Prima infanzia: la nuova agenda governativa

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DOI: 10.32749/nucleodoconhecimento.com.br/formazione-it/prima-infanzia
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ARTIGO ORIGINAL

BERNARDI, Iara [1], LIMA, Maria José Rocha [2]

BERNARDI, Iara. LIMA, Maria José Rocha. Prima infanzia: la nuova agenda governativa. Revista Científica Multidisciplinar Núcleo do Conhecimento. Anno 05, Ed. 09, Vol. 05, pp. 155-172. settembre 2020. ISSN: 2448-0959, collegamento di acesso: https://www.nucleodoconhecimento.com.br/formazione-it/prima-infanzia, DOI: 10.32749/nucleodoconhecimento.com.br/formazione-it/prima-infanzia

La cura istituzionale per i bambini piccoli, in tutta la storia del mondo, dell’America Latina e del Brasile, ha presentato diverse concezioni sulla loro funzione. La maggior parte di queste istituzioni erano destinate a servire solo i bambini poveri. Tuttavia, è molto recente l’istituzione di una politica nazionale per la prima infanzia, come investimento pedagogico, sociale, nella salute materna e infantile, economica ed educativa, che considera i bambini come soggetti di diritti e cittadini nel processo di sviluppo. Così, questo articolo intende ricostituire la traiettoria della nuova legislazione sulla prima infanzia, che obbliga i manager e i professionisti dell’istruzione, dell’assistenza sociale, della salute, della psicologia, della psichiatria in tutto il paese ad adattare le loro attività alle norme stabilite dalla legge. Detto questo, questo studio si basava su prove scientifiche; argomenti pedagogici e giuridici diffusi in Brasile negli ultimi tre decenni, soprattutto dopo la Costituzione dei cittadini del 1988, che ha promosso l’evoluzione della legislazione della prima infanzia. In cui è stato possibile osservare che solo nel 2006, con la creazione di FUNDEB, sono stati istituiti finanziamenti per l’istruzione della prima infanzia; nel 2016, il quadro giuridico della prima infanzia è stato sanzionato. E nel 2020, per la prima volta nella storia, l’infanzia è stata menzionata e inclusa negli allegati di tredici leggi dei piani plennali delle entità federate brasiliane, che es hanno effetto dal 2021 al 2023.

Parole chiave: Istruzione, sviluppo dei bambini, Legislazione sulla prima infanzia, quadro giuridico, piani plunali.

1. INTRODUZIONE

Questo articolo ha lo scopo di presentare parte della traiettoria della costruzione del nuovo sistema giuridico sull’educazione della prima infanzia, in particolare il quadro giuridico della prima infanzia, analizzando alcune argomentazioni filosofiche, pedagogiche, scientifiche, giuridiche, economiche e le lezioni apprese dalle esperienze di altri paesi che li giustificavano.

Questo studio è importante perché mira a diffondere informazioni sulla rilevanza della prima infanzia, che costituisce una nuova agenda governativa; informa sulla nuova normativa (2016) che la disciplina, avvertendo i dirigenti, i parlamentari, i professionisti nei settori dell’istruzione, della sanità e dell’assistenza sociale circa l’obbligo di rispettare la nuova legge, in modo che le attività gestiotive siano adeguate alle norme stabilite.

L’articolo è stato diviso in quattro parti: nella prima parte, è stata fatta un’approssimazione del tema, cercando di tornare alla questione pedagogica, più cruciale: perché l’educazione della prima infanzia? Per rispondere, abbiamo adottato la concezione di “educazione in tenera età” trovata nell’opera Sobre a Pedagogy, un’opera del 1803 del filosofo tedesco Imannuel Kant[3].

Nella seconda parte, vengono presentate le prove scientifiche che giustificano l’adozione di politiche per la prima infanzia. Tra i numerosi autori consultati per la preparazione della ricerca vi è lo psicoanalista inglese Donald Winnicott(1994); professori presso il Centro per lo sviluppo infantile dell’Università di Harvard: Shonkoff (2016); negli studi del Premio Nobel per l’economia James Heckman (2017); Laurista (2005), tra gli altri. Abbiamo anche consultato studi dell’American National Council for the Scientific Development of Children in Development (2013).

Tutti questi autori presentano le evidenze scientifiche, degli ultimi decenni, sullo sviluppo del bambino dalla gravidanza a sei anni, nei settori della salute materna – i bambini; neuroscienze, psicologia, psichiatria infantile, psicoanalisi infantile ed economia.

La parte tre dell’articolo discute la traiettoria della legislazione sull’istruzione della prima infanzia, in particolare sulla storia e l’elaborazione del quadro giuridico e sulla partecipazione di Vital Didonet dagli studi di Prado e Hai (2019); Bernardi e Rocha Lima (2016).

Questi autori hanno offerto sovvenzioni per comprendere la traiettoria istituzionale e la costruzione del quadro giuridico, dal momento che hanno partecipato alla commissione speciale che ha apprezzato il disegno di legge n. 6.998/2013, scritto da Osmar firmato da altri membri del Fronte parlamentare della prima infanzia, che ha dato origine al quadro giuridico della prima infanzia.

Infine, sottolineiamo l’impatto di questa politica di priorità della prima infanzia e le sue ripercussioni sulle agende governative, in particolare nei piani pluri delle 27 entità della federazione brasiliana.

2. PERCHÉ EDUCARE FIN DALL’ETÀ PIÙ TENERA, A KANT?

Nel lavoro On Pedagogy (1803) il filosofo tedesco Immanuel Kant, raccogliendo le famose lezioni, insegnato tra il 1776 e il 1784, presso l’Università di K’nisberg in Germania, nell’introduzione, afferma che “l’uomo è l’unica creatura che ha bisogno di essere istruita”. E continua le sue domande dicendo che “l’uomo non può diventare un vero uomo, ma con l’educazione, è ciò che l’istruzione lo rende” (KANT, 1999, p.11 a 15)[4].

