Cartografia a rischio di malaria nel comune di Maxixe: Caso del quartiere Chambone

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DOI: 10.32749/nucleodoconhecimento.com.br/geografia-it/cartografia-a-rischio
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ARTICOLO ORIGINALE

CHITATA, Joaquim Gome André [1], DGEDGE, Gustavo Sobrinho [2]

CHITATA, Joaquim Gome André. DGEDGE, Gustavo Sobrinho. Cartografia a rischio di malaria nel comune di Maxixe: Caso del quartiere Chambone. Revista Científica Multidisciplinar Núcleo do Conhecimento. Anno 05, Ed. 05, Vol. 06, pp. 139-154. maggio 2020. ISSN: 2448-0959, collegamento di acesso: https://www.nucleodoconhecimento.com.br/geografia-it/cartografia-a-rischio, DOI: 10.32749/nucleodoconhecimento.com.br/geografia-it/cartografia-a-rischio

Questo articolo si concentra sulla valutazione della spazializzazione del rischio di malaria, sulla base di dati provenienti da aree residenziali per tipo di siti di riproduzione nel quartiere di Chambone (Maxixe, Mozambico). Per l’operativizzazione degli obiettivi, abbiamo optato, oltre alla revisione bibliografica, per un approccio quali-quantitativo, per osservazioni e indagini accompagnate. I risultati rivelano che le aree ad alto rischio di malaria a Chambone sono l’estremo nord-est, il centro-est, il sud e l’entroterra centro-sud-occidentale. Queste aree ad alto rischio, secondo la riclassificazione data dalla densità del nocciolo, sono di maggiore concentrazione di siti di riproduzione e abitazioni. Data la diversità nel modello di distribuzione spaziale del rischio e nei fattori con fattori di condizionamento, tenendo conto del tipo di pianificazione per tutte le aree del quartiere Chambone, era possibile sviluppare piani adeguati agli interessi locali per modificare l’attuale modello spaziale di distribuzione del rischio di malaria.

Parole chiave: Cartografia, analisi spaziale, rischi ambientali, malaria.

1. INTRODUZIONE

La malaria è una malattia infettiva, febbrile, acuta o cronica, sistemica, non contagiosa causata da parassiti del genere Plasmodium e trasmessa dal morso della zanzara Anopheles (Vila, 1996; Garcia et al, 2009; Nweti, 2010). Nel territorio mozambicano, questo parassita è responsabile di circa il 90% dei casi di malaria e può essere trasmesso a uomini e donne di tutte le età. Secondo Roll Back Malaria (RBM, 2008, 2014) e OMS (2014), nel suo rapporto “Global Malaria Action Plan”, in Africa la maggior parte dei decessi sono raggruppati in soli 35 paesi, di cui solo cinque rappresentano il 50% dei decessi in tutto il mondo e il 47% di tutti i casi di malaria, con il Burkina Faso , Nigeria, Repubblica Democratica del Congo, Uganda, Etiopia, Mali, Malawi, Mozambico e Tanzania (Figura 1).

Figura 1: Mappa della spazializzazione del rischio di malaria nel mondo, OMS (2014)

Fonte: OMS (2014)

In Mozambico, la malaria colpisce maggiormente le comunità delle aree rurali e urbane povere a causa della mancanza di informazioni e di misure precauzionali, con elevati tassi di trasmissione e difficoltà di accesso ai servizi sanitari di base, che portano così alla morte di circa il 3,9% della popolazione infantile e del 6,2% della popolazione adulta (OMS, 2004). Il Mozambico è considerato un territorio a rischio di malaria, a causa della sua posizione geografica: in una regione tropicale dove la malaria è una malattia endemica derivante dal favore del clima nella sua trasmissione nel breve a quasi ogni anno, raggiungendo il suo picco massimo dopo la stagione delle piogge (da dicembre ad aprile).

