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Istruzione: nuove prospettive nell’uso delle tecnologie

RC: 134225
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CONTEÚDO

ARTICOLO ORIGINALE

GUIMARÃES, Íris Lindbeck [1], SENÁRIO, Flávia Fabiane Fernandes [2], BARRETO, Lúcia Angélica da Cruz [3], GUIMARÃES, Magaly Lindbeck[4]

GUIMARÃES, Íris Lindbeck. et al. Istruzione: nuove prospettive nell’uso delle tecnologie. Revista Científica Multidisciplinar Núcleo do Conhecimento. Anno. 07, Ed. 10, vol. 02, pagg. 24-41. Ottobre 2022. ISSN: 2448-0959, Collegamento di accesso: https://www.nucleodoconhecimento.com.br/formazione-it/uso-delle-tecnologie

RIEPILOGO

Nel suo contesto, l’articolo affronta l’inclusione digitale e la realtà degli insegnanti quando devono innovare la classe durante il periodo di pandemia, soprattutto a causa della mancanza di risorse e accesso alle tecnologie; si discute anche delle tecnologie digitali nell’educazione e dei loro contributi alla didattica, dove il ruolo dell’insegnante è fondamentale nel protagonismo degli studenti, rendendo necessario ridefinire il processo formativo ed educativo degli insegnanti, a diversi livelli di istruzione, associato alle sue implicazioni e tutti i suoi sviluppi per garantire il soddisfacimento delle esigenze che emergono da un nuovo modello di società, basato sulla costante evoluzione delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC) con l’utilizzo delle tecnologie, sia da remoto che in presenza. Resta inteso che le nuove prospettive nell’uso delle tecnologie coinvolgono più dell’uso di apparecchiature elettroniche, e ci si interroga sulla necessità di una preparazione formativa differenziata, poiché il problema guida non si limita alla capacità di utilizzare apparecchiature, tecnologie, comunicazione e informazione, ma saper insegnare affinché gli studenti assimilino le conoscenze, avvalendosi delle risorse digitali. In questo modo, l’obiettivo generale di questa ricerca è quello di descrivere in modo ampio le nuove prospettive dell’uso delle tecnologie nel campo educativo, e non solo della necessità di informatizzare le scuole. Questo lavoro si caratterizza come una ricerca di revisione bibliografica, svolta attraverso un approccio descrittivo e qualitativo, dove i dati e le informazioni sono stati ricercati e raccolti in Google accademico, nel database Scielo, in libri e articoli scientifici per l’arricchimento e l’aggiornamento della ricerca attraverso il contributo delle teorie degli autori citati, nonché dei loro interlocutori. In termini generali, gli studi analizzati hanno rivelato che le TIC devono essere integrate nell’istruzione a tutti i livelli educativi e sono strumenti con potenti risorse che contribuiscono alla piena formazione degli studenti, guidando i loro progetti di vita e preparandoli a vivere nella società del 21° secolo, sempre più digitalizzato.

Parole chiave: Educazione, Uso delle tecnologie, Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione, Nuove prospettive educative.

1. INTRODUZIONE

Attualmente gli studenti apprendono attraverso innumerevoli percorsi diversi, dove lo sguardo del discente è rivolto alla ricerca di risorse visive che possano favorire l’interazione e la condivisione di dati e informazioni, in tempo reale e immediato, dove l’accesso al mondo digitale avviene senza timori, attraverso un navigazione esplorativa attraverso più canali, anche se non hanno ancora accesso a cellulari, tablet e computer con tecnologie più attuali e più avanzate come il 5G, per esempio.

Le nuove prospettive educative della contemporaneità, secondo Mattar (2010), sono legate alle tecnologie e gli studenti del XXI secolo sono considerati nativi digitali, in quanto hanno accesso e utilizzo di risorse e media digitali nella loro vita quotidiana, in modo tale che il modo dell’imparare come imparare è cambiato, rendendo necessario per gli insegnanti adattarsi ai metodi di insegnamento, al fine di fornire un’esperienza e una comprensione più significative.

Secondo Parada (2016), viviamo in una società sempre più tecnologica, e questo fatto ci ha portato a ripensare l’educazione ai suoi diversi livelli, che ha favorito una discussione in tutto il paese, consentendo la creazione di nuove politiche pubbliche nel campo dell’istruzione, progetti e programmi sviluppati nell’area della tecnologia, rafforzamento di una connessione consolidata tra la scuola e le nuove risorse di comunicazione, attraverso l’uso delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC) o l’integrazione dei media digitali nelle pratiche pedagogiche che sono passate a essere progressivi, soprattutto per quanto riguarda l’integrazione nelle aule.

