Salute

La sistematizzazione dell’assistenza infermieristica ai pazienti potenziali donatori di cornea: una revisione integrativa della letteratura

ARTICOLO DI REVISIONE

CRUZ NETO, Manoel Samuel [1], NEGRÃO, Renata de Jesus da Silva [2], RAMALHO, Jully Grace Freitas de Paula [3], CORDOVIL, Darciane Coelho [4], PANZETTI, Tatiana Menezes Noronha [5], FECURY, Amanda Alves [6], DENDASCK, Carla Viana [7], DIAS, Cláudio Alberto Gellis de Mattos [8], MOREIRA, Elisângela Claudia de Medeiros [9], SOUZA, Keulle Oliveira da [10], SILVA, Gleicy Trindade [11], CUNHA, Glenda Fonseca [12], PINHEIRO, Shirlei Sueli Frias dos Santos [13], OLIVEIRA, Euzébio de [14]

CRUZ NETO, Manoel Samuel. et al. La sistematizzazione dell’assistenza infermieristica ai pazienti potenziali donatori di cornea: una revisione integrativa della letteratura. Revista Científica Multidisciplinar Núcleo do Conhecimento. Anno. 07, Ed. 03, Vol. 04, pp. 101-113. Marzo 2022. ISSN: 2448-0959, Link di accesso: https://www.nucleodoconhecimento.com.br/salute/donatori-di-cornea, DOI: 10.32749/nucleodoconhecimento.com.br/salute/donatori-di-cornea

RIEPILOGO

Introduzione: Il trapianto di cornea è un intervento chirurgico che consiste nella sostituzione di una porzione malata della cornea di un paziente con una cornea sana, al fine di migliorare la visione o correggere perforazioni oculari. Con l’avanzamento degli studi, delle tecniche di rianimazione e di supporto vitale, l’attività cerebrale è diventata determinante per definire la vita e la morte di un individuo, collegando così la morte a criteri neurologici. La cura dei pazienti in morte cerebrale, potenziali donatori di cornea, è caratterizzata come un’attività complessa, implementata dal team multiprofessionale che opera nell’unità di terapia intensiva per adulti con la sistematizzazione dell’assistenza infermieristica sul posto di lavoro. L’infermiere assicura che la qualità dell’assistenza sia permanente. Obiettivo: Applicazione della sistematizzazione dell’assistenza infermieristica, secondo la tassonomia NANDA, nei pazienti in morte cerebrale, per la preservazione della cornea di questo potenziale donatore. Metodo: Si tratta di una Revisione Integrativa della Letteratura. La raccolta dei dati è stata effettuata in tre momenti: verifica delle parole chiave, ottenimento del campione e sintesi dei dati. Risultati e discussione: 12 articoli hanno contribuito positivamente alla ricerca, presentando argomenti come: Perdita del potenziale donatore dovuta alla manutenzione assistenziale e necessità della sistematizzazione nell’assistenza infermieristica; Strategia per la diagnosi precoce di morte cerebrale e l’Importanza di una commissione di supporto assistenziale. Dopo la lettura e l’identificazione, sono emerse categorie nella ricerca, evidenziando in modo soddisfacente le condizioni che supportano le donazioni di organi e tessuti. Conclusione: È stato possibile identificare l’assenza dei protocolli di sistematizzazione dell’assistenza infermieristica nell’Unità di Terapia Intensiva e, di conseguenza, la diminuzione dei trapianti di cornea, evidenziata dalla mancanza di strategie precoci per la diagnosi di morte cerebrale.

Parole chiave: Morte Cerebrale, Assistenza Ospedaliera, Cornea, Donazione di organi e tessuti.