Questo problema si riflette nell’intensità della trasmissione che varia di anno in anno e da regione a regione, a seconda della temperatura, delle precipitazioni e dell’altitudine. Tuttavia, alcune zone aride del territorio nazionale sono considerate poco inclini all’epidemia e c’era, nel 2008, la speranza che entro il 2011 il vaccino antimalarico sarebbe stato disponibile per salvare vite umane (MISAU, 2008). Secondo SSMAS (2016), il comune di Maxixe ha registrato circa 46.773 casi segnalati di malaria, un numero significativamente elevato rispetto ad altre aree geografiche del paese, e questa malattia è responsabile degli alti tassi di mortalità in questo comune.

Lo studio costituisce quindi una delle sovvenzioni per la pianificazione del settore sanitario e della gestione territoriale, contribuendo così allo sviluppo sostenibile. Pertanto, il fatto che il comune di Maxixe si trovi in una regione tropicale dove vi è una maggiore probabilità di sviluppo del vettore che causa la malaria, rendendolo così una regione a rischio di malaria, alleato allo stile di vita dei residenti del quartiere chambone, che subiscono un contatto costante con gli epicentri delle malattie (siti di riproduzione), pneumatici utilizzati come sigillo, auto lavaggio , bidoni della spazzatura, officine, corsi d’acqua, archetipo di case, tra gli altri, possono ostacolare il controllo dei vettori e potenziare la trasmissione della malattia.

Il comune di Maxixe coincide con la stessa area occupata dal tracciamento del Distretto di Maxixe in termini di limiti di giurisdizione politica e amministrativa e fa parte del territorio mozambicano, situato sulla costa sud-orientale della baia di Inhambane, dove si trova il distretto chambone, occupando un’area di circa 12,6 km2, situata nella regione centrale, una delle aree più privilegiate in termini geostrategici , tra le coordinate 23o 51′ 30″ e 23o 52′ 10′ south latitudine, e 35o 18′ 00″ e 35o 21′ 15″ di longitudine orientale (figura 2). I dati possono essere visualizzati meglio di seguito:

Figura 2: Mappa del quadro geografico dell’area di studio

Fonte: Autore (2017)

Il lavoro si è basato sull’approccio qualitativo-quantitativo, bibliografico e documentario ricerca per comprendere i concetti di base del tema, osservazioni sono state fatte anche accompagnate da indagini geodetiche e uno studio descrittivo sulla situazione ambientale dei diversi insediamenti del quartiere Chambone, da gennaio 2016 ad aprile 2017. Le indagini sono state estratte da un universo di circa 2.500 famiglie. Per convalidare le caratteristiche del luogo, sono state elaborate mappe, grafici, tabelle e altri dati secondari relativi al rischio di malaria. Pertanto, le fasi di svolgimento delle attività di questa ricerca, illustrate nel diagramma di flusso (figura 32345) sono presentate in modo sint[3]etico:

Figura 3: Diagramma di flusso della metodologia di ricerca

Fonte: Autore (2017)

2. RISULTATI E DISCUSSIONE

La caratterizzazione del quartiere Chambone include aspetti socio-ambientali che si riferiscono alla probabilità e alla gravità dei livelli di rischio di malaria ed è stata basata su elementi dell’indagine come: (i) periodo dell’anno, frequenza dei casi di malaria e ambiente fisico variabile. Questi elementi hanno mostrato che la maggior parte dei casi (53,6%) si è verificato in estate, dal momento che è in questo periodo in cui i tassi di precipitazioni registrati durante tutto l’anno sono elevati (ambiente fisico più o meno sano), condizionando l’attivazione e l’emergere di nuovi siti di riproduzione (tabella 1); ii) comportamenti che lasciano i residenti esposti alla zanzara, considerando che la maggior parte delle persone guarda la TV e ascolta la radio con porte e finestre aperte, circa il 36,5% e il minor numero di risposte si riferisce alla pratica dell’agricoltura con circa il 6,2%, come illustrato nella Tabella 2; (iii) misure di prevenzione della malaria: i risultati mostrano che i residenti scelgono di più per l’uso di zanzariere e repellenti, rispettivamente con il 48,3% e il 22,3% (tabella 3).