All’alba dell’Illuminismo, ha già affrontato l’incompletezza biologica dell’essere umano e le adeguate esigenze di cura, cura ed educazione, che le scienze affronterebbe, molto più tardi, concludendo che il bambino umano è il nascere incompleto, esigente cura e, se abbandonato, muore.

Kant (1803) ha già offerto contributi pertinenti e dettagliati sull’importanza dell’educazione della prima infanzia, che ha definito fin dalla tenera età “l’educazione come cura (conservazione e trattamento) dell’infanzia” e l’educazione intesa da lui come “disciplina e istruzione con la formazione umana”. (KANT, 1999, p.11)

Per il filosofo, l’istruzione, per affrontare la maleducazione, che è l’acquisizione dei beni della cultura può essere acquisita in qualsiasi momento della vita. A differenza della disciplina che o impari presto, o sei senza speranza. Per Kant, è molto difficile disciplinare l’essere umano, dopo che “si abitua a seguire le proprie regole”. Questa forte tensione tra il desiderio dell’individuo e le aspettative della società sarà poi affrontata da Freud, nel suo lavoro intitolato Il malessere nella civiltà, che è un’indagine pervasiva sulle origini dell’infelicità e sui conflitti tra individuo e società. (KANT, 1999)

È impressionante che il filosofo, già affrontando l’importanza della prima infanzia per più di due secoli, a metà del XXI secolo, ci sia ancora una notevole ignoranza sull’argomento. E qualche decennio fa, la scienza stessa ha pattinato sull’argomento.

Kant afferma che “l’essere umano è allo stesso tempo neonato, uomo e discepol[5]o” avanzando in modo significativo nel campo della pedagogia, rendendo possibile comprendere, principalmente, il significato più ampio della pedagogia, dando accesso alla sala ante di nuove e recenti scoperte delle scienze nei campi della pediatria, delle neuroscienze, della psicoanalisi infantile e della psicologia sullo sviluppo infantile.

Infante, etimologicamente ha origine in latino e significa chi non parla; “che non ha ancora la capacità di parlare in modo intelligibile.” Così Kant (1999) rivela l’essere umano che si differenzia dagli animali che nascono con istinti, che garantiscono loro la sopravvivenza. A questo proposito, il bambino umano richiede attenzione e cura, che il filosofo chiama “cura (conservazione e trattamento)”. (il nostro griffin). E gli altri animali hanno fondamentalmente bisogno di nutrizione, ma non di maggiore cura, dal momento che il loro istinto permette loro fin dalla tenera età di sopravvivere.

Così, il filosofo ha già presentato solide basi per la costruzione di una pedagogia rivoluzionaria e ha invitato una vigorosa riflessione sulla condizione umana e sulle varie sfide pedagogiche, in ogni fase di sviluppo, a partire dal bambino e raggiungendo l’uomo appreso e responsabile.

2.1 “L’UOMO NON PUÒ DIVENTARE UN VERO UOMO, MA CON L’EDUCAZIONE”

Affermando che l’essere umano, oltre ad essere un bambino “è un uomo”, ci fa capire che “uomo” è il termine usato per designare quello che differisce dagli altri animali, dal punto di vista che “l’uomo è razionale e si differenzia dall’intelligenza”. Per Kant: “L’uomo è così naturalmente incline alla libertà che, dopo essersi abituato per molto tempo, gli sacrifica tutto”. (KANT, 1999, p. 13)

Questo sarebbe già il motivo esatto, per il quale è opportuno ricorrere molto presto alla disciplina, perché altrimenti “sarebbe molto difficile cambiare l’uomo più tardi”. E Kant (1999), conclude l’essere umano abituato a soddisfare tutte le sue volontà, “avrebbe seguito tutti i suoi capricci”.

L’essere umano non nasce come animali, con istinti che predefiniscono i loro comportamenti, come, può osservare nell’uccello brasiliano il Joo de Barro, per esempio, che fa la sua casa, per tutta la vita, nel modo previsto; o come le rondini, delicatamente scelte dal filosofo Kant, “che lascia solo l’uovo e ancora cieco, sanno smaltire nel nido in modo che gli escrementi in modo che gli escrementi in modo che gli escrementi in modo che gli escrementi caddero fuori dal nido”, ma sarà l’unico nido che farà e ripeterà per tutta la vita. (KANT, 2002, p.16 a 17).

Neuroscienziati come Jack P. Shonkoff, un pediatra americano, attualmente professore di salute e sviluppo infantile Julius B. Richmond FAMRI presso Harvard T.H., ha concluso nella sua ricerca che: dalla gravidanza e dalla prima infanzia, gli ambienti in cui il bambino vive, impara e la qualità delle loro relazioni con gli adulti hanno un alto impatto sul loro sviluppo cognitivo, emotivo e sociale. (SHONKOFF, 2016).

3. L’UOMO È CIÒ CHE L’EDUCAZIONE FA DI LUI

Il filosofo non si è fermato alla necessità di un’educazione della prima infanzia per soddisfare le esigenze di sopravvivenza fisica, ma ha affrontato una delle questioni più cruciali che è l’educazione, fin dalla tenera età, per soddisfare la mancanza di iscrizione genetica per le forme di seduzione, per controllare gli impulsi istintivi, per affrontare le emozioni, per comunicare e per socializzare.

