Valutazione dell’epartotossicità negli anziani affetti da HIV/AIDS con isoniazid

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ARTIGO ORIGINAL

SANTANA, Claudinei Alves [1], SANTOS, Gustavo Alves Andrade dos [2]

SANTANA, Claudinei Alves. SANTOS, Gustavo Alves Andrade dos. Valutazione dell’epartotossicità negli anziani affetti da HIV/AIDS utilizzando l’isoniazid. Revista Científica Multidisciplinar Núcleo do Conhecimento. Anno 05, Ed. 09, Vol. 04, pp. 98-107. settembre 2020. ISSN: 2448-0959, collegamento di accesso: https://www.nucleodoconhecimento.com.br/salute/epartotossicita

Introduzione: L’invecchiamento della popolazione diventa noto dal ventesimo secolo raggiungendo diversi paesi del mondo. I dati del Bollettino epidemiologico 2019 del Ministero della Salute riportano un aumento dell’incidenza dell’AIDS tra i maschi anziani nel periodo 2008-2018 del 9,7% e una riduzione del 5% tra le donne. La compromissione del sistema immunitario favorisce l’emergere di malattie considerate opportunistiche e la tubercolosi (TB) è la principale causa di morte tra gli individui affetti da AIDS. Una delle misure per prevenire la coinfezione da TB/HIV negli adulti giovani e anziani, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, è il trattamento con il farmaco isoniazid, che mira a ridurre il rischio di malattia da Mycobacterium tubercolosis e di conseguenza la manifestazione della TB. Per quanto riguarda isoniazid, l’epartotossicità è una reazione avversa potenzialmente grave che può anche provocare la morte. Obiettivo: Valutare il rischio di epatotossicità all’uso di isoniazid misurato attraverso i risultati dei test di laboratorio attraverso enzimi epatici. METODO: Studio trasversale retrospettivo descrittivo e analitico con pazienti anziani affetti da HIV/AIDS che utilizzano isoniazid in un servizio specializzato hiv/AIDS dal 2008 al 2011. I risultati di laboratorio delle transaminasi epatiche (AST e ALT) e della glutaryltranferase vanno da una banca dati secondaria in 3 momenti specifici (pretrattamento, trattamento concomitante e post-trattamento con isoniazide) e sono state analizzate le caratteristiche dei soggetti (età, sesso, tempo di infezione da HIV). I dati sono stati analizzati nel programma statistico SPSS 20. Risultato: abbiamo analizzato 12 soggetti di età pari o superiore a 60 anni, il 75% (9) uomini, l’età media di 63 anni e il 25% (3) le donne, l’età media di 68 anni. I soggetti avevano una media di 15 anni di infezione da HIV. C’è stato un aumento del 20,9% in AST e dell’11,5% nel Range Gutamiltransferase concomitante con il trattamento in relazione ai valori di pre-trattamento. Conclusione: i risultati di laboratorio per l’uso di isoniazid hanno mostrato una leggera elevazione dell’epartotossicità senza la necessità di interrompere il trattamento preventivo con isoniazid, tuttavia, è necessario il follow-up da parte di un team multidisciplinare e farmaceutico.

Parole chiave: AIDS, anziani, isoniazi, epartotossicità, tubercolosi.

INTRODUZIONE

L’invecchiamento della popolazione diventa noto dal XX secolo, raggiungendo diversi paesi del mondo, quindi i dati epidemiologici mostrano che gli individui hanno facilmente superato i 60 anni di età nel XXI secolo (OMS, 2015)

I cambiamenti fisiologici dovuti all’invecchiamento aumentano l’incidenza e la prevalenza di malattie non infettive in questa popolazione come ipertensione, diabete, artrite, osteoporosi. C’è anche l’insorgenza di malattie infettive come l’AIDS e la tubercolosi. (RIBAS, 2014)

Le comorbilità menzionate hanno un impatto negativo sugli anziani perché sono necessari interventi farmacologici come trattamento principale. (RIBAS, 2014)

La sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS) è emersa come una delle principali epidemie di malattie infettive del XX secolo (BIGGAR, 1984; COOK, 2011). L’AIDS, causato dall’infezione da HIV, è il risultato di danni principalmente all’immunità mediata dalle cellule, anche se c’è anche una compromissione dell’immunità umoristica. (BARASA, 2011; MOIR, 2011)

I dati del Bollettino epidemiologico 2019 del Ministero della Salute segnalano un aumento dell’incidenza dell’AIDS tra i maschi anziani nel periodo 2008-2018 del 9,7% e una riduzione del 5% tra le donne nello stesso periodo. (BRASIL, 2019)

La compromissione del sistema immunitario favorisce l’emergere di malattie considerate opportunistiche causate da virus, funghi e batteri in pazienti affetti da HIV/AIDS e tubercolosi è la principale causa di morte tra gli individui affetti da AIDS (El-SADR, 2008; STERLING, 2010; JONG, 2004)

Per quanto riguarda la tubercolosi (TB), si tratta di una patologia clinicamente importante, essendo una malattia cronica, infettiva e contagiosa, causata dal Mycobacterium tuberculosis (Mtb), che può raggiungere tutte le fasce di età, ma l’85% dei casi di TB si verifica negli adulti. (SILVA, 2004).