Come afferma Perrenoud (2000), le nuove Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC), sempre più presenti nella nostra vita quotidiana, hanno trasformato i modi di comunicare, giocare, lavorare e studiare, e, in questo senso, le scuole devono seguire questo sviluppo e inserirsi nell’universo dei loro studenti, il che, di conseguenza, comporta la necessità di una formazione continua degli insegnanti. Di fronte a queste numerose esigenze, si è reso necessario cercare di comprendere il problema che guida questo lavoro, in quanto comprendiamo che gli insegnanti non devono solo avere padronanza delle TIC e degli strumenti didattici che permeano l’insegnamento contemporaneo, ma che sanno insegnare in modo significativo, dove gli studenti sono protagonisti della loro conoscenza, avvalendosi di risorse digitali, con l’ausilio del tutoring dei docenti.

In ragione della domanda posta, la presente ricerca si propone come obiettivo generale la descrizione delle nuove prospettive di utilizzo delle tecnologie in ambito educativo in senso lato, e non solo sulla necessità di informatizzare le scuole.

Per lo sviluppo di questa ricerca, di natura bibliografica, la metodologia utilizzata è stata qualitativa, di natura descrittiva, dove i dati e le informazioni ricercate sono stati raccolti in Google accademico, nel database Scielo, in libri e articoli scientifici per l’arricchimento e l’aggiornamento della ricerca attraverso il contributo delle teorie degli autori citati, nonché dei loro interlocutori.

Secondo Klausen (2017, p. 6409), la navigazione in Internet avviene attraverso diversi scenari e consente lo sviluppo degli studenti, motivandoli ad apprendere e costruire il loro apprendimento in modo riflessivo, dove l’uso delle risorse tecnologiche diventa un facilitatore, che oltre a guidare l’insegnante nel processo di insegnamento, fornisce mezzi significativi, dinamici e più attraenti per gli studenti.

Per Moran e Bacich (2018), le tecnologie digitali sono importanti, poiché personalizzano il processo di apprendimento e attraverso di esse gli studenti possono accedere e studiare secondo i propri tempi e ritmi, consentendo a ciascuno studente di progredire in base alle proprie capacità. Per gli stessi autori, gli insegnanti fungono da mediatori dei processi educativi, aiutando gli studenti nei processi di insegnamento e apprendimento.

I dati presentati da Brasil (2020) mostrano che la pandemia del coronavirus che causa il COVID 19, iniziata nel marzo 2020 in Brasile, ci ha imposto una dura realtà di isolamento sociale e, a causa della necessità di contenere la malattia, tutti i paesi sono stati costretti a cambiare il modo di comunicare e di vivere, proprio come le scuole e gli Istituti di Istruzione Superiore (IES)[5] sono stati costretti a paralizzare tutte le classi e le attività in presenza per un lungo periodo di tempo. L’ordinanza MEC[6] – Ministero dell’Istruzione n. 343/2020 ha autorizzato, in via emergenziale, la sostituzione delle lezioni in presenza con lezioni a distanza e, pertanto, ogni scuola e IES ha dovuto seguire una nuova linea guida per utilizzare le risorse tecnologiche digitali come strumenti efficienti di promozione efficace dell’insegnamento.

È necessario sottolineare qui che la didattica a distanza è frequentemente utilizzata, nel contesto attuale, da diverse istituzioni educative nello sviluppo delle componenti curriculari. A conferma di questa idea, Arruda (2020, p. 266) sottolinea che “la didattica a distanza può essere presentata in un tempo simile all’educazione in presenza, con trasmissioni in orari specifici delle lezioni degli insegnanti, in formati dal vivo”.

Neto (2018) sottolinea che la sfida dell’insegnamento attraverso le TIC e le risorse digitali non era dovuta solo alla difficoltà di accettazione da parte degli insegnanti, o alla resistenza, ma piuttosto alla sfida dell’insegnamento secondo le risorse disponibili nelle comunità e nelle istituzioni. I continui cambiamenti sociali e la crescita della comunicazione attraverso le tecnologie digitali, oltre all’emergere di diversi dispositivi tecnologici e all’accesso massiccio a questi mezzi, nonché l’efficacia del metodo di insegnamento-apprendimento, che deve includere tecnologie e risorse digitali per rendere l’insegnamento più attraente, attraverso processi creativi, partecipativi e collaborativi, sono stati impegnativi e sono avvenuti senza una precedente e dovuta formazione degli insegnanti. È necessario poter inserire nuovi concetti ed elementi dinamici nella preparazione delle lezioni e nello svolgimento delle attività proposte, attraverso le risorse digitali, in modo che la didattica avvenga in modo significativo e che favorisca il processo di protagonismo di le conoscenze dello studente.