1. INTRODUZIONE

Il trapianto di organi e tessuti è un processo che inizia con la donazione di una delle parti del corpo umano, essendo un’alternativa terapeutica sicura ed efficace nel trattamento di diverse malattie che causano insufficienza o fallimento di alcuni organi o tessuti, determinando un miglioramento della qualità della vita delle persone e potendo aumentare la sopravvivenza dei pazienti che ricevono l’organo trapiantato. Per iniziare il trapianto è necessario chiarire l’intero processo, soprattutto tra i professionisti della salute e la famiglia del paziente, poiché senza l’autorizzazione della famiglia il trapianto potrebbe essere annullato (LIMA; BATISTA; BARBOSA, 2013).

Con l’avanzamento degli studi, delle tecniche di rianimazione e di supporto vitale, l’attività cerebrale ha definito la vita e la morte dell’individuo, legando così la morte a criteri neurologici, evolvendo verso quello che conosciamo attualmente come Morte Encefalica (ME) (GUETTI; MARQUES, 2008).

Nel 1991, il Consiglio Federale di Medicina (CFM) ha regolamentato la diagnosi di morte encefalica, definendola come una situazione irreversibile di tutte le funzioni respiratorie e circolatorie o la cessazione di tutte le funzioni del cervello, incluso il tronco cerebrale (CAVALCANTE; et al., 2014).

Il ruolo dell’infermiere è richiedere l’autorizzazione al responsabile legale del paziente tramite un Termo di Consentimento Libero e Informato (TCLE), garantendo il diritto di discutere la donazione dell’organo con la famiglia e assicurando che il processo di donazione possa essere sospeso in qualsiasi momento. È necessario anche prestare assistenza ai riceventi delle cornee, applicando la Sistematizzazione dell’Assistenza Infermieristica (SAI), nei periodi pre e post prelievo dell’organo. In vista di ciò, il ruolo dell’infermiere è di fondamentale importanza, poiché partecipa a tutti i processi di donazione della cornea, dalla sua approvazione con la famiglia fino alla manutenzione del tessuto prelevato.

Parlando della sistematizzazione dell’assistenza infermieristica nei pazienti potenziali donatori di cornea, è indispensabile l’importanza dell’infermiere, poiché partecipa all’intero processo, dal consenso familiare fino alla manutenzione del tessuto prelevato. Il prelievo della cornea è una procedura complessa per entrambe le parti (donatore e ricevente). Esistono condizioni qualificanti per il trapianto e l’infermiere è il professionista qualificato per soddisfarle. Si osserva che, nonostante l’avanzamento tecnologico ospedaliero, questo non sostituisce la sistematizzazione dell’assistenza infermieristica e la sua importanza per consolidare le dovute fasi. È imperioso che i professionisti infermieristici siano in costante aggiornamento, il che darà loro sussidi per maggiori cure nella gestione della cornea (FACESA, 2019).

Il trapianto di cornea è una delle procedure di maggior successo tra i trapianti e attualmente è il più eseguito, nonostante la resistenza dei familiari del paziente al momento dell’autorizzazione del trapianto. Il processo di donazione della cornea avviene attraverso l’identificazione del potenziale donatore tramite notifica e ricerca attiva. Ogni paziente che muore tra i 2 e gli 80 anni di età è considerato un potenziale donatore (NOGUEIRA, 2019).

Nell’ambiente ospedaliero, le Unità di Terapia Intensiva (UTI) sono viste dai familiari dei pazienti come un settore preoccupante, essendo un luogo di alta tecnologia dove i pazienti necessitano di cure intensive. Questa preoccupazione influisce negativamente sulla comprensione dell’importanza della donazione di organi da un paziente all’altro. Il professionista deve chiarire ai familiari questa necessità, spiegando che il loro caro può salvare altre vite. Inoltre, deve essere chiaro e convincente affinché la famiglia, pur attraversando le fasi del lutto, possa contribuire al processo di prelievo degli organi, garantendo anche un’adeguata assistenza infermieristica utilizzando i diagnosi infermieristici della tassonomia NANDA (CAVALCANTE; et al., 2014).