Una delle misure per prevenire la co-infezione da TB/HIV negli adulti giovani e anziani, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, è il trattamento preventivo con farmaci isoniazid che mira a ridurre il rischio di malattia da parte di Mtb e di conseguenza la manifestazione della TB. (CONDE, 2009; HORSBURGH, 2011; DUARTE, 2007).

In Brasile, al fine di ridurre il rischio di TBC in pazienti con HIV/AIDS, il Ministero della Salute raccomanda la terapia preventiva con Isoniazid (TCI) ad una dose di 5 a 10 mg / kg / giorno di peso fino a 300mg per 6 mesi consecutivi per il trattamento (CONDE, 2009)

Avversa Reazione al Medicinal è definito come “qualsiasi effetto dannoso o indesiderato che si verifica dopo la somministrazione del farmaco, in dosi normalmente utilizzate negli uomini per la profilassi, diagnosi o trattamento di una malattia. (OMS, 2002)

Per quanto riguarda l’uso di isoniazid, epatotossicità, è una reazione avversa potenzialmente grave che può provocare anche la morte se il farmaco non viene ritirato subito dopo lo sviluppo dei sintomi dell’epatite. (CONTEGGIO, 2009; COHN, 2000; LOBUE, 2003)

L’epatotossicità può essere valutata con l’elevazione asintomatica degli enzimi epatici come AST (aminotransferasi aspartata), ALT (aminotransferasi alanina) e GGT (gamma-glutamyltransferase). (CHURCHYARD, 2007; LOBUE, 2003)

Con l’aumento dell’incidenza dell’HIV/AIDS nella popolazione anziana e il rischio di tubercolosi, è giustificata la necessità di una valutazione efficace del rischio di epartotossicità negli anziani nel trattamento preventivo con isoniazide a pazienti anziani affetti da HIV/AIDS. (SILVA, 2004; LEUNG, 2011)

Il professionista farmaceutico può collaborare attraverso le sue conoscenze tecniche nella valutazione del rischio di epatotossicità come la principale reazione avversa presente in isoniazid in pazienti anziani con HIV/AIDS attraverso i risultati di laboratorio di enzimi epatici. (SILVA, 2004; LALVANI, 2010)

Questo articolo ha lo scopo di valutare la presenza di epatotossicità in pazienti anziani che convivono con HIV/AIDS utilizzando isoniazide per la prevenzione della tubercolosi trattate presso un servizio specializzato tra il 2008 e il 2011 attraverso test di laboratorio di enzimi funzione epatica ALT, AST e GGT. Si propone inoltre di presentare le caratteristiche della popolazione dello studio in relazione all’età, al sesso, al tempo di infezione da HIV.

METODOLOGIA

Si tratta di uno studio retrospettivo, descrittivo e analitico su pazienti adulti anziani con HIV/AIDS nel follow-up del servizio specializzato nella cura dei pazienti affetti da HIV/AIDS dell’Ospedale das Clànicas della Scuola di Medicina dell’USP tra il 2008 e il 2011.

Il presente studio è stato condotto con informazioni presenti in un foglio di calcolo excel di una banca di dati secondaria, costruita con informazioni raccolte da cartelle cliniche e risultati di test di laboratorio, provenienti da precedenti ricerche autorizzate dal Comitato Etico e Ricerca dell’Ospedale das Clànicas della Facoltà di Medicina dell’Università di San Paolo nel 2008 al numero 1068/08.

Poiché uno studio è stato condotto sulla base di dati secondari, non è stato necessario applicare un modulo di consenso gratuito e informato ai pazienti.

I pazienti affetti da HIV/AIDS di età pari o superiore a 60 anni che utilizzano le TIC a una dose di 5-10 mg/kg/giorno di peso fino a 300mg per un massimo di 6 mesi sono stati considerati idonei allo studio.

Le analisi statistiche sono state eseguite nel programma statistico SPSS – Statistiche, versione 20, ha presentato le analisi descrittive delle variabili di interesse sotto forma di misure di tendenza centrale (media, mediana, deviazione standard, minima e massima) e proporzioni. L’analisi dell’associazione tra i valori di laboratorio dei marcatori epatica prima e concomitante con l’uso di isoniazid è stata eseguita utilizzando il test t accoppiato con 95% CI, considerato con rilevanza statistica p ≤ 0,05%.

Risultati

Abbiamo analizzato 12 pazienti con un’età minima di 60 anni e un massimo di 74 anni, di cui il 75% (9) erano uomini (età media di 63 anni) e il 25% (3) erano donne (età media 68 anni). I pazienti avevano una media di 15 anni di infezione da HIV, che vanno da 7 anni minimo a 21 anni massimo (deviazione standard 4,8 anni).