Il filosofo Kant afferma che “per disciplina l’essere umano trasforma l’animale in umanità, diventando persone senza istinto”, bisognosi della propria ragione, per diventare singolare; e con l’interazione sociale raggiungeranno le qualità naturali che appartengono all’umanità. (KANT, 1999, p.12)

Così, l’educazione della prima infanzia è decisiva per soddisfare le drammatiche esigenze, le elaborazioni simboliche, poiché l’essere umano non nasce con iscrizioni per tutti i comportamenti pre-fissi, come palancas neri, antilopi che vivono nelle foreste dell’Angola, in gruppi, in cui il capo della mandria sceglie i pascoli, indica percorsi, nasconde i pericoli e combatte per competere per la leadership. Il palanca più forte, invece di distruggere il palanca più debole, mette la zampa sul collo dell’altro, e il combattimento finisce. (BERNARDI e ROCHA, 2016). In questo stesso testo introduttivo su Pedagogia, Kant (1999) dice: L’educazione forma il carattere e la capacità di padroneggiare alcune passioni e alcune inclinazioni. “Oltre a sviluppare le disposizioni naturali esistenti nell’essere umano, a vivere nella società e ad amare il bene”. (IDEM, p.11)

Per lui, “la specie umana è obbligata a estrarre da se stessa poco a poco, con i propri punti di forza, tutte le qualità naturali che appartengono all’umanità”. Oltre ad essere un bambino, l’uomo ha bisogno di sviluppare la propria ragione, non è armato di istinti, ha bisogno di “formare per sé il progetto della sua condotta”. E la sua elaborazione continua: “la disciplina impedisce all’uomo di deviare dal suo destino, di deviare dall’umanità, attraverso le sue inclinazioni animali”. La disciplina, secondo il filosofo, “deve contenere l’uomo, in modo che non si getti in pericolo come animale feroce, o come un pazzo”. (IDEM, 1999, p.12)

Nel 2017, lo scienziato James Heckman, Premio Nobel per l’economia, intervistato da Veja Magazine nel 2000[6], ha presentato i risultati dei suoi studi che rivelano: “le abilità non sono definite alla nascita o sono solo geneticamente determinate, ma sono influenzate dall’investimento dei genitori nei loro figli”.

In Brasile, tutta l’accento è posto sulle politiche pubbliche per la scuola elementare, ma lo scienziato avverte che: “c’è ancora molta ignoranza sulla prima infanzia”. E continua dicendo che una misura adeguata di svantaggio è più legata alla mancanza di qualità delle cure offerte dai genitori, al legame, alla coerenza e alla supervisione, rispetto al solo reddito familiare. (HECKMAN, 2017)

Per Heckman, il prezzo dell’abbandono, dell’abbandono e dell’abuso nella prima infanzia è alle stelle. “I paesi che non investono nella prima infanzia hanno tassi di criminalità più elevati, tassi più elevati di gravidanza adolescenziale e abbandono delle scuole superiori.”

4. LA DISCIPLINA FIN DALL’ETÀ PIÙ TENERA, CONTRO LA FEROCIA

Per il filosofo Kant, l’essere umano ha bisogno di essere un discepolo, di avere disciplina fin dalla tenera età, contro la ferocia, perché va contro gli impulsi istintivi. “La disciplina è il rimedio, amaro, ma decisivo contro la ferocia e deve essere insegnato fin dalla tenera età”, considerando il desiderio sfrenato dell’essere umano di libertà, secondo l’autore. E l’educazione fin dalla tenera età, “se non la disciplinamo fin dalla tenera età sarà molto difficile cambiare uomo” (KANT, 1999, p. 20).

Per Kant (1999), tra le scoperte umane ci sono due difficili e sono: l’arte di governare gli uomini e l’arte di edificarli. Kant ha lasciato un’eredità rilevante sulla condotta filosofica, etica e morale, contribuendo in modo unico all’istituzione dell’istruzione nella società moderna. Il riferimento al suo lavoro è di grande rilevanza per evidenziare e consolidare le lotte per le politiche e le pratiche sociali nella prima infanzia.

Beh, secondo il filosofo, per il bene della civiltà, l’individuo è oppresso, sì, nella sua spinta e vive nel malessere. E l’educazione ha esattamente come uno dei più, se non il ruolo più importante di disciplinare l’individuo per la matura convivenza sociale, quindi sano e democratico.

Si conclude che l’uomo non può diventare un vero uomo, ma con l’educazione, perché è ciò che l’educazione fa di lui.

Le idee di Kant influenzarono le concezioni filosofiche e pedagogiche nel XVIII secolo e rimangono attuali. Queste sono idee che sono state confermate da studiosi rinomati, nelle più diverse aree della scienza come: Neuroscienziati, pedagoghi, psicologi, psichiatri, economisti psicoanalisti e altri scienziati sociali del XX e XXI secolo. Come nelle prove scientifiche degli ultimi decenni.

4.1 LE EVIDENZE SCIENTIFICHE RIVELANO CHE LA PRIMA INFANZIA DECIDE IL FUTURO

Negli ultimi cinquant’anni, più di diecimila studi sono stati pubblicati solo nella letteratura scientifica in inglese, valutando programmi tra il periodo dall’assistenza prenatale alla scuola materna. E questi studi si concludono con l’importanza decisiva della cura, della cura e dell’istruzione della prima infanzia, secondo Jack Shonkoff (2016)[7].

Per gli studiosi l’inizio è anche prima della nascita, durante la gravidanza. Ci sono molti fattori che influenzano lo sviluppo del bambino: la salute della madre, se ha una buona alimentazione, se ha una buona gravidanza o se è malata, o indignata, se è un utilizzatore di alcol, cocaina, ecc.