Pertanto, lo scopo di questo studio è stato presentare un’analisi della letteratura scientifica sull’applicazione della sistematizzazione dell’assistenza infermieristica, secondo la tassonomia NANDA, nei pazienti in morte encefalica, per la preservazione della cornea di questo potenziale donatore, nonché verificare le principali interventi infermieristici lavorati nell’assistenza ai pazienti donatori di cornea.

2. METODO

Si tratta di una Revisione Integrativa della Letteratura (RIL), sono stati adottati i seguenti criteri di inclusione per la realizzazione della ricerca: articoli, tesi e dissertazioni gratuite pubblicate in portoghese, inglese e spagnolo, che fossero disponibili integralmente nelle basi di dati, Coordenação de Aperfeiçoamento de Pessoal de Nível Superior (CAPES), Scientific Electronic Library (SCIELO), PUBMED e Biblioteca Virtual em Saúde (BVS Brasil), che trattassero il tema definitivo, e pubblicate tra gli anni 2014 e aprile 2020.

Per il procedimento di raccolta dati è stato creato uno strumento semi-strutturato che comprende: titolo, area della rivista, anno di pubblicazione, obiettivo dello studio, diagnosi infermieristica e dominio nella Tassonomia di NANDA (APPENDICE A), attraverso il quale è stata realizzata una ricerca esplorativa e selettiva di articoli e tesi.

Il processo di ricerca delle produzioni letterarie si è svolto nelle seguenti fasi:

FASE 1: Verifica delle parole chiave

Utilizzando le parole chiave che sono in relazione al tema della ricerca nei Descritores em Ciência da Saúde (DeCS): Cornea, Hospital Care, Brain Death, Tissue, Organ, Procurement.

FASE 2: Ottenimento del campione

È stata realizzata una ricerca utilizzando gli operatori booleani “AND” e “OR” per raggiungere la maggior quantità disponibile di articoli sul tema nelle basi di dati, come mostrato nel quadro 01 e nella fase 03.

FASE 3: Sintesi dei dati

È stata effettuata una prima selezione degli articoli e delle tesi attraverso la lettura dei titoli cercando la relazione con il tema del lavoro. Sono stati sintetizzati 12 articoli come risultato positivo della ricerca. La seconda selezione è stata effettuata attraverso la lettura degli abstract confrontando con gli obiettivi del lavoro e la questione guida della ricerca.

Il metodo di analisi dei dati si basa sulla Teoria di Bardin che prevede tre fasi fondamentali: pre-analisi, esplorazione del materiale e trattamento dei risultati, inferenza e interpretazione (BARDIN, 2016).

3. RISULTATI

I risultati di questa fase sono esposti nella Tabella 1 e Tabella 2:

Tabella 1: Pubblicazioni disponibili nel periodo 2014-2020, secondo i descrittori e le basi di dati

(DECS)
Basi di Dati
Brain Death
OR
Tissue AND Organ Procurement
Brain Death
AND
Cornea
Brain Death
AND
Hospital Care
Cornea
OR Tissue Organ Procurement
TOTALE
SCIELO 02 01 01 01 05
BVS BRASIL 01 01 0 0 02
PUBMED 07 02 0 0 09
CAPES 0 01 03 13 17
TOTALE 10 05 04 14 33

Fonte: Autore, 2021.

In questo modo, 33 lavori sono stati presi in considerazione per l’analisi iniziale, seguita dalla lettura dei titoli e degli abstract.

Nel secondo quadro, si osserva la presentazione dei 12 articoli correlati all’oggetto di studio e di ricerca, identificati attraverso la lettura dei titoli e degli abstract. Questo è stato possibile grazie all’aggregazione dei descrittori trovati nelle basi di dati.