Grafico 1. Percentuale di pazienti anziani affetti da HIV/AIDS in relazione al genere


Fonte: autore stesso

Grafico 2. Distribuzione di pazienti anziani con HIV/AIDS per età


Fonte: autore stesso

Grafico 3. Distribuzione di pazienti anziani affetti da HIV/AIDS per anni di infezione


Fonte: autore stesso

Grafico 4. Distribuzione dei risultati dei test di funzione epatica pre-TIC ALT, AST e GGT per pazienti anziani con HIV/AIDS.

Fonte: autore stesso

Tabella 1: Risultati mediani dei test di laboratorio della funzione epatica prima, concomitanti e post-TIC in pazienti anziani con HIV/AIDS.

Periodo Esami Esami Esami
AST (U/L) ALT  (U/L) GGT (U/L)
pre-TIC 24,5 23,0 34,5
TIC concomitante 31,0 22,5 39,0
post TIC 24,5 22,5 32,0

Fonte: autore stesso

C’è stato un aumento dei risultati di laboratorio concomitante con l’TIC uso di TIC nel 20,9% degli enzimi AST e 11,5% di GGT in relazione ai valori pre-trattamento.

In media, il risultato dell’AST concomitante con l’TIC (M 31,0 U/L) è stato superiore al risultato pre-TIC (24,5 U/L) con p – 0,02.

Discussione

La popolazione anziana aumenta nel mondo. (WHO, 2015). Nel presente studio, solo 2 pazienti di sesso femminile avevano 70 anni o più. È importante sottolineare che quando l’invecchiamento c’è anche un aumento delle malattie croniche con un maggiore uso di farmaci per controllare queste condizioni (RIBAS, 2014). Con l’aumento dei pazienti anziani affetti da HIV/AIDS, secondo i bollettini epidemiologici, ci sarà una maggiore necessità di follow-up da parte di un team sanitario multidisciplinare.

Per quanto riguarda il tempo di infezione da HIV, 4 pazienti (3 uomini e 1 donna) hanno avuto 20 anni o più di infezione da HIV. Il trattamento antiretrovirale presenta importanti reazioni avverse che associate all’invecchiamento possono portare a un peggioramento della qualità della vita per i pazienti. (HALLAL, 2010). L’uso di antiretrovirali e altri farmaci per malattie croniche o per combattere le reazioni avverse degli antiretrovirali può favorire l’epartotossicità. (FATIMA, 2009)

Quando si utilizza il farmaco isoniazid c’è stato un aumento degli enzimi marcatore funzione epatica (AST e GGT) rispetto ai test di laboratorio pre-trattamento che caratterizzano l’epatotossicità. Tuttavia, l’aumento non è stato superiore a 2 volte il valore di pre-trattamento che giustificava la sospensione dell’uso. (CONTEGGIO, 2009)

Un punto importante è che l’isoniazid per il trattamento preventivo della tubercolosi associato ad altri farmaci può presentare come un ulteriore fattore di rischio per l’epartotossicità nei pazienti anziani con HIV/AIDS.

Di fronte all’invecchiamento, alle malattie croniche associate e alla situazione di HIV/AIDS, i pazienti anziani possono eseguire un’intensa polifarmacia. (RAMOS, 2016) Da quel momento in poi, possono sorgere interazioni farmacologiche, reazioni avverse e intossicazioni e il farmacista può intervenire con questa popolazione con conoscenze ed esperienze specifiche nell’identificazione e nell’intervento nei problemi correlati alla droga.

CONSIDERAZIONI FINALI

L’epartotossicità relativa all’uso di isoniazid era presente nei pazienti anziani in terapia preventiva confermando la teoria relativa a questo farmaco. Tuttavia, non è stata sospensione del trattamento, tuttavia, in considerazione dell’uso della polifarmacia, è necessario seguire il paziente da parte del team multidisciplinare tra cui il farmacista clinico nella prevenzione delle complicanze epatiche.

RIFERIMENTI

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[1]
Master in Scienze Mediche – FMUSP, Specialista in Oncologia Multiprofessionale (IEPSL), Specialista in Pianificazione Educativa e Insegnamento dell’Istruzione Superiore (ESAB), Specialista in Farmacia Ospedaliera (FOC), Laureato in Farmacia Biochimica (USJT).

[2] Dottorato in Biotecnologia e Innovazione nella Salute. (Anhanguera). Laurea in Farmacia e Biochimica.

Inviato: Luglio 2020.

Approvato: settembre 2020.

Master in Scienze Mediche - FMUSP, Specialista in Oncologia Multiprofessionale (IEPSL), Specialista in Pianificazione Educativa e Insegnamento di Alta Formazione (ESAB), Specialista in Farmacia Ospedaliera (FOC), Laureato in Farmacia Biochimica (USJT).

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