In questa fase della prima infanzia, la cura, l’attenzione, l’abbraccio e l'”attaccamento” sono essenziali per la costituzione di essere, per essere e continuare ad essere, come insegnano pediatri, psichiatri e psicoanalisti.

Le recenti scoperte di neuroscienze, psicologia, psicoanalisi, pediatria ed economia giustificano inconfutabilmente la necessità di attenzione, cura e istruzione della prima infanzia (da 0 a 6 anni); e nella prima infanzia, come avvertono gli studiosi che avvertono per i primi mille giorni di vita (circa 270 giorni di gestazione – 365 giorni x 2 anni), la “prima infanzia”, come particolarmente importante.

Il pediatra e psicoanalista inglese Donald Winnicott (1896-1971), oltre a coniare l’espressione “buona madre”, ha capito che “la madre abbastanza buona è quella che permette al bambino l’illusione della creazione del seno”. E in questo modo, il bambino sperimenta quella dell'”onnipotenza primaria”, che è la base del fare creativo. Lo psicoanalista ha anche la concezione della “percezione creativa della realtà, come esperienza del sé, il nucleo singolare di ogni individuo” (WINNICOOT, 1994, p.18).

Crea un insieme di espressioni che non erano comuni alla psicoanalisi, come “l’azienda” che può essere intesa come “sostegno” e una serie di azioni praticate dalla madre, con l’obiettivo di offrire sostegno al suo bambino. In questo concetto, gli atti di allattamento al seno sono inclusi, con dedizione al momento; lo sguardo al bambino e sostenere il suo sguardo; la fermezza con cui lo sostiene; l’affetto e la soddisfazione della madre e del bambino. Da questa holding, la fiducia nell’ambiente, l’altro e la vita dipenderà (WINNICOOT, 1994)

Con le attuali risorse tecnologiche si può osservare l’evoluzione del bambino umano in modo sempre più preciso. Gli studi sulle neuroscienze riferiscono che il cervello del bambino umano, in qualsiasi parte del mondo, ha 100 miliardi di neuroni, che si formano prima della 20a settimana di gestazione.

Il peso del cervello del neonato è in media di 330 grammi. Il cervello del bambino è nato pronto, ma incompiuto. E chi ta terminerà questo cervello è un peso genetico, che il bambino ha e l’ambiente che troverà. Sempre secondo la pediatra Laurista Corrêa (2005), ogni neurone esegue da 1 (uno) mille a 10.000 sinapsi, collegandosi così con altri neuroni. A rigor di termini, “in ogni centimetro di corteccia ci saranno 100.000 neuroni e un miliardo di sinapsi.” All’età di tre anni, il cervello del bambino umano pesa già 1.100 grammi e negli adulti 1.400 grammi, secondo il pediatra. (2005, p.13)

In Neuroscience questo fenomeno si chiama plasticità e si riferisce alla possibilità di flessibilità e adattabilità del cervello, per riconfigurarsi per affrontare una nuova sfida, secondo lo scienziato Jack Shonkoff. E però, lo considera non una buona notizia dalla biologia: “la capacità di cambiare i tuoi circuiti diminuisce con l’età.” Per Shonkoff, “la plasticità del cervello è a livelli ottimali alla nascita e nella prima infanzia” e lo scienziato illustra: “I bambini hanno così tante sinapsi che il loro cervello può crescere in tutte le direzioni. Puoi parlare qualsiasi lingua del mondo. Con l’età diventa sempre più difficile.” (SHONKOFF, 2016, p.97)

Nel primo anno di vita, si osserva che si tratta di una fase di apprendimento intenso del bambino e delle sue esperienze, la sicurezza, la fiducia nelle condizioni favorevoli dell’ambiente sono come o più rilevanti delle caratteristiche genetiche. Da 3 a 5 anni c’è una grande escalation nelle destrezza, soprattutto nella capacità di concentrazione, ma questo sviluppo richiede stimoli. (SHONKOFF, 2016)

Anche per James Heckman, che è stato il primo direttore del Center for the Economics of Human Development (CEHD) dell’University of Chicago (2017), dice: La prima infanzia è molto importante, una fase di sviluppo frenetico, in cui le prime sensazioni ed esperienze nella vita sono segnate e preparano le basi su cui si costruiranno le “conoscenze ed emozioni”. Il successo o il fallimento di un essere umano dipende, in una certa misura, dalle prime esperienze del bambino. (HECKMAN, 2017)

Numerose ricerche hanno rivelato che le differenze sociali, la capacità di messa a fuoco non si basa sulla genetica, ma sull’esperienza e su quanto sia prevedibile l’ambiente. Il periodo di sviluppo più veloce di queste competenze è tra 3 e 5 anni e non c’è sviluppo automatico.

In Brasile, purtroppo, l’attenzione educativa era ed è ancora molto focalizzata sulla scuola elementare, all’età di sei anni, non riuscendo così ad approfittare del miglior periodo di sviluppo e delle possibilità cerebrali più fruttuosi.

Contrariamente a tutte le prove scientifiche, in Brasile, l’alfabetizzazione è rinviata a otto anni, giustificando che il processo di iniziazione a leggere e scrivere per i bambini piccoli (cinque e sei anni) è quello di rubare la loro infanzia. Questo è vero solo per i bambini delle classi popolari, perché quelli della classe media e superiore se non sono alfabetizzati a sei anni sono indirizzati allo psicopedagoga, logopedista, psicologo, neurologo e anche psichiatra.

