ed è impegnati con tutti.

CONCLUSIONE

Non è un caso che la legge miri all’equilibrio nelle relazioni, perché ogni azione intrapresa contro gli altri ha bisogno della determinazione di un risultato per concentrarsi sul restauro di un bene feritoe. Pertanto, è fondamentale che l’equilibrio della giustizia rimanga allineato, quindi ciò che viene usurpato da una parte, l’altra che ha dato causa deve ripristinare il danno del padecente. Quindi nessuno ottiene più di quanto meriti veramente, proprio come nessuno paga più di quanto dovrebbe effettivamente. Ecco come funziona il processo.

In questo articolo è stato scoperto che la scienza procedurale è segnata dalla logica. L’intera liturgia del processo rivolge la sua attenzione all’osservazione dei principi che regolano il funzionamento della giurisdizione. Con tale prospetto, ogni azione deve essere concatenata ai diritti fondamentali, poiché sono al centro di tutti i diritti e devono essere applicate al caso specifico della protezione della sovranità sociale.

Praticità e risparmio di risorse definiscono la PJE. In una società dinamica, è fondamentale che l’informatizzazione dei dati sia utilizzata per garantire il diritto, perché si sperimenta un percorso senza ritorno e più la scienza giuridica è connessa con la popolazione, maggiore è il successo nella risoluzione dei conflitti e nella garanzia della pace.

I principi portati nei codici sono formidabili. Ma per quanto tempo le premesse fondamentali saranno intonacate nei quadri testuali? Ciò che tutti vogliono e sono già stanchi di aspettare è che queste magnifiche premesse prendano la loro posizione di primo piano in modo che la cittadinanza sia eseguita. L’avvertimento che viene fatto è che la legge sia applicata in modo efficace, senza il gioco delle spinte e la soluzione a lungo termine delle richieste, perché in una società in cui il grido di aiuto che riecheggia è che la giustizia sia fatta, se la giurisdizione giudiziaria è stagnante con gli occhi letteralmente bendati agli appelli della comunità c’è il rischio che la scienza giuridica sia un semplice riproduttore della demagogia , “di chi può piangere di più” e diventare obsoleto.

Pertanto, le innovazioni devono essere abbracciate dalla legislazione per evitare battute d’arresto. E per essere efficaci, bisogna inserire nella formazione dei giuristi l’esperienza pratica delle azioni, ciò che accade realmente nel mondo esterno, lasciando da parte l’utopia predicata per secoli e poi il diritto di essere introdotti nella nuova era del cambiamento. È necessario rimuovere i principi dei codici e sperimentarli nella vita di tutti i giorni come uno scopo dell’evoluzione.

La legge accompagna l’uomo fin dalle sue origini e lo accompagnerà sempre nel corso della storia dell’umanità, perché è il suo scudo in tutte le azioni e roccaforte della perpetuazione di tutta la sua conoscenza. Detto questo, è categorico sottolineare che la magistratura non è un’arena di duelli, né un banco degli affari! È il sostegno della società nei momenti di bisogno, è il potere di uno Stato di diritto di promuovere la giustizia in modo che ciascuno possa risorgere moralmente e segnare il suo posto di sovranità e dignità nell’esistenza umana. Infine, il diritto e la tecnologia dell’informazione devono andare di pari passo, o meglio connessi, in modo che l’accesso al sistema giudiziario diventi sempre più promettente.

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ALLEGATO – RIFERIMENTI ALLE NOTE A PIÈ DI PAGINA

[3] Arte. 5º Tutti sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di qualsiasi natura, garantendo ai brasiliani e agli stranieri residenti nel paese l’inviolabilità del diritto alla vita, alla libertà, all’uguaglianza, alla sicurezza e alla proprietà, nei seguenti termini: […] XXXV – la legge non escluderà dalla valutazione del danno giudiziario o dalla minaccia alla legge […] (BRASIL, 1988).

[4] Arte. 3. La minaccia o il diritto al pregiudizio dalla valutazione giudiziaria non sono esclusi dalla valutazione giudiziaria. § 1 – L’arbitrato è consentito sotto forma di legge. § 2 – Lo Stato promuove, ove possibile, la risoluzione consensuale dei conflitti. § 3 – La conciliazione, la mediazione e altri metodi di risoluzione consensuale dei conflitti dovrebbero essere incoraggiati da giudici, avvocati, difensori pubblici e membri della Procura, anche nel corso del processo giudiziario (BRASIL, 2015).

[5] Arte. 5° […] LIV – nessuno sarà privato della libertà o dei propri beni senza un giusto processo […] (BRASIL, 1988).

[6] Arte. 5º Tutti sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di qualsiasi natura, garantendo a brasiliani e stranieri residenti nel paese l’inviolabilità del diritto alla vita, alla libertà, all’uguaglianza, alla sicurezza e alla proprietà (BRASIL, 1988).