Lo scenario pandemico, attraverso l’isolamento sociale, in Brasile, ha proposto nuove sfide portando una nuova realtà, una nuova normalità attraverso il telelavoro. L’istruzione nel paese è stata offerta a diversi livelli educativi attraverso l’home office. La scuola ha innovato e offerto lezioni a studenti e insegnanti in ambienti virtuali, sia a livello di istruzione primaria, secondaria e superiore attraverso l’uso di Virtual Learning Environments (VLE) e varie piattaforme. Programmi come ZOOM, TEAMS, Google Meat, tra gli altri, sono stati utilizzati e hanno facilitato il processo di apprendimento significativo in tutto il paese, ma solo l’inserimento delle tecnologie non garantisce un apprendimento efficace, poiché le TIC devono essere inserite e collegate alle attività di insegnamento delle metodologie.

Secondo Marcon e Carvalho (2018), nonostante l’esistenza di politiche pubbliche relative all’inclusione digitale nell’area educativa, e che sono operative, non tutte le scuole hanno accesso alla rete Internet o all’infrastruttura necessaria per l’utilizzo di questi programmi e attualmente implementato in ambienti educativi in ​​Brasile. Le nuove prospettive di costruzione della conoscenza nate attraverso l’uso della Tecnologia Digitale (TD) e delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC) potrebbero causare un enorme e profondo abisso tra la scuola e la società se gli insegnanti e i loro studenti non fossero inclusi nell’universo della cultura digitale in Brasile, ed è in questo senso che gli stessi autori affermano che:

A inclusão digital é um processo que fomenta apropriações tecnológicas, nas quais os sujeitos são compreendidos como produtores ativos de conhecimento e de cultura, em uma dinâmica reticular que privilegia a vivência de características nucleares na sociedade contemporânea, como a interação, a autoria e a colaboração. Inclusão digital pressupõe o empoderamento das pessoas por meio das tecnologias, a garantia à equidade social e a valorização da diversidade, suprindo necessidades individuais e coletivas, visando à transformação das próprias condições de existência e o exercício da cidadania na rede. (MARCON; CARVALHO, 2018, p. 272-273)

Resta inoltre inteso che in Brasile l’esclusione digitale è una delle sfide da superare attraverso politiche educative pubbliche per garantire l’accesso a Internet e la padronanza degli strumenti pedagogici ed educativi digitali per insegnanti e studenti.

Occorre anche riflettere sulla formazione e qualificazione degli insegnanti, affinché l’insegnante possa guidare i suoi studenti in modo efficace, partecipativo e collaborativo, poiché l’uso delle tecnologie digitali è visto e inteso come una risorsa che amplia l’azione pedagogica, fa fare esso in classe è dinamico ed è un canale per l’espansione rapida e dialogica della conoscenza. Secondo Ribeiro; Oliveira; Mil (2013), la qualificazione degli insegnanti a lavorare nell’era digitale richiede una riflessione sulla loro base di conoscenze, soprattutto quelle di natura tecnologica e che sono necessarie per l’esercizio dell’insegnamento circoscritto in un territorio sempre più polverizzato dalle tecnologie.

2. UTILIZZO DI TECNOLOGIE

La tecnologia digitale può essere un altro motivatore educativo se usata bene. Oggi diverse istituzioni scolastiche si avvalgono dell’aula rovesciata, una didattica che facilita la fruizione di attività applicate dal docente che richiedono un livello di complessità e ragionamento più elevato, e che giova direttamente alle attività in aula contribuendo ad una maggiore profondità. Questo è possibile solo grazie alle nuove tecnologie educative, che consentono anche una maggiore interazione tra studente e insegnante.

L’implementazione di sistemi informatici nelle scuole risale all’anno 1980, secondo Maciel (2020), e le implementazioni sperimentate presso l’Universidade Federal do Rio de Janeiro (UFRJ), l’Federal do Rio Grande do Sul (UFRGS) e l’Universidade de Campinas (UNICAMP) ha avuto luogo per unire, in campo metodologico e teorico, educazione e tecnologia, che hanno contribuito a un cambiamento di comportamento, dimostrando vantaggi e svantaggi, attraverso i progressi tecnologici e l’uso delle telecomunicazioni, favorendo la divulgazione di computer, smartphone e internet, modernizzando il modo di ottenere conoscenza e ricevere informazioni.

L’uso delle tecnologie fornisce alternative per dinamizzare tutte le aree di lavoro ed è giusto che le istituzioni educative attraverso le quali vengono scaricate tutte le azioni del lavoro sociale siano trasformate in tutti gli aspetti strutturali, teorici e materiali in modo che questa tecnologia che ha alterato i modi di pensare e di agire, trasmettono la massima crescita di collaborazione, cooperazione e analisi nella società. Kenski (2007, p. 44), afferma che le tecnologie sono presenti in ogni momento nel processo pedagogico, dalla progettazione delle discipline, nella preparazione della proposta curricolare alla certificazione degli studenti che hanno completato un corso. La presenza di una certa tecnologia può indurre profondi cambiamenti nel modo in cui è organizzata la didattica.