Il grande impatto positivo negli Stati Uniti, ad esempio, è il risultato di programmi intersorali che combinano l’assistenza sanitaria; assistenza sociale alle famiglie povere; nei centri diurni e nelle scuole materne. Tutti organi articolati per dispensare attenzione e cura al bambino non solo in questioni materiali, economiche, ma educative.

Gli studiosi della prima infanzia hanno messo in evidenza la forza dell’ambiente, la famiglia e la vita sociale nello sviluppo e nella traiettoria della vita di un bambino. Per questo motivo, un bambino stimolato precocemente sarà a vantaggio di un altro che non ha ricevuto tali incentivi.  Pertanto la prima infanzia è una finestra di opportunità e rischi.

Periodo da 0 a 6, in particolare 1.000 giorni di vita di un bambino, è un momento di intenso aumento del cervello e intense connessioni sinatiche. Questi fenomeni cerebrali favoriscono l’apprendimento. Anche se non è impossibile imparare in altre fasi della vita. A differenza di ciò che sappiamo nel senso comune: “quel vecchio pappagallo non impara a parlare”, i neuroscienziati trovano che ci sono periodi di vita che sono più fertili per l’acquisizione di certe conoscenze. Ad esempio, prima è meglio è per l’alfabetizzazione di un bambino e per l’apprendimento di altre lingue.  Nella fase 15-25 anni c’è un altro picco di sviluppo delle competenze, ma questi sono differenziati, ad un livello superiore: risolvere i problemi, controllare gli impulsi, fare piani, ma queste competenze dipenderanno, in qualche modo, quelle sviluppate nella prima infanzia, dove tutto inizia.

5. BREVE STORIA DELLA LEGISLAZIONE SULLA PRIMA INFANZIA

Nel suo lavoro la Storia Sociale del Bambino e la Famiglia Philipe Ariès (1981) registra che il concetto di infanzia si è formato in una costruzione sociale delineata alla fine del XVII secolo e consolidata alla fine del XVIII secolo. Più vicino al XVIII secolo, in qualche modo, si consolidano le ipotesi secondo cui “i primi anni di vita sono essenziali nella vita di un bambino in modo da avere, in futuro, la qualità della vita”. Per Ariés, c’era un’indifferenza della scuola verso l’educazione della prima infanzia. (ARIÉS, 2006, p.124 e 125)

In Brasile, dal lancio del Manifesto dei Pionieri della Nuova Educazione nel 1932, educatori e intellettuali, tra cui Ansio Teixeira, hanno difeso l’educazione della prima infanzia, ma questo è stato efficace solo nella Costituzione federale del 1988 – CF/88 (LIMA, 2006, p.20).

Tra il 1974 e il 1990 sono iniziate le prime azioni, registrate, sull’educazione pre-scolastica presso il Ministero dell’Istruzione, secondo Prado e Hai (2019, p.318), che hanno studiato l’esperienza e la traiettoria di gestione di Vital Didonet con il Ministero dell’Istruzione (1974-1990): costruendo percorsi per l’educazione della prima infanzia brasiliana.

In un articolo pubblicato, nell’ambito della ricerca di dottorato, il Prado e l’Hai (2019, p.320) hanno raccolto documenti sull’educazione prescolare, alcuni nel pubblico dominio come: “Diagnosi preliminare dell’istruzione prescolare” del 1975; la collezione “Frequenza prescolare”, volumi 1 e 2 del 1977; il documento “Educazione prescolasa: una nuova prospettiva nazionale”, del 1975; “Piani settoriali” del 1976 e del 1980; “Legislazione e norme dell’istruzione prescolare” del 1979, tra gli altri. (PRADO e HAI, 2019, p.321)

Sono stati raccolti anche documenti, mai analizzati, ma che sono contenuti negli archivi dell’ex Coepre, attualmente chiamato Coordinamento dell’Educazione della Prima Infanzia (Coedi) all’interno del Ministero dell’Istruzione (MEC), quali:

Il “Rapporto 74” (l’unico di pubblico dominio) e i documenti: “THE DEF e Pre-School Education” del 1979; “Il bambino nei piani costituenti e governativi: documento di sintesi” (1986); la “Storia del bambino e della campagna costituente” (1988); Relazioni di incontri nazionali e regionali sul “Programma comunale di educazione prescolasa” (tra il 1986 e il 1989); “Rapporti” di circolazione interna; piani d’azione e/o orientamenti politico-pedagogici tra il 1986 e il 1989; che mostrano alcune strategie e azioni di Coepre, per quanto riguarda le esigenze del MEC e le esigenze del tale coordinamento. (PRADO e HAI, 2019)

Secondo gli autori, la prima azione nel settore dell’istruzione prescolare, nell’ambito del MEC, ha avuto origine nel Consiglio federale dell’istruzione (CFE) dall’indicazione n. 45/1974, il consigliere Eurides Brito da Silva. E più tardi, il CFE ha offerto parere No. 2,018/74, dal consigliere Paulo Nathanael Pereira de Souza. (Brasile, 1979). (PRADO e HAI, 2019)

È molto importante sottolineare che il discorso di Coepre mirava a soddisfare una richiesta del MEC, che era quello di sostenere la necessità di istruzione prescolare, per affrontare i problemi di alti tassi di ripetizione e di abbandono a livello di primo grado (appuntamento al momento dell’attuale scuola elementare).

Fin dai primi anni ’80, alcuni accademici hanno influenzato e contribuito alla preparazione di documenti in COPRE / MEC come: Alceu Ravanello Ferrari, Fàlvia Rosemberg, Maria Machado Malta Campos, Sonia Kramer, tra gli altri. (IDEM, 2019, p.322)

Questi documenti gettano le basi per il futuro dell’istruzione prescolare, ancora sotto la base del fatto che si trattava di una politica sociale, che favoriva il successo dell’istruzione di primo grado, considerata una priorità per la politica dell’istruzione pubblica.