Tabella 1: Periodo dell’anno e frequenza dei casi di malaria e ambiente fisico del quartiere

Ambiente fisico del quartiere in cui si vive (clima, inquinamento, ecc.) Totale
Malsano Molto poco Più o meno Molto
Periodo dell’anno e frequenza dei casi di malaria Estate Conteggio 34 89 158 14 295
% within 11.5% 30.2% 53.6% 4.7% 100.0%
Inverno Conteggio 1 6 20 20 47
% within 2.1% 12.8% 42.6% 42.6% 100.0%
Count 35 95 178 34 342
Total % within 10.2% 27.8% 52.0% 9.9% 100.0%

Fonte: Autore (2017)

Tabella 2: Comportamenti che lasciano i residenti esposti alla zanzara

Comportamenti che lasciano i residenti esposti alla zanzara durante l’estate Risposte Percentuale di casi
N Percentuale, Capodanno
Conversazione al di fuori delle residenze 121 27.8% 35.3%
Guarda la TV e ascolta la radio con porte e finestre aperte 159 36.5% 46.4%
Sdraiato nel cortile e sotto gli alberi di notte 129 29.6% 37.6%
Pratica dell’agricoltura 27 6.2% 7.9%
Totale 436 100.0% 127.1%

Fonte: Autore (2017)

Tabella 3: Misure di prevenzione della malaria

Misure di prevenzione della malaria Risposte Percentuale di casi
N Percentuale, Capodanno
Zanzariera 210 48.3% 61.0%
Repellenti 97 22.3% 28.2%
Spruzzatura 60 13.8% 17.4%
Eliminazione di stagni/erba 68 15.6% 19.8%
Totale 435 100.0% 126.5%

Fonte: Autore (2017)

Continuando, (iv) si riferisce al modo in cui viene costruito l’alloggio, che può contribuire in modo significativo alla diffusione della zanzara che causa la malaria, a causa della mancanza di finestre e pareti in alcune case, e circa il 72,1% delle residenze ha pareti complete, che imitano il maggior numero di famiglie con abitazioni al di fuori della situazione degli elementi a rischio (Figura 4); (v) la percezione della popolazione in relazione al rischio di malaria è posizionata nella condizione di rischio medio ed alto, con rispettivamente il 41,7% e il 35,6%. Questa situazione mostra che solo il 22,7% della popolazione totale si trova in una situazione a basso rischio e priva di rischi (Figura 5).

Figura 4: Caratterizzazione delle pareti delle case

Fonte: Autore (2017)

Figura 5: Percezione del rischio di malaria

Fonte: Autore (2017)

L’analisi delle informazioni spaziali richiede una particolarità a seconda della tipologia dei dati da presentare, e questi possono essere punti (posizione dei siti di riproduzione) e le aree con conteggio (numero di abitazioni). La rappresentazione da una superficie di alloggiamento, classificata dai livelli di densità che si alternano in base al colore e alla tonalità, è stata interpretata come segue: rosso significa densità molto alta; l’arancione indica un’alta densità; giallo si riferisce alla densità media; il verde con una tinta più chiara riguarda la bassa densità e il verde con una tinta più scura indica una densità molto bassa. La superficie generata in relazione alla popolazione presenta valori da 0 a più di 2500 abitanti per chilometro quadrato (hab/km2), come illustrato nella Figura 6.

L’estremità centro-settentrionale della parte orientale del distretto di Chambone, ha una maggiore concentrazione di abitazioni, che significa una densità di popolazione molto alta e alta e varia da 1000 a più di 2500 abitanti/km2. Questa densità di popolazione molto elevata e elevata è dovuta al fatto che si tratta di un’area urbana, dove si trova la sede del comune di Maxixe, che ha una maggiore concentrazione di popolazione rispetto ad altre aree. Più avanti nell’interno del quartiere, in particolare nell’estremo sud-ovest rispetto all’area più urbanizzata, troviamo un piccolo ammasso che costituisce un’area ad alta e media densità, con variazioni da 500 a 2500 abitanti/km2.