[7] Arte. 7º Alle parti è garantita la parità di trattamento in relazione all’esercizio dei diritti e delle facoltà procedurali, ai mezzi di difesa, agli oneri, ai doveri e all’applicazione di sanzioni procedurali, e il giudice è responsabile dell’efficacia contraddittoria (BRASIL, 2015).

[8] Arte. 5º […]LVI – gli elementi di prova ottenuti con mezzi illeciti sono irricevibili nella cau[…]sa (BRASIL, 1988).

[9] Arte. 5°[…] XXXVII – non ci sarà tribunale o tribunale di eccezione; […] LIII – nessuno sarà perseguito o condannato, ma dall’autorità competente […] (BRASIL, 1988).

[10] Arte. 2º Il processo inizia su iniziativa del partito e si sviluppa su impulso ufficiale, fatta eccezione per le eccezioni previste dalla legge (BRASIL, 2015).

[11] Arte. 5° […] LX – la legge può limitare la pubblicità degli atti processuali solo quando la difesa dell’intimità o dell’interesse sociale lo richiede […] (BRASIL, 1988);

Arte. 93. Legge integrativa, di iniziativa della Cassazione, avrà sullo Statuto della Magistratura, nei seguenti principi: […] IX – tutte le sentenze degli organi della Magistratura saranno pubbliche, e ragionate tutte le decisioni, pena la nullità, e la legge può limitare la presenza, in determinati atti, alle parti stesse e ai loro avvocati, o solo a questi, nei casi in cui il mantenimento del diritto alla privacy dell’interessato in segreto non ledi’ l’interesse pubblico all’informazione (Scrittura) 45 del 2004 […] (BRASIL, 1988).

[12] Arte. 11. Tutte le sentenze degli organi della Magistratura saranno pubbliche e tutte le decisioni si baseranno, pena la nullità (BRASIL, 2015).

[13] Arte. 10. Il giudice non può decidere, in alcun grado di competenza, in base al quale alle parti non sia stata data la possibilità di parlare, anche se si tratta di una questione sulla quale deve decidere per ufficio (BRASIL, 2015).

[14] Arte. 5° […] LXXVIII – a tutti, in ambito giudiziario e amministrativo, è garantita la durata ragionevole del processo e i mezzi che garantiscono la rapidità del suo trattamento (incluso dall’emendamento costituzionale n. 45, 2004) […] (BRASIL, 1988);

Arte. 4º Le parti hanno il diritto di ottenere entro un periodo di tempo ragionevole la piena soluzione dei meriti, compresa l’attività soddisfacente (BRASIL, 2015).

[15] Arte. 6º Tutti i soggetti del processo devono cooperare tra loro al fine di ottenere, in tempi ragionevoli, una decisione di giusto ed effettivo merito (BRASIL, 2015).

[16] Arte. 5º Chi partecipa al processo in qualsiasi modo deve comportarsi secondo la buona fede (BRASIL, 2015).

[17] Arte. 317. Prima di prendere una decisione senza una risoluzione di merito, il giudice deve dare alla parte la possibilità, se possibile, di correggere il difetto (BRASIL, 2015).

[18] Arte. 4o Quando la legge viene omessa, il giudice deciderà il caso in base all’analogia, alle usanze e ai principi generali del diritto (BRASIL, 1942).

[19] Arte. 15. In assenza di norme che disciplinino i processi elettorali, di lavoro o amministrativi, le disposizioni del presente Codice saranno applicate loro nella sostanza (BRASIL, 2015).

[20] Arte. 134. L’Ufficio del Difensore Pubblico è un’istituzione permanente, essenziale per la funzione giudiziaria dello Stato, affidandole, come espressione e strumento del regime democratico, fondamentalmente, l’orientamento giuridico, la promozione dei diritti umani e la difesa, a tutti i gradi, giudiziale ed extragiudiziale, dei diritti individuali e collettivi, in modo integrale e libero, ai bisognosi, sotto forma del punto LXXIV dell’art. (Redazione data dall’Emendamento Costituzionale n. 80, 2014) § 1o Legge Complementare organizzerà l’Ufficio del Difensore Pubblico dell’Unione e il Distretto Federale e i territori e prescriverà regole generali per la sua organizzazione negli Stati, in posizioni di carriera, previste, nella classe iniziale, attraverso un bando pubblico di prove e titoli, assicurato ai suoi membri la garanzia di impassibilità e l’esercizio di patrocinio al di fuori delle attribuzioni istituzionali. (Rinumerato dall’emendamento costituzionale n. 45 del 2004); § 2o – All’Ufficio pubblico difensore dello Stato è garantita l’autonomia funzionale e amministrativa e l’iniziativa della sua proposta di bilancio nei limiti stabiliti dalla legge di linee guida di bilancio e subordinazione alle disposizioni dell’art. § 3o – Le disposizioni del § 2o si applicano all’Ufficio del difensore pubblico del governo federale e al distretto federale. (Incluso dall’emendamento costituzionale n. 74 del 2013); § 4o – L’ufficio del difensore pubblico è principi istituzionali, unità, indivisibilità e indipendenza funzionale, e si applicano anche le disposizioni dell’art. (Incluso dall’emendamento costituzionale n. 80, 2014) (BRASIL, 1988).