Le Tecnologie Digitali (TD) sono vitali per l’apprendimento e per dare significato ai contenuti studiati, perché secondo Saccol, Schlemmer e Barbosa (2011), stimolano l’interesse e facilitano la visualizzazione dei contenuti insegnati in classe attraverso la stimolazione di comportamenti cooperativi e le azioni collaborative, da parte degli studenti, stimolano il ragionamento e la percezione visiva, offrono una sfida e stimolano la curiosità.

Secondo Fausto e Thuinie (2021), analizzando il concetto di digitale, questo non va inteso solo come effetto e possibilità presentata da una risorsa digitale, ma come il suo utilizzo può modificare relazioni, modi di pensare e come influenzerà aspetti della vita, che è ciò che determina una nuova prospettiva nell’uso delle tecnologie.

In questo periodo in cui gli studenti nascono digitali, Fausto e Thuinie sottolineano che gli insegnanti devono essere formati per essere qualificati in classe, sfidandosi a offrire ai propri studenti un’aula digitale che sia interattiva e partecipativa, che consenta di comprendere l’importanza di questa struttura come affermato:

Uma compreensão sólida e científica do mundo digital permitirá a construção de inúmeros saberes e a democratização da educação, por meio da aprendizado significativo”; neste sentido, os recursos digitais auxiliam a visualizar propósitos de vida, talentos, potenciais e espírito crítico, tudo para que possam lidar com os desafios cotidianos e da vida adulta (FAUSTO e THUINIE, 2021, p. 37)

In questo modo, gli educatori devono migliorare ogni giorno il loro modo di esplorare e utilizzare queste risorse tecnologiche digitali disponibili per preparare le loro classi, poiché queste risorse contribuiscono ad aumentare l’interesse e la partecipazione attiva degli studenti.

Secondo Maia (2007, p. 7-8), l’uso delle nuove tecnologie nell’insegnamento non dovrebbe essere limitato l’Formazione a Distanza (FaD), dove di solito c’è separazione fisica tra studenti e insegnanti, dovrebbero essere utilizzate anche nell’insegnamento tradizionale , in quanto la Formazione a Distanza prevede un apprendimento che non dovrebbe avvenire solo in aule asincrone, essendo alleato all’ampio utilizzo delle tecnologie, che sono modalità di superamento delle distanze fisiche e temporali, con conseguente interazione e dinamismo.

Per Mattar (2010) l’esperienza tecnologica nell’insegnamento deve essere completa, e deve essere parte della vita quotidiana, in un’ampia esperienza culturale, in quanto ci si aspetta facilità nell’apprendimento, disponibilità di risorse e materiali, nonché divertimento con nuove esperienze, migliorare le loro prestazioni e condividere le conoscenze.

Tenendo conto delle competenze elencate nel National Common Curricular Base (BNCC)[7], in particolare la realtà brasiliana, Lopes et al. (2020) contemplano conoscenza, comunicazione, pensiero critico, pensiero scientifico, pensiero creativo, cultura digitale, repertorio culturale, progetto di vita, vita professionale, conoscenza di sé, cooperazione, responsabilità e cittadinanza. L’attuale parametro del curricolo nazionale raccomanda che il libro di testo non sia l’unico materiale per insegnare agli studenti, e propone anche l’uso del computer e di altri contenuti disponibili in forma digitale, incoraggiando l’uso di tecnologie, metodologie attive e lo stimolo alla riflessione critica e all’autonomia ricerca della conoscenza.

Tuttavia, secondo Lopes et al. (2020), proposte pedagogiche innovative, così come l’uso delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC) sono molto importanti per lo sviluppo dei cittadini, tuttavia, non sono sempre facili da sviluppare negli ambienti scolastici, specialmente nelle reti pubbliche, che sono generalmente più carenti di risorse, e, soprattutto, in alcune regioni del Brasile, pertanto, è necessario investire in progetti che diano opportunità e condividano esperienze, metodologie applicative a un possibile livello di realizzazione, e presentino anche i risultati ottenuti attraverso la utilizzo di poche risorse e con molta creatività.

Secondo il Programma Nazionale di Informatica nell’Educazione PROINFO/Diretrizes, Brasile (1977), l’inclusione delle tecnologie nelle diverse aree sociali può essere attuata solo attraverso politiche pubbliche che forniscano alla popolazione l’accesso alle tecnologie come anello di congiunzione tra tutti coloro che sono coinvolti in questa nuova era dell’informazione. A tal fine, le politiche pubbliche relative all’inclusione digitale in Brasile hanno creato, nel 1977, il Programma Nazionale di Informatica nell’Educazione (PROINFO)[8]. Questo programma ha lavorato con i Centri di Tecnologia Educativa (NTE)[9], che hanno promosso la formazione continua per gli insegnanti e l’assistenza tecnica per l’inclusione delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione nelle scuole registrate nel programma.