Quadro 02: Pubblicazioni disponibili nel periodo 2014-2020

Basi di dati Unione dei descrittori Primo risultato della selezione Secondo risultato della selezione Utilizzati
SCIELO Brain death
OR tissue organ procurement.
Brain death AND cornea.
Hospital care AND cornea.
Cornea OR
Tissue organ procurement.
6.893 05 02
BVS BRASIL Brain death
ORtissueorganprocurement.
Brain death AND cornea.
Hospital care AND cornea.
Cornea OR
Tissueorganprocurement.
23.566 02 02
PUBMED Brain death
OR tissue organ procurement.
Brain death AND cornea.
Hospital care AND cornea.
Cornea OR
Tissue organ procurement.
3.137 05 05
CAPES Brain death
OR tissue organ procurement.
Brain death AND cornea.
Hospital care AND cornea.
Cornea OR
Tissue organ procurement.
17 0 0
Totale 04 33.612 12 12

Fonte: Autore, 2021.

La revisione delle produzioni ha permesso di identificare che la distribuzione degli studi è avvenuta in modo eterogeneo, con una differenza significativa nella quantità di articoli trovati tra gli anni 2014 e 2020, totalizzando 12 articoli distribuiti durante gli anni:

  • 2014 (01).
  • 2015 (01).
  • 2016 (02).
  • 2017 (00).
  • 2018 (01).
  • 2019 (05).
  • 2020 (02).

4. DISCUSSIONE

Il diagnosi precoce di morte encefalica è essenziale per garantire la qualità del trapianto, la strategia di allerta computerizzata ha dimostrato la sua efficacia e supporto, ma è ancora necessario aumentare il tessuto disponibile dai donatori di cornea.

La Commissione Intraospedaliera per la Donazione di Organi e Tessuti per Trapianti (CIHDOTT) è la commissione responsabile per la realizzazione dei trapianti all’interno delle istituzioni, è necessario un coordinatore inserito nel team per pianificare misure che aumentino il numero di donatori e ottimizzino il confronto con il rifiuto familiare. Per una migliore comprensione degli articoli e delle loro similitudini affrontate, sono stati raggruppati in categorie che sono: I- Perdita del potenziale donatore dovuta alla gestione assistenziale e alla necessità di sistematizzazione dell’assistenza infermieristica SAE; II- Conoscenza sulla donazione di organi; III- Strategie per la diagnosi precoce di morte encefalica e IV- Importanza di una commissione per il supporto assistenziale.

5. PERDITA DEL POTENZIALE DONATORE A CAUSA DELLA MANUTENZIONE ASSISTENZIALE E NECESSITÀ DELLA SAE

La prima categoria affrontata è stata la perdita del potenziale donatore a causa della manutenzione assistenziale e la necessità dell’applicazione della sistematizzazione dell’assistenza infermieristica nei confronti dei pazienti in morte cerebrale si caratterizza come l’azione del team multiprofessionale che opera nell’ambiente ospedaliero, si sottolinea il ruolo fondamentale dell’infermiere responsabile nel mantenere sicura l’assistenza diretta al potenziale donatore di cornea, uno dei punti che risulta necessario è la gestione del monitoraggio emodinamico con attenzione individualizzata, poiché la temperatura del corpo umano deve essere normotermica, ovvero afebrile (senza febbre), affinché il successo del trapianto sia garantito (FREITAS et al., 2018).

Affinché l’acquisizione avvenga, è necessario prendersi cura della sistematizzazione dell’assistenza infermieristica. L’infermiere include nelle prescrizioni infermieristiche interventi assistenziali rivolti al team infermieristico che si occupa direttamente delle cure al paziente potenziale donatore di cornea. Uno degli interventi consiste nel mantenere l’ambiente con poca luminosità e nel posizionare garze umide di soluzione fisiologica per umidificare il globo oculare. L’azione dell’infermiere in collaborazione con la SAE è di estrema importanza e deve essere implementata in modo standardizzato all’interno di un’unità di terapia intensiva, in modo che l’infermiere possa facilmente promuovere questa prevenzione dell’organo prima del trapianto (COSTA; COSTA; AGUIAR, 2016).