Si sono inoltre alleati con questo processo, soprattutto durante gli organismi internazionali come il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (UNICEF) e l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’istruzione, la ricerca scientifica e culturale (UNESCO), offrendo contributi da esperienze in altri paesi e nella ricerca internazionale.

Così, le condizioni storiche sono state create per soddisfare la premence del MEC e includere l’educazione dei bambini piccoli, all’interno del governo federale. Per questo, sono stati fondati due eventi: “Campanha Nacional Criana” e “Programma Costituente e comunale di educazione prescolare”, dal momento che hanno creato convergenze negli sforzi per raggiungere l’obiettivo di promuovere l’istruzione dei bambini piccoli.

È registrato sul sito web della Camera dei rappresentanti, intitolato Plenarinho, che la Costituzione del 1988 (CF/88) ha avuto un’importante partecipazione dei bambini.

La proposta “Bambino, priorità nazionale”, sui diritti dei bambini nell’Assemblea Costituente, è stata preparata da specialisti e persone mobilitate in tutto il paese, e ha ricevuto più di 1,4 milioni di firme da bambini e adolescenti. A Minas Gerais e Mato Grosso, hanno anche fatto mini assemblee costituenti, inviando le idee ai parlamentari. La Minicarta de Minas, datata 1987, ha riunito una serie di proposte innovative, come “L’istruzione gratuita e obbligatoria dall’età di 4 anni, comprese le forniture scolastiche e il cibo” e il “Pass gratuito sui trasporti pubblici agli studenti.

Nella Costituzione del 1988, la popolazione dei bambini aveva le garanzie di cui agli articoli 227 e 228, anni dopo ampliata con lo Statuto dei bambini e degli adolescenti. Nel 1993, il Fronte parlamentare per la difesa dei bambini e degli adolescenti è stato creato nel Congresso Nazionale, che ha svolto un ruolo rilevante nella stesura della legge sulle linee guida di base dell’istruzione (LDB) nel 1996, garantendo l’istruzione della prima infanzia come prima fase dell’istruzione di base.

Nel 2006, i bambini brasiliani hanno ottenuto il riconoscimento nella legge di diritto e, infatti, con il più grande successo nella storia dell’infanzia brasiliana, con l’approvazione dell’emendamento costituzionale n. 53 del 19 dicembre 2006, che ha creato il Fondo per il mantenimento e lo sviluppo dell’istruzione di base e la valorizzazione dei professionisti dell’istruzione (FUNDEB) nella sua arte. , voce XXV, stabilisce l’assistenza gratuita per i bambini e le persone a carico dalla nascita ai cinque anni di età negli ascele diurni e nelle scuole materne e in Arte. 208, punto IV, garantendo l’offerta di istruzione della prima infanzia, in asilo nido e in età prescolare, a bambini fino a 5 (cinque) anni di età, offerta che è diventata obbligatoria per i bambini di 4 e 5 anni, dal 2016. (BERNARDI e ROCHA, 2016, p.163)

Nel 2007, al Senato federale, la Commissione per la Prima Infanzia è stata ufficialita’, che ha tenuto, per undici anni, audizioni pubbliche sulla prima infanzia, sotto il coordinamento tecnico di Lisle Lucena. Iniziato con l’istituzione della Settimana Nazionale per la Prevenzione della Violenza nella Prima Infanzia, creata dal Disegno di legge n. 340 del 2005, scritto dal senatore Pedro Simon. E ha pubblicato una raccolta di annali che costituiscono un materiale prezioso per i ricercatori.

E nel 2009, con l’approvazione dell’emendamento costituzionale n. 59/2009, che ha reso obbligatoria la fornitura di istruzione di base per tutti i brasiliani. Il CF è entrato in vigore con le seguenti modifiche: “Art. 208. I – istruzione di base obbligatoria e gratuita dei quattro (quattro) a 17 (17) anni di età” (BERNARDI e ROCHA, 2016, p.163). Nel 2010 è stato creato il National Early Childhood Network (RNPI), che ha ottenuto l’approvazione da parte della CONANDA del Primo Piano Nazionale per la Prima Infanzia (PNP[8]I) (IDEM, 2016).

Il Piano Nazionale di Educazione – PNE-, creato dalla Legge n. 13.005/2014, che ha stabilito le linee guida, gli obiettivi e le strategie per la politica educativa per i prossimi dieci anni. Il PNE porta nel primo obiettivo la cura della prima infanzia, con l’espansione dell’assistenza negli asili nido; assistenza obbligatoria da 4 a 5 anni; e l’universalizzazione della scuola elementare, dall’età di sei anni.

Sempre nel 2014, l’RNPI ha avviato il movimento per l’approvazione della legge n. 6.998/2013, firmata da Osmar firmata da altri membri del Fronte parlamentare per la prima infanzia, che modifica l’articolo 1 e inserisce disposizioni sulla prima infanzia nella legge n. 8.069 del 13 luglio 1990, che prevede lo Statuto del bambino e dell’adolescenza, – legge n. 8.069, del 1990 – sul decreto legge n. 3.689 del 3 ottobre 1941 – Codice di procedura penale; il consolidamento delle leggi sul lavoro – CLT, approvato dal decreto-legge n. 5.452, del 1 maggio 1943; Legge n. 11.770 del 9 settembre 2008 e legge n. 12.662 del 5 giugno 2012.

Nel 2016 viene creata la legge n. 13.257 del “Quadro giuridico della prima infanzia”. Una delle leggi più avanzate al mondo, che per la sua elaborazione ha riunito entità e ha avuto come consulenti scienziati, medici e psicologi in partnership con le università di Harvard, USP, Unicamp e PUC-RS.