Figura 6: Mappa del modello di distribuzione spaziale della densità abitativa

Fonte: Autore (2017)

La classificazione del modello di distribuzione spaziale della densità dei siti di riproduzione/foci della malaria (Figura 7) è stata effettuata con attenzione al colore e alla tonalità, rappresentata da quattro (04) siti di allevamento di densità, distribuiti da 332 punti georeferenziati e definiti da prossimità/quartiere che vanno da 0 a più di 100 siti di allevamento, con la seguente attribuzione: rosso significa altissima densità; l’arancione indica un’alta densità; verde con tinta più chiara implica densità media e verde con tinta più scura si riferisce a bassa densità. Analizzando la mappa del modello di distribuzione spaziale della densità dei siti di riproduzione, si percepisce che questi sono distribuiti in quasi tutto il quartiere Chambone, e le aree ad altissima densità (più di 100) e ad alta densità (50 a 100) dei siti di riproduzione sono all’estremo centro-settentrionale.

Figura 7: Mappa del modello di distribuzione spaziale della densità dei siti di allevamento per prossimità

Fonte: Autore (2017)

Il processo di rappresentazione schematica della procedura di riclassificazione dei siti di riproduzione si sposta in un altro passaggio fondamentale al fine di ottenere informazioni sulla densità dei siti di riproduzione per Km2 nel quartiere, qualificati dall’orizzontalità della densità, in base al colore e alla tonalità, chiariti come segue: verde con tonalità più scura riguarda la densità molto bassa; verde con tinta più chiara significa bassa densità; giallo è di media densità; l’arancione indica un’alta densità e il rosso implica una densità molto elevata (figura 8).

Per analizzare la situazione di densità dei siti di riproduzione per km2 nell’area di studio, abbiamo iniziato a classificare la densità del kernel in cinque (05) livelli, già citati nel paragrafo precedente, essendo una superficie che deriva da densità molto elevate (più di 2,5 km2) e da un’elevata densità (1 – 2,5 km2) di siti di riproduzione. Questi sono all’estremo centro-settentrionale, centro-orientale e meridionale. È anche notevole la predominanza di media densità sulla maggior parte della superficie del quartiere Chambone.

Figura 8: Mappa del modello di distribuzione spaziale della densità dei siti di riproduzione per Km2

Fonte: Autore (2017)

C’era la necessità della riclassificazione delle abitazioni utilizzando la mappa della densità del nucleo della vicinanza delle abitazioni, presentando i livelli di densità (da 1 a 5), e il livello cinque, rappresentato dal colore rosso, indica la più grande vicinanza tra le abitazioni nel quartiere Chambone (figura 9). Questa vicinanza o quartiere di abitazioni mostra una maggiore concentrazione della popolazione in queste aree, un indicatore essenziale che richiede attenzione nel processo di analisi del rischio di malaria.  La preoccupazione per l’analisi spaziale per il presente studio è servita come strumento per georeferenziare le aree a rischio del quartiere Chambone e per identificare i fattori associati al modello spaziale del rischio di malaria.

È in questo ordine di idee che è stata cercata l’esatta posizione delle aree a rischio, la distanza tra i siti di riproduzione o i focolai di malaria e l’alloggio. L’evidenza della localizzazione delle concentrazioni di un maggior numero di siti di riproduzione nelle aree abitative o nelle vicinanze è fondamentale per l’analisi a livello di quartiere, che consente l’identificazione di aree prioritarie per l’intervento da parte delle autorità locali.

Figura 9: Mappa del modello di distribuzione spaziale della densità delle abitazioni per prossimità

Fonte: Autore (2017)

Per una migliore lettura, analisi e interpretazione della mappa del kernel (figura 10), sono stati classificati i layer, in base ai livelli di rischio che variano da fattori definiti dal colore e dalla tonalità, interpretati come segue: rosso significa alto rischio; arancione indica medio; verde con tinta più chiara significa basso e verde con tinta più scura significa che c’è rischio. La struttura logica del linguaggio cartografico presentata per la valutazione della spazializzazione del rischio di malaria nel quartiere Chambone permette una percezione molto veloce, chiara ed efficace della situazione reale.