L’adeguatezza della valutazione clinica e laboratoriale del potenziale donatore è essenziale per ottenere organi e tessuti in condizioni favorevoli al trapianto. In questo modo si evita la possibilità di trasmissione di infezioni al potenziale donatore di cornea al momento dell’acquisizione.

Un altro fattore importante da osservare è il rifiuto della famiglia di accettare la diagnosi di morte cerebrale e la mancanza di professionisti qualificati, insufficiente per un’assistenza di qualità. La mancanza di autorizzazione familiare è la causa principale della non donazione, quindi si sottolinea la necessità di campagne educative rivolte alla società nel suo insieme per chiarire l’intero processo di donazione di organi e stimolare il consenso della popolazione (FREITAS et al., 2018).

6. CONOSCENZA SULLA DONAZIONE DI ORGANI

La conoscenza sulla donazione degli organi, al momento dell’approccio del team multidisciplinare e della famiglia del potenziale donatore, implica attenzioni nel modo di parlare e nel legame che si creerà in quel momento, poiché il rifiuto dei familiari può complicare il processo. La famiglia si trova in fase di lutto e ciò può influenzare la collaborazione alla donazione dell’organo. Il professionista deve essere cauto e prendere misure preventive prima di affrontare la famiglia che si trova in uno stato di fragilità a causa della perdita di un caro.

La fragilità della conoscenza della popolazione, indicata come una delle cause della mancata donazione degli organi, è legata alla mancata accettazione dei familiari, principalmente per motivi culturali e religiosi. Il professionista della salute applicherà l’etica professionale rispettando il momento della famiglia. La morte cerebrale è la mancanza di funzione di più organi, a causa di alterazioni endocrine, metaboliche ed emodinamiche del potenziale donatore, il professionista spiegherà alla famiglia in modo educato e chiaro che il paziente non avrà successo nel recupero, rispettando tutte le fasi del lutto che la famiglia sta vivendo, al fine di convincerli a firmare il protocollo di apertura per il processo di donazione di organi e tessuti (ARAÚJO et al.,2016).

La conoscenza proviene da entrambe le parti, dalla società e dai professionisti della salute. È necessario che entrambi abbiano una conoscenza approfondita sulla donazione di organi, sia dal punto di vista scientifico che dell’esperienza vissuta. Un professionista della salute con scarsa conoscenza scientifica non avrà argomenti sufficienti per convincere la famiglia del donatore, e d’altra parte, se la famiglia non ha avuto esperienza con la situazione o vi si sta avvicinando per la prima volta, è necessario essere preparati positivamente come professionisti qualificati e completi per ottenere successo (FREITAS et al.,2018).

7. STRATEGIA PER LA DIAGNOSI PRECOCE DELLA MORTE CEREBRALE

La strategia per la diagnosi precoce della morte cerebrale costituisce la terza categoria. Tra le tecniche per la diagnosi precoce della morte cerebrale ci sono la verifica del tempo di sedazione per ciascun farmaco depressore del sistema nervoso centrale, secondo il protocollo già esistente per la morte cerebrale, quindi informare la famiglia sulla programmazione dell’apertura del protocollo di morte cerebrale, e condurre esami clinici. Considerando che ogni operatore sanitario fornisce un’assistenza specifica o routinaria al paziente, è necessario che le unità di terapia intensiva abbiano procedure operative standard specifiche per l’apertura del protocollo per i pazienti diagnosticati con la morte cerebrale, e che la sistematizzazione dell’assistenza infermieristica venga attuata insieme, al fine di garantire una promozione del paziente potenziale donatore di cornee, consentendo una donazione sicura di cornee (ARAÚJO et al., 2016).

L’obiettivo della strategia precoce è garantire che il potenziale donatore non venga perso durante il percorso dalla selezione al giorno del prelievo dell’organo, tutti i professionisti devono essere formati e adeguatamente addestrati per una migliore esecuzione durante il processo. Pertanto, la strategia può essere sotto forma di materiale stampato o training sul flusso di lavoro al fine di mantenere il paziente come forte candidato alla donazione di organi e tessuti (CASTRO et al., 2018).