Nel 2007, con Decreto n. 6.300, del 12 dicembre 2007, è emersa una nuova versione del programma, che ha stabilito:

I – promover o uso pedagógico das tecnologias de informação e comunicação nas escolas de educação básica das redes públicas de ensino urbanas e rurais;

II – fomentar a melhoria do processo de ensino e aprendizagem com o uso das tecnologias de informação e comunicação;

III – promover a capacitação dos agentes educacionais envolvidos nas ações do Programa;

IV – contribuir com a inclusão digital por meio da ampliação do acesso a computadores, da conexão à rede mundial de computadores e de outras tecnologias digitais, beneficiando a comunidade escolar e a população próxima às escolas;

V – contribuir para a preparação dos jovens e adultos para o mercado de trabalho por meio do uso das tecnologias de informação e comunicação;

VI – fomentar a produção nacional de conteúdos digitais educacionais. (BRASIL, 2007).

Secondo la legislazione brasiliana (2017), lo stesso decreto nº 6.300, del 12 dicembre 2007, ha creato un altro programma, tuttora in vigore, denominato Inovação Educação Conectada, il cui obiettivo è “sostenere l’universalizzazione dell’accesso a Internet ad alta velocità e promuovere l’uso pedagogico delle tecnologie digitali nell’Istruzione di Base.

L’uso di diversi tipi di apprendimento, soprattutto quando si tratta dell’uso dei media digitali, è essenziale di fronte al progresso tecnologico e, come affermato da Graebin (2009), è un fattore che trasforma non solo la comunicazione, ma anche la società e il modo di vivere, vedere il mondo. Questa trasformazione colpisce direttamente il sistema educativo, che deve adattarsi a queste tecnologie e al nuovo modo di pensare, riflettere e apprendere dei suoi studenti, che rifletteranno sui criteri pedagogici da applicare nel processo di insegnamento-apprendimento.

Nel corso degli anni, la tecnologia è sempre più presente nella vita della società, e quindi, gli insegnanti devono essere sempre più aggiornati nei cosiddetti ambienti virtuali, poiché è un ponte tra lo studente e l’apprendimento, e che questa generazione è più pedagogicamente mediata da varie forme delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC), e con l’uso di internet, abbiamo iniziato a convivere con i concetti di ipertestualità e cybercultura, che si sono meglio evidenziati in epoca contemporanea, a causa del periodo della pandemia COVID 19, dove l’uso delle nuove tecnologie si impone sempre più alla società come un percorso senza ritorno, richiedendo numerose e nuove prospettive in campo educativo per insegnanti e studenti, che devono sempre innovare e adeguare le metodologie di insegnamento-apprendimento.

3. NUOVE PROSPETTIVE

Secondo Brasil (2017b), l’educazione mira alla realizzazione e allo sviluppo integrale del soggetto, alla sua preparazione per attuare pienamente la cittadinanza, alla partecipazione a tutte le decisioni volte al progresso della società, nonché alla qualificazione al lavoro.

Le scuole contemporanee, così come molti IES pubblici e privati, hanno incontrato una grande sfida in relazione alla discrepanza tra ciò che la scuola fa e ciò che ci si aspetta da essa, di fronte a questo scenario post-pandemia, che ha determinato la necessità di adattare l’istruzione al suo scopo sociale. L’obbligo di ripensare l’intero processo formativo ai diversi livelli di istruzione, con le sue implicazioni e tutte le sue conseguenze, è diventato inevitabile con l’inizio della pandemia di COVID 19. Garantire il pieno adeguamento della finalità dell’educazione alle esigenze che emergono da un nuovo modello di società, basato sulla costante evoluzione delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione attraverso la l’uso delle tecnologie, è diventato inevitabile, e, come afferma Gadotti (2000, p.9), “la scuola deve dare l’esempio, osare per costruire il futuro. Innovare è più importante che riprodurre l’esistente con qualità. La materia prima della scuola è la sua visione del futuro”.

In questo senso, le nuove prospettive di utilizzo delle tecnologie vanno oltre la mera introduzione, fruizione e acquisizione di risorse digitali, manifestandosi come nuovo mezzo di insegnamento e apprendimento. Per Oliveira et al. (2015), all’interno di questo panorama di profondi cambiamenti, la pratica didattica ha bisogno di essere ridimensionata per poter rispondere alle trasformazioni che la società sta attraversando e che, inevitabilmente, investono anche lo spazio scuola.