Nel 2020, per la prima volta nella storia, la commissione congiunta per i piani, i bilanci pubblici e la supervisione del Congresso nazionale ha presentato un parere preliminare al disegno di legge del piano plustinato 2020-2023, evidenziando il programma 5024 per l’assistenza integrale all’infanzia precoce, con l’obiettivo di ampliare la cura dei bambini (dalla gravidanza a sei anni) degli attuali 357.000 beneficiari a 3 milioni entro la fine del 2023″. (LIMA, 2020).

5.1 BAMBINI E ADOLESCENTI IN PIANI PLU’

Le recenti scoperte della scienza come neuroscienze; biologia molecolare e genomica e ipergenetica; psicoanalisi, la psicologia ha influenzato la comprensione dell’importanza dei primi anni dell’infanzia; e il loro impatto sull’apprendimento, il comportamento e la salute fisica e mentale dei bambini.

Il bambino umano (l’essere umano) è biologicamente strutturato per imparare. Questo essere dipende interamente dall’apprendimento della vita; dipende dall’altro per tutto e se abbandonato nelle prime ore di vita morirà, quindi l’educazione deve essere paragonata al diritto alla vita. (BERNARDI e ROCHA, 2016)

Non volendo diminuire gli altri diritti sociali, si desidera solo sottolineare che tutti questi diritti non si realizzino se non fossero per l’istruzione.

Le esperienze dei programmi internazionali rivelano il potente ruolo della famiglia, e questa conoscenza ha promosso una grande sinergia nei settori dell’istruzione, dell’assistenza sociale, della psicologia, delle scienze mediche, in particolare delle neuroscienze per includere la prima infanzia nell’agenda dei governi.

Si osserva che il quadro giuridico, le conoscenze scientifiche e le argomentazioni sulla premence della protezione dei bambini, degli adolescenti e della prima infanzia non hanno ancora corrispondere alle assegnazioni delle risorse di bilancio nei piani pLU (PPA).

CONSIDERAZIONI FINALI

In cinque decenni di applicazione e valutazione di programmi sociali ed educativi per la prima infanzia, secondo Jack P. Shonkoff Director del Center for Child Development dell’Università di Harvard ha accumulato prove, che supportano strategie di intervento che possono migliorare la vita e le aspettative future dei bambini nati in contesti di vulnerabilità.

In Brasile, va notato che i progressi nelle politiche pubbliche per la prima infanzia sono molto rilevanti. Sono stati costruiti un quadro giuridico avanzato e i principali programmi governativi, come: The Affectionate Brazil Program of the Federal Government, creato dalla legge n. 570 del 14 maggio 2012. Il programma Happy Child, quest’ultimo intende servire 3 milioni di bambini nei prossimi anni. I risultati sono ancora incipienti, solo nel 2016 è stato approvato il quadro giuridico della prima infanzia. E quando è stato redatto il 2016-2019 del PPA, il tema della prima infanzia non è stato ancora incluso nelle agende del governo.

La Consulenza Legislativa di Bilancio e Supervisione Finanziaria della Camera dei Deputati nello Studio Tecnico n. 20/2020 che ha studiato le leggi, i documenti, sui siti dei governi statali, sui riferimenti espliciti a bambini, adolescenti e la prima infanzia nel 2016-2019 e 2020-2023 del PPA, ha rilevato che solo due unità della Federazione sono state registrate.

La prima infanzia, secondo la consulente legislativa della Camera dei deputati, Jàlia Marinho Rodrigues, dell’Area tematica XVI – Diritti umani, donne e famiglia, è una politica pubblica molto recente. Forse non menzionato per questo, anche negli allegati del PPA dal 2016 al 2019. Solo il Distretto Federale ha fatto apparire gli Allegati.

Per quanto riguarda l’inclusione dei termini bambini e adolescenti nei piani plunali 2020-2023, va sottolineato che tre Stati li hanno inclusi nel corpo della legge, vale a dire, li hanno menzionati esplicitamente.

Per quanto riguarda la prima infanzia, nei 27 PPA analizzati, che hanno effetto dal 2020 al 2023, solo ad Alagoas si è parlato della prima infanzia come priorità nel corpo della legge.

C’è stato un aumento significativo dei record sulla prima infanzia negli Annexes del PPA dal 2020 al 2023.  Dei 27 PPA, 13 (tredici) hanno cominciato ad avere un riferimento esplicito negli allegati, quando nel periodo precedente solo un piano statale menzionava la prima infanzia.

La lotta continua per la prima infanzia, in tutte le agende governative del paese. In Brasile, per cambiare il corso della storia, il paese, superando le disuguaglianze sociali; fallimento scolastico; la delinquenza giovanile sta cambiando con urgenza l’inizio della vita dei bambini piccoli, sicuramente compresa la prima infanzia nell’agenda governativa.

RIFERIMENTI

ARIEL, P. A rudeza da infância escolar. História Social da Criança e da Família: tradução de Dora Flaksman.- 2.ed.-Rio de Janeiro:LTC, 2006. p.124 a 125.

BERNARDI, I.; Lima, M. J. R. Educação Infantil: um direito fundamental. Avanços do Marco Legal da Primeira Infância. Centro de Estudos e Debates Estratégicos – Cedes: Câmara dos Deputados. Brasília. p. 63 a 169.