[21] Arte. 127. La Procura è un’istituzione permanente, essenziale per la funzione giudiziaria dello Stato, che le affida la difesa dell’ordinamento giuridico, del regime democratico e degli interessi sociali e individuali indisponibili (BRASIL, 1988).

[22] Arte. 133. L’avvocato è indispensabile per l’amministrazione della giustizia, essendo inviolabile per i suoi atti e manifestazioni nell’esercizio della professione, nei limiti della legge (BRASIL, 1988).

[23] Arte. 43. La giurisdizione è determinata al momento della registrazione o della distribuzione della petizione e le modifiche dello stato di fatto o della legge che si sono verificate successivamente, a meno che non sopprimono il sistema giudiziario o cambino la giurisdizione assoluta (BRASIL, 2015) sono irrilevanti.

[24] Arte. 47. Per le azioni basate sul diritto immobiliare è competente il foro della situazione della cosa. § 1o – L’attore può optare per il foreforehouse del convenuto o per l’elezione previsione se la controversia non rientra nel diritto di proprietà, quartiere, servitù, divisione e demarcazione del terreno e nunziazione di nuovi lavori. § 2o – L’azione di possesso immobiliare sarà proposta nel foro della situazione della cosa, la cui sentenza ha competenza assoluta (BRASIL, 2015)

[25] Arte. 48. Il foro di domicilio dell’autore dell’eredità, in Brasile, è competente per l’inventario, la condivisione, la raccolta, il rispetto delle disposizioni di ultima volontà, la contestazione o l’annullamento della condivisione extragiudiziale e per tutte le azioni in cui il patrimonio è imputato, anche se il decesso è avvenuto all’estero.

Paragrafo unico. Se l’autore dell’eredità non aveva un certo domicilio, è competente: I – il foro della situazione del bene immobile; II – immobili in diversi consei, nessuno di questi; III – non esiste un immobile, la sede di uno qualsiasi dei beni del patrimonio (BRASIL, 2015).

[26] Arte. 51. La sede di domicilio della convenuta per le cause di competenza dell’Unione è l’attore.

Paragrafo unico. Se l’Unione è la convenuta, il ricorso può essere proposto nell’insieme del domicilio dell’autore, nel verificarsi dell’atto o del fatto che ha dato origine alla domanda, nella situazione della cosa o nel distretto federale;

Arte. 52. La competenza del convenuto in materia di domicilio è competente per i casi in cui lo Stato o il Distretto federale sono l’attore.

Paragrafo unico. Se lo Stato o il Distretto Federale è il convenuto, il ricorso può essere proposto nel foro d’autore del domicilio, nel verificarsi dell’atto o del fatto che ha originato la domanda, nella situazione della cosa o nel capitale del rispettivo federato (BRASIL, 2015).

[27] Arte. 53. Il foro è competente: I – per l’azione di divorzio, separazione, annullamento del matrimonio e riconoscimento o scioglimento dell’unione stabile: a) domicilio del tutore di un figlio incapace; b) l’ultimo domicilio della coppia, se non vi è un figlio incapace; c) domicilio del convenuto, se nessuna delle due parti risiede nell’ex domicilio della coppia;

  1. d) abitazione della vittima di violenza domestica e familiare, ai sensi della legge n. 11.340 del 7 agosto 2006 (legge Maria da Penha); (Incluso nella legge n. 13.894, 2019) II – domicilio o residenza dell’alimentazione, per l’azione in cui viene richiesto il cibo; III – del luogo: a) in cui si trova la sede, per l’azione in cui è una persona giuridica; b) qualora si riscontri l’agenzia o la succursale, in relazione agli obblighi che la persona giuridica ha contratto; e) quando svolge la sua attività, per l’azione in cui è una società o un’associazione senza personalità giuridica; d quando l’obbligo deve essere rispettato, per l’azione in cui è richiesta la conformità; e) residenza degli anziani, per la causa che vede il diritto previsto dal loro statuto; f) l’ufficio del servizio notarile o la registrazione, per l’azione di riparazione del danno mediante atto commesso sulla base dell’ufficio; IV – dal luogo dell’atto o del fatto all’azione: a) riparazione del danno; b) in cui il direttore o il direttore commerciale dell’altra società è convenuto; V – domicilio dell’autore o del luogo di fatto, per l’azione di riparazione dei danni subiti a causa di un reato o di un incidente di veicoli, compresi gli aeromobili (BRASIL, 2015).