Alla luce di questi progressi, e tenendo presente che l’uso delle tecnologie nella vita di tutti i giorni è arrivato in modo molto incisivo e dinamico, e la conoscenza si presenta in una nuova forma di apprendimento veloce e disponibile, essendo mediata dalle risorse tecnologiche e dai media dispositivi, Ramazotti (2022) indica che è attraverso l’uso delle tecnologie nell’educazione che è possibile trasformare le informazioni in conoscenza, al fine di fornire sviluppo cognitivo, migliorare abilità e competenze e migliorare la capacità di risolvere problemi.

In questo senso, per Neto (2018), l’insegnante e la scuola svolgono un ruolo chiave nello sviluppo dello studente lungo tutto l’arco della vita, in quanto si basano sull’inserimento di diverse tecnologie nel campo educativo applicate attraverso nuove risorse, strumenti, dispositivi e artefatti tecnologico-informatici. Tuttavia, non è facile trovare attività semplici, economicamente accessibili e praticamente realizzabili, nonché attività che siano applicabili a diverse discipline e allo stesso tempo stimolino la creatività e la conoscenza degli studenti, senza che gli insegnanti abbiano la preparazione, la padronanza e il minimo necessario conoscenza di metodologie attive, legate all’uso concomitante delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC) nell’educazione, attraverso l’innovazione o il rinnovamento di pedagogie, didattiche, metodi o tecniche.

In questo modo, il ruolo dell’insegnante, citato da Maciel (2020), nella prospettiva pedagogica, è un ridisegno, che ridefinisce le metodologie tradizionali, senza abbandonarle, ristruttura la scuola e coinvolge la formazione professionale per ampliare l’apprendimento, integrando le conoscenze e discipline, attraverso la mediazione e l’utilizzo delle risorse della comunicazione e dell’informatica, utilizzate come mezzo di aggregazione e di facilitazione dell’apprendimento, non più circoscritto agli ambienti lavorativi e aziendali.

È importante sottolineare, come mostrato da Mattar (2010), che l’insegnamento attraverso le tecnologie porta opportunità di collaborazione, abilità e competenze essenziali per l’attività lavorativa e la convivenza nella società, e non sono utilizzate solo nell’istruzione di base, ma anche nell’istruzione secondaria e superiore e professionalizzante, in quanto unisce l’apprendimento accademico con l’attività del tempo libero, al fine di coinvolgere gli studenti, facilitando attività come la risoluzione di problemi, l’improvvisazione e le scoperte, la capacità di ricercare, studiare e diffondere la conoscenza, l’esecuzione di analisi critiche e riflessive, tra le altre, sociali, cognitive benefici affettivi e culturali.

Così, Graebin (2009) afferma che l’uso di diversi tipi di apprendimento, specialmente quando si tratta dell’uso dei media digitali, è essenziale per il progresso tecnologico, che trasforma non solo la comunicazione, ma anche la società e il modo di vivere mondo e il sistema educativo, che deve adattarsi a queste tecnologie e al nuovo modo di pensare, riflettere e apprendere dei suoi studenti, che rifletteranno sui criteri pedagogici da applicare nel processo di insegnamento-apprendimento.

Gli strumenti a disposizione dei docenti devono contribuire alla preparazione delle lezioni, oltre che essere coerenti con gli obiettivi e il piano didattico, poiché le prassi e i criteri pedagogici utilizzati valorizzeranno e consolideranno le conoscenze nel processo di insegnamento-apprendimento, con modalità formative efficaci, come affermato di Marcon (2011), fornendo un apprendimento efficace, dinamico e piacevole, che condivide la conoscenza, aumenta la capacità riflessiva e critica, migliora la capacità di parlare, leggere e scrivere, attraverso l’uso di tecnologie, che, esemplificate da blog, ludicizzazione, video, forum di discussione , l’uso di webquest, moodle e podcast, tra molti altri.

Secondo Ramazotti (2022), l’educazione deve fornire agli studenti la capacità di lavorare con le risorse tecnologiche, di estrarne nuove conoscenze e facilitare i processi di insegnamento e apprendimento, mirando a facilitare lo sviluppo integrale dello studente, migliorando la percezione e stimolando la creatività. Per questo, gli educatori devono migliorare la loro conoscenza della tecnologia e applicare una metodologia didattica in grado di rendere la materia comprensibile agli studenti.

Infine, Beserra (2017, p.15) conferma la necessità che la formazione degli insegnanti sia correlata alle TIC, in una prospettiva di sfide in relazione alla gestione degli artefatti.