8. L’IMPORTANZA DELLA COMMISSIONE PER IL SUPPORTO ASSISTENTE

Infine, la quarta categoria evidenzia l’importanza di una commissione istituita in ospedale per sostenere le squadre professionali che operano nell’unità di terapia intensiva. Attualmente, la commissione intraospedaliera per la donazione di organi e tessuti per i trapianti ha un ruolo cruciale nel processo di ricerca e identificazione dei potenziali donatori, affinché il trapianto avvenga in modo adeguato e tempestivo. Dai risultati degli studi osservati, emerge che la lesione della cornea ha occupato poco spazio nelle unità di terapia intensiva, evidenziandosi a seguito della morte cerebrale. Riguardo alla diagnosi infermieristica, il rischio di occhio secco, tra i 230 pazienti coinvolti nella ricerca, è stato presente in 122 casi, con un’incidenza globale di occhio secco che ha compromesso il tessuto corneale, ovvero il 53% durante il periodo dello studio, con un’incidenza di 0,184 casi di paziente al giorno (5,51 casi di paziente al mese) (ARAÚJO et al., 2016).

Vi è una forte necessità di sistematizzare l’assistenza infermieristica nei pazienti potenziali donatori di cornea, che garantisca un miglioramento nell’assistenza fornita al paziente, pratiche che possano garantire la preservazione della cornea, al fine di aumentare il numero di trapianti effettuati, nonché la loro efficacia, attraverso la sistematizzazione dell’assistenza infermieristica e un protocollo informatizzato che semplifichi il lavoro del team assistenziale (FREITAS et al., 2018).

Di fronte al dolore della perdita dei familiari, gli studi indicano la mancanza di abilità del team medico nel spiegare il contesto della donazione, di fronte ai loro dubbi e alla paura che il loro familiare sia ancora vivo. Affinché vi sia una comunicazione efficace e si crei un legame soddisfacente tra il team professionale e la famiglia, è necessario essere trasparenti riguardo all’argomento trattato e fornire un’assistenza umanizzata durante tutto il processo, al fine di raggiungere l’obiettivo principale, che è aumentare il numero di donazioni di organi nel nostro paese.

In questo senso, la commissione, con il miglioramento dei suoi servizi, sviluppa l’educazione continua tra i professionisti e i dipendenti dell’istituzione, garantisce un’intervista familiare adeguata, forma i professionisti per questa visita, crea routine per offrire ai familiari dei pazienti deceduti la possibilità di donare organi e altri tessuti, fornisce i materiali necessari per un efficace prelievo di organi e tessuti in ospedale (FREITAS et al., 2018).

9. CONSIDERAZIONI FINALI

In questo studio, si è notata l’assenza della pratica della sistematizzazione dell’assistenza infermieristica in terapia intensiva e come conseguenza la diminuzione dei trapianti di cornea a causa dei dati presentati come evidenza, altri fattori sono visibili nella ricerca, come l’assenza di strategie per la diagnosi precoce di ME, al fine di garantire la sicurezza del potenziale donatore di cornea fino al giorno del trapianto.

I dati trovati nei risultati della ricerca mostrano la necessità dell’interazione professionale con il processo di morte encefalica correlato alla donazione di organi e tessuti principalmente rivolta alla cornea, la perdita del potenziale donatore a causa di un fallimento nella manutenzione del corpo è legata all’assenza della SAE, l’assenza di conoscenza familiare legata al lutto impedisce la cattura dell’organo in tempo utile, l’assistenza del protocollo per la diagnosi infermieristica è inesistente negli ospedali sotto forma di protocollo, ritardando la possibilità di apertura del processo istituzionale e l’assenza della commissione che sostiene e chiarisce il processo di donazione di organi al personale multiprofessionale è necessaria affinché il processo si concluda in modo soddisfacente dall’inizio alla fine.