[28] Arte. 46. L’azione basata sul diritto personale o reale su beni mobili sarà proposta, di norma, nella parte precedente del domicilio del convenuto. § 1 – Avendo più di un domicilio, il convenuto sarà imputato nel foro di uno di essi.

§ 2 – Se il domicilio del convenuto è incerto o sconosciuto, egli può essere convenuto se è stato trovato o in primo grado di domicilio dell’attore. § 3 – Quando il convenuto non ha domicilio o residenza in Brasile, l’azione sarà proposta nella parte precedente del domicilio dell’autore e, se il convenuto risiede anche al di fuori del Brasile, l’azione sarà proposta in qualsiasi foro. § 4 – Se ci sono 2 (due) o più imputati con famiglie diverse, saranno richiesti in primo luogo in uno di essi, a scelta dell’autore. § 5 – L’esecuzione fiscale sarà proposta presso il domicilio del convenuto, nella sua residenza o nel luogo in cui si trova (BRASIL, 2015).

[29] Arte. 55. 2 (due) o più azioni sono reputate quando sono comuni per la richiesta o la causa della richiesta. § 1º – I relativi procedimenti d’azione sono riuniti per una decisione congiunta, a meno che uno di essi non sia già stato condannato. § 2º – Le disposizioni del caput si applicano: I – all’esecuzione di un titolo fuori dal tribunale e all’azione di conoscenza relativa allo stesso atto giuridico; II – esecuzioni fondate sullo stesso ordine di esecuzione. § 3º – I processi che possono generare il rischio di decisioni conflittuali o contraddittorie in prosa se decisi separatamente, anche senza connessione tra loro, saranno riuniti per il giudizio congiunto (BRASIL, 2015).

[30] Arte. 56. C’è una continenza tra due (2) o più azioni quando c’è identità per quanto riguarda le parti e la causa del chiedere, ma la richiesta di una, perché è più ampia, copre quella delle altre (BRASIL, 2015).

[31] Emendamento costituzionale n. 45 del 30 dicembre 2004.

[32] Arte. 1º L’uso di mezzi elettronici nel trattamento dei procedimenti giudiziari, nella comunicazione degli atti e nella trasmissione di atti processuali sarà ammesso ai sensi della presente legge. § 1º – Le disposizioni della presente legge si applicano, indistintamente, ai procedimenti civili, penali e del lavoro, nonché ai tribunali speciali, in qualsiasi grado di giurisdizione. § 2º – Per quanto riguarda le disposizioni della presente legge, si considera: I – elettronica significa qualsiasi forma di archiviazione o traffico di documenti e file digitali; II – trasmissione elettronica di tutte le forme di comunicazione a distanza con l’uso delle reti di comunicazione, preferibilmente la rete mondiale di computer; III – firma elettronica le seguenti forme di identificazione inequivocabile del firmatario: a) firma digitale basata su certificato digitale rilasciato dall’Autorità di certificazione accreditata, sotto forma di legge specifica; b) registrando gli utenti nel sistema giudiziario, come disciplinato dai rispettivi organi;

Arte. 2º La presentazione di petizioni, ricorsi e la pratica di atti processuali in generale per via elettronica saranno ammesse mediante l’uso della firma elettronica, sotto forma di art. § 1º – L’accreditamento nella magistratura sarà effettuato attraverso una procedura in cui sia garantita l’adeguata identificazione faccia a faccia dell’interessato. § 2º – Agli accreditati saranno assegnate la registrazione e i mezzi di accesso al sistema, al fine di preservare la riservatezza, l’identificazione e l’autenticità delle sue comunicazioni. § 3º – Gli organi della magistratura possono creare un unico registro per l’accreditamento previsto dal presente articolo;

Arte. 3º Gli atti processuali sono considerati per via elettronica il giorno e l’ora del loro invio al sistema giudiziario, che dovrebbe essere dotato di protocollo elettronico. Paragrafo unico. Quando la petizione elettronica viene inviata per rispettare la scadenza procedurale, la trasmissione entro 24 (ventiquattro) ore del suo ultimo giorno (BRASIL, 2006) sarà considerata tempestiva.

[33] Arte. 139. Il giudice dirigerà il caso in conformità con le disposizioni del presente Codice, affidandoloa: […] II – garantire la durata ragionevole del procedimento […] (BRASIL, 2015).

[1] Laurea triennale in Amministrazione presso l’Università di Passo Fundo (UPF) e Corso accademico di Giurisprudenza presso l’Università di Passo Fundo (UPF).

[2] Consulente di orientamento.

Inviato: Giugno 2020.

Approvato: Febbraio 2021.

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