O desafio é imenso. As TICs materializam-se em variados artefatos e seus usos não são estáticos. Daí a necessidade dessa formação docente para esses usos pedagógicos; manusear tecnicamente um notebook, um projetor ou um produtor de slides, por exemplo, não é tarefa difícil, os alunos sabem fazer isso. Parte do desafio reside em planejar uma aula onde esses recursos possam ser usados não como um apêndice ou como objetos para motivar os alunos e dinamizar as aulas, mas, como recursos que são parte integrante e inseparável da sociedade e que são mais que recursos para as atividades curriculares, são também um sistema que conecta o sujeito usuário com o artefato, o conhecimento, o contexto e com outros sujeitos e cenários; um sistema que revoluciona a forma de pensar, produzir linguagem, criar, memorizar, perceber etc. (BESERRA , 2017, p. 15)

Pertanto, l’apprendimento deve essere sempre più creativo e innovativo e, in qualsiasi fase del processo di insegnamento-apprendimento, gli insegnanti devono stimolare il pensiero critico nei propri studenti, oltre al loro modo di agire, al fine di stimolare l’immaginazione e la creatività, sia attraverso il gioco o simulazioni realistiche, principalmente, finalizzate alla riflessione sulle attività, e su queste si deve lavorare e sviluppare, dalla scuola dell’infanzia all’istruzione superiore.

Queste nuove prospettive educative riguardano, come presentato da Carvalho e Bittar (2010), la navigazione con l’uso delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione, i dibattiti di gruppo, l’ampia trasmissione della conoscenza, la mediazione dei conflitti e i progetti educativi, che possono essere migliorati attraverso l’uso della posta elettronica (e-mail), ricerche su Internet, utilizzo di mappe mentali e immagini, utilizzo di video, risorse cloud e archiviazione di file, dizionari virtuali, ricerca di articoli, libri e altri contenuti in biblioteche virtuali e blog, interazione tramite conversazioni in chat, gruppi, comunità virtuali , forum di discussione e l’uso di altre risorse e applicazioni di messaggistica istantanea, oltre a tenere riunioni e videoconferenze. A questo si aggiungono, secondo Maciel (2020), strumenti come smartphone, bluetooth, WI-FI, applicazioni mobili e social network, quali: Redu, Google Docs, Visual Class, Tonomundo, E-proInfo, Portal Aprendi Brasil, Moodle, tra molti altri.

Branco (2021) dichiara che l’inclusione delle tecnologie nella vita quotidiana e negli ambienti accademici è inevitabile, con le Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione che fanno parte della vita quotidiana degli studenti, rendendo necessario analizzarle e utilizzarle per espandere il processo di apprendimento, al fine al fine di consentire lo scambio di informazioni e creare nuove reti di insegnamento-apprendimento, con un ampio potenziale per trasformare il sistema educativo attraverso l’uso di strumenti tecnologici e nuove pratiche educative.

Maciel (2020) associa anche che le tecnologie crescono in modo da superare le difficoltà quotidiane, aiutando l’umanità a svilupparsi, incidendo sull’evoluzione sociale, storica ed educativa. Insieme a questo, l’uso massiccio degli smartphone, che è diventato uno strumento di mediazione e un apparato tecnologico essenziale nell’ambiente educativo, solo avendo accesso a Internet, processore e sistema operativo per essere simili e generare opzioni di accesso pari a un computer, con il vantaggio della mobilità, della maneggevolezza e della multifunzionalità, integrando diverse aree di conoscenza, in modo attraente per gli studenti. Tuttavia, è necessario sottolineare che la tecnologia non è la soluzione a tutti i problemi educativi, rendendo evidente la necessità di un uso congiunto con le metodologie tradizionali, che sono anche forme importanti di insegnamento, diventando interdipendenti.

Data la velocità dell’evoluzione tecnologica contemporanea, resta inteso, quindi, che l’utilizzo della tecnologia e delle TIC in ambito educativo, nonché l’utilizzo di tutti i dispositivi tecnologici didattici, superano del tutto la mera adozione, selezione e acquisizione di competenze e abilità insegnanti in uso, in quanto ciò si riferisce alla formazione continua degli insegnanti ai loro diversi livelli di attività, che dovrebbe coprire metodologie di apprendimento attivo, lottare per risultati significativi e metodi di insegnamento efficaci, svolgere il ruolo di consulente e mediatore e stimolare l’apprendimento critico e la riflessione , producendo, come risultato atteso, il vero apprendimento e lo sviluppo globale dello studente.

4. CONSIDERAZIONI FINALI

Considerando che una delle grandi sfide di questa era della conoscenza è lavorare con le trasformazioni sociali in combinazione con le tecnologie, il presente lavoro ha cercato di descrivere e analizzare il fatto che le nuove tecnologie non si limitano al mero utilizzo di attrezzature e risorse tecnologiche insegnanti, ma piuttosto si occupa della loro integrazione in metodologie sempre più attive. Il ruolo dell’insegnamento contemporaneo è inteso come tutor che insegna in modo partecipativo e collaborativo, in modo che gli studenti assimilino le conoscenze, avvalendosi delle risorse digitali per farlo.