Il riconoscimento precoce dei fattori di rischio per la realizzazione della diagnosi infermieristica della Taxonomia NANDA come il rischio di occhio secco, il rischio di lesioni della cornea e il rischio di secchezza oculare, e quindi l’adozione di misure preventive, ridurrà certamente la probabilità di alterazioni oculari nei pazienti critici, consentendo la donazione di organi e tessuti.

RIFERIMENTI

ARAÚJO, Diego Dias de; ALMEIDA, Natália Gherardi; SILVA, Priscila Marinho Aleixo; RIBEIRO, Nayara Souza; WERLI-ALVARENGA, Andreza; CHIANCA, Tânia Couto Machado. Predição de risco e incidência de olho seco em pacientes críticos. Rev. Latino-Am. Enfermagem. v. 24; e. 2689. 2016. DOI: http://dx.doi.org/10.1590/1518-8345.0897.2689. Disponível em: https://www.scielo.br/pdf/rlae/v24/pt_0104-1169-rlae-24-02689.pdf. Acesso em: 11 jul. 2021.

BARDIN, Laurence. Análise de Conteúdo. Tradução: Luís Augusto Pinheiro. São Paulo: Edições 70, 2016. Disponível em: https://madmunifacs.files.wordpress.com/2016/09/anc3a1lise-do-contec3bado-apresentac3a7c3a3o.pdf. Acesso em: 10 jul. 2021.

CASTRO, Ângela Beatriz de. Conhecimento e atitude dos enfermeiros frente ao processo de doação de órgão. Dissertação (Mestrado). Universidade Federal do Espírito Santo, 2018. Disponível em: https://repositorio.ufes.br/bitstream/10/8320/1/tese_11804_Disserta%C3%A7%C3%A3o%20com%20restri%C3%A7%C3%A3o%20dos%20artigos.pdf. Acesso em: 11 jul. 2021.

CAVALCANTE, Layana de Paula; RAMOS, Islane Costa; ARAÚJO, Michell Ângelo Marques; et. al. Cuidados de enfermagem ao paciente em morte encefálica e potencial doador de órgãos. Acta Paul Enferm. 2014. Disponível em:http://www.scielo.br/pdf/ape/v27n6/1982-0194-ape-027-006-0567.pdf. Acesso em: 10 jul. 2021.

COSTA, Carlane Rodrigues; COSTA, Luana Pereira; AGUIAR, Nicoly. A enfermagem e o paciente em morte encefálica na UTI: Artigos de Pesquisas. Rev. bioét. (Impr.) v.24, n.2,  p. 368-73. 2016;. Disponível em: http://www.scielo.br/pdf/bioet/v24n2/1983-8034-bioet-24-2-0368.pdf. Acesso em: 10 jul. 2021.

FACESA. Assistência de Enfermagem no Transplante de Córnea. Revista de Iniciação Científica e Extensão – REIcEn. Faculdade Sena Aires. 2019. Disponível em: http://twixar.me/sNRT. Acesso em: 10 jul. 2021.

FREITAS, Luana da Silva; FERREIRA, Marcia de Assunção; ALMEIDA FILHO, Antônio José de; et. al. Lesões na córnea em usuários sob os cuidados intensivos: contribuições à sistematização da assistência de enfermagem e segurança do paciente. Texto Contexto Enferm. v.27, n.4. 2018. Disponível em: https://www.scielo.br/pdf/tce/v27n4/0104-0707-tce-27-04-e4960017.pdf. Acesso em: 10 jul. 2021.

GUETTI, Nancy Ramos; MARQUES, Isaac Ramos. Assistência de enfermagem ao potencial doador de órgãos em morte encefálica. Rev. Bras Enferm. V. 61, n. 1, p. 91-7. Brasília: 2008 Disponível em: http://www.scielo.br/pdf/reben/v61n1/14.pdf. Acesso em: 12 jul. 2021.