Queste informazioni sono classificate attraverso altre aggregazioni di dati, perché, nelle osservazioni, i riferimenti sono sempre trovati per identificare e qualificare l’area di studio. Una serie di informazioni spaziali sul rischio epidemiologico può includere non solo osservazioni di eventi sanitari, ma anche informazioni sul luogo in cui sono stati raccolti (BARATA, 1997), vale a dire, oltre all’ambiente fisico, le loro complesse interazioni con gli aspetti sociali, culturali ed economici del luogo possono essere prese.

Figura 10: Mappa della valutazione spaziale del rischio di malaria nel quartiere Chambone

Fonte: Autore (2017)

La questione dei rischi è sempre stata associata all’uomo perché la sua presenza in un certo luogo diventa una priorità in caso di evento. È in questo senso che, nel definire le aree a rischio nel quartiere Chambone, si basava sul risultato della combinazione di due componenti: la prima dell’ambiente geofisico energetico che copre il pericolo dovuto alla presenza umana e la seconda deriva dall’esposizione degli abitanti in relazione ai pericoli derivati da questa energia, che li pone in condizione di vulnerabilità. Pertanto, gli studi sulla relazione spaziale tra i dati sul rischio della malaria hanno contribuito in modo significativo a una migliore comprensione del fenomeno in fase di analisi. Le aree ad alto rischio di malaria nel quartiere Chambone sono gli estremi nord-orientali, mediorientali, meridionali e dell’entroterra a sud-ovest centrale.

Questo risultato mostra che queste aree hanno una maggiore concentrazione di siti di riproduzione e abitazioni, stabilendo così aree ad alto rischio, secondo la riclassificazione data dalla densità del kernel. Per fornire maggiori sovvenzioni alla distribuzione spaziale del rischio di malaria nel quartiere Chambone, abbiamo optato per l’uso di un grafico immagine per illustrare le aree ad alto rischio concentrate nell’estremo nord-est, centro-orientale, sud-ovest e sud (Figura 11). Questa è una prova della realtà socio-ambientale dell’area di studio. Nell’estremo nord-est è uno stagno coperto di vegetazione di canne, erba e arbusti. Questa laguna ha continuità lungo la costa orientale, costituita da una vegetazione di mangrovie e piccoli arbusti, intervallati da acque stagnanti, cassonetti, pneumatici utilizzati come vegetazione, tra gli altri.

Figura 11: Grafico immagine delle aree ad alto rischio di malaria nel distretto di Chambone

Fonte: Autore (2017)

Infine, è importante notare che gli estremi del nord-est, centro-orientale, meridionale e interno più a sud-ovest sono aree occupate dalla maggior parte della popolazione svantaggiata della classe media e inferiore. La maggior parte delle abitazioni in questi luoghi sono costituite da canio-legno-zinc, foglie di cocco, considerato relativamente a buon mercato e conveniente, rispetto a quelli convenzionali (per la costruzione in muratura). Si osserva inoltre che queste aree, in alcuni casi, sono prive di una pianificazione fisica dell’ambiente con requisiti di base, contribuendo così alla proliferazione di più siti di riproduzione.

CONSIDERAZIONI FINALI

Considerati i risultati presentati e discussi in questo articolo, Certo, sono tutt’altro che esauriti, impulsi di una lunga e intensa attività di ricerca, caratterizzata da molti ostacoli e battute d’arresto e con l’obiettivo di valutare la spazializzazione del rischio di malaria sulla base di dati provenienti da aree residenziali per tipo di siti di riproduzione nel quartiere Chambone, è stato possibile notare che: l’alto rischio di malaria, in alcune aree del quartiere Chambone, è associato all’esistenza di siti di riproduzione, condizioni di alloggio per la malamalaria domestica e il tempo di esposizione al vettore. Queste aree ad alto rischio sono associate a più altri fattori, come la geografia fisica (posizione vicina agli ambienti naturali delle specie anofelice) e le condizioni socioeconomiche (insediamenti informali e condizioni igienico-sanitarie precarie dell’ambiente).