Qui troviamo che le strutture per l’accesso alla conoscenza sono a disposizione di tutti, ma non sempre accessibili a tutti i gruppi, e dovrebbero essere utilizzate nelle classi, con l’obiettivo comune dell’apprendimento, plasmato dalla cooperazione e dalle competenze come un modo per stimolare e affascinare gli studenti.

Durante il processo di questa ricerca, abbiamo potuto percepire che l’implementazione delle tecnologie nell’area educativa risponde alla necessità di sviluppare pratiche pedagogiche che promuovano la conoscenza e una maggiore assimilazione dei contenuti da parte dello studente, sia con l’uso della gamification attraverso giochi o attraverso l’uso di altre risorse volte a stimolare una nuova modalità di apprendimento per gli studenti che iniziano a cercare nuovi mezzi di conoscenza, diventando protagonisti del proprio processo di apprendimento.

Possiamo dire che tutte le conoscenze acquisite durante lo sviluppo di questa ricerca hanno contribuito in modo significativo a un atteggiamento didattico più consapevole della sua rilevanza per l’intero processo contemporaneo di apprendimento degli studenti.

Abbiamo anche notato che i processi di insegnamento e apprendimento sono in costante sviluppo, cercando sempre di fornire l’acquisizione di conoscenze attraverso studi, esperienze e l’uso delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione, così come l’inclusione digitale è sempre più presente nello sviluppo degli studenti in tutti fasi dell’educazione.

In vista della crescita della comunicazione attraverso le tecnologie digitali, l’emergere di diversi dispositivi tecnologici, nonché il loro accesso massiccio, questa revisione bibliografica ha confermato che gli attuali insegnanti dovranno sviluppare le proprie competenze digitali creando contenuti ricchi di informazioni e abbastanza diversificati , dove lo stimolo all’apprendimento significativo avviene attraverso l’accesso a video, immagini, giochi, testi e articoli, tra gli altri, rendendoti in grado di scegliere gli strumenti digitali più applicabili ai tuoi contenuti e più didatticamente adatti ai tuoi studenti.

Infine, sottolineiamo l’importanza delle politiche educative pubbliche per l’inclusione digitale a diversi livelli di istruzione, e in particolare quelle relative alla formazione continua degli insegnanti per sviluppare competenze nuove e creative relative ai piani didattici e ai piani pedagogici, al fine di contribuire alla ricca e apprendimento significativo dei nativi digitali con il rafforzamento della formazione continua degli insegnanti.

RIFERIMENTI

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APPENDICE – NOTA A PIEDI

5. Instituições de Ensino Superior (IES).

6. Ministério da Educação (MEC).

7. Base Nacional Comum Curricular (BNCC).

8. Programa Nacional de Informática na Educação (PROINFO).

9. Núcleos de Tecnologia Educacional (NTE).

[1] Studente Magistrale in Educazione: Specializzazione in Educazione Superiore: ICT in Education – Universidad Europea Del Atlántico – (UNEATLANTICO) – Spagna; Master in Economia Aziendale in Leadership e Coaching (UNINTER); Specialista in Diritto Applicato – (EMAP); Specialista in Diritto Commerciale – (UNIOESTE); Laurea in Giurisprudenza – Faculdade de Ciências Sociais Aplicadas de Cascavel – (UNIVEL). ORCID: 0000-0003-3151-5456.

[2] Studente Magistrale in Educazione: Specializzazione in Educazione Superiore: ICT in Education – Universidad Internacional Iberoamericana – (UNIB) – Puerto Rico; Specialista in Pedagogia Speciale – Servizio Educativo Specialistico – AEE. – Universidade Federal do Ceará; Specialista in Supervisione Educativa (UNIUBE); Laurea in Superiore Normale della Serie Iniziale – Universidade Estadual de Montes Claros – (UNIMONTES). ORCID: 0000-0001-8504-7892.

[3] Studente magistrale in Educazione: Specializzazione in Educazione Superiore: ICT in Education – Universidad Internacional Iberoamericana – (UNIB) – Porto Rico; Specialista in Salute Familiare – (UFMG); Specialista in Sanità Pubblica – (UNAERP); Specialista in Infermieristica Ostetrica – (UFMG); Laurea in Infermieristica – Pontifícia Universidade Católica de Minas Gerais – (PUC MG). ORCID: 0000-0001-9719-4937.

[4] Studente Magistrale in Educazione: Specializzazione in Educazione Superiore: ICT in Education – Universidad Europea Del Atlántico – (UNEATLANTICO) – Spagna; Specialista in Diritto Applicato – (EMAP); Specialista in Diritto Commerciale – (UNIOESTE); Laurea in Giurisprudenza – Faculdade de Ciências Sociais Aplicadas de Cascavel – (UNIVEL); Gestione pubblica – Ifpr. ORCID: 0000-0001-7584-0838.

Inviato: Settembre 2022.

Approvato: Ottobre 2022.

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Lucia Angelica da Cruz Barreto

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