LIMA, Camila Santos Pires; BATISTA Ana Cláudia de Oliveira; BARBOSA, Sayonara de Fátima Faria. Percepções da equipe de enfermagem no cuidado ao paciente em morte encefálica.Rev. Eletr. Enf. v.15, n.3, p.780-9, 2013. Disponível em: https://www.fen.ufg.br/fen_revista/v15/n3/pdf/v15n3a21.pdf. Acesso em: 12 jul. 2021

NOGUEIRA, Erismar Santos. SILVA, Erci Gaspar da. SANTOS, Walquiria Lene dos. Assistência de enfermagem no transplante de córnea. Revista InicCientExt, v. 2, n.2, p. 89-95, 2019.

[1] Infermiera, Master in Infermieristica, Professore presso il Centro Universitário FIBRA, Brasile.

[2] Infermiera, Master in Infermieristica, Professore presso il Centro Universitário FIBRA, Brasile.

[3] Infermiera, Master in Infermieristica, Professore presso l’Università Statale del Pará, Brasile.

[4] Infermiera, Master in Sorveglianza ed Epidemiologia, Professore presso il Centro Universitário FIBRA, Brasile.

[5] Infermiera, Master in Infermieristica, Professore presso il Centro Universitário FIBRA, Brasile.

[6] Biomedico, Dottorato di Ricerca in Malattie Tropicali. Professore e ricercatore presso l’Università Federale di Amapá, Brasile.

[7] Dottorato di ricerca in Psicologia e Psicoanalisi Clinica. Dottorato in corso in Comunicazione e Semiotica presso la Pontificia Università Cattolica di San Paolo (PUC/SP). Master in Scienze Religiose presso l’Universidade Presbiteriana Mackenzie. Laurea Magistrale in Psicoanalisi Clinica. Laurea in Scienze Biologiche. Laurea in Teologia. Si occupa da oltre 15 anni di Metodologia Scientifica (Metodo della Ricerca) nell’orientamento alla produzione scientifica di Master e Dottorandi. Specialista in ricerche di mercato e ricerche focalizzate sull’area sanitaria. ORCID: 0000-0003-2952-4337.

[8] Biologo, PhD in Teoria e Ricerca del Comportamento. Professore e Ricercatore presso l’Istituto Federale di Amapá – IFAP.

[9] Psicologo, Dottore di Ricerca in Malattie Tropicali, Professore presso l’Università Statale del Pará (PA), Brasile.

[10] Master in Studi Antropici in Amazzonia (PPGEAA/UFPA) e Ricercatore nel Gruppo di Ricerca su Salute, Società e Ambiente (GPSSA/UFPA).

[11] Accademico di infermieristica, Centro Universitário FIBRA, Brasile.

[12] Accademico di infermieristica, Centro Universitário FIBRA, Brasile.

[13] Accademico di infermieristica, Centro Universitário FIBRA, Brasile.

[14] Biologo. Dottore in Medicina / Malattie tropicali. Professore e ricercatore presso l’Università Federale del Pará, Brasile.

Inserito: marzo 2022.

Approvato: marzo 2022.

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Carla Dendasck

Ha conseguito un doppio dottorato di ricerca in Comunicazione e Semiotica e un dottorato di ricerca in Psicoanalisi con specializzazione in Neuroscienze. Ha inoltre conseguito una doppia laurea magistrale in Studi Religiosi e una laurea magistrale in Psicoanalisi Clinica. Ha conseguito lauree in Biologia e Teologia e attualmente sta conseguendo una laurea in Medicina. Dimostra un profondo interesse per gli studi multidisciplinari e interdisciplinari, concentrandosi sulle intersezioni tra le aree della Salute e delle Scienze Umane, partecipando a diversi gruppi di ricerca. È caporedattrice della rivista scientifica multidisciplinare Núcleo do Conhecimento, oltre a essere divulgatrice scientifica online, relatrice e consulente per i programmi Stricto Sensu (Master e Dottorato). ORCID: 0000-0003-2952-4337. CV di Lattes: http://lattes.cnpq.br/2008995647080248

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