In Mozambico, la malaria è endemica in tutto il territorio e la maggior parte della popolazione vive in aree ad alto rischio di malaria a causa di fattori che contribuiscono all’endemicità, vale a dire: condizioni climatiche e ambientali, temperature favorevoli, modello di precipitazione, luoghi favorevoli alla propagazione vettoriale, la situazione socioeconomica della maggior parte della popolazione legata alla povertà , alloggi inadeguati e mezzi di prevenzione inaccessibili (PNCM, 2007). La valutazione del rischio di malaria nel quartiere Chambone è stata inizialmente caratterizzata da caratterizzazione socio-ambientale e dall’ottenimento di siti di riproduzione o focolai di malaria, e poi è stata effettuata l’identificazione delle aree a rischio. A ciò si collega va la produzione di mappe di spazializzazione del rischio di malaria nel quartiere Chambone. Queste sono state alcune delle domande che permeavano questo studio.

Questa generazione di prodotti cartografici per illustrare la spazializzazione del rischio di malaria funge da strumento fondamentale per le autorità locali competenti, i gestori e gli agenti sanitari della comunità, consentendo la definizione di azioni di mitigazione e controllo in aree considerate ad alto rischio di malaria.

RIFERIMENTI

ÁVILA, S. L. M. Malária. In: FERREIRA, A. W. Diagnóstico laboratorial das principais doenças infecciosas e auto-imunes. Rio de Janeiro: Guanabara Koogan, 1996.

GARCIA, F. R. M. et al. 2009. Influências ambientais na qualidade de vida em Moçambique. Disponível em: http://www.acoalfaplp.net. Acesso em: 16 mai. 2020.

MISAU – MINISTÉRIO DA SAÚDE. 2008. Moçambique. Disponível em:    http://www.misau.gov.mz/pt/programas_de_saúde/malária. Acesso em: 21 jan. 2016.

NWETI. Comunicando para a Saúde. Revisão de Literatura sobre Malária, 2010.

OMS. Relatório sobre o paludismo no mundo 2014. 2014. Disponível em: http:// apps.who.int/iris/bitstream/10665/160458/3. Acesso em: 22 jan. 2016.

PNCM – Programa Nacional de Controlo da Malária. Plano Estratégico da Malária 2012 -2016. MISAU. Maputo: Direcção Nacional de Saúde Pública, 2007.

SPGC – Serviços Provinciais de Geografia e Cadastro. Shapefiles de Moçambique e do Município da Maxixe, Inhambane, 2017.

SSMAS – Serviços de Saúde, Mulher Acção Social. Relatório Anual de Maxixe. Moçambique: Maxixe, 2016.

ROLL BACK MALARIA. 2014. O Plano de Acção Global da Malária para um Mundo livre de Paludismo. Genebra: Parceria Roll Back Malaria. Disponível em: www.rollbackmalaria.org [email protected] Acesso em: 10 jun. 2016.

WHO – World Health Organization.  Estratégias de Cooperação da OMS com a República de Moçambique, 2004-2008, 2004.

APPENDIX – RIFERIMENTO NOTA

3. INE – Istituto Nazionale di Statistica; 2CMCM Consiglio comunale di Maxixe; 3SDSM – Servizi Sanitari distrettuali di Maxixe; 4CENACARTA – Centro nazionale per la cartografia e il telerilevamento; 5SPGCI – Servizi provinciali di geografia e registrazione di Inhambane.

[1] Laureato in Gestione Ambientale e Laureato in Insegnamento Geografico.

[2] Dottorato in Scienze Ambientali (PhD), Master in Gestione dei Rifiuti e Laurea in Geografia e Storia.

Inviato: marzo 2020.

Approvato: maggio 2020.

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