CORRÊA, L. Importância da Perinatalidade na Prevenção da Violência. Onze anos de Audiências Públicas: Senado Federal, 2017/2018. (2005, p.13)

____, De olho no orçamento da criança e do adolescente. Planalto em Pauta, Opinião, 25/07/2020, Brasília, 2020. Disponível em <https://planaltoempauta.com.br/de-olho-no-orcamento-para-as-criancas-e-adolescentes/>. Acesso em 02 ago 2020.

HECMAN, J. James Heckman e a importância da educação infantil – O Nobel de Economia, diz que investir nos anos iniciais das crianças é o caminho para o país crescer. Revista Veja, São Paulo 22/09/2017. Disponível: em: <https://veja.abril.com.br/revista-veja/james-heckman-nobel-desafios-primeira-infancia/>. Acesso em 17 ago 2020.

KANT, I. (1724 a 1804). Sobre a Pedagogia. Tradução de Francisco Cock Fontanella. 2ª Edição Piracicaba: Editora Unimep, 1999, p.6 a 20.

LIMA, L.O. A construção do homem segundo Piaget: uma teoria da educação. São Paulo: Summus. 1984, p. 19.

LIMA, M. J. R. Origens dos fundos para educação: breve histórico. Fundeb: Fundo de Manutenção e Desenvolvimento da Educação Básica e de Valorização dos Profissionais da Educação: avanços na universalização da educação básica. Organização Maria José Rocha Lima e Vital Didonet. – Brasília: Instituto Nacional de Estudos e Pesquisas Educacionais Anísio Teixeira, 2006.

PORTELLA, O. Vocabulário Etimológico Básico do Acadêmico de Letras da UFPR. Disponível em <file:///C:/Users/Lucas/Downloads/19320-68564-1-PB%20(2).pdf.>. Acesso em 13 ago 2020

PRADO, E. F. G.; HAI A. A. A experiência e trajetória de gestão de Vital Didonet junto ao Ministério da Educação (1974-1990): construindo caminhos para a educação da primeira infância brasileira. Revista de Educação PUC-Campinas, v.24, n.2, p.318-338, 2019.

RODRIGUES, J. M. Estudo Técnico nº 20/2020. Consultoria Legislativa de Orçamento e Fiscalização Financeira: Área Temática XVI – Direitos Humanos, Mulher e Família. Câmara dos Deputados. Brasília. 2020, (p.6, 7, 8, 10 e 12).

SANTOS, D. D. et. al. (Coord. Comitê Científico do Núcleo Ciência pela Infância). O Impacto do Desenvolvimento na Primeira Infância sobre a Aprendizagem. 2ª edição. São Paulo: Fundação Maria Cecília Souto Vidigal, 2015.

SHONKOFF, J. Investindo em ciência para fortalecer as bases da aprendizagem, do comportamento e da saúde ao longo da vida. Avanços do Marco Legal da Primeira Infância. Centro de Estudos e Debates Estratégicos – Cedes: Câmara dos Deputados. Brasília, p. 89 a 102.

WINNICOOT, D. W. Os Bebês e Suas Mães. Tradução: Jefferson Luiz Camargo. Martins Fontes: São Paulo. 1994, p.18, 20 e 21.

APPENDIX – RIFERIMENTI FOOTNOTE

3. Kant nacque in Prussia il 22 aprile 1724. Nel XVIII secolo, 1776/1777, 1783/1784 e 1786-1787, insegnò loro lezioni di pedagogia presso l’Università di K’nisberg in Germania. Nel 1803 le sue lezioni sono state pubblicate nell’opera intitolata “On Pedagogy”, che è stata tradotta, in Brasile, da Francisco Cock Fontanella nel 1999, preservando le caratteristiche originali della pubblicazione, secondo le Opere Complete di Immanuel Kant, Tomo IX, della Royal Prussian Academy of Sciences, 1923 ( p.6)

4. KANT, Immanuel (1724-1804) Su Pedagogia (1803) Tradotto da Francisco Cock Fontanella. 2nd ed. Piracicaba: Unimep Publishing House, 1999. 107 pag.

5. La parola infantile etimologicamente dell’infanzia latina – “età in cui il bambino non parla ancora”. Lo lat. infantia, de in: negao , fari, fatus: falar. Così infantile: quello che non dici. Etimologicamente Uomo: “terra”. Da lat. homo, omini: terra, terra, dove il lat. humus: humus, terra, terra. L’Essere Umano Homo Sapiens – “Wise Man”. E discepolo della Disciplina Latina – “Quello che si impara”. Da lat. discisso, di disciplina, di discourina: imparare. Discipulus, “studente, seguace, studente”, discere, “imparare”, formato da Dis -, “Out”, più Capere, “prendere, afferrare (intellettualmente)”.  Disponibile in Oswaldo Portela. Vocabolario etimologico di base dell’Accademico delle Lettere Università Federale di Parano. file:///C:/Users/Lucas/Downloads/19320-68564-1-PB.pdf. Consultazione tenutosi il 13/08/2020

6. James Heckman e l’importanza dell’educazione della prima infanzia. https://veja.abril.com.br/revista-veja/james-heckman-nobel-desafios-primeira-infancia/

7. Dati presentati alla conferenza di Jack Shonkoff in corso al II Seminario Internazionale del Quadro Giuridico della Prima Infanzia, alla Camera dei Rappresentanti, il 07 maggio 2014.

8. Bambini nella Casa Costituente https://plenarinho.leg.br/index.php/2018/11/as-criancas-na-constituinte/
[1]
Laurea magistrale in Biodiversità, con specializzazione in Executive Leadership in Early Childhood Development presso l’Università di Harvard.

[2] Master e dottorato in Istruzione. Presidente della Casa dell’Istruzione Ansio Teixeira.

Inviato: agosto, 2020.

Approvato: settembre 2020.

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